DOLCI

Mince Pies

Ci siamo quasi… siamo proiettati a razzo verso il Natale. Questo sarà probabilmente  il mio ultimo post pubblicato per questo 2022, sono davvero in deficit di tempo. 

Sono davvero tanto stanca, ho lavorato molto e molto intensamente, sto cambiando il mio percorso lavorativo e sto adattandomi ad una mia scelta che mi porterà su altri sentieri. Una scelta non facile ma necessaria, che sto portando avanti con il mio  entusiasmo e la mia  volontà. E step by step vedrò cosa accadrà ;-). Tutto ciò che non è lavoro è al momento un po’ da parte, non in secondo piano, ma un po’ di lato… che come al solito devo gestire millemila cose con la mia famosa arte, quella dell’arrangiarmi senza appoggiarmi un po’. Sto arrivando a queste feste con tante emozioni, talvolta contrastanti. Mi salva l’affetto che ho sentito in questi giorni più che mai, anche da chi non me lo sarei attesa.

Tornando al Natale, il momento incantato, allegro e triste contemporaneamente,  sicuramente magico. Ho molte cose per cui esser grata ancora, soprattutto per l’affetto di chi mi vuol bene <3 . È essenzialmente questo ciò che conta più di ogni altra cosa. Mi sento ricca ogni volta che rifletto su questo… il Natale è proprio dentro al volersi bene, anche al di là dei legami di sangue… è quello il regalo più prezioso. Vi auguro di essere liberi da livori, invidia e avarizia. Vi auguro di saper nutrire affetto sincero e profondo, pieno.

I miei auguri quest’anno li abbino a questa ricetta per me tanto golosa, i mince pies! Li conoscete? Sono dolcetti tipici della tradizione natalizia anglosassone. Si tratta di dolcetti di frolla ripieni di frutta fresca e secca con spezie miste…una goduria per il palato! Volete provarli a fare? Sarebbero senza dubbio un buonissimo regalino 😉

Ingredienti (per 12/14 mince pies)

Frolla:

280 g di farina debole 

100 g di riccioli di burro 

2 tuorli

60 g di zucchero semolato

eventuale acqua tiepida

 

Ripieno:

80 g zucchero

100 g cubetti di mela

100 g uvetta ammollata

4 prugne a pezzi piccoli

2 cucchiaini di cannella

1/2 cucchiaino noce moscata

1/2 cucchiaino di zenzero

3 chiodi di garofano tritati

succo 1/2 limone

15 g burro

2 arance, scorza grattugiata

1/2 bicchierino di grappa

Procedimento

Iniziate la sera precedente preparando il ripieno.

In una ciotola unite la mela, l’uvetta, le prugne e il succo di limone, mescolate.  Mettete  tutto il una casseruola con la grappa, il burro e lo zucchero e accendete a fuoco basso qualche minuto.  Togliete dal fuoco. Aggiungete tutte le spezie e la scorza di arancia mescolando bene. Mettete quindi in un recipiente, coprite con della pellicola per alimenti e fate riposare in frigorifero fino al giorno successivo.

La mattina seguente dedicatevi alla frolla. Sbattete i tuorli in un piatto fondo. In una ciotola lavorate la farina con il burro a riccioli e lo zucchero. Unite i tuorli, tenendo da parte il piatto a cui, senza lavarlo, aggiungerete un cucchiaino di latte che vi servirà per spennellare. Amalgamate bene la vostra frolla aggiungendo, se necessario, poca acqua tiepida. Deve risultare un panetto omogeneo. Riponete dunque in frigo un’ora.

Stendete quindi la pasta di spessore 3 mm e con due coppapasta (o bicchierini) di due diametri uno più grande dell’altro, formate dei cerchi, tenendo presente che userete gli stampini dei muffin per cuocerli. I cerchi con il diametro maggiore foderate gli stampini precedentemente imburrati e infarinati, dunque riempite con il ripieno quasi al bordo, quindi chiudete con i cerchi più piccoli avendo cura che il ripieno risulti sigillato. A questo punto con l’impasto avanzato ritagliate delle stelle per decorare le vostre pies, spennellatele con il tuorlo e latte che avevate tenuto da parte quando avete fatto  la frolla.

Cuocete a 170 gradi ventilato per 25 minuti. Devono essere leggermente dorati. Fateli raffreddare prima di sfornarli.

Si conservano fragranti in un sacchetto per alimenti o in una scatola di latta per una settimana.

 

BUON NATALE !!! Un abbraccio a tutti voi che mi leggete <3

DOLCI

Panettone al cioccolato con pere candite

Vi confesso che questa ricetta la sto scrivendo a gennaio 2022. Esatto.  La scrivo programmandola per dicembre 2022 per non perderla poiché la trovo davvero perfetta! Finalmente dopo mille peripezie mi sento di iniziare a lodarmi nell’esecuzione dei tanto temuti grandi lievitati…c’è sempre margine di miglioramento ma posso dirmi soddisfatta.

Questo panettone al cioccolato è meraviglioso e umido al punto giusto. Consistenza perfetta. E, si sa, quanto sia anche con le persone la “consistenza” ciò che conta… vi assicuro che ne rimarrete rapiti, è davvero ottimo questo panettone, la fatica della preparazione precisa e lunga sarà ripagata. E purtroppo le foto non rendono merito a sufficienza a questa meraviglia, essendo scuro non si nota molto… insomma un panettone galattico 😉

Panettone al cioccolato  e pere

(per un panettone da 1 kg)

N.b. è necessario un lievito madre molto arzillo, rinfrescato almeno tre volte precedentemente all’inizio  della preparazione e  con la stessa farina che verrà usata per il panettone!

Emulsione aromatica

15 g di miele di acacia

½ cucchiaino di cannella

buccia di arancia Bio grattugiata

semi di ½ bacca di vaniglia

Iniziate mescolando insieme gli ingredienti per ottenere questa emulsione e mettete in frigo fino al suo utilizzo.

Primo impasto (es. sera ore 20.30)

80 g di lievito madre a pezzetti

240 g di farina forte per grandi lievitati

120 g di acqua

80 g di zucchero di canna chiaro

50 g di tuorli

70 g di burro di ottima qualità 

(Inizio la sera). Nella ciotola della planetaria inserite la farina, lievito e acqua con il gancio a foglia. Avviate per  5 minuti a velocità 1-2 e poi aumentate a 2-3 per altri 5 minuti. Aggiungete lo zucchero pian piano e fate andare 5 minuti sempre 2-3.  Aggiungete adesso  i tuorli in tre volte, avendo cura di aggiungerne quando i precedenti saranno stati assorbiti. Infine inserite il gancio e il burro a fiocchi pian piano. Otterrete un impasto piuttosto morbido e liscio, non troppo incordato. Trasferite in una ciotola di acciaio imburrata e attendete che triplichi di volume, coperto dalla pellicola per alimenti o una cuffia. Io ho lasciato riposare in forno con la lucetta accesa (a circa 27°) fino alla mattina seguente.

Secondo impasto (es. mattina successiva ore 8)

(primo impasto triplicato)

60 g di farina forte per grandi lievitati

3 g di malto

70 g di zucchero di canna chiaro

80 g di tuorli

20 g di albume

5 g di sale

emulsione aromatica

90 g di burro 

30 g di pasta gianduia ( o se preferite nocciola)

50 g di cacao amaro

55 g di acqua

1 cucchiaio di orzo solubile

60 g di pera candita

150 g di cioccolato fondente (70%9 

(il mattino seguente). Trasferite il primo impasto triplicato almeno in frigo. Nel mentre tritate a scaglie il cioccolato e fate a cubetti la pera.

Quindi mettetelo nella ciotola della planetaria, montate il gancio a foglia e inserite insieme la farina, azionate a velocità 2 per una decina di minuti. Aggiungete il malto e proseguite altri 2 minuti. Procedete inserendo lo zucchero pian piano e l’emulsione aromatica. Aggiungete in tre volte la quantità di tuorli. Anche qui ponete attenzione di farli assorbire bene dall’impasto. Poi mettete il sale. Dovrete ottenere una massa ben omogenea, in corda e liscia. Inserite adesso il gancio,  dunque in tre volte aggiungete il burro a riccioli (freddo di frigo) e la pasta gianduia. Inserite l’acqua, l’orzo e il cacao. L’impasto dovrà mostrarsi omogeneo e dovrete vedere un velo bello forte.

Infine aggiungete il cioccolato e i cubetti di pera. 

Mettete l’impasto in un vassoio di acciaio imburrato e fate la prima pirlatura (se non siete pratici troverete tanti video online per “pirlare” nel modo giusto). Precedete facendo almeno tre pirlature a distanza di 15 minuti ciascuna.

Inserite quindi nello stampo da panettone coperto da cuffia e mettete a lievitare fino a che non arriverà a 1,5 cm dal bordo. (Io sempre nel forno con lucetta accesa e mi ci sono volute 6 ore).

Glassa

130 g di zucchero a velo

80 g farina di mandorle

60 g di amido di mais

60 g di albumi

+ gocce di cioccolato fondente

+ granella di zucchero

In una ciotola mettete le polveri. A parte sbattete leggermente gli albumi con la frusta  e inserite amalgamando bene. Riponete in frigo fino all’utilizzo.

A lievitazione ultimata tenete il panettone  20 minuti a temperatura ambiente e scoperto. 

Nel mentre accendete il forno a 170°. Cospargere dunque con la glassa, le gocce di cioccolato e la granella di zucchero.

Infornate ventilato  nella parte bassa del forno e cuocere per 50 minuti circa. A 15 minuti dal termine cottura coprite con un foglio di alluminio perché non prenda troppo.

Sfornate, infilzate con i ferri da calza e tenetecapovolto 8/10 ore (io lo inserisco capovolto dentro la pastaiola), dunque capovolgere e tenere un paio di ore all’aria. Poi si può riporre in busta per alimenti spruzzata di alcol alimentare e si conserverà fragrante 8/10 giorni (se ci arriverà 😉 ).

 

DOLCI

Tiramisù con uova pastorizzate

Sono davvero giornate intense per me, non che io non sia abituata a periodi pieni e impegnativi…ma sento la stanchezza che fa capolino in mezzo all’entusiasmo. Per fortuna che quest’ultimo vince sempre per come sono fatta! 😉 

Sono immersa in nuovi obiettivi su vari fronti e in una nuova avventura lavorativa, ogni tanto il cambiamento serve, non sono mai stata abitudinaria in vita mia. Vedremo come si evolverà… di certo un’abitudine ce ‘ho da sempre, ovvero quella di non farmi mai mancare il dolce!

Sono una golosa cronica, lo ammetto. Il tiramisù è davvero quel dolce che serve, che occorre, nei momenti di calo energetico. È un dessert comprensivo, di quelli che non fanno faticare ad esser mandati giù, anzi… quelli che un cucchiaino in più non guasta, serve al nostro sprint e il nostro umore 🙂

Questa versione l’ho testata e proposta sempre poiché sicura, specialmente se si propone ai bambini. È la versione con le uova pastorizzate, una sicurezza in più per gustare questa golosità così amata da tutti noi.

Tiramisù con uova pastorizzate

(dose per 6/8 pp.)

mascarpone g 250

uova medie 2

zucchero a velo non vanigliato g 110

acqua g 40

caffè (o orzo per i bimbi) 2 tazze

savoiardi q.b.

cacao amaro in polvere

 

PROCEDIMENTO

 Iniziate preparando il caffè, lasciate da parte.

Dividete tuorli e albumi.  Montate a neve ferma gli albumi. In un’altra ciotola (di grandezza più capiente) sbattete i tuorli.

In un pentolino mettere acqua e zucchero a velo e portare alla temperatura di 121°. Se non avete un termometro da cucina potete regolarvi guardando il liquido/sciroppo che bollendo salirà e poi tenderà a scendere piano. A quel punto i gradi indicati saranno raggiunti. Raggiunta la temperatura mettete metà sciroppo negli albumi montati a filo e continuate a montare per 2 minuti. Procedete nello stesso modo per i tuorli.

Attendete una mezz’ora per far raffreddare. A questo punto aggiungete il mascarpone nei tuorli mescolando con le fruste elettriche. Successivamente aggiungete gli albumi mescolando con la spatola.

A questo punto bagnate nel caffè i savoiardi (se fatti in casa sarà ancora più buono) e intervallate con la crema al mascarpone. Nell’ultimo strato di crema spolverate con abbondante cacao amaro.

Mettere a riposare in frigo almeno un paio di ore prima di servire. 

Godetevi il vostro dessert in tutta sicurezza 😉 .

 

 

 

 

DOLCI

Torta della nonna

fetta di torta della nonna su piattino bianco e limone

Ci sono quelle torte che sanno di dolce della domenica, di torta quotidiana che sa vestirsi da grande occasione. Quelle torte che tutti conosciamo, che abbiamo assaggiato e che sanno riportarci a momenti passati. Quelle che sanno di nonna, di nutrimento dolce e genuino e di crema calda fatta con le uova fresche. Eppure, nonostante il nome ci possa ingannare, questa ricetta non è stata inventata da una nonna, bensì daun pasticcere toscano che però ha custodito gelosamente la sua ricetta originale.

Da bambina non mi piaceva la crema, evitavo ogni dolce la contenesse. Adesso invece è una della preparazioni dolciarie che preferisco. E devo ammettere che  sono pure diventata  molto critica, poiché ricerco sempre quella con il miglior bilanciamento fra gli ingredienti, che non ecceda con lo zucchero e che abbia la miglior consistenza.

Questa ricetta della torta della nonna per me rappresenta la versione migliore, quella che davvero non mi delude mai. Se la provate fatemi sapere cosa ne pensate, fate una foto della torta e taggatemi su IG o su FB … insomma confido nel gioire con voi per il risultato che so che vi soddisferà 😉

TORTA DELLA NONNA

INGREDIENTI 

(stampo da 26 cm diametro)

per la frolla

300 g farina 0
90 g burro leggermente fuso
80 g zucchero a velo
1 tuorlo
1 uovo intero

scorza di  limone bio
1/2 cucchiaino di bicarbonato
un pizzico di sale

per la crema

400 g di latte
150 g di panna fresca

4 tuorli
150 g di zucchero semolato
30 g di amido di mais (maizena) 
25 g di fecola
semini di 1/2 bacca di vaniglia
scorza di limone bio
un pizzico di cannella in polvere (facoltativa)
un pizzico di sale

per la copertura

pinoli
zucchero a velo

PROCEDIMENTO

Iniziate dalla frolla. Impastate tutti gli ingredienti per la pasta a mano o in una planetaria con la foglia. Quando il composto risulterà omogeneo, formate un panetto, avvolgetelo nella pellicola, lasciatelo riposare in frigorifero almeno mezz’ora.

Nel frattempo dedicatevi alla preparazione della crema pasticcera. Mettete a bollire latte e panna con il sale, la scorza di limone, la cannella in polvere e la vaniglia. In una ciotola, mescolate  con una frusta le uova e lo zucchero fino a farli diventare leggermente spumosi. Aggiungete l’amido setacciato nel composto di zucchero e uova e amalgamate fino a rendere omogeneo. Quando il latte sarà arrivato a bollore a bollore versatelo nel composto della ciotola e mescolate bene per sciogliere il tutto. Versate tutto nuovamente in una pentola a fondo spesso e mettetelo sul fuoco a fiamma media. Mescolate continuamente con una frusta  in modo da evitare che si formino grumi. Appena  inizierà a fare le prime bolle togliete la crema dal fuoco e versatela in una pirofila ricoprendola con la pellicola a contatto.

Dopo che l’impasto avrà riposato il tempo necessario dividete a metà. Stendetela con il mattarello fino a raggiungere uno spessore di circa 5 mm.  Foderate con l’impasto una tortiera precedentemente imburrata e infarinata del diametro di 26 cm. Bucherellate il fondo con una forchetta. Quindi disponete sopra la crema (se si mostrasse troppo solida versate la crema in una ciotola, aggiungete 3 cucchiai di latte  e mescolate con una frusta affinché la crema torni morbida, vellutata. È importante la consistenza poiché in cottura si asciugherà ulteriormente). A questo punto stendete la restante pasta  dello stesso spessore e create un disco almeno della grandezza della tortiera. Adagiate il disco di pasta sopra la crema delicatamente e  sigillate ai bordi per chiudere. Spennellate con acqua o albume la superficie e cospargete di  pinoli premendo leggermente per far aderire.

Cuocete in forno(per me ventilato) a 180° per circa 35/40 minuti, non dovrà colorirsi troppo. Sfornate, lasciate raffreddare e poi spolverate con zucchero a velo.

DOLCI

Torta arancia e cioccolato

torta glassata al cioccolato

Il periodo è quello che è, diciamolo senza troppi giri di parole. La situazione economica  e ambientale vacilla in modo preoccupante e siamo tutti sotto stress per millemila motivi. Talvolta le incertezze e le preoccupazioni creano immobilità, incapacità di guardare serenamente al futuro operandosi attivamente negli obiettivi personali e nel programmare cose belle. Questo ahimé non dovrebbe accadere, ci incupisce e imbruttisce… mentre occorre davvero mantenersi energici e fiduciosi, ognuno facendo la propria parte. Una molecola nell’universo è pur sempre una molecola, una parte reale e attiva, mai dimenticarlo!

E poi abbiamo il cioccolato, mica possiamo dimenticarcelo? Trattasi di un aiuto super efficace per il nostro umore, per la nostra energia  e per sentirci appagati. Che ne direste di una buonissima torta al cioccolato con la confettura di arancia? Un abbinamento vincente che amo molto… ed è pure di semplice realizzazione! Dai, mettetevi all’opera…

INGREDIENTI

(per uno stampo di 24cm diametro)

uova 4 grandi

zucchero semolato g 130

olio di semi di mais 2 cucchiai

scorza di arancia bio grattugiata (o limone)

farina 00 g 100

amido di mais g 30

bicarbonato di sodio 1 cucchiaino colmo

confettura arance amare q.b.

bagna

acqua 40 ml

grappa (o rum) 1 cucchiaio

copertura

cioccolato fondente 70%  g 250

burro g 50

latte g 30

 

PROCEDIMENTO

In una ciotola ampia montate le uova con lo zucchero finché non risultino spumose e chiare, aggiungete l’olio di mais e gli aromi e continuate a montare.

Aggiungete a questo punto farina, amido e bicarbonato setacciati e mescolate bene.

Imburrate e infarinate uno stampo da 24cm. Versate il composto nello stampo e infornate  a forno caldo a 170° per 30 minuti circa (fate comunque la prova stecchino). Fate raffreddare

Fate raffreddare. Preparate la bagna scaldando acqua e grappa.

Dividete a metà, bagnate con la bagna ottenuta con l’ausilio di un pennello da cucina e farcite con la confettura di arance. Assemblate la torta.

Preparate la glassa mettendo in un tegamino dal fondo spesso il cioccolato, il burro e il latte.

Ricoprite con la spatola la torta versando la glassa al cioccolato. Io ne ho tenuta poca da parte e ho proceduto riponendo la torta 10 minuti in frigorifero a raffreddare ed ho messo in un piccolo cono di carta la glassa tenuta da parte per fare una decorazione. Ovviamente potete decorare come credete, anche creando delle onde con la spatola.

 

TRAVEL

On the road: Svizzera e Francia del nord

Se mi leggete sapete quanto io ami i viaggi “pieni”, quelli che stancano, che sanno di tanti km percorsi e tante immagini immagazzinate, quelli che sanno di viaggiatore e non certo di turista.

Questo è stato uno dei viaggi più belli fatti in famiglia, organizzato totalmente in autonomia,  cercando di assecondare i desideri dei miei ragazzi ormai grandi (ma che ancora amano viaggiare assieme a noi genitori)  e sono molto diversi fra loro…

Svizzera, Alsazia, Île de France, Normandia, Bretagna, Loira, Bassa Borgogna… 3600 km in auto in 8 giorni. Esattamente il tipo di tour de force un po’ zingaro che tanto piace a me, a noi. 

Il mio francese, certo un po’ arrugginito, ma che ancora riscuote i complimenti dei locali e me li fa perdonare per l’assenza del bidet (ebbene sì, ogni volta non me ne capacito 😉 )

E poi? E poi quei panorami mozzafiato, l’odore dei campi, il profumo delle boulangerie e del burro francese, le mucche e le pecore al pascolo. Quelle campagne perfette, pronte per esser dipinte, il ritmo lento degli abitanti, i paesini incantati che restano fermi nel tempo e negli scatti che si accumulano nei ricordi. Abbiamo visto e vissuto luoghi rurali che parevano estrapolati da poesie struggenti e rilassanti allo stesso tempo.

E poi ancora quei colori, si può colorare il vento? Il salmastro, la marea e le ostriche. Quel grigio malinconico che sa mescolarsi perfettamente con il celeste del cielo pulito e il verde acceso della campagna. Il vino buono, i dolci ricchi e golosi, il calvados…

Sono stati giorni girovaghi, intensi, fuori orario e fuori tempo, fuori connessione internet. Eravamo connessi fra noi e con l’ambiente che ci abbracciava. Le strade, le gallerie infinite, l’adattarsi ogni notte a un luogo diverso, goderne l’essenza, le risate. E poi ancora gli occhi, pieni stracolmi. E i bagagli, quelli che non si svuotano mai, quelli che restano addosso, ma che non pesano <3

Vi va di viaggiare un po’ assieme? Adesso vi racconto questo viaggio dal punto di vista pratico, condividendo alcune foto (la scelta è stata dura, sono moltissime e le amo tutte!), il  percorso e le informazioni pratiche.

Qui vi elenco in 8 giorni (tutti in auto partendo dalla mia città, Pistoia) le varie tappe e km giornalieri percorsi:

ITINERARIO

  1. km 750: visita Basilea, Colmar
  2. km 640: quartiere La Défense/Paris, Giverny, Saint Just
  3. km 260: Rouen, Honfleur, Pont de Normandie, Le Havre, Étretat
  4. km 210: Caen, Bayeux, Omaha beach, Arromanches, Longues Sur Mer, Port En Bessin
  5. km 250: Mont Saint Michel, Cancale, Saint Malo
  6. km 340: Amboise, Chenoncheaux, Saint Georges Sur Cher
  7. km 560: Cluny, Ginevra
  8. km 600: Chamonix-Mont-Blanc, Aosta

Ecco un po’ di scatti di questo viaggio magico:

Basilea

Basilea, una città giovane, vivibile, colorata…

Colmar - little Venice

Colmar – little Venice. È una bomboniera, una piccola città perfetta

Giverny - casa Monet

Giverny – casa Monet. Da tempo sognavo di visitarla (ho fatto l’intero giro della sua casa per ben due volte, che colori!)

Le ninfee dipinte da Monet

Le ninfee dipinte da Monet

Il quartiere moderno della Défense di Parigi

La Défense di Parigi. Il quartiere moderno, pulsante, tecnologico e pieno di grattacieli

casette Honleur

Honfleur, le sue casette colorate nel suo porticciolo perfetto

il famoso Pont de Normandie, una strada davvero spettacolare

etetrat

Étetrat, le falesie, l’oceano, quei colori commoventi

Gli stupendi giardini di Ètetrat – Impressions

Giardini di Étetrat, scenografici Les gouttes de pluie

ad Étetrat ogni cosa del paesaggio, chiesetta compresa, è magia

Caen, bellissima abbazia (peraltro abbiamo potuto ammirare una splendida esposizione fotografica di McCarry al suo interno)

Bayeux, anche questa cittadina ci ha stupiti, peraltro abbiamo potuto visitare il museo dell’arazzo più grande del mondo

La spiaggia dello sbarco. Omaha beach… oceano infinito che racconta

un luogo impressionante e curatissimo, il Cimitero Americano

uno scatto ad Arromanches

luogo iconico, Mont Saint Michel, suggestivo promontorio roccioso immerso nella marea in una baia magnifica

luogo iconico, Mont Saint Michel, suggestivo promontorio roccioso immerso nella marea in una baia magnifica

Cancale: un faro che ho amato

Cancale, la suggestiva marea

il mercato delle ostriche a Cancale, dove è possibile gustare ostriche freschissime

non sentire il profumo di burro e mandorle?

le mura a Saint Malo

Amboise, uno dei più bei castelli della Loira, dove si trova la tomba di Leonardo Da Vinci

un bel momento di relax (unico peraltro in questi giorni frenetici)

e la pasticceria francese… la amo!

Ginevra ha un centro città caotico, lussuoso (fin troppo) e un lago molto bello

Ginevra, il suo simbolo, la fontana con il getto di acqua nel lago

tramonto a Mont Saint Michel

un tramonto, ma non come tanti… a Mont Saint Michel

Non so se dalle foto si riesca a percepire quanto ho amato questi luoghi… si tratta di un viaggio che mi rimarrà sempre nel cuore!

INFORMATIONS  PRATIQUES

  • All’andata siamo passati dalla Svizzera entrando in Francia attraversare la galleria del San Gottardo mentre al rientro abbiamo attraversato la galleria del Monte Bianco. Tralasciando il costo attuale della benzina, un costo sostenuto è rappresentato dai pedaggi autostradali (traforo del Monte Bianco € 48 a tratta). L’autostrada in Francia è addirittura più costosa di quella italiana, tuttavia in Normandia e Bretagna il navigatore vi consiglierà anche molte strade in campagna che consiglio di percorrere seppur più lunghe, i paesaggi meritano il viaggio e risparmierete.
  • I parcheggi sono molti e meno costosi che in Italia. Tranne a Mont Saint Michel, in cui la tariffa è a giornata €15, ma è un prezzo in linea con il servizio offerto, parcheggi ampi e ben serviti da navette che passano ogni cinque minuti.
  • Le attività commerciali aprono quasi tutte alle 10,00 sia in Svizzera che il Francia. In Francia chiudono presto, ore 18 spesso (tranne alcuni supermercati).
  • In Normandia il sole tramonta molto tardi, c’è una luce splendida e le giornate sono lunghe, perfetto per visitare molti luoghi anche in serata
  • L’acqua in Francia è molto costosa, perché l’acqua del rubinetto è potabile e buona. Al ristorante non chiedete l’acqua dal menù ma “en caraf d’eau” e sarà gratis, risparmierete un bel po’.
  • Cosa assaggiare? Ovviamente croissant, pain au chocolat, le baguette farcite… La tarte flambèe in Alsazia (simile ma molto lontana dalla nostra pizza) e la  Choucroute alsaziana (carne e crauti). In Normandia le moules-frites (cozze) e le ostriche freschissime a buon prezzo. La galette bretonne, una specialità salata simile ad una crêpe farcita con prosciutto cotto, formaggio e uova. Le gaufres e le crêpe  preparate al momento con lo zucchero. 
  • noi abbiamo scelto di dormire itineranti e in B&B, fattorie e case tipiche normanne. Una scelta che, oltre ad esserci molto piaciuta, ci ha fatto ancor meglio assaporare la vita del posto. Abbiamo conosciuto persone squisite con cui ho molto chiacchierato… Qui vi inserisco i link di quelli  che più mi sono rimasti nel cuore:

http://il-piano-nobile-apartment.alsacehotelsweb.com/it/   questo a Colmar

https://it.readytotrip.com/hotels/Francia/Alta%20Normandia/Eure/Saint-Just/avenue-du-chateau/ a Saint Just – Normandia

https://www.chambres-hotes.fr/chambres-hotes_ferme-clatot_les-trois-pierres_27527_it.htm Normandia

https://www.auxchambresdumont.fr/it-IT/     Mont Saint Michel

  • abbiamo trovato bel tempo e una temperatura dai 23 ai 32 gradi. Se il cielo è coperto può occorrere  la felpa per il vento che si alza dall’oceano. Tuttavia in un viaggio simile anche in estate occorrono k-way o piumini leggeri, il meteo può variare velocemente.

Beh, vi ho fatto venir voglia di partire? Se potete non esitate a perdervi in questi angoli di mondo tanto tanto belli <3

 

ANTIPASTI/ PRIMI PIATTI

Pesto di zucchine crude

Devo necessariamente recuperare il tempo perso con questo mio blog. Purtroppo so che è in sofferenza e che comunque le pagine social sono più vive e più immediate… siamo nell’epoca veloce in cui anche cliccare un link, entrare in un sito e leggere un articolo sembra un tempo infinito da dedicare. Non vorrò mai piegarmi a credere che davvero tutto si risolva in un reel. Attenzione, non li sto demonizzando… anche io mi diverto a farne, tuttavia continuo ad amare questi contenitori più ampi e più personali chiamati blog, qua ancora abita la vera essenza di noi blogger.

Sarà il mio amore per la scrittura? Chissà. A tal proposito mi sono incamminata in un sentiero che non so dire se mi porterà ad una meta, ma comunque ho iniziato a percorrerlo, con calma. La calma che sto faticosamente imparando per necessità e salute.

Dunque, è agosto ma in questa estate ho lavorato, letto, passeggiato e trascorso tempo a tavola con amici. Per adesso niente ferie, è davvero una lunga estate… ancora dovrò attendere. Ho cucinato meno del solito, anche a causa del caldo pazzesco di quest’annata, ho prediletto piatti veloci e freschi, e, come sempre, di stagione.

La stagionalità in cucina per me è sempre fondamentale. Questa è una ricetta super veloce e buonissima. Si presta a condimento per la pasta o per essere gustata su del pane arrostito per delle ottime bruschette! Provatela e vi piacerà!

Pesto di zucchine crude

4 zucchine verdi e tenere

30 g di pinoli

3 cucchiai di formaggio grattugiato

1 cucchiaio di anacardi piccanti (facoltativo, ma ha il suo perché)

olio extravergine di oliva

1/2 bicchiere di acqua

1/2 spicchio di aglio

sale

pepe

 

Procedimento

Lavate le zucchine e tagliatele a rondelle.

Mettetele nel mixer assieme a tutti gli ingredienti elencati e frullate ad intermittenza. Dovrà risultare un pesto cremoso.

Una volta pronto mettetelo in un vasetto di vetro ben coperto da olio buono e si conserva per 3 giorni. Oppure potrete congelarlo e usarlo all’occorrenza.

DOLCI

Brownies Cioccolato Bianco e Lamponi

quadrati di brownies bianchi

Un’estate insolitamente calma per i miei ritmi. Che se poi vi raccontassi la miriade di cose che comunque faccio risulterebbe piena. Sicuramente è piena di gomitoli da dipanare e energie negative da arginare. Son poche, ma son sempre troppe… e si fanno sentire fino al midollo. Ma ho imparato non solo a starmene lontana dalle persone che tentano di contagiare ( e non con il famoso virus che pare alla ribalta, e nemmeno di sana allegria) con il loro grigiume, ma anche a sentire la loro energia dietro alle spalle come fosse polvere fastidiosa che si posa e che io, girandomi con con il volto verso le spalle, rimuovo con un’elegante soffiata.

Già, perché l’estate deve saper di sole e giornate lunghe, di cibo fresco e di ore golosamente colorate! Esattamente come questa ricettina che vi propongo oggi. Se amate i lamponi (io LI ADORO) non potete non provare questi brownies seppur vi occorrerà accendere il forno! Magari infornate prima di andare a letto …la golosità avrà la meglio sulle temperature vicine ai gironi infernali 😉

Mettetevi alla prova, si tratta pure di una ricetta facile e con pochi ingredienti!

 

Brownies Cioccolato Bianco e Lamponi 

(per una teglia 20×20)

200 g cioccolato bianco

90 g di burro

1 cucchiaio di latte

120 g di zucchero semolato

2 uova

110 g di farina

1 cucchiaio di grappa

semini di 1/2 bacca di vaniglia

una punta di bicarbonato

lamponi freschi

zucchero a velo

 

Procedimento

Sciogliere bagno maria o al microonde il cioccolato bianco con il burro. Aggiungere quindi il latte, la grappa e mescolate.

A parte sbattere bene le uova con lo zucchero.

Aggiungerle al composto di cioccolato e burro, aggiungere la vaniglia ed amalgamare molto bene.

Aggiungere la farina setacciata e la punta di bicarbonato. Mescolare affinché risulti un composto omogeneo.

Accendere il forno a 180 gradi, ventilato. Mettere l’impasto in uno stampo quadrato ricoperto di carta da forno. Inserire i lamponi, premendoli all’interno.

Cuocere per circa 25 minuti, finché la superficie non risulterà dorata, ma rimarranno con la consistenza fondente.

Una volta raffreddati, tagliarli a quadrotti e cospargerli di zucchero a velo.

Si conservano 2/3 gg a temperatura ambiente, ma potete anche metterli in frigo per gustarli freschi.

 

DOLCI

Torta morbidissima di ciliegie

Rieccomi su questi schermi. Mi dispiace di aver trascurato il blog ultimamente ma, nonostante io abbia vissuto periodi più incasinati, devo dire che il tempo mi tagliato un po’ il fiato. Talvolta chi corre troppo inciampa. Inoltre ho avuto qualche problema con questo blog ed ero impossibilitata a postare ahimè, per fortuna adesso ho in parte risolto, ammetto che ho vissuto giorni di  apprensione…

Se mi seguite sapete quanto io tenga a questo mio angolo di condivisione, dove posso parlare un po’ di me e della mia passione. Nonostante il mondo social galoppi più veloce e sia più “di moda”, io vorrò sempre mantenere in buona salute questo mio blog!

Veniamo a noi. Torno con una ricetta super facile e di sicuro risultato. Vi piacciono le ciliegie? (Mi chiedo come si possa rispondere di no 😉 ) Allora questa torta fa al caso vostro. L’aggiunta della ricotta conferisce una morbidezza pazzesca e vi assicuro che una fetta soltanto non vi basterà 🙂

INGREDIENTI
350 g ciliegie  
2 uova grandi
scorza di limone  
150 g di zucchero semolato
280 g ricotta vaccina
40 ml di olio di semi
170 g di farina 
1 bustina di lievito per dolci

Procedimento
Mescola le uova con lo zucchero con una frusta. Aggiungi la scorza di limone  grattugiata. Aggiungi la ricotta e l’olio di semi. Mescola bene.
Aggiungi pian piano la farina e il lievito setacciato.
Amalgama bene e aggiungi le ciliegie  precedentemente denocciolate.
Inforna a 170 gradi per 35 minuti circa (fai la prova stecchino!).
Lascia raffreddare e cospargi di zucchero a velo! È deliziosa 😋!!!
Perfetta per le tue colazioni o per il fine pasto.

TRAVEL

Meravigliosa Val di Fassa

Ogni volta che torno in Trentino Alto Adige è per me momento di nuove scoperte e gran meraviglia. Ormai ho perso il conto delle volte in cui ci sono stata, ho visitato tutte le sue valli, tutte hanno il proprio fascino… tuttavia, non me ne vorranno le altre, la Val di Fassa rimane quella che mi dà più l’effetto wow per i panorami che sa regalare.

Siamo stati qualche giorno per Pasqua ancora una volta in Val di Fassa,  assieme  alla mia  amica di viaggi Vaty e le nostre famiglie. Tramite l’ApT Val di Fassa abbiamo potuto conoscere nuove realtà e fare bellissime attività che non posso che consigliare per una vacanza sia in inverno che in estate. Di seguito trovate qualche consiglio per una super vacanza che vi rimarrà nel cuore, garantito.

La Val di Fassa e le sue località offrono scorci pazzeschi, attività sportive per tutti i gusti e per tutte le età , tramonti sulle vette   che emozionano e una cucina davvero superlativa…e la montagna rigenera sempre! Ogni volta che ci torno mi ripeto che Dio esiste, non si potrebbe spiegare altrimenti cotanta bellezza  <3

                      Cavalese                     Panorama a Canazei

                     Campitello di Fassa

                     Panorama on the road

Abbiamo vissuto alcune  esperienze bellissime che vi  consiglio con entusiasmo se deciderete di trascorrere un WE o una vacanza in questa valle da sogno.

Abbiamo fatto una  bellissima passeggiata a cavallo con Charlotte Horse Riding, che davvero “un cavallo è poesia in movimento”! A Campitello di Fassa Charlotte cura con amore i suoi dolcissimi cavalli, peraltro il suo progetto è lodevole in quanto questi cavalli sono stati oggetto di maltrattamenti  e soprusi e lei si  occupa della loro riabilitazione e serenità ritrovata  in questo luogo magico! Potete scegliere di vivere quest’esperienza, adatta a grandi e piccini, in cui potrete prendere coscienza dell’approccio giusto da tenere con questi splendidi animali e conoscere le primissime basi di equitazione.
Non dovrete aver timore, si tratta di cavalli  docili e simpaticissimi (anche mio marito Marco che non era così convinto ha poi apprezzato molto questa bella passeggiata e si è divertito 🙂 )

Ve lo racconto anche su IG qu

Altra esperienza da favola è stata quella presso l’ Hotel Latemar a Soraga.
Qui abbiamo potuto godere di una SPA favolosa con vista mozzafiato e vivere momenti da sogno nella nuova sala giapponese che offre la possibilità di vivere il rituale “ofuro” per una/due coppie. Un’esperienza unica nel suo genere oltre che romantica… da non perdere!Inoltre la sauna e la zona relax di questo hotel sono davvero una meraviglia, rigenerarsi qui è davvero magia!
Il personale di questa struttura merita sicuramente un plauso, è molto competente, gentile e sa accompagnare gli ospiti in queste esperienze immersive e rilassanti che vi consiglio vivamente…

 

E cosa poter dire delle pause culinarie? Esistono dei ristoranti e agriturismi per tutte le esigenze, alcuni eleganti, altri informali e adatti per le famiglie con bambini, altri a misura di amico a quattro zampe, insomma tutti rimarrete soddisfatti.

Di seguito segnalo due posticini per mangiar bene in Val di Fassa, uno è a Canazei e si chiama Chalet Queen un bell’ambiente curato nei dettagli, moderno ma legato alla tradizione, apparecchiatura minimal  come piace a me e piatti ricercati per una cucina che cerca il salto di livello. Ho apprezzato moltissimo la selezione della loro varietà di pane e il burro di malga, ma anche i primi piatti legati al territorio che sono stati piacevolmente rivisitati.

Un’altro  posto per mangiar divinamente è  un agriturismo che vale il viaggio  e che abbraccia la filosofia del km0 è sicuramente Agritur El Mas a Moena. Ubicato in un luogo incantato, vi è la fattoria, il ristorante e lo shop con i loro prodotti eccellenti. Addirittura all’interno del ristorante si trova una vetrata che fa vedere la stalla delle mucche di razza grigio alpina che regalano dei prodotti caseari di gran livello. E, nota non da poco, prezzi assolutamente accessibili per la qualità offerta.

(di seguito i tagliolini con selvaggina e frutti rossi e una zuppa gulash paradisiaca)

Non abbiate alcun dubbio, una vacanza in Val di Fassa ha tutto ciò che cercate, se poi avete la fortuna di condividerla con amici che sono famiglia beh… allora siete davvero fortunati. Quando siamo in vacanza assieme alla mia cara Vaty  anche pochi giorni diventano una vacanza stupenda, rigenerante e dalla quale si riparte carichi di energia positiva! Evviva l’amicizia vera<3

ANTIPASTI/ SECONDI PIATTI

Flan di zucchine e uova di quaglia

Non sono sparita e non ho smesso di cucinare… sia mai! Mi sto impegnando molto e sto investendo in formazione per migliorare anche questo mio angolino di condivisione, il mio amato blog. Cerco di far sempre la mia parte per migliorami ed acquisire nuove competenze, non riesco proprio a star ferma se si parla di sfida con me stessa!

E torno proprio con una ricetta semplice e di effetto “wow” per i vostri ospiti in tema primaverile e pasquale! Vi assicuro che questi sformatini/flan sono davvero buonissimi! Provar per togliersi ogni dubbio. 

Che programmi avete per questo periodo pasquale? Fate ciò che vi sentite ma non fatevi mancare il colore, gli affetti veri e il cibo buono se potete <3

 

 

 

Flan di zucchine e uova di quaglia

Ingredienti

(per 8 flan)

300 g di zucchine con il fiore

2 uova

80 ml di latte

50 g di panna fresca

15 g di parmigiano reggiano

50 g di farina

1 scalogno

1/2 gambo di sedano 

olio extravergine di oliva

una punta di peperoncino

un cucchiaio di prezzemolo grattugiato

sale

pepe

 

8 uova di quaglia

sale

pepe

 

Procedimento

Pulite le zucchine e tagliatele a rondelle e fatele cuocere per una decina di minuti in padella dopo averci fatto appassire un trito di sedano e scalogna, il peperoncino, il prezzemolo e l’olio.
A fine cottura, salate e aggiungete poco pepe.

Frullate le zucchine tenendone da parte qualcuna per la decorazione.

In una ciotola versate il composto ottenuto, aggiungete la farina e mescolate bene. Aggiungete la panna e il latte, poi le uova precedentemente sbattute e il parmigiano.

Versate il composto ottenuto in 8 stampini in alluminio imburrati e infarinati e cuocete a forno caldo e ventilato per 25/30 minuti a 170 gradi.

Fate raffreddare prima di sformarli.

Cuocete le uova di quaglia in una padellina antiaderente unta, cuoceteli per pochi minuti, salateli e pepateli. Aggiungetene uno su ogni flan e decorate con le rondelle di zucchine tenute da parte.

Buon appetito!

DOLCI

DOBOS, LA TORTA UNGHERESE

Torneremo a viaggiare, ad andare a zonzo per il mondo ed arricchirci. Già. Perché nessuno ha un bagaglio più ricco di chi ha potuto/voluto viaggiare. Si impara solo viaggiando che la bellezza può risiedere ovunque, che ogni luogo ha qualcosa da insegnare e qualche nuovo spazio che ricorda casa. Si impara così la tolleranza verso l’altro, si alimenta la nostra cultura  e ci si apre verso nuovi orizzonti. Quando ho potuto ho viaggiato  e ho regalato ai miei ragazzi la possibilità di capire e vedere con i propri occhi nuove angoli di mondo.  Quante volte i loro insegnanti mi hanno fatto presente di quanto questo li abbia contraddistinti per apertura mentale, e quante volte mi sono sentita un po’ orgogliosa di essere riuscita almeno in questo!

Beh… diciamo che viaggiare significa anche poter gioire di nuove ricette e scoprire nuovi sapori e usanze. Devo dire che questa torta ungherese non l’ho mangiata durante il viaggio a Budapest di diversi anni addietro,  bensì in una pasticceria in Italia, e l’ho trovata divina. Mi sono sempre ripromessa di replicarla e mai ho trovato il tempo, fino ad oggi!

Si tratta di una golosissima e scenografica torta a strati degna delle grandi occasioni. La  ricetta originale è del pasticcere Jòzsef Dobos vissuto a cavallo fra l’ottocento e il novecento.  Una torta golosissima che sa proprio di “torta per le grandi occasioni”. Se la provate ne rimarrete estasiati, certo non posso spacciarla per ipocalorica… ma vale tutte le sue  calorie!!!

 

 

Torta Dobos

(ricetta per 10 pp)

Per la base di pan di spagna

  • 6 uova

  • 150 gr di zucchero fine di canna

  • 30 gr di zucchero a velo

  • aroma di vaniglia
  • 150 gr di farina tipo 0

  • 80 gr di burro morbido

Per la crema al burro

  • 350 gr di burro

  • 90 gr di zucchero a velo

  • 100 gr di cioccolato fondente al 70%

  • 30 gr di cacao amaro in polvere

  • mezzo bicchierino di rum  o altro liquore

Per la glassa

  • 150 gr di zucchero a velo

  • 30 gr di burro

+ granella di nocciole per decorare

 

Procedimento

Togliere il burro dal frigorifero.

Separare i tuorli dagli albumi. Montare i tuorli con lo zucchero di canna e lo zucchero a velo fino ad ottenere una spuma liscia e gonfia. Aggiungere poco per volta la farina setascciata con delicatezza per non smontare il composto. Unire il burro ammorbidito,  amalgamarlo con cura.

Montare gli albumi a neve fermissima ed incorporarli al composto mescolando dal basso verso l’alto con delicatezza.

Pesare l’impasto e dividerlo in 6 tortiere imburrate ed infarinate di 22 cm, ottenendo quindi 6 dischi per la base.

Cuocere per 8 minuti ad una temperatura di 200° ventilato.
Lasciar raffreddare, tenendo da parte il disco più omogeneo che verrà usato superficie della torta.

Preparare la crema. Sciogliere il cioccolato a bagnomaria, farlo intiepidire. Montare il burro con il cacao e zucchero a velo, unire il cioccolato fuso e il rum. Amalgamare bene.

Distribuire la crema  così ottenuta su 5 dischi per poi sovrapporli. Con l’aiuto di una spatola, distribuire il resto della crema attorno a tutta la torta.

Riporre la torta  in frigorifero per solidificarsi un po’.

Preparare la glassa di copertura. Mettere lo zucchero a velo in un pentolino a fondo spesso, lasciarlo sciogliere a fuoco basso finché si mostrerà dorato, aggiungere il burro lontano dal fuoco e mescolare per ottenere un morbido caramello. Versare subito la glassa con attenzione sul disco tenuto da parte, sarà la copertura. Lasciar solidificare. Dunque tagliare a spicchi e porre sulla torta Dobos per dare il suo caratteristico aspetto. 

Se si vuole si può  decorare con granella di nocciole, riccioli di caramello o ciuffi di panna.

Conservare in frigo.