TRAVEL

Una vacanza digital detox: Eremito

Ci sono luoghi che si visitano, e poi ci sono luoghi che ti attraversano.

Eremito è stato, per me, questo.

È arrivato come una sorpresa inattesa. Non un viaggio programmato, ma un appuntamento silenzioso che la vita ha fissato per me in un momento preciso: quello in cui avevo bisogno di ritrovarmi. Tutto è accaduto in un mio momento nel quale alcune situazioni mi avevano destabilizzata e dispersa in mille pensieri circolari. La mente non conosceva riposo, il cuore non trovava centro. Così l’invito di soggiornare ad Eremito mi è parso un segno e un sogno.

Arrivare tra le colline umbre è stato come rallentare il battito. La strada si faceva sempre più stretta, il paesaggio più essenziale, finché anche dentro di me qualcosa ha iniziato finalmente a tacere.  Sono state 48 ore piene di totale disconnessione. Lasciare il cellulare non è stato solo un gesto simbolico: è stato un atto di resa. Ho deposto il rumore, le notifiche impertinenti e continue, le risposte immediate. Ho accettato di non essere raggiungibile, e così forse per la prima volta mi sono resa raggiungibile a me stessa.

Fin dall’ingresso ho iniziato a respirare pace. Nel 2013 Marcello Marzulli (che ha una storia bellissima che potete leggere qui ) inaugura Eremito. Si tratta di un eremo laico dove trascorrere un tempo rilassante e rigenerante, lontano dai rumori della quotidianità, in un maestoso isolamento di fronte alla Riserva della Biosfera (Unesco). Questo luogo conserva un’aura che non si può spiegare: si può solo sentire. Le pietre trattengono silenzi antichi, la luce — alimentata solo da pannelli fotovoltaici — è morbida, quasi timida. Niente connessione, nessun apparecchio elettronico, solo l’essenziale. Solo ciò che serve davvero. 

Nella mia piccola celluzza c’era tutto e niente: un comodo letto, uno scrittoio in pietra davanti ad una finestrella che dava sulla vallata, pochi oggetti, spazio vuoto.  Ho subito compreso che quel vuoto era lo spazio che mi serviva per rimettere ordine. Ogni gesto si è fatto lento, consapevole. Il respiro ha trovato un ritmo nuovo. I pensieri, privati del loro nutrimento continuo, hanno iniziato a sgonfiarsi, ho scritto, ho letto molto.

Ho potuto condividere questa esperienza che rimarrà sicuramente nei miei ricordi con altre dieci persone, ognuna di queste, come spesso accade, con una sua bella storia da condividere davanti al camino acceso. Ho trascorso così anche del tempo conversando piacevolmente con chi affrontava questi giorni di digital detox in solitaria. Meditazione, yoga, bagno turco, idromassaggio e silenzi condivisi. Ognuno lì per abitare se stesso. Non per fuggire, ma per sostare. E io avevo bisogno proprio di questo: sostare. Fermarsi e concedersi un necessario riequilibrio.

(foto della vasca idromassaggio presa dal web)

La cucina proposta è vegetariana, semplice e autentica con il pane fatto in casa. Tutti i pasti sono serviti nel refettorio, ho adorato la colazione con la ricotta fresca e la marmellata di zucca e zenzero, ma più di tutto ho amato il momento della cena in silenzio, la sera attorno alle candele accese, il camino, le zuppe calde, le ceramiche, gli sguardi e i sorrisi mentre tutto scorreva lento e ogni sapore era accentuato dal non avere alcuna distrazione se non il proprio nutrimento.

A Eremito ho capito che l’overthinking è spesso un tentativo disperato di controllare ciò che non possiamo contenere. Nel silenzio, invece, ho imparato a lasciare andare. Ho sentito la mia energia tornare a un centro più stabile, più quieto. Non una trasformazione eclatante, ma un riassestamento sottile, come quando la terra, dopo una scossa, lentamente si ricompone.

È stata una sorpresa, sì. Ma una sorpresa che mi stava aspettando.

Un luogo fuori dal tempo che mi ha restituito tempo.

Un silenzio che ha rimesso ordine al rumore.

Un ritorno alla semplicità che, senza sforzo, mi ha riportata a me.

 

Grazie a chi ha dato vita a tutto ciò: Marcello, a tutto il personale che con cuore e sorrisi lavora all’Eremito e un abbraccio speciale all’accoglienza di Giulia e Laura, grazie infinite.

 

(tutte le foto contenute in questo articolo sono state scattate al mio arrivo e poco prima della partenza)

 

You Might Also Like

No Comments

Leave a Reply

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.