PRIMI PIATTI

Pasta fredda integrale light

L’estate 2020 è ufficialmente iniziata! Ok, quest’anno tutto è molto diverso, tutti siamo diversi… non possiamo negarlo. Io me la sto vivendo come al solito con le mie giornate piene zeppe che hanno ripreso pieno ritmo dopo il lockdown in cui io comunque ho sempre lavorato. Ne sono grata comunque, se  sono impegnata e di corsa significa che  sto bene, quindi ben venga! La vitalità è una mia caratteristica imprescindibile, una costante. Che farete questa estate? Andrete in vacanza? Rimarrete in città? Diciamo che in Italia siamo piuttosto fortunati che la bellezza si riesce a trovare facilemente anche in una banale gita!

Un valido modo per staccare la spina è anche evadere tuffandosi in un buon libro, guardando un bel film, dedicarsi al giardinaggio e mangiar bene. Le passioni da coltivare o i modi per star bene sono infiniti… basta essere ben predisposti. La volete una ricetta leggera, buona e di una facilità strabiliante??? Riuscirà perfettamente anche ai neofiti in cucina, una pasta ideale per l’estate e perfetta da portare in ufficio per la pausa pranzo  (che lavorare, ricordiamocelo, è proprio una gran bella cosa!)

Pasta fredda integrale light

(per 4 pp.)

pasta (io preferisco una buona integrale) g 350

2 pomodori

un cucchiaio colmo di semi di zucca

un cucchiaio colmo di semi di girasole

due cm di zenzero fresco

1 spicchio di aglio

5 foglie di basilico

pepe nero macinato fresco

olio extravergine di oliva

 

Pulite l’aglio e fatelo a metà togliendogli la parte interiore. Tagliate i pomodori a dadini e il basilico a striscioline.

Lessate la pasta in abbondante acqua salata che avrete portato a bollore con lo zenzero e gli spicchi di aglio, mi raccomando cuocetela al dente!

Scolatela, togliete l’aglio e lo zenzero, passatela sotto il getto di acqua fredda per raffreddarla.

Passate al condimento, irroratela con del buon olio extravergine di oliva, pepe macinato, i semi di zucca e girasole, i dadini di pomodoro fresco il basilico.

Saporita, leggera e perfetta! 😉

DOLCI

Cotton Japanese Cheesecake

Non so voi ma io ho deciso che mi merito tanta, tanta sofficità, specialmente in questo maggio, mese da me adorato e che mi ha visto nascere. Le giornate lunghe, la temperatura giusta e la natura che fa sfoggio di sé lo rendono a mio avviso un mese magico e “soffice”… esattamente come la torta di cui vi parlerò oggi che faccio da tempo ma di cui non avevo mai condiviso la ricetta in queste mie pagine.

Già il nome, la “cotton” cheesecake ha una consistenza sublime, sembra una crema avvolgente e leggera, morbida,  ma che si  taglia come una torta… una dolce nuvola di delizia! Poco dolce come si addice alla pasticceria nipponica, non ha molti ingredienti ma occorre qualche trucco e un po’ di attenzione per un buon risultato!

 

 

 

Cotton Japanese Cheesecake

(per uno stampo da 18 cm)

200 g formaggio spalmabile fresco

190 g latte

3 uova grandi (circa 120g)

70 g zucchero di canna chiaro

40 g di farina tipo 0

10 g di amido di mais

15 g di succo di limone

buccia grattugiata di mezzo limone

3 g di cremor tartaro

IMPORTANTE

  • uova, latte e formaggio fresco a temperatura ambiente
  • la cottura a bagnomaria è fondamentale per la riuscita, lo stampo deve cuocere immerso nell’acqua per 2/3, serve per mantenere la giusta temperatura in cottura e la giusta dose di umidità
  • usate uno stampo a cerniera spennellato di burro e rivestito con carta da forno bella aderente; inoltre rivestite lo stampo esternamente con fogli di alluminio per evitare che l’acqua possa entrare nello stampo!
  • la temperatura varia da forno a forno, comunque è meglio cuocerla qualche minuto di più che meno
  • è fondamentale far raffreddare la torta dentro il forno spento! Non fatevi prendere dalla fretta di assaggiarla, fatela raffreddare bene 3 ore prima di gustarla!
  • è normale che raffreddandosi si abbassi un pochino e si restringa, non avete sbagliato nulla! Fate attenzione a toglierla dallo stampo, è delicata
  • si conserva in frigorifero per 3 giorni circa

Procedimento

Separate i tuorli dagli albumi e montate questi ultimi a neve ferma, dunque aggiungete lo zucchero e continuate a montare bene

In una ciotola montate il formaggio fresco cremoso con il latte finché otterrete una crema liscia. Aggiungete il burro di consistenza spalmabile,  il succo e la scorza di limone e mescolate molto bene finché si saranno ben amalgamati

A questo punto unite la farina, il cremar tartaro e l’amido setacciati, mescolate bene e infine aggiungete i tuorli; mescolate con molta cura, deve essere tutto omogeneo. A questo punto unite gli albumi montati e incorporateli mescolando delicatamente con una spatola dal basso verso l’alto per non smontarli. 

Accendete il forno a 150° in modalità statica con il recipiente contenente l’acqua per la cottura a bagnomaria.

Versate ora l’impasto nello stampo foderato di carta forno e poi sbattetelo delicatamente per far appiattire e scoppiare eventuali bolle di aria e ottenere una struttura compatta e uniforme. Immergete lo stampo con le pareti ben foderate di carta argentata nella teglia con l’acqua. Cuocete per circa 1 ora e 10 minuti, la superficie dovrà risultare ben dorata.

Una volta cotto, spegnete il forno e lasciate raffreddare all’interno di esso. Dopo 15 minuti lasciate lo sportello socchiuso (mettete un mestolo a contrasto) e lasciate raffreddare la torta all’interno per 1 ora.

Dopodiché aprite la cerniera dello stampo e rimuovete con delicatezza la parte laterale; rimuovete anche la carta forno, poi capovolgete la torta su un piatto, togliete la carta forno anche dal fondo e capovolgetela di nuovo. Eseguite tutto con estrema attenzione e delicatezza.

Fate raffreddare bene  per 3/4 ore prima di mangiarlo.

 

DOLCI

Crostata frangipane con ganache alla nocciola

Cosa potrei scrivere non risultando assolutamente banale riguardo a questo periodo convulso? Sta per iniziare la fatidica fase 2 e su questo davvero non mi sento di dire niente di sensato. Credo che la paura e la miseria (sì, non è una parola esagerata purtroppo) porteranno ad una diffidenza e cattiveria verso il prossimo che mi crea davvero un senso di disagio e inquietudine. Sono grata di andare a lavoro, di recarmi come sempre in ufficio a piedi, di respirare aria, di poter trovare una pseudo normalità quotidiana che aiuta a contrastare il momento con cui tutti facciamo a botte; non potrei pensare di stare fissa in casa a lungo, di non lavorare… ho nel cuore chi per questo accadimento è costretto a rinunciarci, a rinunciare quindi a un diritto fondamentale e, spesso anche a una sicurezza economica.

Manteniamo calma e speranza per quanto possibile, mia nonna diceva sempre che “il tempo a passarlo bene o passarlo male passa uguale!”, cerchiamo dunque di fregarlo un po’ coccolandoci con ricette superlative sia per gli occhi che per il palato! Questa è una torta/crostata davvero DIVINA! Una ricetta che era da tempo che l’avevo inserita nella lista “to do”, adesso ho avuto tempo per realizzarla, un tempo speso benissimo!!!

 

 

Crostata frangipane con ganache alla nocciola

(per uno stampo da 20 cm di diametro)

Ingredienti per frolla

250 g farina tipo 1

90 g di burro

20 g di olio di riso

40 g di uova (peso senza guscio)

una presa di sale

1/2 bacca di vaniglia, i semini

Ingredienti per la crema frangipane alle mandorle

90 g di farina di mandorle

25 g di farina tipo 1

60 g di zucchero di canna chiaro

80 g di burro

35 g di uova (peso senza guscio)

2 cucchiai di grappa

una punta di cucchiaio di bicarbonato

Ingredienti per il topping

70 g di cioccolato fondente al 70%

50 g di cioccolato bianco

50 ml di panna fresca

25 g di nocciole tritate con 1 cucchiaio di olio di riso

1 cucchiaio colmo di zucchero di canna (facoltativo)

per la rifinitura

marmellata di lamponi

30 g di cioccolato bianco

nocciole

Preparazione

Iniziate preparando la frolla, impastate bene tutti gli ingredienti velocemente, ottenete un composto ben omogeneo, fate riposare un’ora in frigorifero.

Preparate il frangipane, montate il burro a pomata con lo zucchero, aggiungete le uova e montate fino a ottenere un composto spumoso, quindi aggiungere le farine, il bicarbonato  e la grappa amalgamando bene. Tenete da parte.

Tiratte fuori la frolla e stendetela bene, ritagliate un cerchio e rivestite il fondo dello stampo imburrato e infarinato, quindi fate delle strisce e rivestite anche il bordo dello stampo stesso; bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta e cospargete con un velo di marmellata di lamponi.

Accendete il forno a 200°. Intanto riempite il guscio di frolla con la crema frangipane; appena il forno sarà caldo infornate per circa 15 minuti poi abbassate a 170° e proseguite per altri 15/20 minuti fino a doratura.

Nel mentre preparate il topping. Portate a bollore la panna, allontanate dal fuoco e aggiungete i due cioccolati a pezzi. Mescolate velocemente per sciogliere, dunque aggiungete il composto di nocciole tritate e olio. Tenete da parte.

Una volta cotta fate raffreddare la crostata immergendo lo stampo in acqua, dunque, una volta raffreddata, toglierla dallo stampo. Guarnirla con il topping di cioccolato e nocciole.

Sciogliere a bagnomaria il cioccolato bianco che servirà per decorare. Con una parte spennellare il bordo della frolla per attaccare le nocciole, con l’altro decorare la crostata, aiutatevi con un beccuccio creato con la carta da forno per far colare una griglia sul topping, quindi create il movimento con l’ausilio di uno stecchino.

Gustare quando sarà ben raffreddata! Io nelle foto l’ho tagliata dopo un paio di ore, se avessi atteso di più la fetta sarebbe risultata più bella e definita 😉

 

 

 

 

PRIMI PIATTI

Ravioli Cinesi

Cosa mi manca di più in questa quarantena obbligata? Camminare. Le mie camminate di km in solitaria con le cuffie nelle orecchie e pensieri sparsi. Camminate pressoché quotidiane! E mi mancano gli amici, i sorrisi, gli abbracci …i rapporti umani con le persone che mi stanno a cuore, tanto. Sono convinta che torneremo, seppur timidamente, alla normalità che adesso sembra una parola bellissima… ne sono convinta, ma manca una data. Manca un punto di arrivo verso cui dirigersi; adesso siamo fermi  senza conoscere un termine e senza alcuna idea di dove ci porterà questa faticosa distanza sociale, questa apnea nella vita.

Tutti abbiamo sicuramente fronteggiato le preoccupazioni con i piaceri del palato, molti hanno iniziato a far torte e a panificare, molti hanno deciso di cimentarsi per la prima volta con la cucina… ed io, che amo cucinare,  ho semplicemente avuto un po’ più tempo a disposizione (si fa per dire, ne invento sempre centomila!) per dedicarmi alla preparazione di ricette sfiziose con cui coccolare la mia famiglia 😉 !

Conoscete i “gyoza” giapponesi, o i “Jiaozi”, ovvero i ravioli cinesi di carne? In questa casa tutti ne andiamo pazzi, i miei ragazzi in primis! Un ottimo piatto unico, delicato e saporito, per niente complicati. Di solito sono farciti con un misto di carne di maiale, pesce e verdure; i ravioli così ripieni vengono poi cotti al vapore nei tipici cestelli di bambù appoggiati su ampie foglie di cavolo cinese, cottura che permette agli alimenti di non disperdere i loro valori nutritivi e il loro sapore. Eccovi la ricetta

Ravioli Cinesi

(ricetta per 35 ravioli)

250 g farina tipo 0

140 g di acqua tiepida 

una presa di sale

(semola per il piano)

per il ripieno

carne macinata di maiale g 160

gamberetti sgusciati g 50

1 carota

2/3 foglie di cavolo verza

1/2 porro 

1/2 cm zenzero

noce moscata

2 cucchiai di salsa di soia

1 cucchiaino di olio EVO 

sale q.b.

 

Disponete la farina a fontana in una ciotola e aggiungete un pizzico di sale; incorporate l’acqua poco a poco e ribaltate l’impasto su una spianatoia di legno. Iniziate a lavorare l’impasto con le mani finché sarà ben omogeneo, dunque avvolgetelo con della pellicola alimentare e lasciatelo riposare una mezz’ora in un luogo fresco e asciutto.

Nel frattempo dedicatevi alla preparazione del ripieno: tritate finemente il cavolo verza (precedentemente lavato), la carota, il porro e lo zenzero.

Sminuzzate anche i gamberetti freschi e teneteli da parte.

In una padella mettete il trito di verdure son poco sale e l’olio, aggiungete le spezie e rosolate un minuto, quindi unite la carne di maiale (macinata finemente mi raccomando!) e fate rosolare ancora. Dopo qualche minuto unite i gamberetti sminuzzati e la salsa di soia, insaporite e fate raffreddare. (Potete preparare il ripieno anche il giorno precedente, si insaporirà!).

Adesso occupatevi della pasta. Stendete la pasta in modo sottile sulla spianatoia infarinata, ricavatevi dei dischi aiutandovi con un tagliapasta o con un bicchiere da acqua. Disponete quindi un cucchiaio abbondante di ripieno al centro di ogni raviolo e inumidite il bordo dei dischi con  poca acqua. Chiudete quindi il raviolo a mezzaluna premendo bene sui bordi per fare aderire la pasta effettuando delle piccole pieghe da un’estremità all’altra.

Ponete un cestello di bambù ideale per la cottura a vapore in una padella wok riempita con circa 1,5 cm di acqua in ebollizione (se non l’avete va benissimo un comune cestello per cottura a vapore) foderando il fondo con delle foglie di cavolo verza e ponetevi i ravioli facendo attenzione che non si tocchino tra di loro.

Chiudete il coperchio del cestello e cuocete per circa 15 minuti, fino a quando la pasta dei ravioli inizierà a diventare piuttosto trasparente. Prima di servire i ravioli cinesi al vapore irrorateli con poca salsa di soia.

N.B. Potete anche cuocere i ravioli in abbondante acqua bollente esattamente come dei classici ravioli, saranno cotti quando l’acqua riprenderà bene il bollore e verranno a galla! Il risultato sarà comunque ottimo 🙂

 

 

 

DOLCI

Colomba di Pasqua ai frutti esotici

Pasqua 2020 ce la ricorderemo tutti, certamente insolita, meno festosa, una Pasqua soleggiata ma pesante. Quello che maggiormente mi ha colpito in questo periodo è stato l’atteggiamento delle persone, questa pandemia che ci ha travolto ha fatto emergere le virtù e le pochezze dell’essere umano travolto dalla paura, dalla sorpresa e costretto in prigionia nella propria casa. Spesso è emerso l’odio e questo mi fa rabbrividire.

L’odio verso l’altro.
L’altro che è solo un contagiabile o peggio, contagiato.
La polemica continua.
Le soluzioni giuste dispensate.
La voglia di parlare solo di politica …

Se si è fortunatamente in salute, occorre dispensare gentilezza e tolleranza, anche solo per spirito pasquale, seppur inusuale!
Non andrà tutto bene per chi (e sono tanti) ha perso qualcuno di caro in modo orrendo, occorre esser grati.

Non ho oziato in questi giorni, tutt’altro. Ho cucinato, pulito casa, ho studiato molto, ho lavorato più del solito e ho perso molto tempo dietro la scolarizzazione a casa dei miei figli… non  sono stata con la testa fra le mani sul divano a riempirmi di trasmissioni TV catastrofiche e post drammatici sui social. Ho scelto di chiudermi in casa ogni volta che non sono dovuta andare in ufficio, per rispetto della mia famiglia e degli altri, ma ho scelto anche di chiudermi nel mio confort mentale per non farmi travolgere dal terrore e la negatività.

E proprio in questi giorni ho realizzato una nuova ricetta di colomba pasquale, quella  del pasticcere Paolo Sacchetti di Prato, con l’aiuto della mia cara amica esperta di lievitati Stefania! Io lei e Emanuela (le Tuscany3Foodies) abbiamo realizzato insieme in contemporanea questa preparazione, un modo per esser vicine nella distanza, per condividere come solo in amicizia si può fare… 

Vi riporto questa ricetta, certo è complicata e richiederà molta dedizione e pazienza, ma ne varrà la pena! Un abbraccio virtuale  e fortissimo di Buona Pasqua! (quest’anno è una festa doppia in questa casa, è il compleanno del mio amato Niccolò, il mio sole splendente <3 )

per la ricetta ho seguito quasi totalmente la ricetta riportata dalla bravissima Stefania… eccola trascritta:

Colomba di Pasqua ai frutti esotici

(per 3 colombe da 500 g)

Ingredienti per il primo impasto:

400 g di farina forte per grandi lievitati
180 g di acqua
150 g di burro
110 g di pasta madre forte
100 g di zucchero
90 g di tuorli

 

Ingredienti per il secondo impasto:

150 g di cubetti di mango e papaya canditi (oppure i canditi che preferite)

200 g di burro
150 g di farina forte per grandi lievitati
100 g di zucchero
80 g di tuorli
70 g  circa di acqua fredda
40 g di miele
10 g di sale
i semi di una bacca di vaniglia
la buccia grattugiata di un’arancia, e di un limone

Ingredienti e procedimento per la glassa:

150 g di zucchero a velo
80 g di farina di mandorle
70 g di amido di mais
70 g di albumi

Per decorare:
mandorle con la buccia
granella di zucchero
zucchero a velo

Rinfreschi (importanti!!!) La mattina alle 8 fare il primo rinfresco della pasta madre con 50g di pasta madre, 50 g di farina di forza, la stessa che verrà utilizzata per l’impasto e 25 g di acqua.
Dopo 4 ore alle 12, l’impasto sarà raddoppiato, rinfrescare ancora e alle 16 fare l’ultimo rinfresco, con le stesse modalità dei precedenti, alle 20 la nostra pasta madre sarà bella forte e arzilla pronta per l’impasto iniziale.
 
La velocità della macchina impastatrice durante tutto l’impasto potrà variare dal 1 al 2.
Alle 20/21, iniziare il primo impasto della colomba.
Mettere nella ciotola dell’impastatrice la pasta madre spezzettata, aggiungere l’acqua lo
zucchero e iniziare a scioglierla con la foglia.
 
Aggiungere subito tutta la farina, amalgamare grossolanamente e far incordare, iniziare ad aggiungere il burro in tre volte, (fermare la macchina e ribaltare la massa per due volte durante questa operazione, per facilitare l’inserimento del burro all’impasto)
Togliere la foglia, mettere il gancio e far incordare bene.
Aggiungere i tuorli in tre volte, far incordare bene l’impasto tutte le volte dopo l’inserimento di ogni dose di tuorli fino a che
l’impasto non si stacca dal fondo della ciotola,(ribaltarlo ancora
per due volte ) ci vorranno circa 20/ 30 minuti per tutta la
preparazione. Togliere l’impasto dalla ciotola, formare una palla con le mani e metterlo a lievitare in un contenitore capiente e graduato per controllare la lievitazione a 28°/29° fino a che non è triplicato, ci vorranno circa 10/ 12 ore o comunque
tutta la notte.
Per una maggiore sicurezza procuratevi un contenitore come si vede nelle foto, non fate oltrepassare la triplicazione dell’impasto, altrimenti il
lievito non darà il meglio di se nella lievitazione successiva.
Preparare il miele
Aromatizzarlo con i semi della bacca di
vaniglia, la buccia dell’arancia e del limone grattugiata, coprire e
porre in frigorifero fino al momento dell’utilizzo.
 
Preparare la glassa 
In una ciotola capiente mettere lo zucchero a velo, la farina di mandorle, l’amido di mais e gli albumi, sbattere bene con la frusta o con una spatola ottenendo una glassa senza grumi, coprire e mettere in frigorifero fino al momento dell’utilizzo.
 
La mattina successiva mettere in frigorifero il contenitore con l’impasto (che e stato tenuto a una temperatura di 28/29 C° ) triplicato in frigorifero per far abbassare la temperatura per circa 1 ora, non possiamo iniziare il secondo impasto con una massa a 28 C°. Mettere in frigorifero anche la ciotola e il gancio questo ci permettera di tenere bassa la temperatura dell’impasto durante la lavorazione, ricordiamoci che non dovrà superare i 26 C° ecco perche questi suggerimenti. Far cadere l’impasto lievitato e raffredato nella ciotola
dell’impastatrice, montare il gancio aggiungere la farina e avviare la macchina amalgamando e incordando bene almeno per 10 minuti. Iniziare a inserire il miele aromatizzato in due volte sempre facendo incordare bene poi il burro a piccoli pezzi e freddo, due cucchiai di zucchero facendo incordare nuovamente, nelle tre volte successive aggiungere oltre al burro e lo zucchero anche il sale, ribaltando sempre l’impasto dopo ogni inserimento.
  E bene ricordarsi che far incordare bene l’impasto e determinante per la buona riuscita della ricetta e la formazione del glutine, se durante la lavorazione l’impasto dovesse scaldarsi troppo ( non dovrebbe succedere inserendo gli ingredienti freddi) mettere la ciotola con l’impasto in frigorifero per far abbassare la temperatura.
A questo punto inserire le uova in tre volte, ribaltare nuovamente
l’impasto e incordare, l’impasto si deve sempre staccare  dal fondo della ciotola dell’impastatrice prima di inserire la dose successiva. In fine aggiungere l’acqua fredda piano piano sempre tenendo l’impasto in corda, fare la prova del velo che dovrà risultare trasparente ed elastico!!!
Dopo tutti questi passaggi l’impasto è pronto per ricevere i canditi, sempre impastando
inserire poco per volta i canditi facendo attenzione che siano
distribuiti uniformemente nell’impasto.
 
Ribaltare la massa ottenuta in una ciotola capiente  oppure lasciarla nel contenitore dell’impastatrice e farla puntare per mezzora in forno spento a 28°.
Imburrare il piano di lavoro, rovesciare
sopra delicatamente  l’impasto e con la spatola formare le pezzature. 
Pirlare e lasciare puntare per 15 minuti poi dividerle ancora in due dosi e formare arrotolando con uno le ali e con l’altro il corpo posizionandoli negli stampi.
Coprire con dei canovacci puliti, far lievitare fino a un dito dal bordo,  ci vorranno 8 ore.

Scaldare il forno a 170°, infornare nella parte bassa per 30/40
minuti circa, la cottura e i tempi dipenderanno  dal peso della
colomba, al centro dovrà raggiungere
96°C  per una perfetta cottura, gli ultimi 5 minuti spostare la colomba a metà forno per darle una colorazione uniforme. Nel caso di 3 colombe da 500g, infornarne due  e poi l’altra.

Sfornare, infilzare  con 2 ferri da
calza ogni colomba, capovolgere, e appoggiare i ferri fra due sedie
distanti fra loro, farle raffreddare per 12 ore.
DOLCI

Tiramisù al cioccolato caldo bianco

Collaborare è sempre un ottimo modo per vivere. In ogni campo, dalla vita quotidiana personale a quella lavorativa.

Sono forse una sognatrice, continuo a pensare che con impegno, responsabilità e serietà si ottengano grandi cose, i fatti spesso mi danno torto lo ammetto, hanno spesso la meglio i “furbi” e “disonesti”. Non importa, tanto ognuno è fatto della sua pasta e alla fine si vedrà…

Queste , ad esempio, sono belle collaborazioni, sono sempre ben contenta di poter usare prodotti di qualità nelle mie preparazioni e di sfogare la mia fantasia!  Tutti i prodotti di  BABBI sono ottimi, così questa cioccolata bianca in tazza ha ispirato questo particolare tiramisù! Una vera “cioccodelizia” !!!

Tiramisù al cioccolato caldo bianco BABBI

(per due porzioni)

150 g robiola fresca

1 uovo medio

20 g di acqua

2 cucchiai colmi di zucchero di canna

1 cucchiaino di orzo solubile

1/2 cucchiaino di cannella in polvere

40 g di cioccolato fondente

6 savoiardi sardi

cacao amaro

1 busta cioccolato bianco in tazza – Cioccodelizia Babbi 

100 ml latte parzialmente scremato

1 cucchiaino di cognac

Procedimento

Per prima cosa preparate uno sciroppo con l’acqua e lo zucchero, aggiungete l’orzo e la cannella portare a ebollizione e lasciare sobbollire un minuto; in una ciotola sbattete bene l’uovo con le fruste elettriche, quindi versate a filo lo sciroppo. Lasciate intiepidire e aggiungete la robiola, sbattete bene con le fruste.

A parte preparate il cioccolato a scaglie.

In una tazza sul fuoco preparate il cioccolato bianco Babbi con il latte e il cognac, mescolate finché non risulterà cremosa ma non densa.

Adesso inzuppate bene i savoiardi (che io ho diviso a metà) nel cioccolato bianco, cospargete con la crema di robiola e scaglie di cioccolato, dunque fate un altro strato e terminate con scaglie di cioccolato fondente e una spolverata di cacao amaro.

Riponete in frigo un paio di ore prima di gustarlo.

(n.b. con queste dose a me sono venuti due bicchieri grandi)

 

PRIMI PIATTI

Pasta con cime di rapa e acciughe

Primavera insolita, adesso pure invernale, che si fa sentire con un vento gelido che movimenta la percezione esteriore di queste mura domestiche, confini con una vita sospesa, ma che tornerà!
Dovremmo imparare, soprattutto ora, a non essere “tutti contro tutti” ma “tutti per uno”. Perché così si vince!!!
Dovremmo davvero imparare ad esserlo, tutti così preoccupati, struccati, con gli occhi stanchi e interrogatori dietro le mascherine, con le uscite furtive e un foglio in tasca come giustificazione a vivere socialmente distanti.
Torneremo a respirare la quotidianità stupendamente banale! Torneremo a pettinarci, renderci presentabili, metterci il rossetto, a correre con i tacchi, a sorriderci, a prendere un caffè al vetro, con una goccia di latte e lontano dalle correnti di aria 🤣
Ritorneremo ad alzare il volume della nostra canzone preferita, a bere una birra insieme, a popolare le spiagge.
L’incertezza è il quando, la certezza è che accadrà, perché la luce scappa sempre dalle braccia del buio!!! 🍀🍀🍀 Intanto sentiamoci (chi può) grati di avere un tetto accogliente e del cibo per cucinare!!! Perché anche questa triste quarantena obbligata non è uguale per tutti, non tutti hanno le stesse certezze e gli stessi mezzi. Restiamo sempre grati!

Oggi un primo piatto delizioso, una ricetta data in questi giorni da chef Bruno Barbieri che ho fatto mia, ottima!!!

Pasta con cime di rapa e acciughe

(per 4 pp.)

400 g di penne

1 mazzetto di cime di rapa

8 pomodori oblunghi 

3 filetti di acciuga sott’olio

3 cucchiai di parmigiano grattugiato

un cucchiaio di capperi dissalati

una manciata di taralli al finocchio

olio piccante

1 spicchio di aglio 

origano

sale

pepe

Come prima cosa sbianchire le cime di rapa, prima lessandole e poi mettendole in acqua e ghiaccio. (n.b. togliete con la schiumarola le cime di rapa e conservate la loro acqua di cottura in cui cuocerete le pasta). Strizzatele e sminuzzatele

In una ciotola capiente  mettete i pomodori tagliati a spicchi, i capperi, sale, pepe e olio e unite le rape sminuzzate.

In un’altra ciotola tagliate finemente le acciughe, mettete i 3 cucchiai di parmigiano grattugiato, un cucchiaio di acqua di cottura delle rape e  un cucchiaino di olio al peperoncino. Mescolate bene

A parte schiacciate i taralli. In una padellina mettete lo spicchio di aglio con poco olio, fate scaldare un po’ per insaporire, quindi toglietelo, mettete poco origano e i taralli sminuzzati, tostateli un paio di minuti e teneteli da parte.

Lessate la pasta in acqua salata.  Una volta cotta buttatela non troppo scolata nella ciotola con le rape, unite la salsa di parmigiano e acciughe e mescolate bene. Infine servite con i taralli sbriciolati saltati.

 

 

 

SECONDI PIATTI

Ossibuchi con risotto allo zafferano

Che momento! Difficile, anzi difficilissimo. L’unica cosa che può salvarci è rimanere DISTANTI che, paradossalmente è l’unico modo per stare VICINI in questa dannata emergenza. Sono un po’ stanca, sto lavorando sotto pressione e per due (no, non è un modo di dire, sto davvero facendo i salti ribaltati per coprire anche il lavoro di una collega assente ahimè), poi devo aiutare nella gestione del lavoro scolastico i figli e poi le preoccupazioni che tutti abbiamo, adesso che siamo immersi in questa tempesta che ci ha cambiato lo stile di vita repentinamente…

Manteniamoci positivi e  seguiamo le regole che ci sono state date. Chi può RESTI A CASA!!! Io mio malgrado devo andare in ufficio, mettendo a repentaglio la salute mia e dei miei cari, ma oltre a recarmi a lavoro mi muovo solo per estrema necessità. Cerco inoltre di tener lontana la paura leggendo, facendo yoga prima di andare a dormire, ascoltando buona musica, sistemando casa e studiando un po’. 

Una mia caratteristica è quella di pensare ai risvolti positivi. L’inquinamento magari subirà una battuta di arresto, possiamo riscoprire quanto è importante avere un tetto sulla testa e possiamo sicuramente dedicarci alla cucina per coccolare il palato e tener su il morale! Ecco, magari con tempo a disposizione, anche dedicarci a qualche preparazione più elaborata, che ne dite?

Questa è la mia personale ricetta degli ossibuchi con il risotto alla milanese (così mi sento di dare un abbraccio virtuale a quei luoghi che al momento sono più tristemente colpiti da questa epidemia!)

 

per il risotto allo zafferano la ricetta la trovate QUI

Ossibuchi 

4 ossibuchi di vitell0  (400 g circa)

brodo vegetale 800 g circa

1/2 bicchiere di vino rosso

farina tipo 1 (oppure maizena per la versione senza glutine)

1 cipolla rossa

1 carota

1 costa di sedano

1 cucchiaio di burro

sale grosso q.b.

pepe nero macinato 

prezzemolo fresco

Procedimento

Lavate gli ossibuchi e fate qualche taglio qua e là alle estremità, cioè nella guaina di grasso, per evitare che in cottura si arriccino. Infarinarli.

Tritate la cipolla, la carota e il sedano grossolanamente e fate appassire in un tegame(o padella capiente) a fuoco basso con poco olio e il burro. Aggiungete pochissimo brodo  e del sale grosso.

Mettete gli ossibuchi nel tegame, rosolateli da entrambe le parti, poi sfumate con il vino. Quando sarà completamente evaporato, aggiungete il brodo caldo.

Coprite con un coperchio, abbassate la fiamma al minimo e lasciate  cuocere piano per due ore circa. Gli ossibuchi devono sobbollire delicatamente per non rovinarsi, girateli delicatamente di tanto in tanto.

Una volta cotti aggiungete, un giro di olio buono,  del prezzemolo fresco tritato grossolanamente e una spolverata di pepe nero macinato. Servite con un buon risotto allo zafferano!

 

DOLCI

Torta soffice limone, ricotta e pinoli

Tornare nel tepore dell’accogliente normalità, questo credo sia necessario!  In questi ultimi giorni il vocabolo più blasonato è stato coronavirus, non intendo esprimere un mio parere in materia, sarebbe inopportuno e inoltre credo che se ne sia ampiamente parlato (e sparlato).  Sicuramente in momenti di difficoltà emergono le debolezze, proprio tutte… anche quelle della mente umana che spesso affoga nella propria ignoranza (e talvolta idiozia, concedetemelo 🙁 ). Continuo a pensare che i virus più potenti e dilaganti siano quelli dell’invidia, dell’indifferenza e della cattiveria che non si arrestano mai, che sono antichi e sempre attuali ahimè; sono ormai adulta da un po’ e ancora non mi capacito come sia possibile nutrirsi più di queste (non)qualità che di buon cibo.

A volte per andare avanti occorre fermarsi, fare un respirone e talvolta un passo indietro che, non necessariamente, il cambiamento avvenuto è nella direzione giusta. Così direi che anche in cucina riscoprirsi a godere della semplice bontà di una torta facile ma di sicuro conforto è la chiave di ottimo ribilanciamento. Quella che vi propongo è la classica torta da credenza, perfetta per la colazione e la merenda e che va d’accordo con tè caldo o un buon bicchiere di latte, una ricetta semplice da poter fare anche con i vostri figli per trascorrere un pomeriggio insieme.

Torta soffice limone, ricotta e pinoli

Ingredienti

  • 180 g farina tipo 1
  • 70 g fecola
  • 10 g di lievito BIO  in polvere
  • 230 g di zucchero di canna chiaro
  • 3 uova medie
  • 100 ml di olio di riso
  • 150 ml di latte parzialmente scremao
  • 200 g di ricotta vaccina
  • scorza grattuggiata di 1 limone bio
  • 1 cucchiaio di brandy (o rum)
  • Per decorare:
  • pinoli (toscani se li trovate)
  • zucchero di canna grezzo

Preparazione

  1. In una  ciotola capiente inserite le polveri  setacciate ( farina, fecola, lievito).
  2. A parte mescolate le uova con lo zucchero fino ad avere un composto  spumoso, quindi aggiungete la ricotta sgocciolata ed il latte, mescolate bene.
  3. Aggiungete l’olio, il brandy  e la scorza grattuggiata di limone.
  4. Alla fine aggiungete le polveri continuando a mescolare, deve risultare un impasto liscio.
  5. A questo punto versate il composto in una tortiera da 22-24 cm (precedentemente imburrato e infarinato) e cospargete la superfice con i pinoli e dello zucchero di canna.
  6. Cuocete in forno caldo e ventilato a 180° per circa 35 minuti  circa (fate sempre la prova stecchino che deve risultare asciutto!).

 

DOLCI

Le chiacchiere del maestro Massari

Amo camminare … un gesto naturale e semplice che mi riporta in equilibrio. Sono giornate soleggiate che ci regalano un’inaspettata primavera anticipata.
In realtà non sono convinta che sia un vero regalo, le cose più belle e più importanti per sbocciare hanno necessità dei propri tempi.
Esattamente come certe preparazioni in cucina, la fretta rovinerebbe tutto! Così, anche la preparazione delle famose “chiacchiere fritte”, o cenci come si dice in Toscana, hanno bisogno dei suoi tempi e di precisione per venire davvero buone! 

Ricetta tratta dal libro Non solo zucchero 2 di Iginio Massari, leggermente rivisitata secondo le mie esigenze

Il segreto del maestro consiste nell’utilizzo di una farina forte ricca di glutine, questo consente una stesura sottile con facilità e fa assorbire pochissimo olio, mantenendo così le fritture croccanti e leggere.

Altro accorgimento importante è quello di usare olio di arachidi, che tiene bene il punto fumo, e far molta attenzione alla temperatura di frittura! Vi sarà necessario un termometro da cucina.

 

LE CHIACCHIERE di IGINIO MASSARI

Ingredienti

350 g di farina forte (W 330)

150 g di farina tipo 1

70 g di zucchero di canna fine
60 g di burro morbido t.a.
175 g di uova (circa 3 uova, ma pesatele!)
3 g di sale fino
1  cucchiaio di grappa o di marsala
buccia grattugiata di un limone non trattato
 i semini di una bacca di vaniglia

Per la frittura:

olio di arachide q.b.
zucchero a velo non vanigliato per la finitura

In una ciotola capiente  mettete la farine setacciate e poi al centro lo zucchero, il burro a riccioli morbido, le uova, il sale, la buccia grattugiata di limone, la grappa e la vaniglia.
Impastate fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Trasferite su di una spianatoia di legno e lasciate riposare l’impasto  coperto con pellicola alimentare, a temperatura ambiente, per un’ora circa.
Trascorso il tempo di riposo  stendete la pasta molto molto sottile con l’aiuto della nonna papera (la sfogliatrice) passando prima le strisce spesse, ripiegandole e ripassandole e poi tirandole più sottili. Abbiate cura di  tener il rimanente impasto sempre coperto da pellicola alimentare.
Ricavate dei rettangoli irregolari con la rotella, non tagliateli troppo stretti e incideteli al centro.
Friggete via via in olio caldo e profondo a 170/175°C. E’ importante non superare questa temperatura, se vedete che si scuriscono rapidamente allontanate il pentolino dal fuoco un  minuto e ricominciate. Rigiratele velocemente, dovranno risultare dorate.
Lasciate sgocciolare su carta gialla assorbente e spolverizzate con abbondante zucchero a velo.

ANTIPASTI/ SECONDI PIATTI

Ceci e patate con gamberetti

Questo febbraio scalpita di appuntamenti da rispettare per la sottoscritta (strano, direte voi! Sempre a palesare le mie corse frenetiche fra le millemila cose da fare! Il Bianconiglio di Alice nel Paese delle Meraviglie sembra esser stato creato proprio per descrivere me 😉 ). Anche la natura scalpita, già a fine gennaio ho notato gli alberi di mimosa in fiore, e no, questo proprio non mi piace…anzi, mi preoccupa pure un po’. Forse dovremmo tutti rilassarci, abbandonare la quotidiana frenesia e forse pure la natura ne trarrebbe vantaggio! 

Anche a tavola dovremmo “fermarci”. Esattamente, dovremmo smettere di mangiar di corsa e goderci con calma ciò che assaporiamo, magari coccolarci con prodotti semplici, non troppo elaborati e legati alla stagionalità…non si dovrebbe aver necessità di mangiar frutta e verdura in tutte le stagioni indipendentemente dal calendario del raccolto! E riusciremmo anche a goderci di più i sapori e le stagioni, non credete? 

Adesso una ricetta che sa molto di confort food. Sono sempre ben disposta a collaborare con aziende che promuovono la territorialità, comeHo scatenato la mia fantasia utilizzando i loro buonissimi ceci toscani!

Questi ottimi ceci fanno parte della Linea Toscana Del Colle, una selezione delle migliori produzioni “made in Tuscany” da filiera corta e tracciata, seguite direttamente da Del colle grazie alla sua rete di aziende agricole del territorio.

Del Colle è un’azienda toscana con sede tra gli splendidi colli toscani e con una lunga e consolidata esperienza nel settore alimentare che parte dal 1996. Si tratta di un’azienda che vanta una selezione delle migliori produzioni di legumi e cereali, sia da coltivazione convenzionale che biologica: specialità italiane, tipiche toscane, produzioni IGP, un’ampia varietà di risi, legumi, cereali e zuppe sottovuoto, mix di legumi e cereali per insalate, contorni e zuppe e infine semi e spezie.
Attraverso il suo network internazionale, seleziona e controlla accuratamente anche le migliori materie prime provenienti da varie zone del mondo, scegliendo quelle aree maggiormente vocate a determinate specialità.

Del Colle sostiene attivamente i valori di un’agricoltura più tracciata, sicura, rispettosa degli equilibri naturali e del territorio e nella massima considerazione etica delle proprie filiere. Lo fa attraverso l’impegno nella promozione e coordinamento di reti d’impresa, disciplinando le coltivazioni ed incentivando una sempre maggiore valorizzazione delle eccellenze locali per portare in tavola genuinità e sapori autentici.

Siete curiosi di scoprire la ricetta???

 

Ceci e patate con gamberetti

(per 2 pp.)

Ingredienti

g di ceci toscani (Del Colle)

2 patate bianche medie

100 g di gamberetti rosa

1/2 cucchiaino di curry in polvere

1 cucchiaio di prezzemolo tritato

1 aglio in camicia

1/2 cucchiaino di noce moscata grattugiata

1 rametto di rosmarino

g di acqua

30 g di semi di zucca

olio extravergine di oliva toscano

sale

1 lt di brodo vegetale 

Preparazione

Per preparare la zuppa di ceci cominciate mettendo questi ultimi in ammollo. Versateli in una ciotola capiente, coprite d’acqua e lasciate reidratare per almeno 12 ore 2. Trascorso il tempo mettete sul fuoco una pentola con il brodo vegetale per scaldarlo. Intanto scolate e sciacquate i ceci.

Sbucciate e tagliate le patate a piccoli pezzi.

Spostatevi ai fornelli e versate poco olio in una casseruola (meglio di coccio), lasciatelo scaldare e poi aggiungete l’aglio e poco pepe. Aggiungete un mestolino di brodo caldo  e continuate la cottura per qualche minuto. A questo punto versate i ceci lasciandoli rosolare per qualche minuto e aggiungete il rosmarino e il brodo vegetale, continuate la cottura finché risulteranno cotti ma sempre croccanti (occorreranno un paio d’ore a fiamma bassa).

Trascorsa un’ora e mezza aggiungete le patate, quindi portarle a cottura assieme ai ceci. Unite a questo punto tutte le spezie: curry e e noce moscata, eventualmente aggiustare il sale. 

Sciacquate bene i gamberetti e lessateli un paio di minuti in acqua bollente assieme al prezzemolo tritato.

A questo punto impiattate mettendo ceci, patate e i gamberetti, spolverate con con del pepe nero macinato fresco e unite qualche ago di rosmarino fresco, dei semi di zucca e un giro di olio extravergine toscano.

TRAVEL

Londra in due giorni! Because London it’s always a good idea

Come si evince dalla sezione TRAVEL di questo blog,  io amo molto viaggiare. Si tratta di una passione che ho trasmesso in modo prepotente ai miei ragazzi… credo davvero che sia un valore aggiunto alla vita, nonché un modo sincero e reale per comprendere, per imparare e aprire la propria mente.

Londra, che potrei azzardare ad affermare che sia la città del mio cuore, è ancora la meta. Potrei tornarci mille volte e so che sempre scoprirei nuovi percorsi e nuovi angoli, è una città sempre in evoluzione, un melting pot stupefacente, riesce ad avere il volto di chiunque la abiti e pulsa di vita in ogni suo angolo. Adoro la sua architettura che cangia velocemente dal classico al moderno vestito dei grattacieli adibiti al business. Già ne avevo parlato qui 

Dunque, se già conoscete la metropoli inglese e volete farci un salto veloce, è fattibile? Certo, con gli orari voli giusti è fattibilissimo, ma considerate di camminare un bel po’ (abbiamo macinato circa 26 km in due giorni e  considerando che il tempo del primo giorno era piovoso!). Cosa vedere? Beh, molto dipende da cosa già è stato visto e dai vostri interessi, noi abbiamo optato per dei musei che mancavano all’appello e per alcuni quartieri che amo particolarmente! 

Il primo giorno abbiamo girellato intorno alla Victoria Station (dove abbiamo pernottato), un quartiere che mi piace molto e che è un comodissimo snodo per la metro dal quale si possono raggiungere più luoghi. Abbiamo pranzato presso Victoria Place e abbiamo preso un paio di classici bus rossi a due piani tanto per goderci i dintorni dall’alto del bus, che tanto piace ai miei ragazzi:-), siamo arrivati ad Oxford Street, breve passeggiata e direzione museo di arte moderna e contemporanea TATE Modern, ricavato in una ex centrale elettrica saputa sapientemente riqualificare e  dove siamo rimasti fino al calar del sole, un museo stupendo!!! Fra l’altro all’ultimo piano si può godere di un bellissimo skyline di Londra, da non perdere! 

 

(il buonissimo ramen di Bone Daddies presso Victoria)

Camminare la sera in ogni via di Londra è pura magia, le sue luci ed i suoi quartieri sono davvero strabilianti. Abbiamo camminato fino al London Bridge, arrivando a Monument dove abbiamo ripreso la metro. Abbiamo fatto un giro al caratteristico Borough Market  (cliccando qui trovate gli orari di apertura) e, nonostante l’ora tarda e la pioggia ci siamo regalati una bella passeggiata.

Il giorno seguente dopo colazione ci siamo diretti presso lo Sky Garden (vi consiglio di andarci al mattino, i minorenni la sera non possono entrare e oltretutto fino alle 10 la visita è  senza prenotazione e non c’è fila ai controlli) che, salendo in alto al suo trentacinquesimo piano, anche con il tempo grigio ci ha regalato un panorama mozzafiato.  Poi abbiamo ripreso la metro per andar a passeggiare a Portobello Road e Notting Hill che sono sempre quartieri deliziosi, inglesi al punto giusto, turistici ma sempre gradevoli poiché sanno di autentico! E certo non potevamo non fermarci per una seconda colazione con tè e dolcetti inglesi 🙂

(vista mattutina dallo Sky Garden)

 

Finalmente il sole ha fatto copolino e noi abbiamo passeggiato in zona Pimlico  Station e ci siamo poi diretti  ad un altro museo il TATE Britain, uno dei più noti che colleziona un grandissimo numero di opere britanniche dal 1500 ad oggi. Sicuramente merita la visita ( poi io mi sono persa con la stupenda Ophelia di Millas <3… sono rimasta ad ammirarla stupefatta, amo quel dipinto! Ma io sosto un bel po’ davanti alle opere che mi rapiscono – vedesi foto a seguire :-D)

architettura del museo Tate Britain

 

Infine abbiamo fatto un salto al quartiere di Brixton nella contea del Surrey, raggiungibile facilmente in metro, quartiere di forte impatto etnico e famoso adesso anche per il murales dedicato a David Bowie, il mercato che vi si trova è molto caratteristico (e io amo l’atmosfera dei  mercati).

Siamo ripartiti e ci siamo diretti a Regent Street dove abbiamo pranzato tardi con un ottimo hamburger, dunque ci siamo spostati in zona Liverpool Station e poi ahimè ci siamo diretti in aeroporto …i nostri due giorni belli intensi stavano terminando! 

See you soon my London! Questa città offre sempre molto e …

EVERYONE DESERVES A SLICE OF HAPPINESS <3

Consigli pratici:

  • volo: tenete d’occhio Ryanair, noi abbiamo volato con 19 euro a/r con ottimi orari, partenza ore 8 e rientro il giorno successivo ore 23
  • passaporto, direi che d’ora in poi anche a Londra è necessario
  • da Stansted la soluzione più economica è il bus ma impiegherete circa 2 ore senza traffico ad arrivare in centro, invece son la linea ferroviaria Stansted Express raggiungerete la Liverpool Station in 45 minuti (non è economico, però necessario se avete tempi stretti)
  • per il trasporto acquistate la Oyster card, vi consente di viaggiare su ogni mezzo (i mezzi pubblici a Londra costano abbastanza ahimè)
  • per pernottare, essendo cliente Genius,  mi affido spesso a Booking
  • ricordate che tutti i musei pubblici sono gratuiti, oltre che bellissimi, non abbiate timore a immergervi nell’arte!
  • per il cibo fast io adoro PRET A MANGER, catena sparsa ovunque che vi offre prodotti freschi e di qualità a prezzi abbordabili 

Buon Viaggio!!! Se potete non esitate a partireee…