TRAVEL

On the road: Svizzera e Francia del nord

Se mi leggete sapete quanto io ami i viaggi “pieni”, quelli che stancano, che sanno di tanti km percorsi e tante immagini immagazzinate, quelli che sanno di viaggiatore e non certo di turista.

Questo è stato uno dei viaggi più belli fatti in famiglia, organizzato totalmente in autonomia,  cercando di assecondare i desideri dei miei ragazzi ormai grandi (ma che ancora amano viaggiare assieme a noi genitori)  e sono molto diversi fra loro…

Svizzera, Alsazia, Île de France, Normandia, Bretagna, Loira, Bassa Borgogna… 3600 km in auto in 8 giorni. Esattamente il tipo di tour de force un po’ zingaro che tanto piace a me, a noi. 

Il mio francese, certo un po’ arrugginito, ma che ancora riscuote i complimenti dei locali e me li fa perdonare per l’assenza del bidet (ebbene sì, ogni volta non me ne capacito 😉 )

E poi? E poi quei panorami mozzafiato, l’odore dei campi, il profumo delle boulangerie e del burro francese, le mucche e le pecore al pascolo. Quelle campagne perfette, pronte per esser dipinte, il ritmo lento degli abitanti, i paesini incantati che restano fermi nel tempo e negli scatti che si accumulano nei ricordi. Abbiamo visto e vissuto luoghi rurali che parevano estrapolati da poesie struggenti e rilassanti allo stesso tempo.

E poi ancora quei colori, si può colorare il vento? Il salmastro, la marea e le ostriche. Quel grigio malinconico che sa mescolarsi perfettamente con il celeste del cielo pulito e il verde acceso della campagna. Il vino buono, i dolci ricchi e golosi, il calvados…

Sono stati giorni girovaghi, intensi, fuori orario e fuori tempo, fuori connessione internet. Eravamo connessi fra noi e con l’ambiente che ci abbracciava. Le strade, le gallerie infinite, l’adattarsi ogni notte a un luogo diverso, goderne l’essenza, le risate. E poi ancora gli occhi, pieni stracolmi. E i bagagli, quelli che non si svuotano mai, quelli che restano addosso, ma che non pesano <3

Vi va di viaggiare un po’ assieme? Adesso vi racconto questo viaggio dal punto di vista pratico, condividendo alcune foto (la scelta è stata dura, sono moltissime e le amo tutte!), il  percorso e le informazioni pratiche.

Qui vi elenco in 8 giorni (tutti in auto partendo dalla mia città, Pistoia) le varie tappe e km giornalieri percorsi:

ITINERARIO

  1. km 750: visita Basilea, Colmar
  2. km 640: quartiere La Défense/Paris, Giverny, Saint Just
  3. km 260: Rouen, Honfleur, Pont de Normandie, Le Havre, Étretat
  4. km 210: Caen, Bayeux, Omaha beach, Arromanches, Longues Sur Mer, Port En Bessin
  5. km 250: Mont Saint Michel, Cancale, Saint Malo
  6. km 340: Amboise, Chenoncheaux, Saint Georges Sur Cher
  7. km 560: Cluny, Ginevra
  8. km 600: Chamonix-Mont-Blanc, Aosta

Ecco un po’ di scatti di questo viaggio magico:

Basilea

Basilea, una città giovane, vivibile, colorata…

Colmar - little Venice

Colmar – little Venice. È una bomboniera, una piccola città perfetta

Giverny - casa Monet

Giverny – casa Monet. Da tempo sognavo di visitarla (ho fatto l’intero giro della sua casa per ben due volte, che colori!)

Le ninfee dipinte da Monet

Le ninfee dipinte da Monet

Il quartiere moderno della Défense di Parigi

La Défense di Parigi. Il quartiere moderno, pulsante, tecnologico e pieno di grattacieli

casette Honleur

Honfleur, le sue casette colorate nel suo porticciolo perfetto

il famoso Pont de Normandie, una strada davvero spettacolare

etetrat

Étetrat, le falesie, l’oceano, quei colori commoventi

Gli stupendi giardini di Ètetrat – Impressions

Giardini di Étetrat, scenografici Les gouttes de pluie

ad Étetrat ogni cosa del paesaggio, chiesetta compresa, è magia

Caen, bellissima abbazia (peraltro abbiamo potuto ammirare una splendida esposizione fotografica di McCarry al suo interno)

Bayeux, anche questa cittadina ci ha stupiti, peraltro abbiamo potuto visitare il museo dell’arazzo più grande del mondo

La spiaggia dello sbarco. Omaha beach… oceano infinito che racconta

un luogo impressionante e curatissimo, il Cimitero Americano

uno scatto ad Arromanches

luogo iconico, Mont Saint Michel, suggestivo promontorio roccioso immerso nella marea in una baia magnifica

luogo iconico, Mont Saint Michel, suggestivo promontorio roccioso immerso nella marea in una baia magnifica

Cancale: un faro che ho amato

Cancale, la suggestiva marea

il mercato delle ostriche a Cancale, dove è possibile gustare ostriche freschissime

non sentire il profumo di burro e mandorle?

le mura a Saint Malo

Amboise, uno dei più bei castelli della Loira, dove si trova la tomba di Leonardo Da Vinci

un bel momento di relax (unico peraltro in questi giorni frenetici)

e la pasticceria francese… la amo!

Ginevra ha un centro città caotico, lussuoso (fin troppo) e un lago molto bello

Ginevra, il suo simbolo, la fontana con il getto di acqua nel lago

tramonto a Mont Saint Michel

un tramonto, ma non come tanti… a Mont Saint Michel

Non so se dalle foto si riesca a percepire quanto ho amato questi luoghi… si tratta di un viaggio che mi rimarrà sempre nel cuore!

INFORMATIONS  PRATIQUES

  • All’andata siamo passati dalla Svizzera entrando in Francia attraversare la galleria del San Gottardo mentre al rientro abbiamo attraversato la galleria del Monte Bianco. Tralasciando il costo attuale della benzina, un costo sostenuto è rappresentato dai pedaggi autostradali (traforo del Monte Bianco € 48 a tratta). L’autostrada in Francia è addirittura più costosa di quella italiana, tuttavia in Normandia e Bretagna il navigatore vi consiglierà anche molte strade in campagna che consiglio di percorrere seppur più lunghe, i paesaggi meritano il viaggio e risparmierete.
  • I parcheggi sono molti e meno costosi che in Italia. Tranne a Mont Saint Michel, in cui la tariffa è a giornata €15, ma è un prezzo in linea con il servizio offerto, parcheggi ampi e ben serviti da navette che passano ogni cinque minuti.
  • Le attività commerciali aprono quasi tutte alle 10,00 sia in Svizzera che il Francia. In Francia chiudono presto, ore 18 spesso (tranne alcuni supermercati).
  • In Normandia il sole tramonta molto tardi, c’è una luce splendida e le giornate sono lunghe, perfetto per visitare molti luoghi anche in serata
  • L’acqua in Francia è molto costosa, perché l’acqua del rubinetto è potabile e buona. Al ristorante non chiedete l’acqua dal menù ma “en caraf d’eau” e sarà gratis, risparmierete un bel po’.
  • Cosa assaggiare? Ovviamente croissant, pain au chocolat, le baguette farcite… La tarte flambèe in Alsazia (simile ma molto lontana dalla nostra pizza) e la  Choucroute alsaziana (carne e crauti). In Normandia le moules-frites (cozze) e le ostriche freschissime a buon prezzo. La galette bretonne, una specialità salata simile ad una crêpe farcita con prosciutto cotto, formaggio e uova. Le gaufres e le crêpe  preparate al momento con lo zucchero. 
  • noi abbiamo scelto di dormire itineranti e in B&B, fattorie e case tipiche normanne. Una scelta che, oltre ad esserci molto piaciuta, ci ha fatto ancor meglio assaporare la vita del posto. Abbiamo conosciuto persone squisite con cui ho molto chiacchierato… Qui vi inserisco i link di quelli  che più mi sono rimasti nel cuore:

http://il-piano-nobile-apartment.alsacehotelsweb.com/it/   questo a Colmar

https://it.readytotrip.com/hotels/Francia/Alta%20Normandia/Eure/Saint-Just/avenue-du-chateau/ a Saint Just – Normandia

https://www.chambres-hotes.fr/chambres-hotes_ferme-clatot_les-trois-pierres_27527_it.htm Normandia

https://www.auxchambresdumont.fr/it-IT/     Mont Saint Michel

  • abbiamo trovato bel tempo e una temperatura dai 23 ai 32 gradi. Se il cielo è coperto può occorrere  la felpa per il vento che si alza dall’oceano. Tuttavia in un viaggio simile anche in estate occorrono k-way o piumini leggeri, il meteo può variare velocemente.

Beh, vi ho fatto venir voglia di partire? Se potete non esitate a perdervi in questi angoli di mondo tanto tanto belli <3

 

ANTIPASTI/ PRIMI PIATTI

Pesto di zucchine crude

Devo necessariamente recuperare il tempo perso con questo mio blog. Purtroppo so che è in sofferenza e che comunque le pagine social sono più vive e più immediate… siamo nell’epoca veloce in cui anche cliccare un link, entrare in un sito e leggere un articolo sembra un tempo infinito da dedicare. Non vorrò mai piegarmi a credere che davvero tutto si risolva in un reel. Attenzione, non li sto demonizzando… anche io mi diverto a farne, tuttavia continuo ad amare questi contenitori più ampi e più personali chiamati blog, qua ancora abita la vera essenza di noi blogger.

Sarà il mio amore per la scrittura? Chissà. A tal proposito mi sono incamminata in un sentiero che non so dire se mi porterà ad una meta, ma comunque ho iniziato a percorrerlo, con calma. La calma che sto faticosamente imparando per necessità e salute.

Dunque, è agosto ma in questa estate ho lavorato, letto, passeggiato e trascorso tempo a tavola con amici. Per adesso niente ferie, è davvero una lunga estate… ancora dovrò attendere. Ho cucinato meno del solito, anche a causa del caldo pazzesco di quest’annata, ho prediletto piatti veloci e freschi, e, come sempre, di stagione.

La stagionalità in cucina per me è sempre fondamentale. Questa è una ricetta super veloce e buonissima. Si presta a condimento per la pasta o per essere gustata su del pane arrostito per delle ottime bruschette! Provatela e vi piacerà!

Pesto di zucchine crude

4 zucchine verdi e tenere

30 g di pinoli

3 cucchiai di formaggio grattugiato

1 cucchiaio di anacardi piccanti (facoltativo, ma ha il suo perché)

olio extravergine di oliva

1/2 bicchiere di acqua

1/2 spicchio di aglio

sale

pepe

 

Procedimento

Lavate le zucchine e tagliatele a rondelle.

Mettetele nel mixer assieme a tutti gli ingredienti elencati e frullate ad intermittenza. Dovrà risultare un pesto cremoso.

Una volta pronto mettetelo in un vasetto di vetro ben coperto da olio buono e si conserva per 3 giorni. Oppure potrete congelarlo e usarlo all’occorrenza.

DOLCI

Brownies Cioccolato Bianco e Lamponi

quadrati di brownies bianchi

Un’estate insolitamente calma per i miei ritmi. Che se poi vi raccontassi la miriade di cose che comunque faccio risulterebbe piena. Sicuramente è piena di gomitoli da dipanare e energie negative da arginare. Son poche, ma son sempre troppe… e si fanno sentire fino al midollo. Ma ho imparato non solo a starmene lontana dalle persone che tentano di contagiare ( e non con il famoso virus che pare alla ribalta, e nemmeno di sana allegria) con il loro grigiume, ma anche a sentire la loro energia dietro alle spalle come fosse polvere fastidiosa che si posa e che io, girandomi con con il volto verso le spalle, rimuovo con un’elegante soffiata.

Già, perché l’estate deve saper di sole e giornate lunghe, di cibo fresco e di ore golosamente colorate! Esattamente come questa ricettina che vi propongo oggi. Se amate i lamponi (io LI ADORO) non potete non provare questi brownies seppur vi occorrerà accendere il forno! Magari infornate prima di andare a letto …la golosità avrà la meglio sulle temperature vicine ai gironi infernali 😉

Mettetevi alla prova, si tratta pure di una ricetta facile e con pochi ingredienti!

 

Brownies Cioccolato Bianco e Lamponi 

(per una teglia 20×20)

200 g cioccolato bianco

90 g di burro

1 cucchiaio di latte

120 g di zucchero semolato

2 uova

110 g di farina

1 cucchiaio di grappa

semini di 1/2 bacca di vaniglia

una punta di bicarbonato

lamponi freschi

zucchero a velo

 

Procedimento

Sciogliere bagno maria o al microonde il cioccolato bianco con il burro. Aggiungere quindi il latte, la grappa e mescolate.

A parte sbattere bene le uova con lo zucchero.

Aggiungerle al composto di cioccolato e burro, aggiungere la vaniglia ed amalgamare molto bene.

Aggiungere la farina setacciata e la punta di bicarbonato. Mescolare affinché risulti un composto omogeneo.

Accendere il forno a 180 gradi, ventilato. Mettere l’impasto in uno stampo quadrato ricoperto di carta da forno. Inserire i lamponi, premendoli all’interno.

Cuocere per circa 25 minuti, finché la superficie non risulterà dorata, ma rimarranno con la consistenza fondente.

Una volta raffreddati, tagliarli a quadrotti e cospargerli di zucchero a velo.

Si conservano 2/3 gg a temperatura ambiente, ma potete anche metterli in frigo per gustarli freschi.

 

DOLCI

Torta morbidissima di ciliegie

Rieccomi su questi schermi. Mi dispiace di aver trascurato il blog ultimamente ma, nonostante io abbia vissuto periodi più incasinati, devo dire che il tempo mi tagliato un po’ il fiato. Talvolta chi corre troppo inciampa. Inoltre ho avuto qualche problema con questo blog ed ero impossibilitata a postare ahimè, per fortuna adesso ho in parte risolto, ammetto che ho vissuto giorni di  apprensione…

Se mi seguite sapete quanto io tenga a questo mio angolo di condivisione, dove posso parlare un po’ di me e della mia passione. Nonostante il mondo social galoppi più veloce e sia più “di moda”, io vorrò sempre mantenere in buona salute questo mio blog!

Veniamo a noi. Torno con una ricetta super facile e di sicuro risultato. Vi piacciono le ciliegie? (Mi chiedo come si possa rispondere di no 😉 ) Allora questa torta fa al caso vostro. L’aggiunta della ricotta conferisce una morbidezza pazzesca e vi assicuro che una fetta soltanto non vi basterà 🙂

INGREDIENTI
350 g ciliegie  
2 uova grandi
scorza di limone  
150 g di zucchero semolato
280 g ricotta vaccina
40 ml di olio di semi
170 g di farina 
1 bustina di lievito per dolci

Procedimento
Mescola le uova con lo zucchero con una frusta. Aggiungi la scorza di limone  grattugiata. Aggiungi la ricotta e l’olio di semi. Mescola bene.
Aggiungi pian piano la farina e il lievito setacciato.
Amalgama bene e aggiungi le ciliegie  precedentemente denocciolate.
Inforna a 170 gradi per 35 minuti circa (fai la prova stecchino!).
Lascia raffreddare e cospargi di zucchero a velo! È deliziosa 😋!!!
Perfetta per le tue colazioni o per il fine pasto.

TRAVEL

Meravigliosa Val di Fassa

Ogni volta che torno in Trentino Alto Adige è per me momento di nuove scoperte e gran meraviglia. Ormai ho perso il conto delle volte in cui ci sono stata, ho visitato tutte le sue valli, tutte hanno il proprio fascino… tuttavia, non me ne vorranno le altre, la Val di Fassa rimane quella che mi dà più l’effetto wow per i panorami che sa regalare.

Siamo stati qualche giorno per Pasqua ancora una volta in Val di Fassa,  assieme  alla mia  amica di viaggi Vaty e le nostre famiglie. Tramite l’ApT Val di Fassa abbiamo potuto conoscere nuove realtà e fare bellissime attività che non posso che consigliare per una vacanza sia in inverno che in estate. Di seguito trovate qualche consiglio per una super vacanza che vi rimarrà nel cuore, garantito.

La Val di Fassa e le sue località offrono scorci pazzeschi, attività sportive per tutti i gusti e per tutte le età , tramonti sulle vette   che emozionano e una cucina davvero superlativa…e la montagna rigenera sempre! Ogni volta che ci torno mi ripeto che Dio esiste, non si potrebbe spiegare altrimenti cotanta bellezza  <3

                      Cavalese                     Panorama a Canazei

                     Campitello di Fassa

                     Panorama on the road

Abbiamo vissuto alcune  esperienze bellissime che vi  consiglio con entusiasmo se deciderete di trascorrere un WE o una vacanza in questa valle da sogno.

Abbiamo fatto una  bellissima passeggiata a cavallo con Charlotte Horse Riding, che davvero “un cavallo è poesia in movimento”! A Campitello di Fassa Charlotte cura con amore i suoi dolcissimi cavalli, peraltro il suo progetto è lodevole in quanto questi cavalli sono stati oggetto di maltrattamenti  e soprusi e lei si  occupa della loro riabilitazione e serenità ritrovata  in questo luogo magico! Potete scegliere di vivere quest’esperienza, adatta a grandi e piccini, in cui potrete prendere coscienza dell’approccio giusto da tenere con questi splendidi animali e conoscere le primissime basi di equitazione.
Non dovrete aver timore, si tratta di cavalli  docili e simpaticissimi (anche mio marito Marco che non era così convinto ha poi apprezzato molto questa bella passeggiata e si è divertito 🙂 )

Ve lo racconto anche su IG qu

Altra esperienza da favola è stata quella presso l’ Hotel Latemar a Soraga.
Qui abbiamo potuto godere di una SPA favolosa con vista mozzafiato e vivere momenti da sogno nella nuova sala giapponese che offre la possibilità di vivere il rituale “ofuro” per una/due coppie. Un’esperienza unica nel suo genere oltre che romantica… da non perdere!Inoltre la sauna e la zona relax di questo hotel sono davvero una meraviglia, rigenerarsi qui è davvero magia!
Il personale di questa struttura merita sicuramente un plauso, è molto competente, gentile e sa accompagnare gli ospiti in queste esperienze immersive e rilassanti che vi consiglio vivamente…

 

E cosa poter dire delle pause culinarie? Esistono dei ristoranti e agriturismi per tutte le esigenze, alcuni eleganti, altri informali e adatti per le famiglie con bambini, altri a misura di amico a quattro zampe, insomma tutti rimarrete soddisfatti.

Di seguito segnalo due posticini per mangiar bene in Val di Fassa, uno è a Canazei e si chiama Chalet Queen un bell’ambiente curato nei dettagli, moderno ma legato alla tradizione, apparecchiatura minimal  come piace a me e piatti ricercati per una cucina che cerca il salto di livello. Ho apprezzato moltissimo la selezione della loro varietà di pane e il burro di malga, ma anche i primi piatti legati al territorio che sono stati piacevolmente rivisitati.

Un’altro  posto per mangiar divinamente è  un agriturismo che vale il viaggio  e che abbraccia la filosofia del km0 è sicuramente Agritur El Mas a Moena. Ubicato in un luogo incantato, vi è la fattoria, il ristorante e lo shop con i loro prodotti eccellenti. Addirittura all’interno del ristorante si trova una vetrata che fa vedere la stalla delle mucche di razza grigio alpina che regalano dei prodotti caseari di gran livello. E, nota non da poco, prezzi assolutamente accessibili per la qualità offerta.

(di seguito i tagliolini con selvaggina e frutti rossi e una zuppa gulash paradisiaca)

Non abbiate alcun dubbio, una vacanza in Val di Fassa ha tutto ciò che cercate, se poi avete la fortuna di condividerla con amici che sono famiglia beh… allora siete davvero fortunati. Quando siamo in vacanza assieme alla mia cara Vaty  anche pochi giorni diventano una vacanza stupenda, rigenerante e dalla quale si riparte carichi di energia positiva! Evviva l’amicizia vera<3

ANTIPASTI/ SECONDI PIATTI

Flan di zucchine e uova di quaglia

Non sono sparita e non ho smesso di cucinare… sia mai! Mi sto impegnando molto e sto investendo in formazione per migliorare anche questo mio angolino di condivisione, il mio amato blog. Cerco di far sempre la mia parte per migliorami ed acquisire nuove competenze, non riesco proprio a star ferma se si parla di sfida con me stessa!

E torno proprio con una ricetta semplice e di effetto “wow” per i vostri ospiti in tema primaverile e pasquale! Vi assicuro che questi sformatini/flan sono davvero buonissimi! Provar per togliersi ogni dubbio. 

Che programmi avete per questo periodo pasquale? Fate ciò che vi sentite ma non fatevi mancare il colore, gli affetti veri e il cibo buono se potete <3

 

 

 

Flan di zucchine e uova di quaglia

Ingredienti

(per 8 flan)

300 g di zucchine con il fiore

2 uova

80 ml di latte

50 g di panna fresca

15 g di parmigiano reggiano

50 g di farina

1 scalogno

1/2 gambo di sedano 

olio extravergine di oliva

una punta di peperoncino

un cucchiaio di prezzemolo grattugiato

sale

pepe

 

8 uova di quaglia

sale

pepe

 

Procedimento

Pulite le zucchine e tagliatele a rondelle e fatele cuocere per una decina di minuti in padella dopo averci fatto appassire un trito di sedano e scalogna, il peperoncino, il prezzemolo e l’olio.
A fine cottura, salate e aggiungete poco pepe.

Frullate le zucchine tenendone da parte qualcuna per la decorazione.

In una ciotola versate il composto ottenuto, aggiungete la farina e mescolate bene. Aggiungete la panna e il latte, poi le uova precedentemente sbattute e il parmigiano.

Versate il composto ottenuto in 8 stampini in alluminio imburrati e infarinati e cuocete a forno caldo e ventilato per 25/30 minuti a 170 gradi.

Fate raffreddare prima di sformarli.

Cuocete le uova di quaglia in una padellina antiaderente unta, cuoceteli per pochi minuti, salateli e pepateli. Aggiungetene uno su ogni flan e decorate con le rondelle di zucchine tenute da parte.

Buon appetito!

DOLCI

DOBOS, LA TORTA UNGHERESE

Torneremo a viaggiare, ad andare a zonzo per il mondo ed arricchirci. Già. Perché nessuno ha un bagaglio più ricco di chi ha potuto/voluto viaggiare. Si impara solo viaggiando che la bellezza può risiedere ovunque, che ogni luogo ha qualcosa da insegnare e qualche nuovo spazio che ricorda casa. Si impara così la tolleranza verso l’altro, si alimenta la nostra cultura  e ci si apre verso nuovi orizzonti. Quando ho potuto ho viaggiato  e ho regalato ai miei ragazzi la possibilità di capire e vedere con i propri occhi nuove angoli di mondo.  Quante volte i loro insegnanti mi hanno fatto presente di quanto questo li abbia contraddistinti per apertura mentale, e quante volte mi sono sentita un po’ orgogliosa di essere riuscita almeno in questo!

Beh… diciamo che viaggiare significa anche poter gioire di nuove ricette e scoprire nuovi sapori e usanze. Devo dire che questa torta ungherese non l’ho mangiata durante il viaggio a Budapest di diversi anni addietro,  bensì in una pasticceria in Italia, e l’ho trovata divina. Mi sono sempre ripromessa di replicarla e mai ho trovato il tempo, fino ad oggi!

Si tratta di una golosissima e scenografica torta a strati degna delle grandi occasioni. La  ricetta originale è del pasticcere Jòzsef Dobos vissuto a cavallo fra l’ottocento e il novecento.  Una torta golosissima che sa proprio di “torta per le grandi occasioni”. Se la provate ne rimarrete estasiati, certo non posso spacciarla per ipocalorica… ma vale tutte le sue  calorie!!!

 

 

Torta Dobos

(ricetta per 10 pp)

Per la base di pan di spagna

  • 6 uova

  • 150 gr di zucchero fine di canna

  • 30 gr di zucchero a velo

  • aroma di vaniglia
  • 150 gr di farina tipo 0

  • 80 gr di burro morbido

Per la crema al burro

  • 350 gr di burro

  • 90 gr di zucchero a velo

  • 100 gr di cioccolato fondente al 70%

  • 30 gr di cacao amaro in polvere

  • mezzo bicchierino di rum  o altro liquore

Per la glassa

  • 150 gr di zucchero a velo

  • 30 gr di burro

+ granella di nocciole per decorare

 

Procedimento

Togliere il burro dal frigorifero.

Separare i tuorli dagli albumi. Montare i tuorli con lo zucchero di canna e lo zucchero a velo fino ad ottenere una spuma liscia e gonfia. Aggiungere poco per volta la farina setascciata con delicatezza per non smontare il composto. Unire il burro ammorbidito,  amalgamarlo con cura.

Montare gli albumi a neve fermissima ed incorporarli al composto mescolando dal basso verso l’alto con delicatezza.

Pesare l’impasto e dividerlo in 6 tortiere imburrate ed infarinate di 22 cm, ottenendo quindi 6 dischi per la base.

Cuocere per 8 minuti ad una temperatura di 200° ventilato.
Lasciar raffreddare, tenendo da parte il disco più omogeneo che verrà usato superficie della torta.

Preparare la crema. Sciogliere il cioccolato a bagnomaria, farlo intiepidire. Montare il burro con il cacao e zucchero a velo, unire il cioccolato fuso e il rum. Amalgamare bene.

Distribuire la crema  così ottenuta su 5 dischi per poi sovrapporli. Con l’aiuto di una spatola, distribuire il resto della crema attorno a tutta la torta.

Riporre la torta  in frigorifero per solidificarsi un po’.

Preparare la glassa di copertura. Mettere lo zucchero a velo in un pentolino a fondo spesso, lasciarlo sciogliere a fuoco basso finché si mostrerà dorato, aggiungere il burro lontano dal fuoco e mescolare per ottenere un morbido caramello. Versare subito la glassa con attenzione sul disco tenuto da parte, sarà la copertura. Lasciar solidificare. Dunque tagliare a spicchi e porre sulla torta Dobos per dare il suo caratteristico aspetto. 

Se si vuole si può  decorare con granella di nocciole, riccioli di caramello o ciuffi di panna.

Conservare in frigo.

 

ANTIPASTI/ SECONDI PIATTI

Croquettes di gamberetti

Come si usa dire “fritta è buona pure una ciabatta!”. Beh che il fritto piaccia molto e praticamente a tutti è indubbio. Dunque si  potrebbe anche pensare che  non ci siano persone cattive, basterebbe giusto friggerle…no? 😀

No via. Diciamo che fritto è comunque buono qualcosa che già di base lo è, con la frittura aumenta sicuramente l’appetibilità e, a parer mio, anche se non si tratta di cibo raccomandato per una sana alimentazione poiché ricco di grassi saturi, ogni tanto fa pure bene concederselo e trasgredire 😉

Queste polpette di gamberetti sono buonissime, croccanti fuori e ripiene di besciamella alla curcuma e gamberetti interiormente, un’esplosione di sapori!

Croquettes di gamberetti

(per 6 pp.)

brodo di gamberi (1/2 cipolla, 1 costa di sedano 1 carota  e gusci dei gamberetti)

gamberetti puliti  g 200

farina g 50

amido di mais g 60

burro g 60

panna  ml 80

uova 2

gelatina 3 fogli

prezzemolo tritato q.b.

aglio in polvere q.b.

curcuma 1 cucchiano

sale, pepe

farina 0 + farina di granoturco + uovo + pangrattato +

olio per friggere

 

Procedimento

Iniziate la sera precedente. Preparate un brodo con i gusci dei gamberetti e le verdure indicate e un po’ di sale. Fate bollire una mezz’ora e filtrate il liquido, tenete da parte.

Mettete la gelatina in ammollo in acqua.

Preparate la besciamella. Sciogliete il burro, aggiungete curcuma, farina e amido di mais, aggiungete circa 350 ml di brodo e fate addensare, aggiungete quindi la gelatina strizzata, la panna e il prezzemolo tritato, l’aglio in polvere, aggiustate con sale e pepe, fate raffreddare e mettete in frigorifero.

Il giorno seguente tritate i gamberetti, aggiungeteli alla besciamella che dovrà presentarsi densa. amalgamate bene. 

Preparate un piatto con farina 0 e farina di granoturco, uno con un uovo sbattuto e uno con del pangrattato. 

Formate delle palline che andrete a rotolare prima nelle farine, poi nell’uovo e poi nel pangrattato, disponendole poi su carta da forno, fatele riposare almeno un’ora in frigo.

Friggetele in olio profondo e ben caldo (se avete il termometro a 175°) finché non si mostreranno belle dorate. Servitele calde ma saranno buone anche il giorno successivo scaldate in forno.

 

 

 

DOLCI

Cuore con passion fruit e ganache al cioccolato

Non sono particolarmente avvezza a festeggiare questa ricorrenza, San Valentino. In queste pagine più volte l’ho palesato, nonostante sia il mio onomastico. Però sono una a cui piace festeggiare un po’ tutto, che trova che onorare le ricorrenze sia sempre cosa buona, ho ereditato questa modalità festaiola dalla mia amata nonna. E comunque se tutti usassimo di più il cuore e ci vergognassimo meno di mostrarlo il mondo sarebbe un posto migliore, senza dubbio.

Celebrare qualsiasi tipo di amore è cosa sacra, amare e amarsi è un po’ ciò che si fa quando si cucina no? E allora quale cosa  migliore di un dolce delizioso, magari proprio a forma di cuore con propone un connubio pazzesco? Il passion fruit, che amo, si sposa magnificamente con il cioccolato fondente. Il suo gusto acidulo e a tratti agrumato assieme al sapore avvolgente del cioccolato farà breccia nel vostro cuore, ve lo assicuro!

Cuore con passion fruit e ganache al cioccolato

(dosi per 10 pp. o 16 cuoricini ripieni)

Ingredienti Sablé al cioccolato (guscio a cuore)

310 g di farina debole

100 g di burro morbido

100 g di zucchero a vel0

50 g di olio di riso

40 g di farina di mandorle

40 g di cacao amaro

1 uovo grande

1 pizzico di sale

Ingredienti Curd al passion fruit

4 frutti della passione (la polpa)

1 uovo

70 g di zucchero semolato fine

40 g di burro

Ingredienti ganache al cioccolato

150 ml di panna fresca

30 g di cioccolato bianco

170 g di cioccolato fondente al 70%

 

Procedimento

In una ciotola impastate gli ingredienti della sablé, potete procedere a mano o con l’ausilio dell’impastatrice. Deve essere un composto compatto e omogeneo, da far riposare in frigorifero per almeno un’ora.

Preparare il curd. Prelevate dai frutti la polpa, mettetela in una ciotola di acciaio (vi serve per la cottura a bagnomaria) e lavoratela con lo zucchero. Aggiungete l’uovo sbattuto e il burro a tocchetti. Mettete sul fuoco a bagnomaria  e sbattete finché non si addenserà a crema. Tenete da parte.

Accendete il forno a 170° (io ventilato). Stendete la vostra frolla sablé di 4/2 mm di spessore e mettetela in uno stampo singolo o piu stampini in modo che risulti un guscio contenitore con un bordo di almeno 1,5 cm. Bucherellate il fondo e cuocete per circa 20/25 minuti. Deve comunque risultare ben cotto ma non abbronzarsi, regolatevi coi tempi del vostro forno.

Fatela raffreddare. Adesso dedicatevi alla ganache. In un pendolino portate a bollore la panna, allontanatela dal fuoco e aggiungete tutto il cioccolato a pezzi mescolando perché risulti una crema bella liscia.

Procedete all’assemblaggio. Riempite il guscio con il curd di passion fruit e sopra fate colare e distribuite uniformemente con una spatola la ganache.

Io ho completato guarnendo con qualche ciuffetto di curd lasciata appositamente da parte e con del cioccolato bianco sciolto.

Si conserva per 24 ore a t.a. e dopo in frigorifero fino a 5 giorni, ma non ci arriverà.

 

 

 

 

DOLCI

CIAMBELLONE SOFFICE AGLI AGRUMI

Sono giorni intensi per la scuola, incertezze, quarantene,  voti di fine quadrimestre, inizio pentamestre, iscrizioni alle scuole superiori. Ho sempre tenuto tantissimo all’istruzione dei miei ragazzi, molto meno ai voti. Mai ho detto loro “pretendo un 10” o “se prendi meno di 8 sei in punizione”. Mai.

Mi interessa che nutrano la voglia di sapere, di migliorarsi, che siano curiosi nell’apprendimento. Mi interessa che nutrano il proprio cervello di perché sentono la necessità di cercar risposte. Mi preme che siano educati, colti senza spocchia, che riescano a fare discorsi di senso compiuto.

La scuola non dovrebbe mai servire ai genitori per primeggiare, per sentirsi più capaci nel loro ruolo a livello sociale. L’ossessione di avere un figlio che spicca perché il migliore della classe non è garanzia di nulla nel ruolo genitoriale. Io  sono  stata “la più brava”, seppur senza mai sentirmici. Eppure i miei genitori mai mi hanno seguita nel percorso scolastico o indirizzata in tal senso, né mi hanno permesso di continuare gli studi ai giorni opportuni, dunque è stata solo fortuna, per dire.

La scuola resta un percorso fondamentale e non serve soltanto a trovar un buon lavoro. Serve perché fornisce degli strumenti per riuscire a non farsi fregare, per non sentirsi inadeguati fuori dal prorio contesto, serve per gestire un sentimento, per ammirare l’arte o un tramonto, non solo una vetrina. E certo non deve servire per mettersi in vetrina…

Riflessioni mie, che ogni tanto vi somministro in queste mie pagine… perdonatemi. Ma è il mio diario condiviso e condivisibile.

E adesso una ricetta favolosa, semplice e perfetta anche per la scuola, già. Perché partire con la giusta leggerezza non può che far bene all’inizio delle nostre giornate 😉

CIAMBELLONE SOFFICE AGLI AGRUMI

(per 8 pp – stampo da 18/20 cm)

Ingredienti

150 g di farina tipo 1

40 g di fecola di patate

190 g di zucchero semolato

2 uova medie

1 yogurt greco (170 g)

40 ml olio di riso (o mais)

1 arancia: succo e buccia grattugiata

1 limone buccia grattugiata

1 bustina di lievito Bio

3 cucchiai marmellata di agrumi + 1 cucchiaio di acqua

 

Procedimento

Grattugiare la scorza dell’arancia e spremerne il succo, grattugiare anche la scorza di limone e mescolare con lo yogurt greco.

Aggiungere l’olio e lo zucchero e i due tuorli ed amalgamare bene.

A parte montare a neve ferma gli albumi.

Aggiungere al composto la farina, la fecola e il lievito setacciati per evitare grumi. Dunque aggiungere piano mescolando dal basso verso l’alto gli albumi montati a neve.

Infarinare e imburrare uno stampo da ciambella e cuocere a forno caldo e ventilato a 170° per circa 30 minuti (fate la prova stecchino, deve risultare asciutto).

Scaldare leggermente in un pentolino la marmellata di agrumi con l’acqua. Appena il ciambellone sarà intiepidito sfornarlo e cospargerlo con la marmellata in modo irregolare.

Si conserva a temperatura ambiente in un’alzata coperta per 5/6 giorni.

 

 

DOLCI

Il Panforte

Caspita, come si può parlar del Natale senza menzionare il buonissimo PANFORTE? … è il favoloso dolce natalizio della tradizione toscana. Ammetto che da piccola lo detestavo, mentre nonna lo comprava sempre perché ne era golosa. E pensare che mai ha potuto assaggiare il mio! Già la immagino fra le sue smorfie di approvazione culinaria e le risate…e sì, manca. Ancora e sempre, tanto. 

Il Natale è un po’ così, amplifica,  gioie, dolori e mancanze. 

Quest’anno abbiamo qualche cucciolo in più in famiglia, mio nipote Zeno e la mia cucciola di bulldog francese Frida. Due cuccioli adorabili e che hanno portato un po’ di gioia in un anno che non si è fatto amare, proprio per nulla. Occorre comunque essere grati di essere insieme, di star bene nonostante, di avere ancora il cuore gonfio di buoni sentimenti che però andranno diretti un po’ più verso chi li merita… perché troppe volte son stati sprecati con persone di dubbia affettività.

Mi auguro e auguro a tutti voi che mi leggete e mi seguite di conservare cuore, emozioni, speranze e tanto coraggio… sono tutti ingredienti imprescindibili, non solo per Natale ma per ogni giorno. Sorridete e cercate di non appesantirvi lo stomaco dal rancore, semmai da qualche scorpacciata in più!

Buone Feste <3

Panforte

Ingredienti

(1 panforte di 18 cm di diametro e due piccoli di 8 cm)

300 g di mandorle con la buccia

50 g di nocciole

210 g di farina 00

150 g di zucchero di canna

60 g di farina di mandorle

200 g di cedro candito

200 g di arancia candita

50 g di canditi misti

120 g di miele di acacia

40 g di miele di castagno

1/2 cucchiano di cannella in polvere

1/2 bacca di vaniglia (semini)

poca noce moscata grattugiata

una punta di zenzero in polvere

1-2 cucchiai di acqua

zucchero a velo per guarnire

 

Procedimento

Iniziate tagliando a pezzi i canditi qualora ne aveste interi (sono preferibili per qualità).

Scaldate mandorle e nocciole in forno per tostarle (io un paio di minuti sotto il grill, girandole).

In una padella ampia sciogliete il miele con lo zucchero , attenzione, non deve prendere troppo calore.  Aggiungete dunque le mandorle e le nocciole, amalgamando.

Versate in una ciotola di acciaio e aggiungere la farina, gli aromi ed i canditi e l’acqua. Amalgamate molto bene. 

Adagiate dei cerchi di acciaio su della carta da forno. Sempre con la carta da forno ritagliate delle strisce da mettere di lato lungo i cerchi di acciaio (con queste dosi me ne sono venuti tre, come indicato in alto). inserire il composto pressandolo bene, magari aiutandosi con le mani inumidite o con carta da forno.

Cospargete con abbondante zucchero a velo.

Cuocete a 190° per 20/25 minuti, fate attenzione che non si abbronzino troppo altrimenti poi risulteranno duri!

Si conserva in una scatola di latta o rinvolto nella pellicola per alimenti per 20 giorni abbondanti (ma ci arriva? 😉 )

 

 

 

 

 

DOLCI

Tarte Amandier

Fra tutti i difetti che ho uno spicca senza dubbio. La mia incapacità a star ferma, a gestire i momenti vuoti. Non li tollero, non li considero momenti di meritata calma e riposo bensì tempo perso. Ho necessità della mia tabella di marcia fissa, di correre, di arrivare a fine giornata e dirmi “ok Valentina, hai fatto questo, questo e quello e devi fare questo, quello e quello”. Poi ogni tanto la stanchezza si fa sentire anche sul mio fisico, lo ammetto…tuttavia proprio non so agire in modo diverso.

Ogni giornata è fatta di tante cose ed è un prezioso regalo, questa è una certezza. Ognuno di noi è giusto che trovi il proprio modo di viverla e viversi…per fortuna siamo tutti diversi! Ultimamente sto anche cercando di essere meno critica con me stessa, cerco di contemplare anche la possibilità di non essere perfetta nella gestione di tutto e anche di pretendere da me un po’ meno, di guardarmi con più indulgenza. Che tanto di persone che ci guardano  commentando le nostre azioni o giudicando il nostro vivere ce ne sono fin troppe. Anzi, talvolta mi piacerebbe davvero viver meno online (imprescindibile per la vita di questo mio blog) per dar meno nell’occhio proprio a coloro che campano di malsani livori e vivono in maniera morbosa la vita altrui, d’altronde si cibano di questo anziché condividere contenuti propri (che non hanno). Ogni momento storico ha le sue caratteristiche, il nostro sono le relazioni social, dobbiamo farci i conti.

Ma passiamo alla nota dolce, e che dolce!!! Conoscete questa delizia di torta tipica della tradizione francese? Si tratta di una torta di mandorle dalla consistenza fondente e avvolgente. Una favola per chi, come la sottoscritta, ama le mandorle. La Tarte Amandier è divina, sia messo agli atti 😉

 

Tarte Amandier

(per 8 pp)

  • 3 uova medie
  • 100 g zucchero semolato

  • 20 g miele di fiori

  • 150 g farina di mandorle

  • essenza  di  mandorle amare

  • essenza di fiorni d’arancio

  • zeste di arancia bio (o limone)

  • 70 g burro a pomata

  • 50 g mascarpone

  • Lamelle di mandorle per decorare

Procedimento

Iniziare togliendo dal frigo una mezz’ora prima della preparazione il burro.

Mescolare in una ciotola le uova assieme allo zucchero e il miele finché le uova non si mostrino belle gonfie. Aggiungere la farina di mandorle e gli aromi.

Amalgamare burro e mascarpone e incorporare bene all’impasto.

Accendere il forno a 160° ventilato. Imburrare  e infarinare uno stampo da 18/20 cm .

Mettere il composto nello stampo e cospargere di lamelle di mandorle

Cuocere per circa 40 minuti. Coprire la superficie del dolce con della carta di alluminio se dovesse scurirsi troppo in cottura.