DOLCI

TORTA DI RISO DI NONNA GIULIA……..la mia torta del cuore

 
Questa è una torta che amo moltissimo …tutto parte da “La Torta di Riso”, i miei più cari ricordi di infanzia sono legati a questo dolce semplice e genuino.
Si tratta di una torta deliziosa con un profumo avvolgente, che sa molto di “casa”, nel mio caso sa di coccole della mia cara nonna.
 
Mia nonna Giulia, la mia seconda mamma! Lei era quella allegra, quella che rideva in modo travolgente, quella che in bagno aveva la biancheria che profumava di naftalina, quella che metteva saponette profumate ovunque, quella che amava le rose e fisarmonica, quella che si preoccupava sempre più dei suoi cari che di sé stessa, quella che mi ha passato l’ amore per il cibo, per le chiacchiere in cucina, quella che profumava sempre di farina e pasta fatta in casa…ma soprattutto quella che mi ha insegnato che la frase d’amore più bella è “hai mangiato?”…
 
Questa torta come ho detto appartiene ai miei ricordi più lontani e  da me è sempre stata amata. Mamma mi racconta che quando ero “piccina” (come si dice in Toscana) entravo spavalda nel salotto della nonna a scovare il vassoio da me tanto ambito, “Nonna hai fatta la TOTTA?”……questo dolce semplice fa parte davvero del mio dna!
 
La tradizione racconta che fosse la “torta degli sposi” di Fossato, un paesello arrampicato sulle montagne fra Pistoia e Prato, paese di origine della mia famiglia materna.
Questa veniva preparata  sempre in occasione delle nozze e si narra venisse guarnita  con del prezzemolo fresco sopra! Beh, in casa mia non l’ho mai visto mettere :-D, mi pare un accostamento bizzarro 😛
(credo sia un racconto che merita di esser tramandato, per questo lo racconto per #vetrinatoscana #trastullitoscani)
 
 Devo a questa torta anche la nascita del mio blog e ne ho parlato anni fa su un blog che mi piace molto e che seguo: “Anice e Cannella”, prima che io mi inventassi foodblogger  e Paoletta (un mito!!!..) pubblicò questa mia ricetta!  

TORTA DI RISO
 
280 gr di riso (circa una tazza colma)
1 lt. di latte fresco
200 gr di zucchero
5 uova grandi (oppure 6 medie)
1 bicchierino da caffé di liquore Anice
 
Mettete sul fuoco una pentola con abbondante acqua, quando raggiunge il bollore buttate tutto il riso e fate cuocere 5/6 minuti, quindi scolatelo e mettete a questo punto nella pentola il latte, aggiungete il riso scolato e portate a bollore.
 
Lasciate bollire qualche minuto (il riso non deve ritirate tutto il latte!) quindi togliete dal fuoco, versate il latte con il riso in una ciotola bella capiente, aggiungete lo zucchero ed il liquore e fate raffreddare mescolando di tanto in tanto.
 
Imburrate ed infarinate bene uno stampo, va bene anche  in alluminio (per la versione glutine free infarinare con farina di riso!)
 
Una volta raffreddato il composto (solitamente io lo preparo la sera, faccio riposare tutta la notte, come faceva mia nonna!), aggiungete una ad una le uova precedentemente sbattute a parte.
 
Con l’ausilio di un ramaiolo mettete il composto nello stampo cercando li livellarlo bene e di distribuire bene il riso.
 
Infornate a forno caldo a 200° statico per circa un’ ora. In superficie si formerà uno strato ondulato dorato e marroncino che significherà che la vostra torta è pronta!
 
p.s. per toglierla dallo stampo farla un pò intiepidire ma non raffreddare!!!
 
Ricetta con cui partecipo ad un contest “Trastulli Toscani” : “con questo post partecipo a Trastulli Toscani, il contest organizzato da Vetrina Toscana, il programma di Regione e Unioncamere Toscana che promuove ristoranti e botteghe che utilizzano prodotti tipici del territorio”
TRAVEL

La magia dell’Africa: Marocco e deserto del Sahara

Da molto tempo sognavo questo viaggio, il deserto mi ha sempre attirato molto e l’Africa è un continente che ho sempre voluto respirare. Ho organizzato questo viaggio pensando di partire da Marrakech e  poi attraversare con un mezzo 4×4 tutto il sud fino ad arrivare ad Essaouira. Un viaggio di 8 giorni e quasi 1400 km, sicuramente un tour di quelli particolarmente “selvatici” come piace a me 😉

Alla scoperta di questa terra assieme a noi si sono uniti  due cari amici , la condivisione di un’avventura simile può essere vincente  soltanto se fatta con persone che concepiscono il viaggio nello stesso modo per goderne fino in fondo… e così è stato! Siamo davvero stati una bella truppa 🙂

Marrakech  non può che stupire e avvolgere fin dal primo sguardo, i suoi colori che cangiano dall’ arancio all’ambra, le sue viuzze strettissime in cui sfrecciano i motorini, l’autenticità della medina (la città vecchia), il suo affascinante Palais de Bahia, le maioliche colorate, le moschee, i giardini Majorelle, il piccolo ma curatissimo museo berbero…e il suo meraviglioso souk, fatto di colori, odori e sguardi che penetrano sotto pelle !

E cosa dire della piazza più famosa: Piazza Djemaa el Fna ? Cuore pulsante di Marrakech,  un vero e proprio teatro a cielo aperto dove si esibiscono cantastorie, donne che disegnano con l’henné, incantatori di serpenti, cartomanti,  scimmie e artisti di strada e dove potete trovare infiniti bazar per acquistare di tutto. Questa  piazza, insieme alla Medina, fa parte dei siti dichiarati patrimonio orale dell’ Umanità dall’Unesco ed è la più famosa di tutta l’Africa. Piazza Djemaa el Fna si trova all’interno delle mura della città vecchia, intorno ad essa si è sviluppata la Città vecchia di Marrakech, ed ha una forma che ricorda quella di una L, dopo il tramonto  si anima e si riempie di fumo aromatico, dei suoni della musica marocchina e l’area si trasforma in uno dei più frequentati ristoranti all’aperto del mondo con varie bancarelle, noi l’abbiamo ammirata da una delle sue terrazze panoramiche perdendoci in quell’atmosfera magica!

Altra scoperta, la speziata cucina marocchina! Tripudio di cous cous e tajine…un pasto tipico inizia con una serie di insalate calde e fredde o olive condite buonissime, seguite da un tajine. Il pane (basso) è servito in cestini ad ogni pasto. Spesso, in un pasto formale, segue un piatto di agnello o pollo, a sua volta seguito da un cous cous sormontato da carne e verdure, alla fine poi immancabile un tè alla menta dolce e bollente che conclude il pasto. I marocchini di solito mangiano con le mani e usano il pane come un utensile, la convivialità attorno al tavolo è davvero qualcosa che scalda!

Youssef, la nostra guida in terra berbera, nonché amico, ci ha fatto un regalo bellissimo invitandoci a pranzo a casa sua a Pozzo Bianco (nome italiano) nei pressi di Merzouga; siamo stati travolti dalla gentilezza, ospitalità e sorrisi della sua bella famiglia ed abbiamo gustato il miglior cous cous del nostro viaggio! 😉

Scoprire il Marocco è anche rilassarsi nei suoi numerosi riad, alcuni anche con piscina (e l’acqua rinfrescante con certe temperature è davvero una manna dal cielo!); godersi il panorama di un viaggio on the road, fra villaggi berberi, quadri naturali fantastici e strade impervie e difficili… fortuna che il nostro amico Youssef e la sua spalla Hamid, che accompagnava in 4×4 i nostri amici, sono stati fantastici e ci hanno trasmesso tutto l’amore per la loro terra … godersi questo angolo di mondo con chi ci è cresciuto è senza dubbio l’ esperienza migliore <3

Abbiamo visitato tanti villaggi e tanti castelli berberi, la stupenda la Valle del Dades, siamo saliti a 2260 mt di altezza al Passo di Tizi n’ Tichka, e poi Ouarzarzate, Ksar di Ait Ben Haddou (dove sono stati girati numerosi film: Lawrence d’Arabia, Un tè nel deserto, Il Gladiatore, ma anche il castello dove è stato girato Il Paziente Inglese) le Gole del Todra, il villaggio di Khamlia con i suoi abitanti dell’Africa nera, i palmeti della verde Valle del Draa, la vivace cittadina di Rissani… quante meraviglie!!!

Questa terra fatta di persone sorridenti, con una dignità immensa e capaci di accoglierci con il poco che hanno ma con la loro autentica ospitalità e tanto cuore, quello che a volte manca nella frenesia delle nostre realtà agiate e sviluppate. Viaggiare serve a comprendere, a tollerare, a rinnovarsi… 

E cosa poter dire del deserto??? Attraversare le dune del Sahara al tramonto a dorso di un dromedario, con un viaggio di un’ora e mezza per arrivare al nostro campo tendato, è stata una delle esperienze più belle della mia vita! Ho sognato tanto quelle dune, quella sabbia impalpabile, quel silenzio perfetto e quella notte coperta da un manto di stelle splendenti, davvero un luogo magico e suggestivo <3

Mi è sempre piaciuto il deserto. Ci si siede su una duna di sabbia. Non si vede nulla. Non si sente nulla. E tuttavia qualche cosa risplende nel silenzio” (Antoine De Saint-Exupéry)

L’ultimo giorno del nostro viaggio lo abbiamo trascorso nella bianca città di Essaouira (distante circa 170km da Marrakech in cui si incontrano le famose capre sugli alberi :-D); affacciata sull’Atlantico ci ha regalato una temperatura di 25 gradi a luglio con il suo porto con la sua aria satura di sale ed abitato da numerosi gabbiani. Questa città ci ha sorpreso con i suoi colori sgargianti, il suo stile hippy, le stoffe colorate esposte nei bazar della Medina, che è dal 2001 Patrimonio dell’Unesco. Essaouira è completamente diversa da Marrakech, contrariamente nella sua  medina  è quasi impossibile perdersi. Le strade sono ampie, sono quasi tutte ben  indicate con il nome e ci sono punti di riferimento facilmente riconoscibili, si gira molto bene.

Ogni volta al ritorno da un viaggio mi sento grata e arricchita e vedo cambiati i miei ragazzi, cresciuti, diversi e più consapevoli. Toccare con mano, vedere con i propri occhi e vivere le emozioni di un altro pezzo di mondo sono cose per me irrinunciabili, anche quando il viaggio è impegnativo!

Questa terra mi ha emozionato tanto e regalato momenti magici che custodirò nel cuore gelosamente ma che ho voluto in parte condividere con voi attraverso queste righe per promuovere questo bellissimo Paese.

Sono stati 8 giorni intensi, un viaggio “molto viaggio” in cui ho scelto di stare davvero scollegata da tutto: telefonate annullate, pochissimi e selezionati messaggi, nessun telegiornale, nessun contatto social…mi sono solo goduta il viaggio e dedicata alla mia famiglia.

Bisogna fermarsi per conoscersi, per essere sé stessi” (Tiziano Terzani)

Informazioni pratiche:

  • il Marocco è un Paese stabile e tranquillo, si gira bene ma le distanze sono notevoli specialmente nel sud e le strade spesso sono belle toste, ragion per cui mi sono affidata ad Elisabetta e Youssef di Tour in Sahara che hanno saputo rendere speciale il tour che avevo in mente! Passione e professionalità, thanks!
  • si trova un po’ ovunque una buona connessione wi-fi per cui ho contattato i familiari con WA e via internet. Se intendete telefonare vi consiglio di acquistare in loco una tessera telefonica marocchina, i costi altrimenti potrebbero essere elevati
  • la moneta è il dirham, conviene cambiare direttamente in loco agli sportelli di cambio o prelevare dagli sportelli bancari (il cambio ad oggi è circa 1€ = 10,46 dirham). Spesso accettano anche gli euro, vi consiglio di portar con voi vari pezzi spiccioli da 1 euro che vi serviranno per la mancia.
  • se viaggiate con un drone sappiate che dovrete dichiararlo in aeroporto. Per quanto riguarda le fotografie chiedete sempre il permesso prima di scattare poiché la maggioranza delle persone non ha piacere di essere fotografata.
  • siete in un Paese musulmano seppur aperto ai turisti, cercate di essere rispettosi dei loro usi e costumi e, specialmente per le donne, copritevi adeguatamente!
  • la cucina è ottima ma speziata, vi consiglio di mangiare solo cibi ben cotti e bere solo acqua imbottigliata (usata anche per lavarsi i denti, siamo in Africa e l’acqua potabile è un lusso!) per non incappare in batteri ed infezioni poco simpatiche poiché la nostra flora batterica non è abituata…
  • non fatevi mai mancare l’acqua! Fate rifornimento, nel deserto non si improvvisa!!!  E se andate nel periodo estivo integratela con dei sali e minerali che vi aiutino a tenere il passo con le alte temperature! Potete affrontare questo viaggio anche nel periodo estivo, considerate che nel deserto c’erano 48 gradi, però era un caldo secco e ventilato, senza umidità… ed al mattino ed alla sera si stava bene.
  • portatevi dietro ogni medicinale possa esservi utile e considerate che spesso un medico o un ospedale distano ore di strada … non rischiate! Vi consiglio inoltre di stipulare  una polizza sanitaria prima di partire; in caso di emergenza gli standard sanitari non sono certo come i nostri e in caso di necessità avrete una copertura adeguata.

Non esitate a visitare il Marocco, come diceva giornalmente il nostro amico Hamid: “Bella Italia ma anche Marocco Magico! Salam !!!”

DOLCI

Bicchierini veloci alle fragole

Osservare è una delle cose che mi riesce meglio, è un’azione importante per capire, per imparare, per confrontarsi. Vivo le giornate correndo ,tipo staffetta, a causa del mio modus vivendi che non riesco davvero a cambiare! Ciò nonostante presto sempre molta attenzione sia alle persone che alle cose, comprendo molto più da ciò che vedo piuttosto da ciò che sento.

Le persone non si raccontano “raccontandosi”, ma lo fanno tramite i piccoli gesti, il modo di porsi, il modo di comportarsi; spesso non mi rendo nemmeno conto che abiti indossi una persona, ma sicuramente so se, essendo seduta al mio tavolo al ristorante, ha passato il piatto al cameriere!

Sono sempre e solo i fatti che contano, d’altronde mi pare chiaro: conta chi ti invia una emoticon con un abbraccio su WA o chi quell’abbraccio te lo dà davvero quando ti vede? … non credo ci siano dubbi. La qualità non si racconta, si dimostra!

Veniamo alla ricetta, perfetta per tutti, veloce, economica e deliziosa! Non necessita né di cottura né di riposo e vi assicurerà un successo se la proponete!(Se seguite la trasmissione Un Posto a Tavola di TVL Pistoia, c’è la mia rubrica Cucina a Presa Rapida dove vedrete questa ricetta da me spiegata e fatta in diretta 😉 (anzi, seguite anche la pagina FB di Un Posto a Tavola, ne vedrete delle belle 🙂 )

 

Bicchierini veloci alle fragole

(per 4 bicchierini – 4pp.)

200 g di fragole

250 g di crescenza

200 ml di panna fresca

80 g di zucchero a velo

2 biscotti secchi sbriciolati (per guarnire)

 

Lavatebene le fragole, privatele del picciolo e frullatene 120 g insieme a  2 cucchiai di zucchero a velo tolti dal peso totale; tagliate le altre fragole rimaste a pezzettini (tranne un paio che terrete da parte per decorare).

In una ciotola lavorate bene la crescenza con  lo zucchero a velo rimasto , finché risulti un composto omogeneo ed amalgamato.

Montate bene con le fruste elettriche la panna fresca  ed incorporatela con delicatezza alla crescenza zuccherata; quindi distribuite la crema ottenuta in 4 bicchierini alternando gli strati con le fragole tagliate a pezzetti e quelle frullate.

Infine decorate con le fragole messe da parte e un po’ di biscotto sbriciolato, una fogliolina di menta se ce l’avete!

 

DOLCI

Pan brioche veloce al pistacchio

Da piccola ho desiderato tanto un fratello o una sorella, credevo fosse davvero un gran regalo e che condividere il mio cammino con qualcuno che conoscesse la mia famiglia esattamente come me sarebbe stata un’esperienza di vita importante, oltre al fatto di dividere gioie e dolori. Non averli mi è sempre sembrata una gran privazione…

Crescendo e vedendo quali rapporti avessero taluni fratelli e sorelle ho dovuto in parte ricredermi. Un fratello servirebbe per essere una spalla ferma, un affetto sicuro, una persona che nonostante le avversità sarà sempre al tuo fianco, per condividere una sorta di quotidianità certa…molto spesso non è così. Spesso (anche e soprattutto a causa di legami stretti successivamente con  compagni/mogli e mariti che ostacolano certi rapporti) esser fratelli si riduce agli auguri per Natale e poco più. E allora, a cosa servono? Fa davvero tanta tantissima tristezza vedere che nemmeno chi ha lo stesso sangue riesca a far squadra.

Mi ritengo invece  più che fortunata in amicizia, come spesso ho scritto in queste pagine. Ho trovato legami, non di sangue è vero, ma sinceri e presenti, senza i quali davvero mi sarei sentita persa. Credo allora di poter affermare che la “fratellanza” vada ben al di là dell’aver condiviso lo stesso cordone ombelicale, poiché è quella che si trova nel cuore delle persone che si vogliono bene e che, soprattutto nel bisogno, ci sono davvero. La vita è un viaggio singolo per ognuno di noi, ma condividerla con i cuori giusti è un gran privilegio!

Se un fratello sta davanti alla porta e bussa, uno lo accoglie a braccia aperte, senza chiedere quanto gli verrà a costare.
(Ernst Jünger)

Adesso veniamo alla ricetta.  Vi assicuro delle colazioni e merende divine con questo pan brioche davvero sublime!!! Ed è arricchito con la straordinaria crema al pistacchio BABBI che fa sicuramente la differenza! Se non la conoscete dovete assulutamente provarla, golosissima 😉

Pan brioche veloce al pistacchio

per l’impasto

  • 300 g di farina  (forza W330)
  • 300 g di farina tipo 1
  • 1 uovo medio
  • 200 ml  di latte
  • 100 ml di panna fresca
  • 30 ml acqua tiepida
  • 100 g di zucchero di canna
  • 20 ml di olio di mais
  • 7 g  di lievito di birra fresco
  • 10 gr di sale
  • 1 tuorlo per spennellare

per gli aromi

  • 1 arancia bio (buccia grattugiata)
  • 1 limone bio (buccia grattugiata)
  • 1 cucchiaio di malto
  • 1 cucchiaio di rum
  • 1/2 cucchiaino di cannella

+ crema al pistacchio BABBI per farcire

Iniziate preparando il mix di aromi, mescolate  insieme tutti gli ingredienti e tenete a temperatura ambiente per circa 2 ore.

Preparate il lievitino: in una ciotola capiente  versare 100 g di farina presa dal totale, aggiungete con il lievito di birra precedentemente sciolto in acqua tiepida, aggiungete 80 ml di latte preso dal totale. Mescolate bene e coprite con una pellicola e lasciate lievitare per circa 2 ore.

Iniziate dunque ad impastare il pan brioche, potete procedere sia a mano sia con l’aiuto della planetaria. Se procedete a mano prendete la ciotola con il lievitino,  aggiungete la restante farina, il latte, gli aromi  e la panna a temperatura ambiente,  lo zucchero. Amalgamate bene.  Aggiungete a questo punto l’uovo e l’olio di mais, alla fine il sale. L’impasto dovrà risultare omogeneo ed incordato. Rovesciate dunque su un piano di lavoro e fate delle pieghe a portafoglio per dare forza all’impasto e poter lievitare bene, quindi formate una palla che lascerete riposare nel forno spento con la lucina accesa (temperatura non superiore a 28°) per circa 3 ore coperto da pellicola.

A questo punto potete procedere come volete, fare un pan brioche intrecciato oppure procedere facendo delle palle variegate come ho fatto io. Suddividete dunque l’impasto in 8 palle uguali, quindi appiattitele dello spessore si 7 mm circa con l’ausilio del mattarello, spalmate con la crema spalmabile al pistacchio e arrotolate di nuovo. Riformate le 8 palline di impasto, adagiate negli stampi da plumcake imburrati (ne occorreranno 2 con 4 palle ciascuno). (Io ho messo anche delle girellone sopra per creare un motivo sul mio pan brioche, potete sbizzarrirvi! 😉 )

Coprite nuovamente con la pellicola alimentare e lasciate lievitare finché le palline di  pan brioche arriveranno al bordo dello stampo, spennellate quindi delicatamente con tuorlo sbattuto e spoleverate di zucchero di canna.

Infornate a forno caldo a 180° nella parte media del forno per circa 20 minuti , se  inizierà a scurirsi troppo, ricoprite con un foglio di alluminio sulla superficie. Fate sempre la prova stecchino che deve uscire asciutta! Sfornate e lasciate intiepidire.

n.b. Si conserverà soffice per 2-3 giorni conservato in un sacchetto per alimenti, altrimenti potrete farlo a fette (larghezza 8 mm) e tostarle in forno a 160° per 10/15 minuti ed avrete delle ottime fette biscottate! 😉

DOLCI

Naked Cake ai frutti rossi

Ci risiamo. È appena trascorso il mio giorno, il 28 maggio. Un semplice giorno come tutti gli altri, che però diventa speciale grazie a tutte le attenzioni ricevute 💓
Questo giorno di “ricorrenza”, nel quale si festeggia la data in cui per la prima volta abbiamo aperto gli occhi su questo pianeta e la gratitudine di esserci ancora.
E la gratitudine è doverosa verso tutte le presenze preziose che ci accompagnano in questa avventura, che ci stringono, supportano e condividono i nostri battiti…senza affetti, la vita, che valore avrebbe?

Ebbene, la torta me la sono preparata da sola, è un pochino elaborata, una versione della naked cake tanto di moda adesso, ma un po’ alleggerita 😉 Si tratta di una torta golosa ed elegante, che ben si addice anche alle cerimonie !

Naked Cake ai frutti rossi

(per 8 pp. – 2 stampi da 18 cm)

base:

1 yogurt greco

2 bicchieri di latte

2 uova grandi

200 g di zucchero di canna fine

220 g di farina tipo 1

40 g di fecola di patate

1 cucchiaio di rum

1 bustina di lievito 

per la bagna:

2 cucchiai di liquore alchermes

3 cucchiai di acqua

crema namelaka al limone:

200 ml panna fresca

100 g cioccolato bianco

90 g di latte

3 g di gelatina (colla di pesce)

scorza di limone grattugiata

farcia esterna:

130 g mascarpone

70 g panna fresca

40 g zucchero a velo

 

frutti rossi: fragole, lamponi, mirtilli

Procedimento

Come prima cosa, il giorno precedente, preparare la namelaka. Mettete i fogli di gelatina spezzettati in una ciotola ed aggiungete l’acqua giusto per farla reidratare. Sciogliete il cioccolato tritato a bagnomaria assieme al latte, mescolando spesso. Unite dunque la gelatina  ben strizzata e mescolate bene su fiamma bassa per pochi secondi in modo da farla sciogliere.  Aggiungete la panna fredda a filo. Mescolate dunque con il frullatore ad immersione e senza inglobare aria per 30 secondi, il composto risulterà liquido, non preoccupatevi,  è normale. Coprite con la pellicola e mettete in frigo tutta la notte. Dopo il riposo sarà cremosa e spumosa.

Il giorno successivo, preparate la base. In una ciotola mescolate bene lo yogurt con lo zucchero, unite le uova mescolando bene,  aggiungete il latte, il rum, poi la farina e la fecola setacciate ed infine il lievito. Mescolate molto bene e dividete in parti uguali l’impasto in due stampi da 18 cm. Infornare a forno caldo a 160° ventilato per 35 min. circa. Quindi far raffreddare.

Preparate la copertura. In una ciotola montate bene la panna (fredda di frigorifero!), aggiungetevi lo zucchero a velo e poi unite assieme il mascarpone amalgamando molto bene. Tenete da parte.

Preparate la bagna mescolando semplicemente assieme acqua e alchermes.

Procedete all’assemblaggio della torta. Tagliate le due torte a metà, avrete così 4 dischi. Bagnateli con la bagna aiutandovi con un pennello da cucina. Farcite con la namelaka (considerate che vi servirà per 3 strati!) e i frutti rossi a vostro piacere, proseguite fino alla fine. Mettete in un sac à poche con bocchetta stellata la crema al mascarpone, farcite la torta in superficie con dei ciuffi, mentre di lato farcite leggermente con l’aiuto di una spatola. Guarnite e decorate a vostro piacere.

p.s. la torta si conserva in frigo fino a 2/3 giorni (se ci arriva!)

 

 

 

TRAVEL

un giorno a Montecarlo (low cost!)

Montecarlo è la classica meta per immergersi nel lusso, auto di grossa cilindrata, sfarzi e quant’altro… almeno questo è ciò che passa nell’immaginario collettivo. Eppure la  città più nota del Principato di Monaco, famosa soprattutto per il suo circuito automobilistico, per il suo casinò e per essere meta di volti noti dello showbiz internazionale, ha molto da offrire anche ai “comuni mortali”, che possono ammirarne le attrazioni più importanti in sole 24 ore, ovvero una gita di un giorno. Perdersi fra i suoi palazzi eleganti e curatissimi ed ammirare la sua architettura particolare è davvero piacevole.

 

 

Se vi trovate nei pressi del porto, a circa un quarto d’ora a piedi, potrete  raggiungere il Palazzo dei Principi. La dimora reale si erge su una collina, dalla quale è possibile godere di una splendida vista sull’intera città e sul porto. Ogni giorno alle 11.55 si assiste al cambio della guardia.
Se avete tempo, proprio nei pressi,  potrete visitare anche la la Collezione privata d’auto d’epoca del Principe Ranieri III: un piccolo museo che ripercorre la storia delle autovetture sito all’interno di un centro commerciale dove si trovano anche modelli di Ferrari e Porsche.

Nella parte vecchia potete visitare la bella Cattedrale ed il Museo Oceanografico. L’imponente Cattedrale di San Nicola è raggiungibile a piedi dalla città vecchia in appena un minuto. L’esterno  in stile gotico completamente bianco, riflette appieno l’essenzialità dei suoi interni. 

Non potete assolutamente farvi mancare  una bella passeggiata lungo la città vecchia con destinazione finale al  Jardin Exotique, un vero e proprio angolo di paradiso, veramente curato nei minimi dettagli e  dal quale potrete godere di una vista mozzafiato della baia Montecarlo, oltre che ammirare varie specie di piante esotiche. Con una superficie di circa 15.000 m2, il Giardino Esotico ospita un migliaio di cactus e di altre stupende specie  di piante. Inoltre se, come noi, andate in estate, sarà un luogo piacevolmente refrigerante nel caldo torrido, da non perdere!

 

Se volete godervi un po’ di mare la  spiaggia del Larvotto è ciò che fa per voi. Altra attrattiva carina è il viale dei calciatori (Promenade des champions) che si trova sopra la spiaggia. Qui la famiglia reale dei Grimaldi ha voluto ricreare un viale in stile Hollywood, anziché le impronte delle mani sono impresse quelle dei piedi dei calciatori!

E poi non potete non passare a vedere il famosissimo Casinò! Noi non siamo entrati, però era imprescindibile non vederlo 😉

(immagine presa dal web!)

Informazioni pratiche per una gita giornaliera low cost:

  • noi abbiamo visitato Montecarlo tornando dalla Provenza, siamo rimasti poco più di mezza giornata e l’abbiamo visitata in gran parte (ovviamente le cose principali)
  • i parcheggi sono molti e con costi non eccessivi, più o meno come le nostre grandi città
  • si trova cibo a buon prezzo nei supermarket e nelle pasticcerie e panetterie
  • l’accesso alla Cattedrale di San Nicola è gratuito, così come il Jardin Exotique
  • la spiaggia di Larvotto ha una bella zona di spiaggia libera
  • l’accesso al Palazzo dei Principi ed al Museo Oceanografico è a pagamento, noi per mancanza di tempo non siamo entrati, il costo comunque è accessibile.

Buona gita nel lusso senza spocchia!!! 😉

 

DOLCI

Torta con riso, ricotta e cioccolato

Quando si pensa ad una fetta di torta davvero deliziosa, golosissima senza essere troppo  carica è questa! Si adatta benissimo al clima di questo maggio ancora molto ballerino ahimè! L’ho preparata nei giorni scorsi in occasione della festa della mamma, è stata davvero un successo, non ho molte foto perché in casa non avevano la pazienza di attendere i miei tempi di set fotografico…! ;-D

Che si può dire, “chi ha mamma non pianga!” diceva una vecchietta che era una mia vicina di casa… e c’è una canzone stupenda nella versione di Malika Ayane che adoro <3

Ho preso la chitarra
E suono per te
Il tempo di imparare
Non l’ho e non so suonare
Ma suono per te
La senti questa voce
Chi canta è il mio cuore
Amore amore amore
È quello che so dire
Ma tu mi capirai
I prati sono in fiore
Profumi anche tu
Ho voglia di morire
Non posso piu’ cantare
Non chiedo di piu’
La prima cosa bella
Che ho avuto dalla vita
È il tuo sorriso giovane, sei tu

Auguri a tutte le mamme !!! Ed includo pure me <3

Torta con riso, ricotta e cioccolato

Ingredienti

base di frolla:

330 g di farina tipo 1 macinata a pietra

130 g di zucchero di canna

80 g di burro

1 uovo grande

3 cucchiai di latte

3 cucchiai di olio di semi

scorza di 1 limone grattugiata

1/2 cucchiaino di bicarbonato

ripieno:

300 g di ricotta fresca vaccina

200 g di riso

140 g di zucchero di canna

150 di cioccolato fondente

1 uovo medio

1/2 bicchiere di latte

1 cucchiaio di rum

  • Impastate nella ciotola burro, farina, latte, olio e zucchero. Unite poi l’uovo con la scorza di limone grattugiata e il bicarbonato. Formate dunque un impasto compatto e omogeneo e fateriposare in frigorifero per almeno un’ora.
  • Cuocete il riso in abbondante acqua e una volta cotto scolatelo bene, unitevi il latte ed il cioccolato a pezzi e rimettetelo sul fuoco.  Fate intiepidire.
  • In un’altra ciotola lavorate bene lo zucchero assieme all’uovo, unite il rum e la ricotta setacciata. Deve apparire un composto bello liscio
  • Unitevi  dunque il riso con il latte ed il cioccolato e amalgamate bene il tutto.
  • Imburrate ed infarinate uno stampo, con il matterello stendete la vostra frolla e tagliate un cerchio che poi nello stampo abbia dei bordi alti almeno 4 cm, mettete quindi il vostro guscio all’interno.
  • Riempite bene con il composto di riso, ricotta e cioccolato.
  • Infornate a forno caldo a 170° ventilato per circa 40 minuti.
  • Se vi avanza della frolla usatela per fare qualche decorazione con i tagliabiscotti.

 

 

 

DOLCI

Cupcakes al cioccolato con frosting al mascarpone (senza uova!)

Ultimamente pubblico meno su questo mio blog… sono molto occupata con la mia fitta quotidianità, fra famiglia,  lavoro e  studio il tempo è davvero compromesso. Però non mi lamento affatto, mi sento in equilibrio con me stessa  e sono grata di aver così tanti interessi coltivati e così tanto affetto intorno che mi nutre e sorregge.

La maturità spesso porta a trovare finalmente se stessi, a comprendersi di più, giudicarsi meno e soprattutto ad aver più lucidità nel dispensare affetto agli altri; così sono diventata sempre più esclusiva nei rapporti, mi sono consapevolmente e serenamente staccata da tutte quelle persone che non mi miglioravano e mi rubavano tempo (che non ho da sprecare). Ho anche imparato finalmente a volermi più bene ed a riconoscermi più meriti che difetti. Giusto in tempo.

Quando capisci che è te stesso che devi amare è quasi sempre tardi. Tuttavia, ogni volta che lo fai, quell’amore arriva giusto in tempo.

Amarsi è anche concedersi un buon dolce, una colazione golosa o una merenda appagante. Il cibo è spesso rifugio e coccola, un modo dolce di prendersi cura di sé 🙂 Questa è una ricetta che ha alla base dei cupcakes vegani senza uova al cioccolato (chiaramente no  farciti saranno dei muffins vegani perfetti 😉 ), mentre il frosting è di mascarpone e panna (godurioso!!!); sono dolcetti perfetti anche per un buffet primaverile o per un party con i più piccini 🙂

Cupcakes al cioccolato con frosting al mascarpone (senza uova)

(per circa 20 piccoli cupcakes)

90 g di farina tipo 1

85 g di zucchero di canna

15 g di cacao amaro

8 g di lievito bio per dolci

120 ml di aqua

1 cucchiaio di aceto bianco

40 g di olio di riso

semi di 1/2 bacca di vaniglia

per il frosting:

200 ml di mascarpone 

150 ml di panna fresca

40 g di zucchero a velo

cacao amaro e confettino colorati (per decorare)

 

In una ciotola mescolate farina, lievito, cacao, semi di vaniglia e zucchero e amalgamate bene gli ingredienti secchi; in un’altra ciotola versate tutti gli ingredienti liquidi (acqua, olio, aceto) che poi andrete ad aggiungere nei secchi .

Mescolate velocemente senza lavorare troppo.

Cuocete in forno preriscaldato statico a 180° per circa 20 minuti. Lasciate raffreddare completamente.

Preparate il frosting. In una ciotola unite il mascarpone allo zucchero a velo e lavorate fino ad ottenere una crema. A parte montate bene la panna fresca ed aggiungete poi la crema di mascarpone e zucchero. Amalgamate insieme molto delicatamente.

Con l’aiuto di un sac à poche (con bocchetta stellata) farcite i vostri cupcakes, decorateli quindi con una spolverata di cacao amaro e confettino colorati.

N.b. se li preparate in anticipo potrete farcirli prima di servirli o, in alternativa, guarnirli con il frosting ma decorateli solo prima di servirli con il cacao ed i confettini colorati! Se farciti si conservano in frigorifero per 3 giorni.

 

 

 

TRAVEL

Roma eterna bellezza… (in 3 giorni!)

Roma è magnificenza, stupisce ed incanta. Ogni volta che torno nella capitale mi sento dentro una cornice perfetta. Città maestosa, avvolgente, piena e talvolta supponente, ma glielo dobbiamo perdonare tanto può permetterselo! Amo i suoi colori ambrati, le sue cupole, il suo frastuono di altri tempi, le sue rovine che raccontano e tengono viva la memoria. Mi perdo nel cielo azzurro e mi lascio cullare dal “ponentino” pomeridiano…a Roma si può vagare senza troppi programmi, si cammina e si alza lo sguardo trovando sempre nuovi angoli e scorci autentici.

Roma che,  mi duole sottolineare, ultimamente è molto lasciata a sé stessa, ha la faccia aggrinzita dalla poca manutenzione, sporca, pochi servizi… e questo purtroppo si nota con dispiacere! Poi però si vaga per le sue viuzze e si fa colazione con un perfetto maritozzo con la panna e si fa serata in Trastevere di fronte ad una carbonara perfetta e si dimentica l’amarezza di trovarla un po’ sofferente…

Dunque, torniamo alla gita fuori porta, al WE romano…cosa si può vedere di Roma in soli 3 giorni? Molto a parer mio. Ad onor del vero devo dire che io/noi siamo dei camminatori compulsivi, questo gioca nostro favore per visitare le città 😉  In 3 giorni abbiamo percorso a piedi rispettivamente: 23km, 15 km e 13 km… per fortuna abbiamo trovato un sole splendido che ha reso tutto più facile! 😉

Abbiamo soggiornato in un comodissimo appartamento in zona Vaticano, posizione comodissima, a pochi km a piedi da gran parte del centro di Roma, mezz’ora a piedi da Trastevere. I proprietari sono stati gentilissimi e disponibili: B&B Maison , è stata un’ottima scelta, ve lo consiglio! Il primo giorno abbiamo preso la metro fino al Colosseo, abbiamo passeggiato fra i Fori Imperiali e siamo arrivati a Piazza Venezia ed all’imponente Altare della Patria. Nel pomeriggio, dopo un pranzo al volo, siamo andati in S. Pietro ed abbiamo visitato la basilica e come sempre mi sono commossa di fronte alla Pietà di Michelangelo, quel marmo scolpito che diventa così leggero…scolpito con tale maestria che pare sia più veritiero della carne, come avrà potuto un essere umano tirar fuori da qualcosa di freddo così tante emozioni! <3

per cena ci siamo dunque diretti in Trastevere, quartiere che amo particolarmente, dove si respira la romanità autentica, vivo, pieno di locali e buona cucina romana. Abbiamo cenato da Grazia & Graziella, una trattoria tipica che non posso che consigliare, buona cucina e personale sorridente, competente e cortese…potrei raccontarvi dei rigatoni alla carbonara fatti a regola d’arte, delle patatine fritte cacio e pepe e del loro buonissimo tiramisù, ma occorre assaggiare per capire! 😉

Secondo giorno: complice un cielo terso ed un sole caldo, abbiamo fatto colazione in casa e siam partiti con scarpe comode ed entusiasmo in spalla fra le bellezze del centro della capitale. Siamo passati davanti a piazza S. Pietro dove, essendo mercoledì, c’era l’udienza del Papa che abbiamo solo visto da lontano, abbiamo proseguito dunque per Castel S. Angelo e ci siamo diretti verso una delle più belle piazze romane: Piazza Navona.

Dunque ci siamo avviati verso Campo dei Fiori, con la sua piazza del mercato, dove siamo andati in un forno che mi piace molto: Roscioli, per la seconda colazione con focaccia e pizza calde! (camminando occorrono energie, no???). Siamo poi ripartiti per passare davanti ai palazzi del potere (Palazzo Madama e Palazzo di Monte Citorio) e non poteva certo mancare la sosta a Fontana di Trevi!

Nonostante fosse un giorno feriale c’era una bella calca di persone, non ci siamo trattenuti molto, abbiamo ripreso a camminare fino al colle del Quirinale ed abbiamo beccato l’arrivo del Presidente Mattarella (sembrava ci fossimo dati appuntamento 😉 ). La nostra camminata è proseguita fino a Piazza di Spagna, dove nei pressi abbiamo mangiato in un’osteria tipica romana (Hostaria al 31) e dove ci siamo poi diretti verso la scalinata di Trinità dei Monti completamente piena di fiori, davvero bella!

 

Nel pomeriggio ci siamo diretti verso la bella Piazza del Popolo e siamo saliti sulla Terrazza del Pincio dove si gode di una bellissima vista sulla capitale e dove è possibile fare una passeggiata tranquilla nel parco di Villa Borghese, sicuramente uno dei miei luoghi preferiti nelle giornate soleggiate 🙂

Siamo rientrati in metro a casa dove ho cucinato la cena e ci siamo rilassati un’oretta, poiché la giornata era stata impegnativa e siamo usciti poi la sera per un caffè, in zona Vaticano ci sono locali e caffetterie davvero carine.

Terzo giorno: sveglia presto, colazione presso un bellissimo bar vicino alla nostra casa: La Fiorentina (buono anche l’aperitivo fra l’altro 😉 )e siamo partiti per visitare i meravigliosi Musei Vaticani e Cappella Sistina dove siamo rimasti per oltre 5 ore senza riuscire a soffermarci a sufficienza di fronte alla miriade di opere esposte…non si può contemplare di non visitarli almeno una volta nella vita! Io amo moltissimo l’arte, per cui sono di parte, ma davvero si rimane incantati di fronte a tanta bellezza! Sono fortunata perché i miei figli amano da sempre i musei (probabilmente perché sin da piccoli gliene ho fatti visitare molti) e li  apprezzano molto, sono rimasti incantati non solo dalla sublime e famosissima Cappella Sistina ma anche dalla Galleria delle Carte Geografiche, dal Museo Egizio e dalla scala elicoidale…io invece mi sono persa nella Pinacoteca e nelle Stanze di Raffaello…tutto davvero bellissimo!!!

Sono stati tre giorni sicuramente non riposanti e belli intensi, ma a noi piace molto viaggiare con questo passo, ormai leggendo questo mio blog lo avrete capito ;-)… comunque dobbiamo dirlo, noi italiani siam davvero fortunati ad avere a portata di mano così tante città meravigliose <3

Informazioni pratiche:

  • se soggiornate a Roma considerate il pagamento della tassa di soggiorno per ogni adulto >12 anni, € 3,50 a notte.
  • il servizio metro nei giorni in cui siamo stati noi era più un disservizio che altro, addirittura tre fermate consecutive chiuse! Comunque se non volete camminare e volete spostarvi in metro considerate che l’abbonamento giornaliero costa € 7, mentre la singola corsa € 1,50. Se a regime serve piuttosto bene tutto il centro.
  • i servizi in generale non sono ottimali: chiamare un taxi può richiedere un po’ di pazienza, ci sono scarsi punti di informazione turistiche ed anche i bagni pubblici non sono pochi e spesso sporchi.
  • l’acqua di Roma è buonissima, portatevi bottigliette vuote da riempire alle fontanelle che si trovano qua e là, non occorre comprarla
  • per entrare in S. Pietro  c’è solitamente molta fila che fa anche il giro dell’intera piazza, non spaventatevi, considerate che per farla tutta vi occorrerà circa un’ora
  • se volete andare all’udienza del mercoledì del Papa ricordatevi che occorre un biglietto da fare in anticipo poiché l’entrata non è libera
  • per visitare i Musei Vaticani il biglietto senza guida parte da € 20 circa ad adulto ed € 12 a bambino, ma dovrete fissarli online con largo anticipo (anche 60 gg.), altrimenti acquistateli sempre online (o in loco, ma rischiate di non trovare disponibilità) con un costo di € 35 circa senza guida, ma almeno salterete la fila! Cosa non banale… si può stare anche 4/5 ore!!!
  • sopra vi ho inserito il link di dove abbiamo dormito noi e dove abbiamo mangiato se può esservi utile, sono tutti posti che consiglio per rapporto qualità/prezzo.
  • servizio sicurezza direi molto buono: ad ogni ora del giorno e della notte la città si può visitare tranquillamente a piedi, esercito e pattuglie di forze dell’ordine ovunque.

 

DOLCI

Peschine dolci

Ci sono, esistono le persone speciali. Quelle che sanno “dare” per il piacere di farlo, per il piacere di ricevere un sorriso sincero o semplicemente di allietare una giornata ad una persona. Una di queste sicuramente è Cinzia, una mia collega che non manca mai un saluto affettuoso e che mi sorprende con i suoi regali preziosissimi poiché fatti con le proprie mani! Un regalo di questi è il liquore Alchermes fatto da lei con maestria ed un ingrediente che non si compra sugli scaffali: il cuore.

Quando ho ricevuto questo dono prezioso ho subito avuto in mente di fare una ricetta, quella più cara alla mia infanzia, che mi preparava mamma in occasioni speciali, quella delle peschine dolci di Prato. Lei in realtà aveva una sua versione più semplice di cui ho già scritto in questo blog qui. Questa è una versione più elaborata che strizza l’occhio alla ricetta del mitico pasticcere pratese Paolo Sacchetti della pasticceria Nuovo Mondo, anche se per la crema ho optato per una mia versione più leggera. 

Peschine dolci

(per 12 pesche)

per la pasta brioche

  • Farina 0 g 280
  • Zucchero g 60
  • Burro g 40
  • Uova intere g 120
  • Lievito di birra g 6
  • Miele d’acacia g 10
  • Arancia scorza grattugiata
  • Vaniglia in bacche (metà stecca)
  • Acqua naturale g 15
  • Sale un pizzico

per la crema pasticciera

  • Latte fresco intero gr 200
  • Panna g 120
  • Zucchero g 70
  • Amido di mais g 30
  • Tuorli d’uovo g 50
  • Sale un pizzico
  • Buccia di limone una scorza

per la bagna

  • Acqua g 40
  • Zucchero semolato g 70
  • Alchermes g 30

Nella ciotola della  planetaria con la foglia di acciaio impastate la  farina  (120 g), lo zucchero (20 g), il lievito di birra sbriciolato,  un uovo intero. Versate gradualmente l’acqua a filo, controllando che l’impasto prenda piano consistenza. Quando l’impasto inizierà a  incordare unite gradualmente il burro (20 g). Sostituite la foglia  con il gancio e  continuare  fino a quando l’impasto sarà liscio e compatto e non si sarà staccato  dalle pareti della planetaria.  Estraetelo dalla ciotola, arrotolatelo formando una palla e lasciatelo lievitare coperto da pellicola per alimenti fino a quando triplicherà il volume.

Nel frattempo preparate la crema pasticciera. Mettete a bollire il latte con la panna e  la scorza di limone, in una ciotola sbattete i tuorli con lo zucchero e l’amido di mais. Quando il latte sarà in ebollizione toglietelo dal fuoco, unite al composto le uova, rimettetelo sul fuoco e fatelo addensare a fuoco basso. A cottura avvenuta mettete  la crema su un largo vassoio  fatto raffreddare in frigorifero, così da abbassare presto la temperatura della crema di farcita delle pesche. Quando la crema sarà raffreddata disponetela dentro un recipiente coperto e lasciatela riposare in frigorifero.

Impasto finale

In planetaria inserite tutti insieme gli ingredienti  rimasti rimanenti  con la frusta K. Unite il restante burro ammorbidito ed infine il primo impasto lievitato. Utilizzate il gancio e lavorate il tutto fino a quando l’impasto risulterà incordato e liscio. Fate lievitare nuovamente  fino a quando l’impasto triplicherà.
Prelevatene dunque 100 g,  create un filoncino tagliatelo in  8 pezzi uguali di circa 12 g ciascuno

Arrotolate quest’ultimi creando delle palline . Fate riposare almeno cinque minuti. Ripetete nuovamente la pirlatura e adagiate le brioche su una teglia coperta con carta forno, lasciando un po’ di spazio fra di loro.

Fate nuovamente riposare per ancora per  altri 5 minuti. Infine schiacciate  le palline e lasciatele riposare fino a quandotriplicheranno. Questa ultima operazione consentirà di ottenere la forma finale tipica semisferica delle pesche.

Cuocete le pesche in forno preriscaldato  a 210 gradi per 6 -7 minuti o comunque  fino alla loro colorazione ambrata. Ci vorranno 6/7 minuti. 

Estraetele subito dal forno lasciatele raffreddare.

Preparate dunque lo sciroppo: portate ad ebollizione acqua e zucchero, fate raffreddare e unite l’alchermes.

Disponete a questo punto sul tavolo  tutti gli elementi necessari per completare le pesche:  brioches, sciroppo di Alchermes, crema pasticcera (inserita in una grande sac  à poche) e una ciotola di zucchero semolato.

Bucate le brioche sul fondo  con la punta del sac à poche,  immergetele nello sciroppo bagnandole bene, riempitele al centro con la  crema e completate con un’altro giro di crema all’esterno. Unite poi le due semisfere facendo una leggera pressione.

Rotolate le pesche appena formate nello zucchero semolato facendolo aderire alla superficie;  decoratele  se volete con una striscia di arancia candita o, in mancanza di essa, con una piccola foglia di menta o, come nel mio caso, di alloro.

DOLCI

Torta alla panna cotta al caffè d’orzo e nocciole

torta-panna-cotta

Buona Domenica! Questo mio angolo di condivisione reclama la mia presenza… ammetto che ultimamente faccio principalmente la mamma, mi dedico molto allo studio e lavoro, ogni tanto mi diletto in tv e …insomma, sono bella avvinghiata nelle ore delle mie giornate e, per quanto volenterosa ed energica, non riesco a dilatare il tempo come vorrei. La cosa buona è che in mezzo a questo caos mi sento molto più serena, sono concentrata sulle cose e sulle persone che contano. Seleziono sempre più le persone a cui prestare attenzione ed alle quali dedicare il mio affetto e tempo … ma ho intorno a me tutte quelle che occorrono, mi sento in equilibrio.

Che ne dite di un dolce fantastico e di sicuro effetto WOW per questa domenica??? Vi regalo una ricetta super per farmi perdonare della latitanza 😉 … si tratta di un dolce al cucchiaio, una torta di panna cotta che farà felici proprio tutti!!!

Torta alla panna cotta al caffè d’orzo e nocciole

(per 8 persone)

per la base:

biscotti secchi g  220

burro g 100

nocciole 2 cucchiai

mezzo cucchiaino di cannella in polvere

crema di nocciole (io fondente nera)

per la panna cotta:

panna fresca ml 300

latte parzialmente scremato ml 200

zucchero di canna chiaro g 80

caffe d’orzo solubile 3 cucchiai colmi

agar agar 1 cucchiaino colmo

per il topping:

albumi 2

zucchero a velo g 100

acqua g 40

croccante di nocciole

gocce di cioccolato fondente

Preparazione

Preparare la base. Tritare finemente i biscotti secchi insieme alle nocciole e la cannella. Sciogliere il burro, unire ai biscotti per ottenere un composto omogeneo. Mettere un foglio di carta da forno su un vassoio tondo da portata, metterci un anello di acciaio e compattare la base ai bordi dell’anello. Riporre in frigorifero.

Preparare la panna cotta. In un pentolino alto mettere lo zucchero, il caffè, l’agar agar (addensanteI e il latte. Mescolare bene, quindi aggiungere la panna e mettere sul fuoco. Portare a bollore, abbassare al minimo la fiamma e far bollire un paio di minuti. Spegnere e lasciare riposare mezz’ora.

Riprendere la base dal frigo, cospargerla con poca crema di nocciole e versare sopra la panna cotta. Riporre nuovamente in frigorifero almeno 3 ore (va bene anche una notte intera!). 

Iniziare la decorazione. Montare bene a neve gli albumi. In un pentolino far sciogliere lo zucchero a velo con l’acqua, portare a 120 gradi, dunque versare lo sciroppo a filo sugli albumi e continuare a montare. Dovrà venire una meringa bella densa  e spumosa. 

Mettere la meringa in un sac à poche e decorare la torta, aggiungendo del croccante di nocciole sbriciolato e delle gocce di cioccolato fondente.

(se non la divorate tutta, si conserva in frigorifero fino a 3 giorni).

 

 

 

PRIMI PIATTI

Finta carbonara di salmone

ricetta-carbonara-di-pesce

Una cosa mi ha sempre contraddistinto: lo “spigolo giusto“, come lo chiamo io. Sono capace di difendere e giustificare una persona a cui tengo ma che non si comporta correttamente con me anche a lungo, spesso anche con più affetto del dovuto, poi però basta un attimo, mi basta picchiare nello spigolo giusto e…stop. Sento male di colpo e cambio totalmente rotta, è un po’ come destarsi bruscamente e ricordarsi che il tempo di recupero è terminato, è suonata la campanella, si chiude la porta con doppia mandata e si buttano le chiavi. Non c’è più niente da condividere. Bisogna aver cura di noi stessi.

Come ho scritto più volte in queste pagine è soprattutto a tavola che  si condivide il cibo con  gli affetti veri e gli amici,  è sempre il luogo prediletto, no?

Allora, premetto che NON si tratta ovviamente della santa ed intoccabile carbonara, ma di una finta carbonara fatta con del salmone affumicato che vi conquisterà, ve lo posso assicurare! Ed è pure semplicissima 😉

 

Finta carbonara di salmone

(per 4 pp.)

bucatini g 300

2 uova grandi

2 cucchiai di latte

1 cucchiaio di salsa di soia

100 g di salmone affumicato

1 cucchiaino di uova di rompo rosse

1 cucchiaino di uova di rompo nere

olio extravergine di oliva

 

In una ciotola battete bene le uova con il latte e la salsa di soia.

Tagliate a dadini il salmone affumicato.

Lessate la pasta al dente in abbondante acqua bollente salata, buttatela in padella con un cucchiaio di acqua di cottura, un giro di olio (poco!) e saltatela con il salmone, spegnete il fornello e buttate le uova sbattute. Impiattate con un po’ di uova di rompo (e se lo gradite spolverate con il pepe nero macinato fresco)