DOLCI

Torta speziata con zucca, banana e cioccolato

L’autunno ha colori bellissimi, caldi e avvolgenti, che nelle rare giornate di sole danno il meglio di sé. Chi è che non dà il meglio di sé nella luce? Direi nessuno… siamo tutti più belli quando immersi nella positività, quando siamo felici! Non esiste un trattamento estetico più illuminante e distensivo della gioia, anche la natura ci dimostra proprio questo. Le foglie secche, marroni  e giallastre diventano affascinanti nelle giornate più belle.

L’autunno era la stagione che più detestavo fino a qualche anno fa, lo ammetto. Adesso probabilmente sono più equilibrata, trovo qualcosa di veramente bello in ogni periodo dell’anno, riesco a trovar magia e bellezza con più semplicità (ehhh, parlo solo della natura, con le persone sono molto più scettica e selettiva, di bellezza autentica ne trovo poca poca 🙁 )

Dunque, questa ricetta è una torta deliziosa, perfetta con un tè caldo, perfetta a colazione o anche per un dopocena dolce davanti alla vostra serie TV preferita. Vi conquisterà, ne sono certa…

Torta speziata con zucca, banana e cioccolato

(dosi per 10 pp. – stampo da 22 cm)

170 g di zucca gialla cotta in forno

100 g di banana

1/2 limone bio (scorza e succo)

1 cucchiaino di cannella in polvere

1/2 cucchiaino di curcuma in polvere

90 g di olio di riso (o mais)

110 g di uova (2 grandi)

210 g di farina tipo 1

200 g di zucchero di canna

70 g di gocce di cioccolato fondente

1 bustina di lievito bio

 

In una ciotola capiente schiacciate bene assieme la polpa di zucca e quella di banana (ho cotto la zucca in forno – circa 250 g da cruda – a 180° per 15 min).

Aggiungete le spezie, la scorza grattugiata ed il succo di mezzo limone con buccia edibile. Mescolate bene.

Aggiungete dunque le uova precedentemente sbattute, l’olio, lo zucchero e mescolate. Infine la farina ed il lievito ben setacciati. Amalgamate molto bene.

Aggiungete le gocce di cioccolato fondente all’impasto, mescolate.

Imburrate ed infarinate il vostro stampo (in alternativa usate lo staccante spray), cuocete a 170° per 30/40  minuti (fate sempre la prova stecchino). Dunque sfornate e lasciate raffreddare.

Una volta sformata cospargete di zucchero a velo o guarnite a piacere, io ho optato per una crema di nocciole, granella di nocciole e semi di zucca.

 

 

ANTIPASTI

Crackers di avena e semi misti

In cucina, come nella vita e nei rapporti: evviva la semplicità! E le ricette (e persone) genuine! Già, perché ciò che nuoce alla digestione sono gli ingredienti pesanti, le preparazioni troppo elaborate, i rancori, le discussioni e le persone cariche di polemiche, invidie e negatività. Nelle amicizie non ci sono scuse, scegliamo noi chi avere accanto e con chi condividere o meno la nostra vita, nella quotidianità lavorativa non sempre è possibile purtroppo.

Sono ormai molti anni che sono entrata nel mondo del lavoro (non dovrei dirlo troppo forte, caspita sembro vecchia!) e mi ritengo piuttosto fortunata con i colleghi che mi sono capitati, ho sempre avuto buoni rapporti, anzi, talvolta direi ottimi! Tuttavia pure a me è capitato di avere nel corso degli anni un paio di colleghi fuori da ogni limite di sopportazione, di una bassezza e di una cattiveria difficile da arginare… ho dovuto ingoiare diversi rospi, poi per fortuna me ne sono liberata e sono rinata. Altro che olio di palma, è la cattiveria e negatività altrui che nuoce alla salute!

Anche nei break moments tifo per uno spuntino semplice e delicato, che spezzi la fame senza appesantire. Questi crackers sono buonissimi e perfetti! Potrei scommettere che piaceranno anche ai più piccoli 😉

 

Crackers di avena e semi misti

(per 40/50 crackers)

150 g di farina integrale

170 g di farina tipo 1

100 g di fiocchi di avena

50 g di semi di zucca

50 g di semi di girasole

50 g di semi di papavero

50 g di semi di sesamo

1 cucchiaino abbondante di sale

1/2 cucchiaino di curcuma

1/2 cucchiaino di timo

220 g di acqua leggermente tiepida

100 g di olio extravergine di oliva

 

In una ciotola capiente inserite tutti gli ingredienti secchi, mescolandoli bene fra loro.

Unite dunque l’acqua e l’olio; mescolate per ottenere un impasto compatto ed omogeneo, suddividetelo in quattro parti. Mettete ogni parte su un foglio di carta da forno, coprite con un altro foglio e con l’aiuto di un mattarello spianate in modo più sottile possibile; dunque togliete il foglio sopra e con una rotella tagliate i vostri crackers della grandezza che preferite, non occorre che li distanziate!

Infornate a forno caldo e ventilato a 180° per 25/30  minuti, dovranno uscire croccanti e dorati ma non troppo coloriti.

Coservate in un barattolo di vetro con chiusura ermetica o in un sacchetto per alimenti al riparo dal calore e umidità. Se ben conservati si mantengono croccanti per 15 giorni.

 

PRIMI PIATTI

Meccheroni al sugo di anatra

La stima, la simpatia e l’affetto verso una persona è qualcosa di chimico e/o empatico per me. Non ho mai scelto le persone di cui contornarmi in base a nessuna caratteristica materiale o per convenienza, mi sono sempre affidata  all’impatto iniziale  e l’istinto, questo in ogni genere di rapporto, anche con i colleghi. Ho sempre lavorato in ambienti molto grandi, per cui sono sempre stata contornata da tanta fauna umana. Chiaramente come in ogni collettività, sono pochi quelli davvero affini a noi, quelli  a cui ci affezioniamo e con cui ci rapportiamo quotidianamente con piacere di condivisione.

Una di queste persone è Andrea, un mio collega che mi è  entrato in simpatia appena conosciuto  per i suoi modi garbati, la sua ironia e il suo sorriso a portata di mano anche di prima mattina. Una persona positiva, quelle che più apprezzo! Quelle che quando le incontri nel corridoio non sei costretta a trovare due parole in croce di convenevoli per poi dileguarti, quelle con cui ti fermi  volentieri a far due chiacchiere e che ti fa piacere incrociare nella tua quotidianità. Cosa c’entra questo preambolo con la ricetta? Beh… è stato lui a regalarmi quest’anatra da cucinare ed io gli ho fatto parte di questo ragù!

Oggi una ricetta della tradizione. Il sugo di anatra (meglio di anatra “muta”) è un ragù tipico pistoiese, tipico delle celebrazioni jacopee del mese di luglio,  ma si adatta bene ai periodi invernali data la succolenza ;-). Questa è la mia ricetta collaudata, a casa mia ne vanno pazzi! 🙂

Meccheroni al sugo di anatra

(sugo per circa 800g/ 1 kg di maccheroni freschi)

maccheroni freschi (meglio se fatti in casa)

1 anatra ruspante di 2,5 kg

300 g di macinato di vitello (magro)

500 g di passata di pomodoro

1 cipolla di Tropea grande

1 spicchio di aglio

2 carote

1 costa di sedano

2 rametti di prezzemolo

1 bicchiere di vino rosso

1 lt di brodo vegetale

rosmarino

alloro

qualche bacca di ginepro

una punta di peperoncino

olio extravergine

sale

pepe

 

Suddividete l’anatra (pulita, spennata e privata delle interiora) in parti abbastanza grosse e privata perlopiù della pelle (altrimenti fatevela preparare dal vostro macellaio di fiducia). In un tegame capiente mettete i pezzi di anatra, fate buttar fuori un po’ di acqua che poi butterete (a mio avviso questo passaggio serve per eliminare del tutto il sapore di grasso, quindi mettete da parte. Lavate il tegame e  (meglio di alluminio) fate rosolare in poco olio un trito fatto con il sedano, carote, cipolla e prezzemolo, fatelo rosolare assieme al peperoncino e lo spicchio di aglio vestito.

Dopo qualche minuto mettete l’anatra in pezzi, fatela rosolare, dopo qualche minuto aggiungete il macinato quindi irrorate con un bicchiere di vino rosso e alzate la fiamma per far evaporare Aggiungere sale e pepe quanto basta, versatevi la passata di pomodoro; un rametto di rosmarino, qualche bbacca di ginepro e due foglie di alloro e il brodo vegetale. Coprite e lasciate cuocere a fiamma bassa un paio di ore, quindi alzate leggermente la fiamma e mettete un mestolo di legno fra coperchio e il tegame per altri 40 minuti/ un’ora. Controllate comunque di tanto in tanto la cottura, se dovesse asciugarsi troppo aggiungete acqua calda.

A fine cottura l’anatra deve risultare morbida, il sugo ben tirato, aggiustate eventualmente sale e pepe ed aggiungete del buon olio extravergine a crudo (p.s. una volta raffreddato potete congelare il sugo pronto in pratiche porzioni da usare all’occorrenza).

Cuocete i vostri maccheroni in abbondante acqua salata e conditeli con il sugo di anatra.

EVENTI

“IL TERRITORIO IN UN BOCCONE” a METRO Academy a Firenze

Sono sempre molto lieta di partecipare agli eventi promossi da METRO perché  si tratta davvero  di una bellissima realtà che affianca con grandissima professionalità i ristoratori,  inoltre organizza interessanti eventi formativi con chef di alto livello divenendo un luogo di diffusione della cultura gastronomica italiana.

L’ evento “Il Territorio in un boccone”, a cui ho avuto il piacere di partecipare assieme ad altre amiche food blogger , valorizza le eccellenze gastronomiche locali dando molto risalto al territorio, e questo davvero mi piace moltissimo! Così abbiamo trascorso una bellissima serata con lo strepitoso chef Daniele Caldarulo che ci ha proposto ed insegnato un menù eccezionale ed ha messo ai fornelli noi food blogger nell’accogliente cucina di METRO Academy a Firenze regno dello chef Riccardo Mini  che ogni giorno regala le sue idee e ricette creative ai ristoratori fiorenti.

Lo chef Caldarulo in qualità di ambasciatore di METRO, che da sempre è impegnata nella lotta agli sprechi alimentari, fornisce preziosi consigli pratici sull’antispreco in cucina che trovo sia fondamentale a livello etico, ecologico ed economico!

La serata è dunque trascorsa allacciandosi i grembiuli e cimentandosi,  suddivise in tre squadre sotto la supervisione dello chef, in tre ricette, una più buona dell’altra! Abbiamo così dato vita ad un menù delizioso per il palato e visivamente molto affascinante:

TORTINO DI PANE TOSCANO CON FONDUTA DI PECORINO TOSCANO

BACCALA’ ALLA LIVORNESE (versione chef Caldarulo)

IL CASTAGNACCIO dessert rivisitato dallo chef

Io mi sono cimentata nella preparazione del baccalà, un pesce che mi piace moltissimo, insieme alla mia compagna di squadra Michela. Lo chef mi ha davvero fatto un regalo insegnandomi questa ricetta meravigliosa che non vedo l’ora di replicare e far assaggiare a familiari e amici, un secondo piatto divino!

Devo dire che tutte e tre le preparazioni erano davvero buonissime e di grande effetto, anche perché METRO garantisce dei prodotti davvero di grande qualità che certo aiutano un’eccellente riuscita del piatto finale, ed in tal modo quindi garantisce i ristoratori di farsi a loro volta portavoce della cultura enogastronomica italiana. Un menù eccellente si presenta da solo e che meraviglia quando rappresenta il territorio 😉

Cucinare mi rende felice e poterlo fare in queste preziose occasioni di grande valore formativo, assieme ad uno chef davvero competente che  insegna piatti che sono vere opere d’arte, il tutto condito da sinergia  e tanti sorrisi …beh, cosa chiedere di più? Che siano occasioni da ripetere!

Grazie a tutti coloro che hanno condiviso con me questa bella esperienza, alla prossima! 🙂

DOLCI

Torta di ricotta, fichi caramellati e rosmarino

Momenti.
Quante volte programmiamo tutto: anni, mesi, le giornate e poi puff! Un momento e tutto si scompone, i dadi volano in aria e chi sa che numero uscirà.
Chi se ne cura del momento? Tanto passa veloce, è solo un momento, un pugno di secondi, niente di che.
Invece niente di più sbagliato.
Se ci fermassimo a pensare, sono i momenti  le cose più importanti che abbiamo!
Le nostre felicità più grandi sono fatte di momenti indelebili, così come i dolori. Tutta la nostra vita gira intorno a momenti, non a mesi o giornate…perché tutto è legato all’istante in cui lo viviamo e che possiamo afferrare con forza ma non rimane nella nostra mano ma nei nostri ricordi.

E che dire dei momenti che decidiamo di rubare per dedicarli a noi? Qui si parla principalmente di quelli legati al palato… perché i break culinari sono momenti speciali! ;-)… la ricetta che vi propongo in questo post è una torta delicata e libidinosa, quelle che fanno far pace coi sensi, conoscete Babbi? Un’azienda che ha dei prodotti di qualità veramente golosi, come i fichi caramellati che sono davvero una prelibatezza!

 

Torta di ricotta, fichi caramellati e rosmarino

(per uno stampo diametro 20 cm)

per la base di frolla

250 g di farina tipo 1

110 g di zucchero di canna chiaro 

80 g di burro morbido

30 g di olio di semi

1 uovo grande

semi di mezza bacca di vaniglia

per la crema di ricotta

250 g di ricotta vaccina fresca

50 g di zucchero a velo

1 cucchiaino di whisky

1 albume

per il topping

fichi caramellati

aghi di rosmarino

 

Iniziate preparando la frolla. Mescolate bene tutti gli ingredienti a mano formando una palla ben omogenea. Fate riposare in frigo almeno un’ora.

Mettete la ricotta in un colino una mezz’ora e poi strizzarla bene. Mescolate bene assieme allo zucchero a velo e il whisky in modo che risulti ben cremosa e senza grumi.

Stendete l’impasto con l’ausilio di un matterello, disponete in uno stampo precedentemente imburrato e infarinato (oppure usate lo staccante), disponete sopra la crema di ricotta, quindi guarnite con i fichi caramellati e  qualche ago di rosmarino.

Infornate a 170 ° ventilato per circa 30 minuti. 

 

n.b. si conserva per 24 ore a temperatura ambiente, poi in frigorifero avvolta da pellicola per altri 2 giorni.  Per una versione più light si può preparare anche con in fichi freschi tagliati a rondelle, ma con i fichi caramellati è davvero super!

 

 

Senza categoria

Ristorante Thai Firenze, un vero salto nell’autentica cucina thailandese

Tutti voi conoscete la mia irrefrenabile passione per i viaggi, uno dei più belli è sicuramente quello fatto in Thailandia, se ricordate ne ho scritto proprio qui; è certo che ogni viaggio sia un’esperienza unica anche per quanto riguarda la scoperta delle tradizioni culianarie del luogo che si sta visitando. A tal proposito a Firenze ho finalmente trovato un autentico angolo del Regno del Siam, un  ristorante thailandese vicino al centro città.

Il ristorante THAI Firenze si trova in ia Giandomenico Romagnosi, 7R e si  tratta di un’ambiente semplice arredato in stile  thai, luogo informale e davvero molto carino, ho apprezzato molto lo stile essenziale e l’accoglienza che si respira…

Ho avuto occasione di testare le specialità proposte da questo ristorante assieme alla mia amata amica   blogger thailandese Vaty ed è stato davvero un tuffo in quei luoghi che inseme abbiamo visitato, davvero ho potuto trovare una cucina autentica, devo dire la migliore mai testata in Italia! Tripudio di colori, profumi e sapori…

I colori delle pietanze e quell’odore inconfondibile di terre lontane è inebriante, ho apprezzato gli involtini freschi, lo sticky rice, la zuppa di pesce e latte di cocco, il famoso pad thai e che dire delle uova fritte in salsa di tamarindo? Divine!

Il gestore Lorenzo Comi ha incontrato la bella cuoca thailandese Panjaree Boonchuay,  e ne è nato un sodalizio lavorativo vincente! Lei è davvero una fantastica cuoca che propone le sue ricette di famiglia, in ogni piatto si sente il cuore di qualcosa di tramandato, si sente la passione per ciò che propone, davvero un tuffo nei sapori più veraci che profumano di spezie, latte di cocco e coriandolo… ed io adoro quei sapori! 

Dovete assolutamente provare questo ristorante aperto ogni sera per cena, lo trovate a questo indirizzo:

THAI

Via Romagnosi, 1r (Piazza Giorgini)

Firenze

tel. 334 9872680

Io già non vedo l’ora di tornarci! 😉

PRIMI PIATTI

Fusilli con baccalà e limone

Adoro camminare, ad ogni ora e stagione…passi, pensieri e musica nelle orecchie. Ogni giorno percorro vari  km a piedi andando e tornando a piedi dall’ufficio e nelle mie passeggiate serali, direi che può essere a tutti gli effetti considerato il mio sport, sicuramente il mio preferito insieme al sorridere. 
D’estate certo fa caldo e anche se a me il caldo piace certo si fa sentire, la sensazione di appiccicaticcio e testa che gira che neanche fossi sulle giostre si fa sentire!  
Preferisco verdure, cibi leggeri ma ogni tanto mi occorrono i sani e buoni carboidrati, un bel piatto di pasta  con condimento non troppo pesante e mi sento appagata, non cerco condimenti poco calorosi per linea (fortunatamente non ne ho proprio necessità!) ma per salute e perché, sarà l’età che avanza, ma il mio stomaco sembra si sia trasformato in cristallo delicato.
Dunque le parole d’ordine diventano gusto e leggerezza. Un po’ come apprezzo anche le persone, preferisco sempre quelle genuine, semplici ma con contenuti 😉

Questa ricetta è esattamente così, se come me amate il baccalà, sono straconvinta che se la proverete ve ne innamorerete!!!

 

 

Fusilli con baccalà e limone

(per 4 pp.)

  • 500g  di baccalà (dissalato, ammollato)
  • 320g  di tagliatelle di semola di grano duro (non all’uovo)
  • 350 g di pomodori datterini
  • 1 spicchio di aglio fresco
  • olio extravergine di oliva q.b.
  • prezzemolo q.b.
  • 1 piccolo limone bio (non trattato)
  • peperoncino
  • pepe nero
  • sale (da valutare!)

Pulite il baccalà precedentemente ammollato, cercate di togliergli la pelle (se non riuscite passatelo un paio di minuti in padella con un cucchiaio di acqua adagiato dalla parte della pelle, quindi toglietela); quindi tagliatelo a tocchetti di cm 2×2 circa.

Tagliate i pomodorini eliminando eventualmente i semi e tenete da parte; grattugiate grossolanamente la scorza di mezzo limone e tenete da parte.

In una padella ampia mettete l’aglio vestito e schiacciato, poco olio extravergine di oliva, una punta di peperoncino e il prezzemolo sminuzzato grossolanamente. Far soffriggere un minuto.

Aggiungete i pomodori e un cucchiaio di acqua calda , alzate la fiamma e fate andare un minuto. Adesso aggiungete il baccalà a pezzi e la scorza di limone, coprite abbassate la fiamma e fate cuocere 5 minuti. Quindi scoperchiate e rialzate un pò la fiamma continuando a cuocere qualche minuto.

Aggiustate eventualmente il sale, spegnete, mettete del pepe nero macinato fresco e un  giro di olio extravergine.

Lezzate le tagliatelle al dente in abbondante acqua salata. Scolate e saltate un minuto nella padella con il baccalà.

Potete servire ed impiattare con una fetta di limone.

 

 

 

 

ANTIPASTI/ SECONDI PIATTI

Cheesecake salata senza cottura

Quando siete felici, fateci caso!

Amo questa frase, credo sia il fulcro di tutto. La felicità è effimera si sa, è fatta di attimi… di sensazioni.
È fatta di parole che accarezzano, sguardi che ci vogliono bene nella pazza frenesia di sguardi quotidiani che ci investono. Talvolta non ne prendiamo coscienza… anche in giorni di difficoltà possono esserci attimi di felicità che andranno persi se non riusciamo a trattenerli. Occorre anche il coraggio di viverla la felicità, il coraggio di andarle incontro senza scuse, la felicità spetta a tutti, è diritto di tutti, non è mai cosa rubata e non dovuta, la vita è così breve per spenderla senza gioia!
Ogni cammino è singolo, ma è chi incontriamo nel nostro che fa la differenza! La vita è una cosa seria, le persone che la prendono seriamente le riconosci subito: SORRIDONO! 😉

Oggi una ricetta facile, golosa e di sicuro successo. Una torta salata, una  cheesecake senza cottura buonissima !!!


Cheesecake salata senza cottura

(dosi per uno stampo a cerniera da 18 cm)

per la base

  • 100 g di taralli 
  • 100 g di crackers
  • 100 g di burro fuso

per lo strato al formaggio

  • 350 g di formaggio fresco spalmabile
  • 200 g di ricotta compatta
  • 1 cucchiaio di pesto

per il topping

  • 6 pomodori oblunghi
  • basilico
  • semi di zucca
  • origano
  • olio extravergine di oliva
  • sale
  • pepe

Iniziate  polverizzando i taralli ed i crackers con il mixer,  mescolarli bene con il burro fuso e distribuiteli in uno stampo a cerniera sopra un disco di carta da forno, compattate bene e mettete in frigo a riposare un’ora.

Adesso mescolate il formaggio cremoso e la ricotta ben sgocciolata, unite il cucchiaio di pesto. Quando la base  sarà solida toglietela dal frigo e versatevi sopra la crema, livellate bene.

A parte sminuzzate i pomodori, sgoggiolateli, conditeli con olio extravergine, sale, pepe, origano, basilico sminuzzato e semi di zucca; quindi disponete i pomodori sulla base al formaggio e riponete nuovamente in frigorifero.

Fate riposare un’ora prima di servirla.

DOLCI

Muffin morbidissimi con mirtilli

L’estate addosso
Come un vestito rosso
La musica che soffia via da un bar
Cuccurucu paloma
L’amore di una sera
Gli amici di una vita
La maglia dei mondiali scolorita
Prima che il vento si porti via tutto
E che Settembre
Ci porti una strana felicità
Pensando ai cieli infuocati
Ai brevi amori finiti
Respira questa libertà
L’estate e la libertà
L’estate addosso
Un anno è già passato
Vietato non innamorarsi ancora
Saluti dallo spazio
Le fragole maturano anche qua
Respira questa libertà
L’estate e la libertà
 
Reduce da pochi giorni dal mio decimo (sì, avete capito bene) concerto di Jovanotti. Uno strabiliante JOVA BEACH PARTY sulla spiaggia del Muraglione a Viareggio. Oltre 40.000 persone piene di vita, gioia, colori e musica che dal pomeriggio a mezzanotte hanno ballato sulla spiaggia in modo allegro e civile (in barda alle varie polemiche).
E poi è stato un gradito giorno in spiaggia ! Sono state poche le occasioni che ho avuto quest’anno per andare al mare, non mi lamento perché siamo stati altrove, tuttavia un po’ le onde mi mancano, soprattutto godermele al tramonto…
In famiglia però sono più amanti del trekking e della montagna così spesso mi adeguo ai loro gusti e opto per le domeniche nel verde e fra i boschi (che comunque non disdegno affatto!).
In una delle ultime camminate al Lago Scaffaiolo abbiamo fatto una scorpacciata di mirtilli selvatici, buonissimi!!!
E poiché è stagione, vi lascio questa ricetta  che è davvero perfetta! Sono dei muffin buonissimi e “morbidosi” come quelli americani! Provateli e riscuoterete successo 😉
 
 

Muffin morbidissimi con mirtilli

(per 8 muffin grandi)

240 g di farina tipo 0

180 g di latte scremato

150 g di zucchero di canna

60 g di burro fuso

65 g di olio di semi di riso

2 uova intere

scorza di limone grattugiata

1 cucchiaino colmo di bicarbonato di sodio

130 g di mirtilli freschi

 

Munirsi di due ciotole.

In una ciotola amalgamare bene assieme tutti gli ingredienti secchi: farina, zucchero e bicarbonato.

Nell’altra sbattere le uova con lo zucchero, aggiungere il burro fuso, la scorza di limone grattugiata, il latte, l’olio e mescolare molto bene.

Inserire quindi tutti i liquidi negli ingredienti secchi non lavorando troppo l’impasto (ovvero se rimane qualche piccolo grumo va bene!).

Infine aggiungere i mirtilli freschi.

Infornare a forno caldo e ventilato a 180° per 20/25 minuti, fate la prova stecchino!

 

PRIMI PIATTI

Tagliatelle scampi e scorfano

Oggi sarebbero stati 88. Il 28 luglio, il tuo giorno, in mezzo ai “sol leoni” come dicevi…E immagino la tua chiassosa risata di fronte a una bella torta! Invece sono troppi anni che non sento quella risata  coinvolgente e che non rispondo alle telefonate per accertarti che tutti stessimo bene. Perché tu anteponevi sempre gli altri a te stessa, ti preoccupavi tanto e amavi la compagnia delle persone a te care… ricordo le telefonate di mezz’ora in cui mi raccontavo, il tuo affetto presente e la tua allegria a volte intervallata dalla commozione. Non c’è giorno che non rivolga un pensiero a te … perché chi se ne va non sappiamo mai dove vada…ma sappiamo dove resta <3.

Quando venivi a trovarci dicevi “preparami una bella pasta con pesce!” ed io cercavo sempre di accontentarti perché era un piacere vederti soddisfatta e fiera di ciò che ti preparavo! Questo primo piatto è dedicato assolutamente a te, so che ti sarebbe piaciuto tantissimo e che lo avresti divorato fra chiacchiere e sorrisi. Buon Compleanno nonna!

Approfitto di questo mio post per segnalarvi l’ intervista rilasciata per un portale di viaggi che, come sapete, è  un’altra mia grande passione … ecco come mi sono raccontata a Rolling Pandas  (fra l’altro si tratta di un sito molto carino da esplorare 😉  )

Adesso la ricetta, vi assicuro che vi farà fare una bella figura anche se avete ospiti ed è pure di facile esecuzione! Buona domenica 😉

Tagliatelle scampi e scorfano

(per 4 pp.)

350 g di tagliatelle (non all’uovo)

12 scampi freschi

300 g di filetti di scorfano

10 pomodori datterini

uno spicchio di aglio

timo fresco

prezzemolo fresco

1/2 bicchiere di vino bianco

1/2 cucchiano di curry 

una punta di peperoncino

pepe nero macinato fresco

olio extravergine 

sale

 

Pulite bene gli scampi, la parte commestibile degli scampi è la coda. Per sgusciarla, dovete staccare prima la parte della testa, praticando una leggera torsione e staccate il carapace (ovvero la testa) dalla coda.
Le teste vi serviranno comunque per insaporire non buttatele. Procedete incidendo il dorso ed eliminando il filamento intestinale nero che corre lungo il dorso, i vostri scampi saranno pronti per la cottura.

Lavate i filetti di scorfano e tagliateli a pezzetti.

In una padella capiente mettete l’aglio vestito, olio, il peperoncino, il curry, il prezzemolo tritato e il timo e lasciate insaporire un minuto a fuoco basso. Aggiungete le teste e sfumate con il vino bianco alzando la fiamma. Una volta sfumato aggiungete i pomodorini tagliati a pezzi ed i pezzetti di scorfano, girare ed insaporire bene qualche minuto. Aggiustate il sale.

Infine mettere le code di scampi e proseguire la cottura 3 minuti coperto e poi un minuto scoperto.

Lessare al dente le tagliatelle in acqua salata, una volta cotte, saltarle in padella aggiungendo un mestolo di acqua di cottura e un giro di olio. Una volta pronta impiattare e spolverare con pepe nero.

DOLCI

TORTA DI RISO DI NONNA GIULIA……..la mia torta del cuore

 
Questa è una torta che amo moltissimo …tutto parte da “La Torta di Riso”, i miei più cari ricordi di infanzia sono legati a questo dolce semplice e genuino.
Si tratta di una torta deliziosa con un profumo avvolgente, che sa molto di “casa”, nel mio caso sa di coccole della mia cara nonna.
 
Mia nonna Giulia, la mia seconda mamma! Lei era quella allegra, quella che rideva in modo travolgente, quella che in bagno aveva la biancheria che profumava di naftalina, quella che metteva saponette profumate ovunque, quella che amava le rose e la fisarmonica, quella che si preoccupava sempre più dei suoi cari che di sé stessa, quella che mi ha passato l’ amore per il cibo, per le chiacchiere in cucina, quella che profumava sempre di farina e pasta fatta in casa…ma soprattutto quella che mi ha insegnato che la frase d’amore più bella è “hai mangiato?”…
 
Questa torta come ho detto appartiene ai miei ricordi più lontani e  da me è sempre stata amata. Mamma mi racconta che quando ero “piccina” (come si dice in Toscana) entravo spavalda nel salotto della nonna a scovare il vassoio da me tanto ambito, “Nonna hai fatta la TOTTA?”……questo dolce semplice fa parte davvero del mio dna!
 
La tradizione racconta che fosse la “torta degli sposi” di Fossato, un paesello arrampicato sulle montagne fra Pistoia e Prato, paese di origine della mia famiglia materna.
Questa veniva preparata  sempre in occasione delle nozze e si narra venisse guarnita  con del prezzemolo fresco sopra! Beh, in casa mia non l’ho mai visto mettere :-D, mi pare un accostamento bizzarro 😛
(credo sia un racconto che merita di esser tramandato, per questo lo racconto per #vetrinatoscana #trastullitoscani)
 
 Devo a questa torta anche la nascita del mio blog e ne ho parlato anni fa su un blog che mi piace molto e che seguo: “Anice e Cannella”, prima che io mi inventassi foodblogger  e Paoletta (un mito!!!..) pubblicò questa mia ricetta!  

TORTA DI RISO
 
280 gr di riso (circa una tazza colma)
1 lt. di latte fresco
200 gr di zucchero
5 uova grandi (oppure 6 medie)
1 bicchierino da caffé di liquore Anice
 
Mettete sul fuoco una pentola con abbondante acqua, quando raggiunge il bollore buttate tutto il riso e fate cuocere 5/6 minuti, quindi scolatelo e mettete a questo punto nella pentola il latte, aggiungete il riso scolato e portate a bollore.
 
Lasciate bollire qualche minuto (il riso non deve ritirate tutto il latte!) quindi togliete dal fuoco, versate il latte con il riso in una ciotola bella capiente, aggiungete lo zucchero ed il liquore e fate raffreddare mescolando di tanto in tanto.
 
Imburrate ed infarinate bene uno stampo, va bene anche  in alluminio (per la versione glutine free infarinare con farina di riso!)
 
Una volta raffreddato il composto (solitamente io lo preparo la sera, faccio riposare tutta la notte, come faceva mia nonna!), aggiungete una ad una le uova precedentemente sbattute a parte.
 
Con l’ausilio di un ramaiolo mettete il composto nello stampo cercando li livellarlo bene e di distribuire bene il riso.
 
Infornate a forno caldo a 200° statico per circa un’ ora. In superficie si formerà uno strato ondulato dorato e marroncino che significherà che la vostra torta è pronta!
 
p.s. per toglierla dallo stampo farla un pò intiepidire ma non raffreddare!!!
 
Ricetta con cui partecipo ad un contest “Trastulli Toscani” : “con questo post partecipo a Trastulli Toscani, il contest organizzato da Vetrina Toscana, il programma di Regione e Unioncamere Toscana che promuove ristoranti e botteghe che utilizzano prodotti tipici del territorio”
TRAVEL

La magia dell’Africa: Marocco e deserto del Sahara

Da molto tempo sognavo questo viaggio, il deserto mi ha sempre attirato molto e l’Africa è un continente che ho sempre voluto respirare. Ho organizzato questo viaggio pensando di partire da Marrakech e  poi attraversare con un mezzo 4×4 tutto il sud fino ad arrivare ad Essaouira. Un viaggio di 8 giorni e quasi 1400 km, sicuramente un tour di quelli particolarmente “selvatici” come piace a me 😉

Alla scoperta di questa terra assieme a noi si sono uniti  due cari amici , la condivisione di un’avventura simile può essere vincente  soltanto se fatta con persone che concepiscono il viaggio nello stesso modo per goderne fino in fondo… e così è stato! Siamo davvero stati una bella truppa 🙂

Marrakech  non può che stupire e avvolgere fin dal primo sguardo, i suoi colori che cangiano dall’ arancio all’ambra, le sue viuzze strettissime in cui sfrecciano i motorini, l’autenticità della medina (la città vecchia), il suo affascinante Palais de Bahia, le maioliche colorate, le moschee, i giardini Majorelle, il piccolo ma curatissimo museo berbero…e il suo meraviglioso souk, fatto di colori, odori e sguardi che penetrano sotto pelle !

E cosa dire della piazza più famosa: Piazza Djemaa el Fna ? Cuore pulsante di Marrakech,  un vero e proprio teatro a cielo aperto dove si esibiscono cantastorie, donne che disegnano con l’henné, incantatori di serpenti, cartomanti,  scimmie e artisti di strada e dove potete trovare infiniti bazar per acquistare di tutto. Questa  piazza, insieme alla Medina, fa parte dei siti dichiarati patrimonio orale dell’ Umanità dall’Unesco ed è la più famosa di tutta l’Africa. Piazza Djemaa el Fna si trova all’interno delle mura della città vecchia, intorno ad essa si è sviluppata la Città vecchia di Marrakech, ed ha una forma che ricorda quella di una L, dopo il tramonto  si anima e si riempie di fumo aromatico, dei suoni della musica marocchina e l’area si trasforma in uno dei più frequentati ristoranti all’aperto del mondo con varie bancarelle, noi l’abbiamo ammirata da una delle sue terrazze panoramiche perdendoci in quell’atmosfera magica!

Altra scoperta, la speziata cucina marocchina! Tripudio di cous cous e tajine…un pasto tipico inizia con una serie di insalate calde e fredde o olive condite buonissime, seguite da un tajine. Il pane (basso) è servito in cestini ad ogni pasto. Spesso, in un pasto formale, segue un piatto di agnello o pollo, a sua volta seguito da un cous cous sormontato da carne e verdure, alla fine poi immancabile un tè alla menta dolce e bollente che conclude il pasto. I marocchini di solito mangiano con le mani e usano il pane come un utensile, la convivialità attorno al tavolo è davvero qualcosa che scalda!

Youssef, la nostra guida in terra berbera, nonché amico, ci ha fatto un regalo bellissimo invitandoci a pranzo a casa sua a Pozzo Bianco (nome italiano) nei pressi di Merzouga; siamo stati travolti dalla gentilezza, ospitalità e sorrisi della sua bella famiglia ed abbiamo gustato il miglior cous cous del nostro viaggio! 😉

Scoprire il Marocco è anche rilassarsi nei suoi numerosi riad, alcuni anche con piscina (e l’acqua rinfrescante con certe temperature è davvero una manna dal cielo!); godersi il panorama di un viaggio on the road, fra villaggi berberi, quadri naturali fantastici e strade impervie e difficili… fortuna che il nostro amico Youssef e la sua spalla Hamid, che accompagnava in 4×4 i nostri amici, sono stati fantastici e ci hanno trasmesso tutto l’amore per la loro terra … godersi questo angolo di mondo con chi ci è cresciuto è senza dubbio l’ esperienza migliore <3

Abbiamo visitato tanti villaggi e tanti castelli berberi, la stupenda la Valle del Dades, siamo saliti a 2260 mt di altezza al Passo di Tizi n’ Tichka, e poi Ouarzarzate, Ksar di Ait Ben Haddou (dove sono stati girati numerosi film: Lawrence d’Arabia, Un tè nel deserto, Il Gladiatore, ma anche il castello dove è stato girato Il Paziente Inglese) le Gole del Todra, il villaggio di Khamlia con i suoi abitanti dell’Africa nera, i palmeti della verde Valle del Draa, la vivace cittadina di Rissani… quante meraviglie!!!

Questa terra fatta di persone sorridenti, con una dignità immensa e capaci di accoglierci con il poco che hanno ma con la loro autentica ospitalità e tanto cuore, quello che a volte manca nella frenesia delle nostre realtà agiate e sviluppate. Viaggiare serve a comprendere, a tollerare, a rinnovarsi… 

E cosa poter dire del deserto??? Attraversare le dune del Sahara al tramonto a dorso di un dromedario, con un viaggio di un’ora e mezza per arrivare al nostro campo tendato, è stata una delle esperienze più belle della mia vita! Ho sognato tanto quelle dune, quella sabbia impalpabile, quel silenzio perfetto e quella notte coperta da un manto di stelle splendenti, davvero un luogo magico e suggestivo <3

Mi è sempre piaciuto il deserto. Ci si siede su una duna di sabbia. Non si vede nulla. Non si sente nulla. E tuttavia qualche cosa risplende nel silenzio” (Antoine De Saint-Exupéry)

L’ultimo giorno del nostro viaggio lo abbiamo trascorso nella bianca città di Essaouira (distante circa 170km da Marrakech in cui si incontrano le famose capre sugli alberi :-D); affacciata sull’Atlantico ci ha regalato una temperatura di 25 gradi a luglio con il suo porto con la sua aria satura di sale ed abitato da numerosi gabbiani. Questa città ci ha sorpreso con i suoi colori sgargianti, il suo stile hippy, le stoffe colorate esposte nei bazar della Medina, che è dal 2001 Patrimonio dell’Unesco. Essaouira è completamente diversa da Marrakech, contrariamente nella sua  medina  è quasi impossibile perdersi. Le strade sono ampie, sono quasi tutte ben  indicate con il nome e ci sono punti di riferimento facilmente riconoscibili, si gira molto bene.

Ogni volta al ritorno da un viaggio mi sento grata e arricchita e vedo cambiati i miei ragazzi, cresciuti, diversi e più consapevoli. Toccare con mano, vedere con i propri occhi e vivere le emozioni di un altro pezzo di mondo sono cose per me irrinunciabili, anche quando il viaggio è impegnativo!

Questa terra mi ha emozionato tanto e regalato momenti magici che custodirò nel cuore gelosamente ma che ho voluto in parte condividere con voi attraverso queste righe per promuovere questo bellissimo Paese.

Sono stati 8 giorni intensi, un viaggio “molto viaggio” in cui ho scelto di stare davvero scollegata da tutto: telefonate annullate, pochissimi e selezionati messaggi, nessun telegiornale, nessun contatto social…mi sono solo goduta il viaggio e dedicata alla mia famiglia.

Bisogna fermarsi per conoscersi, per essere sé stessi” (Tiziano Terzani)

Informazioni pratiche:

  • il Marocco è un Paese stabile e tranquillo, si gira bene ma le distanze sono notevoli specialmente nel sud e le strade spesso sono belle toste, ragion per cui mi sono affidata ad Elisabetta e Youssef di Tour in Sahara che hanno saputo rendere speciale il tour che avevo in mente! Passione e professionalità, thanks!
  • si trova un po’ ovunque una buona connessione wi-fi per cui ho contattato i familiari con WA e via internet. Se intendete telefonare vi consiglio di acquistare in loco una tessera telefonica marocchina, i costi altrimenti potrebbero essere elevati
  • la moneta è il dirham, conviene cambiare direttamente in loco agli sportelli di cambio o prelevare dagli sportelli bancari (il cambio ad oggi è circa 1€ = 10,46 dirham). Spesso accettano anche gli euro, vi consiglio di portar con voi vari pezzi spiccioli da 1 euro che vi serviranno per la mancia.
  • se viaggiate con un drone sappiate che dovrete dichiararlo in aeroporto. Per quanto riguarda le fotografie chiedete sempre il permesso prima di scattare poiché la maggioranza delle persone non ha piacere di essere fotografata.
  • siete in un Paese musulmano seppur aperto ai turisti, cercate di essere rispettosi dei loro usi e costumi e, specialmente per le donne, copritevi adeguatamente!
  • la cucina è ottima ma speziata, vi consiglio di mangiare solo cibi ben cotti e bere solo acqua imbottigliata (usata anche per lavarsi i denti, siamo in Africa e l’acqua potabile è un lusso!) per non incappare in batteri ed infezioni poco simpatiche poiché la nostra flora batterica non è abituata…
  • non fatevi mai mancare l’acqua! Fate rifornimento, nel deserto non si improvvisa!!!  E se andate nel periodo estivo integratela con dei sali e minerali che vi aiutino a tenere il passo con le alte temperature! Potete affrontare questo viaggio anche nel periodo estivo, considerate che nel deserto c’erano 48 gradi, però era un caldo secco e ventilato, senza umidità… ed al mattino ed alla sera si stava bene.
  • portatevi dietro ogni medicinale possa esservi utile e considerate che spesso un medico o un ospedale distano ore di strada … non rischiate! Vi consiglio inoltre di stipulare  una polizza sanitaria prima di partire; in caso di emergenza gli standard sanitari non sono certo come i nostri e in caso di necessità avrete una copertura adeguata.

Non esitate a visitare il Marocco, come diceva giornalmente il nostro amico Hamid: “Bella Italia ma anche Marocco Magico! Salam !!!”