DOLCI

Dischi al cioccolato (simil Yo Yo)

Pochi giorni e ricomincerà un nuovo anno scolastico. Speriamo che possa scorrere in modo “normale”! Credo sia il pensiero che abbiamo tutti, quello di poter respirare un po’ di sana normalità… 

Vorrei fare rewind. Quando erano giorni di frenetiche domande e dubbi sul nuovo anno scolastico, quando mi preoccupavo della Smemo da comprare (che poi scambiavo con le amiche per dediche ecc..), delle penne colorate, degli evidenziatori. Poi c’era il profumo dei quaderni nuovi scelti con logica per ogni materia, lo zaino pulito, i professori nuovi, le nuove materie… che bellissime preoccupazioni 😉

Beh, anche per affrontare al meglio l’impegno scolastico bisogna fare delle colazioni golose e merende nutrienti, che ne dite di cimentarvi nel preparare questi simil Yo Yo? Già, ho cercato di realizzare le famose merendine e con cosa le ho riempite? Ma con la stupenda Cremadelizia al cacao Babbi …eh sì, proprio deliziose 😉

Dischi al cioccolato (simil Yo Yo)

(per 9/10 merendine)

  • 3 uova medie
  • 100 g zucchero semolato
  • 1/2 bacca di vaniglia (semini)
  • 100 g farina tipo 00
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato

farcitura

  • crema spalmabile al cacao (io Babbi)
  • 50 g cioccolato fondente al 70%

Procedimento

Come prima cosa unire nella ciotola della planetaria (o con le fruste elettriche)  le uova  a temperatura ambiente assieme lo zucchero e l’aroma di vaniglia. Montare il composto per circa 5/6 minuti, fino a farlo diventare bello gonfio e spumoso.

A parte setacciare la farina con il bicarbonato, mescolare bene e aggiungerlo pian piano al composto di uova. Amalgamare il tutto con una spatola, mescolando con movimenti delicati dal basso verso l’alto per non smontare il composto.

Versare un cucchiaio colmo di composto su carta da forno facendo cerchi di impasto di 8 cm ben distanziati.

Cuocere in forno ventilato  preriscaldato a 180° per circa 8 minuti. Spegnere e lasciate dentro 2 min con lo sportello semi aperto. Attenzione, dovranno risultare chiari!

Lasciar  raffreddare  su una gratella poi farcire la metà dei dischi con la crema spalmabile e chiuderli con la metà dei dischi rimanenti.

Fondere circa il cioccolato fondente a bagno maria, trasferirlo in una sac à poche dal beccuccio fine o altrimenti creare un piccolo cono con la carta forno (trovate tanti tutorial su You Tube), decorare i vostri simil  Yo-Yo.

Attendere che il cioccolato si solidifichi, occorreranno un paio di ore. 

Si conseravano bene qualche giorno a temperatura ambiente nel vetro o scatola di latta.

TRAVEL

Fra Umbria e Marche

Anche per queste vacanze 2021 abbiamo scelto la nostra bella Italia. Dobbiamo davvero ritenerci fortunati, perché qualunque  sia la nostra meta, nel nostro Paese ogni luogo è perfetto e offre molto, sia in bellezza che in piacevoli scoperte culinarie.

Abbiamo passato una settimana fra Umbria e Marche, spostandoci frequentemente e macinando km, come nostra consuetudine… siamo rientrati anche stavolta con oltre 1000 km in auto e chissà quanti a piedi, così è la nostra idea di viaggio e di scoperta dei luoghi. Alcuni posti che abbiamo visitato non mi erano nuovi, ma i miei ragazzi ancora non li avevano visti e meritavano una sosta.  Così abbiamo staccato dal mondo per qualche giorno, dai social (mi sono connessa pochissime volte) e dalle beghe quotidiane. Abbiamo parlato, riso, ci siamo immersi in panorami e momenti lenti senza troppi orari o pretese, insieme.

Quante cose abbiamo scoperto? Quanti luoghi abbiamo visitato? Molti. E devo dire che non hanno tradito le nostre aspettative. Anche se qualche appunto credo sia doveroso farlo e lo scriverò alla fine di questo post 😉

Siamo partiti per Ferragosto (un giorno di quelli un po’ antipatici a mio avviso, quasi come Capodanno :-O ),  fortunatamente non abbiamo trovato traffico. Il nostro primo step è stato Passignano sul Trasimeno e poi Perugia, la capitale umbra piena di scale mobili e dal fascino medievale che ha il sapore di cioccolato in molti angoli (anche il nostro hotel era in tema Chocohotel). Perugia è proprio una bella città e accanto al suo bellissimo Palazzo dei Priori ci siamo goduti un’ottima cenetta in un contesto incantevole.


Passignano sul TrasimenoPerugia

Poi la direzione è stata verso le Marche, terra per noi perlopiù sconosciuta, un po’ secca sotto il sole cocente di agosto, con i suoi paesini arroccati e i suoi colori tenui di ambra e tortora fino al blu del suo mare. Abbiamo fatto una bellissima sosta con camminata a fianco del monte per arrivare al bellissimo Tempietto Valadier, L’eremo di Santa Maria Infra Saxa sorge a Genga, venne costruito tra le rocce ed è parzialmente scavato nella parete della grotta. Nei pressi dell’eremo, completamente inserito nella grotta c’è il ben più visibile tempio neoclassico, detto del Valadier. Si tratta di un edificio a pianta ottagonale in travertino locale, fu voluto da papa Leone VII e compiuto entro il 1828.

Eremo Santa Maria Infra Saxa

Tempietto Valadier

I successivi step sono stati la suggestiva Loreto, famosa per ospitare la basilica della Santa Casa, la città di Loreto è uno dei più importanti e antichi luoghi di  pellegrinaggio  del mondo cattolico, devo ammettere che credenti o meno è davvero una visita suggestiva e che merita.  Poi abbiamo preseguito verso  la bellissima Recanati di Leopardi e alla fine siamo giunti a Porto Sant’Elpidio dove abbiamo fatto un po’ di mareLoreto

Recanati

la sera a Porto Sant’Elpidio

Nei giorni successivi abbiamo optato per le località di mare, spiagge ciottolose e sabbiose, vento e salsedine… Porto San Giorgio, Lido di Fermo e l’imperdibile giro nella riviera del Conero, Numana e Sirolo e la bella spiaggia del Frate (sicuramente un po’ inflazionata, ma meritevole anche solo per lo splendido panorama!). Altre località balneari anche se viste en passant? Porto Recanati e Civitanova Marche, Grottammare.

Numana – spiaggia del Frate

Una località in cui abbiamo dormito e che mi è molto piaciuta è stata Pedaso, tranquilla, pulita, senza fronzoli ma non spartana… bella senza averne l’aria! Qui abbiamo soggiornato presso il b&b Vista d’aMare che consiglio per la location stupenda con vista mozzafiato e per Sergio e Daniela che sono dei gestori gentilissimi, disponibili e professionali, quelli che curano ogni piccolo dettaglio come piace a me, che si vede che mettono il cuore nella loro attività!

 

Ancora un giro nell’entroterra e abbiamo visitato Fermo, che sorge sulla vetta e lungo le pendici del Colle Sàbulo, un piccolo comune che mi è molto piaciuto e che offre un bel panorama e che appare proprio fermo nel tempo. Poi ancora il piccolo borgo di Moresco, considerato uno dei più belli d’Italia e Monterubbiano dove abbiamo gustato on the road delle ottime olive all’ascolana e le tagliatelle fritte ;-P

Fermo


Moresco

il risveglio al mattino presso il b&b Vista d’aMare

Abbiamo terminato il nostro tour delle nostre visite alle città e paesi con tre soste.  La bella Ascoli Piceno, una vera scoperta, mai l’avrei immaginata tanto affascinante, invece l’ho trovata proprio bella  e “buona” (si capisce che mi piacciono le olive all’ascolana, vero?). Il centro storico è costruito quasi interamente in travertino e non si può non amare la rinascimentale piazza del Popolo…

Altra sosta, prettamente culinaria, a Norcia, in Umbria. Fa male trovarla ancora devastata dal maledetto sisma del 2016… ancora sembra lontana dall’essere ricostruita e le ferite aperte mi creano sempre disagio … però le persone sono operose e sorridenti, i prodotti del territorio non hanno bisogno di presentazione e i che dire dei suoi norcini? Se siete buongustai la fermata è d’obbligo!

Ultima sosta la sempre suggestiva e affascinante Assisi, terra di San Francesco con i suoi vicoli perfetti e la sua stupenda basilica, niente da aggiungere. Era anche stavolta piena di turisti. Rispetto alla povera Norcia qui gli effetti del sisma sembrano esser stati curati e ripristinati (mi viene da commentare che fosse prevedibile). Comunque Assisi non delude mai 🙂

Sono tutti luoghi che vi consiglio di visitare, tutti molto belli. E io non posso che sentirmi profondamente grata per queste giornate piene di famiglia e per essere nata in questa parte fortunata di mondo!

 

Consigli per il viaggio in queste zone, consigli e osservazioni:

  • non andateci se cercate movida e frenesia. In particolar modo nell’entroterra sono luoghi fatti di tempo disteso e un po’ fermo nel tempo, per fortuna direi 🙂
  • i prezzi sono ancora molto abbordabili e il cibo è ottimo! Per quanto concerne le Marche devo segnalare assolutamente due ristoranti dove  abbiamo gustato ottimo pesce in riva al mare il ristorante Chalet Tropical a Porto Sant’Elpidio e il Casa de Mar a Pedaso (servizio impeccabile peraltro). Mentre in Umbria a Norcia fermatevi all’osteria Sienti’n pùo’ 
  • il mare offre sia tanti luoghi a spiaggia libera che attrezzata, a voi la scelta. A ridosso del mare e per tutto il litorale scorre la linea ferroviaria, anche se non siete abituati dopo poco non farete più caso ai treni  😉
  • se decidete di andare alla Spiaggia del Frate a Numana l’accesso è dall’hotel Eden, i parcheggi nei pressi del centro sono caotici in agosto, se optate per il  parcheggio dell’hotel sono 10 euro al giorno. La discesa vale il mare, lì trovate due lidi attrezzati e spiaggia libera (per quest’anno l’accesso alla spiaggia libera è contingentato per le norme anti-Covid)
  • fate attenzione alla raccolta differenziata e a porta a porta, peraltro in queste zone mi sembra funzioni bene, ho trovato tutto molto pulito
  • attenzione alla viabilità, specialmente nelle Marche… cartelli stradali quasi inesistenti, il navigatore spesso fa fare giri un po’ strani, chiedere consiglio agli abitanti è buona cosa
  • si trovano molti parcheggi liberi e comunque a buon costo
  • osservazione per le Marche. Purtroppo ho trovato i paesaggi interni spesso aridi, incolti, un po’ lasciati a sé stessi. Terribili (e lo scriverei a caratteri cubitali) i mostri architettonici che si trovano troppo spesso qua e là a ridosso di spiagge  e belle località, il triste simbolo delle costruzioni selvagge anni 70, peccato davvero …
  • la strada da Ascoli a Norcia è attualmente piena di lavori e semafori, scorre molto lenta. Prestate attenzione.

 

ANTIPASTI/ SECONDI PIATTI

Patate con salsa di yogurt

Chissà a quante persone stiamo antipatiche (senza una reale conoscenza) solo perché qualcuno ha parlato loro male di noi. Anche a me è capitato di aver pregiudizi su una persona solo perché un’altra dalla bocca larga  me ne aveva parlato in modo negativo, ed è un  errore. Conoscendola mi sono ricreduta e mi sono sentita profondamente superficiale a fidarmi di giudizi non partoriti dalla mia testa e dalle mie sensazioni.

La cattiveria non è cosa rara purtroppo. Tantomeno lo è l’invidia. Talvolta le persone che “vorrebbero” esser come qualcun altro ma senza mettersi loro stessi in gioco preferiscono giocare la tattica della demolizione agli occhi degli altri. L’ intelligenza dell’interlocutore sta nel non cadere in tale tranello.

Esattamente come accade in cucina. Una ricetta può essere presentata come buonissima, oppure il contrario, ma se non la si sperimenta non si potrà mai sapere cosa è per il nostro palato e quanto rientrerà nei nostri gusti da lì in avanti, in barba a come ci è stata raccontata 🙂

Questa ricetta è semplicissima, appetitosa e perfetta per i vostri aperitivi, con un sapore che rimanda al mare greco… una di quelle preparazioni perfette anche in estate per la velocità di realizzazione  ottima da gustarsi in compagnia attorno ad un tavolino con il giusto sole, sia di raggi che di persone luminose 😉

Patate con salsa di yogurt

5 grosse patate (meglio a pasta bianca)

150 grammi di yogurt greco

1/2 spicchio di aglio fresco

un cucchiaio di finocchietto selvatico

1/2 cucchiaino di senape

sale

pepe nero

olio extravergine di oliva

 

Lessate le patate in abbondante acqua con la buccia,  finché siano cotte ma sempre  con consistenza, non devono esser troppo morbide al taglio. Passarle sotto l’acqua fredda, sbucciarle e tagliarle a cubetti. Tenere da parte a raffreddare, irrorarle con un filo di olio buono.

In una ciotola mescolare lo yogurt con la senape, aggiungere l’aglio ben schiacciato, il finocchietto selvatico tritato. Mescolare bene, aggiungere un generoso filo di olio e aggiustare sale e pepe affinché risulti una salsina saporita.

A questo punto mescolare con delicatezza i cubetti di patata con la salsa di yogurt e guarnire con  finocchietto e cipolla fresca di Tropea.

TRAVEL

quel ramo del Lago di Como…

Sono rientrata da pochi giorni da tre piacevolissime giornate trascorse assieme alla mia dolce amica Vaty in cui siamo state ospiti in una stupenda villa sul lago di Como, Villa Evelina . Sono riuscita davvero a staccare completamente, a non pensare e ho lasciato cose da sistemare, preoccupazioni e beghe a casa, senza farmene sopraffare. Mi è sembrata una gran conquista! Il tempo di rigenerarsi con i miei adorati uomini e la compagnia di un’amica speciale sono sempre la giusta carezza quando si è in down di energie…

I proprietari di questa villa stupenda che domina il suggestivo lago di Como (loc. Stazzona) sono Simona ed Alberto, due persone davvero speciali, di gran simpatia e  che ci hanno accolto calorosamente, coccolandoci e facendoci compagnia in questi giorni. Peraltro giorni di festa poiché  la nostra Nazionale Italiana di calcio  ha vinto il Campionato Europeo!!! Avete idea della magia di assistere alla finale lì e brindare alla vittoria con i fuochi di artificio sul lago? Che serata fantastica … oltretutto i proprietari la sera della finale ci hanno anche deliziato con una cenetta davvero ottima<3

La storia di questa villa è davvero suggestiva e ricca di fascino, i racconti e le vicissitudini che la contraddistinguono ci hanno fatto fare un salto nella storia. La villa fu acquistata da Aimone Canape nato nel 1922, originario di Dongo nonché l’ultimo testimone della cattura di Mussolini. Da giovanissimo si recò in Germania per formarsi come maitre e poi rientrato in Italia ha combattuto nelle fila dei partigiani. Nel 1945  vennero intercettate in loco dei mezzi che trasportavano dei nazisti in fuga e Aimone fu chiamato per tradurre poiché parlava tedesco. Fu catturato Mussolini assieme alla Petacci, sua amante. Il racconto della sua cattura, diverso da come riportano i libri di storia, ci ha molto colpito… peraltro tutta la storia è narrata in un libro scritto da Marcello Foa “Il ragazzo del lago”.

Questa sua villa è ricca di oggetti di grande valore e pezzi unici che raccontano non soltanto la storia di Aimone bensì di noi tutti. Abitarla è come vivere in  un museo. Ogni angolo della casa è ricco di oggetti antichi, tutto è curato nei dettagli e l’atmosfera è unica.  Aver avuto il privilegio di “respirarla” è stata davvero una bellissima esperienza! Oltretutto la posizione in cui è ubicata è favolosa, una vista pazzesca del lago di Como, che toglie il fiato sia con il sole spendente che con la pioggia. Spesso è proprio così quando vi è tanta bellezza, niente può scalfirla …

Aprire gli occhi al risveglio e affacciarsi dalla camera con la vista di quel quadro naturale davanti è sublime. Non so dire se sia stata la cornice  perfetta di quel luogo, gli ottimi prodotti della colazione, l’affetto della mia famiglia e di quella di Vaty, il sorriso accogliente  e le piacevoli chiacchiere con i proprietari… ma questi momenti di convivialità rimarranno fra i ricordi più belli.

Non ero mai stata prima di adesso al lago di Como, non lo conoscevo. Nei giorni trascorsi in questa splendida cornice abbiamo visitato in auto e con il battello diverse località: Menaggio, Tremezzo, Bellagio, Varenna, Colico e Dongo… tutti luoghi che fanno da cornice a questo specchio d’acqua dall’atmosfera sognante e  rilassante. Devo dire che in particolare modo Varenna mi è  piaciuta moltissimo, così piccola e ben curata, con i suoi scorci, le sue pietre, la passeggiata degli innamorati… davvero un piccolo gioiellino 🙂

 

Bellagio

Varenna

I momenti lieti servono a ricaricare le energie, a tenerli dentro noi come una speciale pillola magica da usare nei momenti grigi, magari chiudendo gli occhi e tornando un po’ lì, dentro ad un momento che ci ha fatto bene e che continuerà a farcene ogni qualvolta lo si ricorda. Attraverso questi scatti spero di regalarvi un po’ di magia, che non guasta…

Un abbraccio speciale alla dolcissima padrona di casa, Simona <3

DOLCI

Budino di latte “abbronzato” ai lamponi e pistacchi

Non ero mai stata così bianca alle porte di luglio. Non ero mai stata così “sotto tono” alle porte dell’estate. Questo 2021 sta tentando pesantemente di riempirmi di schiaffi… un po’  ho cercato di scansarli ma molti li ho dovuti beccare, passerà, come tutto.

Il sole c’è, sicuramente è una fonte importante di energia per la sottoscritta. Mi lascio scaldare anche se i suoi raggi non mi abbronzano, non ho tempo di starci molto insieme, il mio tempo libero e “non libero” lo passo prevalentemente fra fogli e libri e non riesco a concedermi il mio amato relax. Sono impastata di tenacia ed entusiasmo, ma le forze iniziano un po’ a chiedermi il conto, speriamo di tenere botta! 

Cercherò quantomeno di alimentarmi in modo gustoso e leggero, e perché no, pure goloso! E almeno il budino classico al latte lo voglio abbronzato 😉 , deve vestirsi di estate! In realtà è l’uso dello zucchero di canna che lo fa colorare 🙂

È una ricetta facile, golosa e fresca, davvero perfetta per questa stagione 😀

Budini di latte ai lamponi e pistacchi

(per 6 budini)

500 ml di latte intero (io ho scelto la linea Latte Fieno di Granarolo)

90 g di zucchero di canna 

50 g di amido di mais

1/2v bacca di vaniglia (semini)

1 scorza di limone bio

granella di pistacchi

lamponi freschi

 

Mettete in un pentolino il latte (tenendone da parte un bicchiere) con lo zucchero, la vaniglia e la scorza di limone.  Scaldate il latte a fiamma bassa.

Setacciate l’amido per dolci in una terrina e aggiungete a filo, mescolando con una frusta a mano, il latte freddo che avete tenuto da parte. Mescolate energicamente, in modo che l’amido si sciolga del tutto.

Versate il composto di latte e amido all’interno del pentolino del latte e alzate un po’ la fiamma. Continuate a mescolare con una frusta a mano per non far attaccare il fondo.

Continuate a mescolare, togliete la scorza di limone. Una volta che il latte prenderà il bollore, vedrete che inizierà ad addensarsi, mescolate per non avere grumi e spegnete.

Versate all’interno degli stampi da budino (potete utilizzare anche uno stampo da budino grande). Mettete in frigo per farlo rassodare per almeno 4 ore.

Trascorso il tempo capovolgete su un piattino da portata, decorate  con una spolverata di granella di pistacchi e i lamponi freschi, schiacciatene un paio per avere un po’ di succo per decorare la superficie e irrorateli.

p.s. se non li consumate subito decorateli poco prima di servirli!

DOLCI

Dijoma Roll Cake con namelaka, il rotolo giapponese

A chi non piacciono le fragole? Belle, colorate e dolci! La frutta più amata di questa stagione…inoltre io le trovo anche dispensatrici di allegria, sono un frutto allegro che sa di positività e di belle giornate, esattamente quelle che tutti noi andiamo ricercando in questo periodo  non facile per nessuno. 

Questa ricetta è un roll di origine giapponese con farcitura con una crema anch’essa giapponese, versatile e che piacerà sicuramente a tutti, posso garantire! Il risultato è un rotolo sofficissimo, goloso senza essere stucchevole e ottimo anche mangiato fresco di frigo… una vera delizia.

Dijoma Roll Cake con namelaka, il rotolo giapponese

per il roll

4 uova medie

70 g zucchero

1 cucchiao di amido di mais

40 g di olio di semi 

60 g di acqua tiepida

60 g di farina

1/2 cucchiaino scarso di bicarbonato

 

per la namelaka al limone

200 g di panna fresca

170 g di cioccolato bianco 

100 g di latte

20 g di succo di un limone bio

4 g di gelatina in fogli

 

per guarnire

10 fragole

foglioline di menta o foglie di fragola

 

Procedimento

 

Il giorno precedente preparate la vostra namelaka al limone

Mettete i fogli di gelatina spezzettati in una ciotola con acqua per farla reidratare. Nel mentre fate  fondere il cioccolato spezzettato con il latte   a bagnomaria  Quindi unite la gelatina ben strizzata e mescolate bene  in modo da farla sciogliere bene. Aggiungete il succo di limone e la panna fredda a filo, mescolate.

Poi  con il frullatore ad immersione mescolate senza inglobare aria per trenta secondi, il composto si mostrerà comunque liquido e sarà normale.

Coprite con la pellicola e mettete in frigo per la notte . Il giorno dopo sarà cremosissima,  montatela comunque con fruste elettriche per avere una consistenza più spumosa.

Aggiungetevi 6/7 fragole sminuzzate.

Adesso pensate al rotolo.

Iniziate dividendo i tuorli dagli albumi.

Montate con le fruste elettriche i tuorli con  30 g di zucchero (peso dal totale), devono divenire spumosi. Quindi aggiungete olio e acqua e continuare a montare. Infine aggiungete farina e bicarbonato e mescolate ancora qualche minuto.

A parte montate gli albumi a neve ben ferma, quindi aggiungete il restante zucchero e il cucchiaio di amido, quindi montate di nuovo con le fruste.

Accendete il forno a 170°. 

A questo punto unite gli albumi ai tuorli, delicatamente dal basso verso l’alto.

Prendete una teglia rettangolare (la mia 35×25, rivestitela di carta da forno e disponetevi sopra il composto in modo uniforme.

Cuocete per 12/13 minuti in modalità ventilata. Togliete dal forno e ricopritelo subito con un foglio di carta da forno. Attendete un minuto e ribaltate l’impasto, staccando delicatamente la carta per poi riappoggiarla sopra e fate raffreddare qualche minuto. Rifilate con un coltello affilato eventualmente i bordi affinché il roll sia ben delineato.

Procedete a farcire il vostro roll avvolgendolo con un foglio di carta da forno e riponetelo in frigo per almeno due ore. 

Con le altre fragole tagliate e con le foglie di fragola o di menta guarnitelo come volete.

Si conserva in frigorifero fino a tre giorni.

DOLCI

Torta Fraisier (fragole e panna)

Eh, la mamma. La prima cosa bella <3,  si sa…

Credo che sia un privilegio e un grande dono esserlo. C’è da dire che non è un mestiere facile far la mamma, nessuno fornisce un libretto di istruzioni o una ricetta valida. È difficile essere presente senza lasciare l’impronta, camminare a fianco senza essere ingombranti, esser utile senza esser dannosa. 

I miei ragazzi sono ormai adolescenti eppure nonostante gli scontri frequenti e le discussioni dovute all’età, sono affettuosissimi con me e si confidano tanto, sono grata di riuscire ad avere un rapporto aperto e di dialogo costante con loro. Li osservo, combatto le loro paure e li sostengo come posso, sento su di me in modo amplificato ogni loro piccolo successo, ogni loro delusione o piccolo fallimento… e mi metto spesso sul banco degli imputati per capire quanto io sbagli con loro, d’altronde è cosa nota che un buon genitore è solo colui che sbaglia di meno, nessuna perfezione può esistere in questo ruolo.

Tuttavia devo ammettere che loro mi riempiono spesso di complimenti (e pensate, pure senza secondi fini! 😉 …),  talvolta mi sembrano quasi immeritati per quanto grandi e profondi. Credo che  dovrei scrivermeli per ricordarli sempre, per tenerli con me ogni volta che mi sento in fallo verso loro. Loro mi cercano per ogni confronto, per ogni loro arrabbiatura o semplicemente per ridere insieme e mi dicono tante volte che mi vogliono bene. Non hanno alcun pudore nel mostrarmi il loro cuore e le loro debolezze e io davvero ne vado fiera, ma davvero tanto, mi riempiono il cuore.

Questa ricetta l’ho pensata proprio per celebrare la festa della mamma… la torta fraisier è una torta famosa della pasticceria francese e  ne esistono molte versioni.  Questa è la mia, che dedico a tutte le mamme che mettono tanto del loro cuore per crear meno danno possibile a quelle creature meravigliose che la vita ha donato loro, i propri figli <3

Si tratta di una torta delicata e molto elegante,  una ricetta non veloce ma di sicuro successo ed è ancor meglio prepararla il giorno prima.

Torta Fraisier

(per uno stampo da 20 cm)

per la pasta genoise

2 uova medie + 1 albume

85 g di farina 0

80 g di zucchero semolato

20 g di burro 

scorza grattugiata di limone

un pizzico di bicarbonato

 

per la crema alla panna

250 g di panna fresca 

250 ml di latte parzialmente scremato

35 g di amido di mais

1 cucchiaio di rum

90 g di zucchero 

2 tuorli

4 g di gelatina in fogli

 

per la copertura  di mandorle

120 g di farina di mandorle

20 g di acqua 

70 g di zucchero semolato 

1 cucchiaio di tè matcha

 

per la finitura

300 g di fragole

marmellata di fragole (io ho messo la confettura di mele cotogne)

 

Preparazione

Preparate la pasta di mandorle

Mettete sul fuoco acqua e zucchero in un pentolino, quando sarà sciolto aggiungete il tè matcha. Spegnete, aggiungete la farina di mandorle, amalgamate bene. Fate intiepidire, mettete il composto in una pellicola alimentare, chiudete e mettete in frigo circa due ore.

Preparate la pasta genoise

Fate fondere il burro a bagno maria e fatelo raffreddare. Montate con una frusta elettrica le uova con lo zucchero  finché diventeranno gonfi e spumosi, aggiungete la scorza di limone, unite la farina setacciata con il bicarbonato con delicatezza, infine aggiungete il burro. Imburrate e infarinate uno stampo da 20 cm e cuocete in forno caldo a 180 gradi ventilato per 25 minuti. Lasciate raffreddare, dopodiché tagliatela con delicatezza in due dischi.

Preparate la crema

Mettete la gelatina a mollo in acqua. Montate la panna ben ferma.

Scaldate il latte senza portarlo a bollore. Mescolate i tuorli con lo zucchero, aggiungete il rum, l’amido e poco latte, mescolando aggiungete a filo il restante, mettete sul fuoco e fate addensare, alla fine aggiungete la gelatina strizzata e fatela sciogliere bene. Quindi coprite con pellicola e fate raffreddare. Una volta raffreddato aggiungete la panna con movimenti circolari dal basso verso l’alto.

Assemblaggio

Lavate bene le fragole, alcune delle più grosse tagliatele affettandole verticalmente. Prendete un vassoio, disponetevi sopra un anello di acciaio di 20 cm. Mettete un primo disco di genoise, disponete le fettine di fragola lungo il cerchio e iniziate a versare la crema all’interno, mettete i pezzi  di fragola a cubetti, dunque nuovamente crema fino a mezzo cm dal  bordo, mettete l’altro disco di genoise. Cospargete delicatamente con la marmellata. 

Aiutandovi con la pellicola stendete con il matterello il un disco di pasta di mandorle di 20 cm ( io ho tagliato un cuore con una formina per poi appoggiarlo di lato per decorazione). Appoggiatelo sopra con delicatezza.

Mettete in frigorifero a riposare coperto da pellicola almeno 8 ore (oppure in freezer un paio di ore). Prima di servirlo decoratelo con qualche fragola fresca.

 

PRIMI PIATTI

Risotto asparagi e mascarpone

Una delle fatiche  più grandi è sicuramente quella di non paragonarsi agli altri e di non collocarsi con arroganza sul podio dei migliori o di quelli che “allora cosa dovrei dire io?”

Empatia, questa parola che indica una qualità spesso fuori moda, che spesso non trova così ampia diffusione nel mondo attuale. Che Peccato! Saremmo tutti persone migliori se invece sapessimo essere più accoglienti e tolleranti con gli altri. Delicatezza nell’approccio con l’altro…

Esattamente come questa ricetta con una delle verdure di stagione più delicate e belle, gli asparagi! Io li amo molto e li trovo versatili in molte preparazioni … 

Questo risotto è ottimo, perfetto anche per gli amici che devono mangiare gluten free!


Risotto asparagi e mascarpone

(per 4 pp.)

Riso carnali g 350

1 mazzetto di asparagi

1 cipollato fresco

1 spicchio di aglio

700 ml brodo vegetale 

100 g di mascarpone

1/2 bicchiere di vino bianco

pepe nero macinato

noce moscata

1/2 cucchiaino di paprika dolce

sale grosso

olio extravergine di oliva

granella di nocciole

 

Procedimento

Per prima cosa lavate e pulite gli asparagi tagliando i gambi nella parte dura e tenendoli da parte. Dunque pelateli con un pelapatate, tranne la punta.  Mettete tutti questi scarti in 700 ml  di acqua salata e portate a bollore. Togliete le punte dagli asparagi, tagliate il resto dei gambi a rondelle. Lessate per cinque minuti le punte in acqua salata, poi scolatele e mettetele in acqua e ghiaccio per conservare il colore, tagliatele a metà e tenetele in acqua fredda.

Fate a rondelle un cipollato, in una padella antiaderente mettete il cipollato, le rondelle di asparagi, poco pepe, noce moscata, paprika, sale e un qualche cucchiaio di acqua calda. Cuocete mescolando una decina di minuti. Quindi traferite in una ciotola e passate il tutto con il frullatore a immersione.

In una casseruola tostate il riso a secco, girando bene, aggiungete il vino bianco e a fiamma vivace fate sfumare. Quindi cuocete il riso filtrando il brodo ottenuto con gli scarti e portate a cottura a fiamma dolce. Dopo circa 15 minuti aggiungete la crema di asparagi.

Intanto in una piccola padella saltate le punte con poco olio e lo spicchio di aglio, poco sale.

Una volta terminata la cottura del riso spegnete la fiamma. Aggiungete subito il mascarpone e mantecate, aggiungete anche una spolverata di pepe.

Impiattate con le punte di asparago, la granella di nocciole e qualche goccia di olio buono.

DOLCI

TORTA ALLO YOGURT CON DI CREMA DI PINOLI

Sono giornate soleggiate ma molto molto fredde. Un sole che non fa esattamente il proprio dovere, speriamo che possa iniziare a scaldare davvero e che si possa iniziare a uscire da questo tunnel buio e di incertezza che caratterizza fortemente questo periodo. Pure io, cercatrice seriale di bellezza, sto iniziando a demordere e incupirmi, sia mai! Oltretutto il mio terrazzo attende fiducioso che lo riempia di fiori colorati di stagione!

Ci sono aziende che ho nel cuore non solo per l’eccellente qualità della gamma di prodotti ma anche per la scrupolosa professionalità, una di queste eccellenze è senza ombra di dubbio BABBI che ogni volta mi allieta con prodotti dolciari superlativi. Questa volta ho voluto provare la Cremadelizia al Pinolo,  è divina, che ve lo dico a fare? E su questa torta ci sta da dieci! 🙂

TORTA ALLO YOGURT CON DI CREMA DI PINOLI

(stampo da 24 cm)

4 uova medie

500 g di yogurt bianco

110 g di farina d tipo 1

70 g di zucchero di canna chiaro

40 g di  miele di acacia

1/2 bacca di vaniglia (semini)

1/2 cucchiaino di bicarbonato

 

per decorare

crema spalmabile BABBI al pinolo

zucchero a velo

gocce di cioccolato fondente

(in alternativa marmellata, crema di nocciole…)

 

Procedimento

Procedete separando i tuorli dagli albumi . Montate gli albumi a neve ben ferma (con un cucchiaio di zucchero tolto dal totale).

Lavorate con le fruste elettriche i tuorli con lo zucchero, quindi aggiungete il miele, lo yogurt e la vaniglia.

Unite la farina e il bicarbonato setacciati.

Infine aggiungete al composto gli albumi a neve  mescolando delicatamente dal basso verso l’alto.

Trasferite l’impasto in una teglia imburrata e infarinata e mettete a cuocere in forno a 180° per 40 min. circa, modalità ventilato.

Fate raffreddare e sformate con attenzione, questo dolce avrà una consistenza morbida.

Procedete alla finitura spalmando la crema di pinoli sulla torta lasciando un paio di cm dal bordo, cospargete anche con delle gocce di cioccolato fondente. Terminate la finitura cospargendo i bordi di zucchero a velo.

La torta avrà una consistenza simil budino e sarà perfetta per una merenda golosa o un dopo pasto avvolgente.

DOLCI

Hot Cross Buns

Conoscete questi panini dolci? Gli hot cross buns sono deliziosi, li ho preparati qualche volta ma c’era sempre un però che non mi convinceva del tutto. Questa che condivido è la ricetta che più mi ha soddisfatto e sono sicura che piacerà molto anche a voi! E la preparazione non è affatto complicata… ma inizierei accennandovi la loro storia curiosa.

Sono  dei lievitati dolci tipici della tradizione pasquale anglosassone.   Si narra che abbiano origini antiche, nati per opera di un monaco della Cattedrale di S. Albans nel 1361, che li preparò per distribuirli ai poveri in occasione del venerdì Santo. Rappresentano dunque il dono, la condivisione e la carità. La loro caratteristica peculiare è la croce chiara sulla superficie. Io trovo che siano estremamente carini anche da vedere…

Hot Cross Buns

Impasto panini (per 10 circa)

farina forte g. 350
farina tipo 1 g 150
zucchero di canna chiaro g 80
panna fresca g 100
latte g 200
noce moscata in polvere la punta di un cucchiaino
cannella in polvere la punta di un cucchiaino
lievito di birra g 6
burro salato fuso g 30
scorza grattugiata di 1/2 limone bio
1 uov0 medio

( + eventualmente uvetta ammollata g 80)

per le croci

farina forte g 30 
acqua g 30

sciroppo d’acero g 10 + 1 cucchiaio di acqua per spennellare

 

Preparazione

Nella ciotola della planetaria mettete la farina, lo zucchero, il lievito di birra e le spezie, l’uovo (leggermente sbattuto) la panna, il latte. Mescolate gli ingredienti fino a che non si saranno incordati al gancio, ci vorranno almeno 5 minuti. A questo punto, Aggiungete dunque la la scorza di limone, il burro fuso e azionate finché non sarà completamente assorbito. (Se volete alla fine aggiungete l’uvetta ben strizzata e fate incordare). Trasferite l’impasto in una ciotola, formate una palla che  riporrete coperta da una pellicola nel forno spento con la lucetta accesa. Fate lievitare per  2/3 ore e comunque finché non raddoppierà il suo volume iniziale.

Trascorso il tempo necessario, ribaltate l’impasto per sgonfiarlo e con le mani  leggermente imburrate, formate delle  palline lisce e ben sigillate sotto di circa g 80. Mano a mano che le palline saranno pronte, disponetele in una teglia foderata con un foglio di carta da forno (la mia era 15x30cm e me ne sono entrati 8 senza troppo spazio fra l’uno e l’altro, se potete distanziatele almeno di 2cm 😉 ).

Mettete nuovamente la teglia nel forno spento a lievitare per altri 40  minuti circa, fino a quando le palline lieviteranno e si uniranno tra di loro.

Intanto procedete a fare l’impasto per le croci: in una ciotola mescolate la farina con l’acqua e qualche goccia di sciroppo d’acero; impastate con una forchetta fino a ottenere una pastella bella densa e senza grumi.

Quando le palline di pasta saranno di nuovo lievitate con l’aiuto di un sac à  poche  con il beccuccio liscio e stretto fare una croce su ognuna di esse, conviene praticare prima le strisce verticali e poi quelle orizzontali.

Cuocete in forno ventilato a 190°/200° per 18 minuti circa.

Appena cotti spennellateli immediatamente con acqua e sciroppo di acero.

Mangiati caldi sono strepitosi!!! Si conservano fino a tre giorni  se conservati in un sacchetto per alimenti.

 

DOLCI

Zeppole di San Giuseppe al forno

Le ricorrenze tornano ogni anno, e il 19 marzo è la festa del babbo. Che si voglia festeggiare o meno un dolcetto fa sempre bene, e maggiormente adesso che siamo reclusi e chiusi, sospesi per un tempo ancora indefinito. 

In Toscana si festeggia questa ricorrenza con le famose frittelle di riso (la mia ricetta qui!), tuttavia la globalizzazione si è fatta sentire anche in ambito culinario e abbiamo acquisito e mescolato tradizioni diverse e di luoghi diversi… personalmente trovo sia un grande arricchimento!

Conoscete le zeppole di San Giuseppe? Beh, si parte da due ricette base classiche, la pasta choux e la crema pasticciera…e les jeux son faits! Questa mia versione è in forno, la apprezzo di più rispetto alla versione fritta, trovo sia più delicata e pure più semplice. 

La ricetta non è particolarmente complicata ma occorre che sia eseguita in modo preciso per la buona riuscita 😉

Ricetta rielaborata da Tavolartegusto

Zeppole al forno

Quantità per circa 12 zeppole di san giuseppe al forno 

Per la pasta choux:

  • 125 g di farina tipo 0
  • 125 g di acqua
  • 70 g di burro
  • 3 uova (medie)
  • 2 g di sale

Per la crema pasticcera:

  • 400 ml di latte intero 
  • 2 tuorli medi
  • 130 g di zucchero
  • 45 g di amido di mais
  • 1 cucchiaio di vino liquoroso
  • 1/2 bacca (semini) di vaniglia

Per decorare:

  • zucchero a velo
  • amarene sciroppate (1 per ogni zeppola)

Procedimento 

Iniziate a preparare la crema pasticcera. Montate per 2 minuti circa i tuorli con zucchero e vaniglia. Aggiungete al composto l’amido di mais setacciato. Amalgamate bene  fino ad ottenere un prodotto omogeneo e  liscio. In un pentolino mettete il latte, ponete sul fuoco e scaldate quasi fino a ebollizione. Allontanate dal fuoco, versate velocemente nel latte il composto di tuorlo, zucchero e amido,  aggiungete il vino liquoroso, mescolate e riponete sul fuoco moderato fino a che non si sarà addensata. Adesso ponetela  in una terrina pulita e copritela con una pellicola a contatto. Tenete da parte.

In un pentolino grande abbastanza  mettete l’acqua, aggiungete il burro tagliato a pezzi e il sale; girate su fuoco medio, aspettando che il burro si sciolga:  quando il burro si è liquefatto,aspettate che il contenuto del pentolino arrivi ad ebollizione, cioè  che si ricopra di bollicine. È un passaggio fondamentale, se aggiungete la farina quando acqua e burro sono caldi, ma non hanno raggiunto i 100° (ebollizione) dovrete buttare tutto!

Adesso aggiungete la farina tutta in un colpo e girate subito.Infine allontanate il pentolino dal fuoco continuando a girate energicamente per qualche secondo in modo che il composto assorba tutta la farina, nel giro di pochi istanti vi troverete un impasto compatto e gommoso e che si stacca dalle pareti del pentolino, a questo punto riponete il composto su fuoco medio e proseguite la cottura ancora per qualche secondo, continuando a girare , fino a quando sentirete sfrigolare. A questo punto rovesciate l’impasto su un piano di lavoro e abbattete la temperatura impastando con l’aiuto di una spatola. Allargate e fate raffreddare. L’impasto non dev’essere troppo caldo quando aggiungete le uova, altrimenti queste ultime si cuoceranno  dando uno sgradevole odore di frittata alle vostre zeppole.

Quando l’impasto è fresco inseritelo in una ciotola eaggiungete le uova 1 alla volta, leggermente sbattute, amalgamandole al composto con  l’aiuto di una forchetta. Solo quando il primo uovo è ben assorbito, potete procedere aggiungendo il secondo. Procedete  in questo modo fino ad inserire tutte le uova.  Quindi amalgamate bene con un cucchiaio di legno. L’impasto finale dev’essere sodo e liscio come una crema pasticcera ben compatta.

Trasferite l’impasto in una sac à poche precedentemente montata con una bocchetta stellata (grande, beccuccio di circa 8 mm). Adagiatele direttamente su una teglia precedentemente rivestita di carta da forno, fate 2 giri, uno sull’altro, con un diametro base di 4- 5 cm. Abbiate cura di fare il secondo giro che vada più verso  l’interno della zeppola, in modo quasi da chiudere (ma senza chiudere) il foro centrale.

Cuocete in forno ben caldo a 200° per i primi 10 min., dunque abbassate la temperatura a 180°  (senza aprire il forno! È importante)  e completate la cottura per altri 15 min, dovranno apparire gonfie e dorate. Soltanto 5 min. prima del completamento della cottura, quando le zeppole sono belle gonfie e dorate in superficie, aprite leggermente il forno e fate uscire un pò d’aria. Terminate la cottura e sfornate. Lasciate raffreddare 5 min nel forno spento e poi su una gratella.

Adesso potete passare alla farcitura. Montate la sac à poche con la stessa bocchetta che avete utilizzato per formare le zeppole, inserite la crema e tagliate a metà ogni zeppola, farcitela con un solo giro di crema, seguendo perfettamente il canale vuoto, senza quindi uscire dal bordi, in alternativa, se le vostre zeppole sono piccole potete anche decidere di accoppiarne due inserendo la crema nel mezzo. Richiudete perfettamente le zeppole cercando di far combaciare le parti e spolverate di zucchero a velo.Farcite anche all’esterno, partendo dal centro della zeppola per poi fare un giro e aggiungete per ogni zeppola 1 amarena sciroppata.

Conservazione: il primo giorno a temperatura ambiente in frigo per 3-4 giorni, tenendo conto che più tempo passerà più la pasta choux tenderà leggermente ad ammorbidirsi a contatto con la crema.

 

 

 

ANTIPASTI/ SECONDI PIATTI

Wool Roll Bread

Questa ricetta ultimamente impazza sul web, già da un po’ l’avevo adocchiata poiché amo i lievitati, oltretutto ho un gran bisogno di sofficità!

Si tratta di un lievitato di facile esecuzione, che si presta ad esser farcito sia dolce che salato e ha una sofficità simile ad una nuvola! È delizioso.

Sono giorni particolarmente difficili per me, ho dovuto indossare velocemente i guantoni per una nuova battaglia e attingere a tutta la mia scorta di pazienza e coraggio, mi sento in piedi ancora ma un po’ provata, lo ammetto. Mi sento anche grata per tutto l’affetto ricevuto, per le persone che non mi hanno mollato e mi hanno avvolto con il loro abbraccio, e quest’affetto mi è sicuramente stato terapeutico. Pian piano è ciò che dico più spesso in questi giorni e ciò che meno si adatta alla mia personalità, sto imparando a farci i conti non senza un po’ di resistenza…

Certo le coccole culinarie ci servono sempre e questa ricetta scommetto che vi conquisterà e la rifarete un sacco di volte! Sarà perfetta per un aperitivo, per una gita fuori porta o per la colazione se farcita con marmellata o cioccolato. Pronti?… 

Wool Roll Bread

(per uno stampo di cm 18,5 diametro dai bordi alti, meglio a cerniera)

  • 300 g di farina forte w320
  • 7 g di lievito di birra fresco
  • 100 ml di latte fresco a t.a.
  • 80 ml di panna fresca a t.a.
  • 1 uovo piccolo
  • 30 g di zucchero semolato
  • 5 g di sale 
  • 1 salsiccia + pasta di cipolle (per farcire)

Procedimento

Inserite tutti gli ingredienti nella planetaria tranne la panna e il sale.Inserite solo metà dose di panna e appena l’impasto  incorderà terminate con il resto della panna e sale. L’impasto dovrà risultare compatto e liscio.

Riponete l’impasto in un contenitore meglio se graduato per verificate l’effettivo raddoppio. Coprite il contenitore con pellicola o con il coperchio e fate lievitare nel forno spento con la lucetta accesa (a 28°) fino al raddoppio, occorreranno 2/3 ore.

Una volta che l’impasto sarà raddoppiato trasferitelo su un piano di lavoro infarinato,  pesatelo e dividetelo  in 5 pezzi dello stesso peso. Date a ciascun pezzo una forma sferica e lasciate riposare le palline per 15 minuti.

Foderate dunque lo stampo con carta da forno (anche dai lati, se lo stampo è a cerniera chiudetela nella cerniera per fermarla).

Prendete ciascuna pallina, infarinatela bene e stendetela nel senso della lunghezza in modo da dare una forma rettangolare. A questo punto fate dei tagli (come in foto sotto) a pettine nella parte superiore della pasta.

Farcite la parte inferiore, io con salsiccia e pasta di cipolla, dunque  ripiegate la pasta laterale verso il centro, arrotolate in direzione della pasta precedentemente tagliata a pettine a formare un rotolino ben chiuso sotto.

Adagiate ciascun rotolino così formato uno adiacente all’altro, uniti. Gonfieranno con la lievitazione!

  

  

Coprite lo stampo con della pellicola, io lo faccio con una cuffia da doccia, e mettete a lievitare nuovamente a 28° (forno con lucetta accesa) per circa 1 ora o comunque finché l’impasto sarà raddoppiato.

A questo punto  spennellatelo con della panna fresca o con albume sbattuto.

Infornate a 170° ventilato per 17-20 minuti. Sfornate, attendete che sia tiepido e sformatelo. Potete anche mangiarlo staccando i pezzi con le mani! È una nuvola di bontà 🙂