DOLCI

Cheesecake allo yogurt e frutti di bosco (senza cottura!)

Questa è la torta perfetta per queste temperature torride, una cheesecake allo yogurt e frutti di bosco  senza cottura in forno sarà il vostro dessert preferito! Ne sono assolutamente certa ;-), potrebbe essere anche una fantastica torta di compleanno all’ occorrenza ed è pure di facile esecuzione, vi ho invogliato?

In questi giorni le mie rotelle sono in fermento continuo… altro che ferie! Spesso però più si pensa e più le soluzioni appaiono lontane e confuse, capita anche a voi? Fra le (poche) qualità che ritengo di avere una è senza dubbio la “determinazione” quasi illegale. Una volta che davvero mi prefiggo un obiettivo non mollo finché non l’ho raggiunto. Non tollero le cose a metà, anche un libro che non mi appassiona non riesco a non finirlo, devo arrivare sempre alla meta altrimenti non mi sento appagata. Non so bene se questo è frutto di come sono ferrea e severa con me  stessa o semplicemente per diffidenza, perché credo che le cose possano cambiare in ogni momento e fino alla fine! Chissà… siamo tutti così talmente complicati! Comunque a volte occorre -per sopravvivenza- mandare in vacanza il cervello. Concedersi un default. Concedersi di non pensare, anche guardandosi i piedi e ascoltando il proprio respiro, senza pensare a nient’ altro! Per me è un compito difficilissimo, davvero. Eppure questa sarebbe la mia vera vacanza di quest’ anno…questa la più lussuosa. 

Intanto mi concedo di perdermi nel piacere di una fetta di questa meraviglia, sia mai mi scordi momentaneamente di tutto e mi immerga in uno stato paradisiaco assoluto! … eccovi la ricetta e BUON AGOSTO !!! 😉

Cheesecake allo yogurt e frutti di bosco (senza cottura!)

(per un anello da 18 cm)

per la base:

200 g di biscotti secchi integrali

100 g  di burro 

1 cucchiaino di rum (facoltativo)

per la crema di yogurt:

250 g di yogurt bianco naturale

125 g di yogurt alla vaniglia

250 g di panna fresca

100 ml di latte

50 g di zucchero a velo

1 cucchiaio di agar agar 

per decorare:

2 cucchiai di marmellata di more di rovo 

frutti di bosco misti

granella di nocciole

qualche fogliolina di menta e maggiorana

 

Preparazione:

Iniziate mettendo sul fondo di un piatto pari da portata un foglio di carta da forno, appoggiate sopra un anello di acciaio di 18 cm di diametro.  Sciogliete quindi  il burro al microonde oppure in un pentolino e fatelo intiepidire, tenendolo da parte. Intanto versate nel mixer i biscotti secchi  e tritateli bene. Togliete lo yogurt, il latte e la panna dal frigorifero.

Trasferite i biscotti sminuzzati in una ciotola, aggiungete  il burro fuso intiepidito e mescolate con una spatola per ottenere un composto pastoso, a questo punto  trasferitelo all’ interno del cerchio di acciaio,  pressatelo bene sul fondo con il dorso di un cucchiaio per realizzare la base. Fate attenzione che aderisca bene all’ anello di acciaio. Ponete quindi  la base in frigorifero e lasciatela rassodare (per almeno 30 minuti)

In un pentolino mettete sia il latte che la panna, aggiungete l’ agar agar e lo zucchero. Mescolate con la frusta e portate a bollore. Dovrà bollire per un paio di minuti dolcemente, quindi versate tutto in una ciotola di acciaio e lasciate intiepidire una mezz’ora.

Trascorso questo tempo aggiungete lo yogurt mescolando bene. Togliete la base dal frigo che apparirà ben compatta. Versate sopra dolcemente il composto di panna e yogurt. Riponete nuovamente in frigorifero per almeno 6 ore. 

A questo punto togliete dolcemente l’anello e guarnite a piacere con marmellata, frutti di bosco e granella di nocciole, potete usare per abbellire anche foglioline di menta e maggiorana. 

Si conserva in frigorifero per 3 giorni (se ci arriva! 😉 ).

TRAVEL

di relax e di verde… a Ponte di Legno!

Non conoscevo affatto Ponte di Legno, non conoscevo le bellissime montagne della provincia bresciana,  questa località situata all’estremità settentrionale della Valle Camonica a 1258 metri di altezza,  è da oltre un secolo una rinomata e ridente meta turistica alpina.

Ho soggiornato qualche giorno con la mia famiglia in questa bellissima località presso  una carissima amica e compagna di viaggio, la deliziosa blogger Vaty , ammetto che la compagnia è stata perfetta per apprezzare al meglio questo angolo delle nostre montagne,  infatti ogni volta che trascorriamo tempo insieme posso davvero archiviarlo come tempo di qualità, di condivisione, di sorrisi, di chiacchiere sincere e di affetto… ed è proprio in vacanza che si vede la vera sintonia, no? <3

Tornando a Ponte di Legno, ho scoperto questo luogo che mi ha rapito, vale la pena recarsi qui anche soltanto per godere degli splendidi panorami: dal paese si può infatti ammirare per intero il gruppo del Castellaccio, costituito dall’omonimo monte, che, con le giornate soleggiate, offre un vero spettacolo. 

A Ponte di Legno la vacanza estiva è all’ insegna del pieno relax, del verde rigoglioso, del tempo lento e delle attività all’aria aperta! si possono effettuare escursioni, arrampicate, semplici passeggiate o percorsi fotografici, oppure ancora percorrere i numerosi sentieri in bicicletta. Il tutto circondati da un meraviglioso paesaggio tra montagne, boschi, prati e laghi. Noi ci siamo immersi nella bellezza del verdissimo e suggestivo lago di Valbione salendo in seggiovia e dell’attrezzatissimo  parco di Sozzine 

Questa località inoltre è ideale anche per gli amanti della mountain bike; uno dei percorsi più frequentati è la pista ciclabile dell’Alta Val Camonica che collega Ponte di Legno a Vezza d’Oglio, snodandosi lungo il fiume Oglio per 12km e passando per idilliaci boschi e paesini. La pista ha dislivello totale è di poco inferiore ai 300 metri, grazie a queste caratteristiche è accessibile alle famiglie, ed è un’ottima occasione per passare una bellissima giornata all’aperto con la famiglia.


(Sozzine park)

Se amate le vette più alte non si può non menzionare il Passo del Tonale! Nelle immediate vicinanze del paese infatti inizia la ripida salita che porta in provincia di Trento, il cui culmine è proprio il famoso Passo del Tonale, ora più che mai al centro del turismo montano di queste zone, sia estivo che invernale. 
Sia da Ponte di Legno che Passo del Tonale sono il punto di partenza per gran parte delle escursioni adatte  a tutti,  dalle famiglie con bambini alle più impegnative sulle vette del Parco Naturale Adamello-Brenta, l’offerta escursionistica è molto ampia e difficilmente si rimane delusi dai punti panoramici offerti da queste belle montagne.

Dopo una giornata a spasso per le montagne intorno al paese, un buon aperitivo è davvero un’appuntamento irrinunciabile e quale miglior location se non la stupenda piazza del centro storico?  Qui troverete diversi locali dove trascorrere il tempo con il piacevole rumore del fiume che passa giusto sotto la piazza !

Da non sottovalutare, infine, le delizie offerte dalla gastronomia locale: la polenta con i funghi, la piccata di vitello al profumo di timo, i “calsù” al burro fuso, una tipica pasta ripiena di  delizia. E per gli amanti dei dolci? L’ immancabile strudel di mele ed il dolce tipico camuno per eccellenza è la spongada, un dolce da forno a forma di zuccotto fatto con farina, burro, zucchero, lievito di birra, uova e latte… semplice e buonissimo per la colazione! (grazie a Vaty per questo scatto!)

Che ne dite? Vi ho convinto a trascorrere qualche giorno immersi in queste splendide montagne? Una vacanza che sento di consigliare davvero a tutti, rigenerante e che saprà accontentare proprio tutti, inoltre ci sono ottimi alberghi (molti dei quali con la SPA), ristoranti e servizi ottimi. Non vi resta che provare … 😉

BUONE VACANZE! 

PRIMI PIATTI

Ravioli di farro con verdure e formaggio filante

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Ebbene sì, il caldo ci avvolge, è arrivato. Essendo luglio non avrebbe potuto essere più in tempo, no? Ma mica vorrete rinunciare ad un buon primo piatto? Questi ravioli con farina di farro e ripieno di verdure di stagione sono strepitosi, fidatevi! Inoltre il tocco perfetto  è il formaggio filante delle fettine di formaggio  Bergader! Già ve ne avevo parlato nell’ altra ricetta vero? Ci ho preso gusto! Stavolta ho usato le loro fettine saporite…cremose e gustose hanno davvero rapito le mie papille!

E voi conoscete questa azienda? Offre una gamma di  ottimi formaggi bavaresi e vanta una produzione da oltre 100 anni, tutti i loro prodotti  (eccezione: Bergader Edelpilz) non contengono lattosio: il contenuto di lattosio è meno di 0,1%, e sono pure senza glutine! Sono davvero lieta di collaborare con #BergaderItalia  e di poter proporre un’altra ricetta con le ottime fettine #BergaderAlmkase , ammetto che davvero mi hanno conquistata!

Cucinare è sempre il miglior modo di dimostrare calore, ed il calore, quello del cuore, è opportuno anche con le temperature più torride, no? <3

Ravioli di farro con verdure e formaggio filante

(per circa 40 ravioli)

  • 150 g di farina di farro bio
  • 110 g di farina tipo 1
  • 120 g di semola di grano duro (+ quella per la spianatoia)
  • 1 uovo grande
  • 5 cucchiai di acqua tiepida
  • 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
  • 1/2 cucchiaino di noce moscata
  • per la farcia:
  • 2 zucchine piccole
  • 1/2 scalogno
  • 250 g di ricotta di mucca 
  • 2 cucchiai di fagioli borlotti cotti
  • 1/2 cucchiaino di paprika
  • sale
  • olio extravergine di oliva q.b.
  • per il condimento:
  • 3 fettine di formaggio  (io le saporite BergaderAlmkase)
  • 2 pomodori san marzano
  • olio extravergine di oliva q.b
  • pepe nero macinato fresco

 

Procedimento

Preparate la sfoglia: setacciate le farine e aggiungete la noce moscata, disponetele a fontana sulla spianatoia, fate un buco al centro ed inserite l’ uovo, l’acqua tiepida e l’olio. Iniziate ad impastare con una forchetta rompendo l’ uovo, quindi proseguite impastando con le mani fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo (se necessario aggiungete poca acqua tiepida); a questo punto formate una palla, avvolgetela con pellicola trasparente e lasciatela riposare in frigo per circa 30 minuti.

Adesso dedicatevi al ripieno. Sgocciolate bene la ricotta. Tagliate le zucchine e lo scalogno a cubetti piccoli , fateli ammorbidire in padella con  poco olio, bagnando di tanto in tanto  a fuoco basso per un quarto d’ora; quindi frullateli con i fagioli e la paprika aggiungendo poco olio, sale, pepe. Aggiungete adesso la ricotta e amalgamate bene.

Trascorso il tempo di riposo riprendete la pasta, stendetela sottile (a mano o con la nonna papera)  e dividetela in due parti. Sulla prima sfoglia, mettete centralmente delle palline di ripieno ben distanziate l’una dall’altra; adagiatevi sopra la seconda sfoglia ed esercitate una lieve pressione con le dita sulla pasta intorno alle palline di ripieno, quindi  ritagliate i ravioli con una rotella (o un coppapasta), quindi  sigillate molto bene i bordi con i rebbi di una forchetta e riponeteli su una tovaglia pulita spolverata di farina. Ripetete l’operazione fino ad esaurimento della pasta, rimpastando gli scampoli con le mani leggermente  inumidite ed infarinando sempre la pasta affinché non appiccichi.

Portate a bollore l’acqua in una pentola capiente, salate  e cuocete i ravioli per circa 5 minuti (dovranno salire bene a galla).

Nel frattempo tagliate a listarelle sottili le fettine di formaggio e i pomodori.

Quindi scolateli e metteteli in un ampia padella con le strisce di fattine di formaggio, le strisce di pomodoro fresco ed un giro di olio extravergine di oliva buono, infine servite con del basilico fresco ed una spolverata di pepe macinato.

ANTIPASTI/ SECONDI PIATTI

Torrette di melanzane con pinoli toscani e fettine affumicate

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“Cucinare è un atto politico!” l’ho sempre sostenuto. Le melanzane grigliate, fritte, sott’olio o al forno,  nella mia infanzia culinaria venivano fatte rigorosamente solo in agosto, periodo delle melanzane di stagione ed a me sono sempre piaciute moltissimo!!! Sono davvero una delle mie verdure preferite da sempre, saranno le mie origini paterne della punta della stivale italiano… 😉 che me le fanno amare così!

Questa ricettina, semplice ma ricca di gusto, è davvero un connubio perfetto di sapori! Ho accostato la melanzana ai miei amatissimi pinoli toscani e alle fettine Bergader! Conscete questa azienda? E’ un’azienda di ottimi formaggi bavaresi che vanta una produzione da oltre 100 anni, tutti i loro prodotti  (eccezione: Bergader Edelpilz) non contengono lattosio: il contenuto di lattosio è meno di 0,1%, e sono pure senza glutine! Sono davvero lieta di collaborare con #BergaderItalia  e di poter proporre questa ricetta con le ottime fettine #BergaderAlmkase  che davvero mi hanno conquistata!

Provate questa  ricetta, è facile e piacerà davvero a tutti, perfetta per un aperitivo, un contorno sfizioso o un secondo leggero! 😉 

Torrette di melanzane con pinoli toscani e fettine affumicate

(per 4 pp.)

2 melanzane lunghe

3 fette di formaggio affumicate Bergader

2 cucchiai di pinoli toscani 

1 costa piccola di sedano

maggiorana

olio extravergine toscano

pepe nero macinato fresco

sale

Preparazione

Iniziate tagliando in quadrati le fettine di formaggio affumicate.

Sminuzzate il sedano e conditelo con poco olio di oliva e sale.

In un padellino fate dorare i pinoli, quindi teneteli da parte.

Spuntate le melanzane e affettatele ottenendo delle fette dello spessore di 4mm circa. Far scaldare bene la piastra (meglio di ghisa) e su di essa grigliate le melanzane da entrambe i lati. Mettetele stese in un vassoio, quindi salatele e cospargetele di un filo di olio.

Assemblate quindi le vostre torrette con le melanzane ancora calde, il composto di sedano con l’ olio, le fettine di formaggio affumicate ed i pinoli, quindi chiudetele con uno stecchino da aperitivo e cospargetele di maggiorana fresca e una spolverata di pepe nero macinato fresco.

 

 

DOLCI

Rotolo senza cottura cacao e cocco

Questo è un dolce perfetto da preparare con l’ afa estiva, è un rotolo dolce senza cottura, fresco e goloso, il dessert perfetto nelle giornate estive! Piacerà a tutti davvero grandi e piccini, è pure semplice ed economico da realizzare!

In questi giorni mi sono fermata spesso a riflettere su quanto siano preziosi ed impagabili certi momenti apparentemente poveri, scontati. Buon cibo e chiacchiere con persone semplici attorno ad un tavolino, le camminate nel bosco con gli amici, la briscola delle serate estive, cantare insieme a squarciagola in auto, una birra bevuta passeggiando nella città vestita d’ estate… legami e momenti autentici, genuini. Eppure ci sono persone che sono così povere che tutto ciò che hanno è la ricchezza, quella del conto in banca, quella che non ti fa aver pensieri a strisciare la carta di credito…ma poi non ti riempie affatto la vita di attimi pieni di vita e di affetto. Spero di passare l’ insegnamento ai miei ragazzi di non correre sempre e solo dietro ai falsi diamanti, alle amicizie brillanti di locali alla moda con persone firmate ma non di marca; vorrei si salvassero dai mille commenti impersonali pieni di cuori dei social, dagli amici ganzi perchè con  millemila follower, dai mitici che hanno la barca ormeggiata nel porto più cool. Senza ipocrisia bisogna ammettere che il denaro aiuta sempre, toglie molti pensieri, ma non riempie, non basta, i momenti vanno riempiti di vita piena…e quella non si compra ma si coltiva avendo a fianco le persone piene di contenuti e sentimenti!

Dopo tutti questi miei pensieri messi per scritto derivanti dalle mie personali e deliranti riflessioni ecco che vi metto la ricetta, una ricetta che mi ero segnata della brava blogger Simona e che ho riproposto varie volte 😉

(la foto è di un po’ di tempo fa… le prime fatte con la reflex, chiedo venia 😉 )

 

Rotolo senza cottura cacao e cocco

(per 6/8 pp.)

Per la base al cioccolato:

  • 300 gr di biscotti secchi
  • 30 gr di cacao amaro in polvere
  • 30 gr di zucchero di canna
  • 30 gr di burro fuso freddo
  • 90  gr di latte parzialmente scremato (freddo)
    •  

Per la crema di ricotta e cocco:

  • 200 gr di ricotta di mucca (ben sgocciolata)
  • 70 gr di cocco grattugiato in polvere (farina di cocco)
  • 70 gr di zucchero di canna
  • 1 cucchiaino di  rum
  • un pizzico di cannella (in polvere)

Iniziate realizzando la crema di ricotta, mescolando insieme tutti gli ingredienti per la farcia. Si presenterà un composto compatto e spalmabile. Riponetelo in frigo fino all’utilizzo, sigillato con una pellicola.

Polverizzate i biscotti con l’aiuto di un mixer. Aggiungete cacao e zucchero e mescolate bene, quindi aggiungete al composto il burro fuso e il latte a poco poco. Non aggiungete tutto il latte insieme, in modo da valutare se la quantità è in meno o in più a seconda della componente grassa dei  biscotti ultizzati.

Servitevi a questo punto di un foglio piuttosto lungo di pellicola per fare il rotolo senza cottura. Adagiatevi l’impasto scuro, ricoprite la parte superiore con una pellicola e schiacciate e compattate con un matterello.

Stendete la base di cioccolato cercando di dargli la forma di un rettangolo, ad uno spessore di circa 6-7, con l’aiuto di un coltello grande definite i bordi, tagliate via gli sfridi di pasta, incollateli al centro della base e stendete di nuovo con l’aiuto del matterello, in modo che risulti una forma regolare.

Quando il rotolo è pronto, togliete via la pellicola dalla superficie e spalmatevi la crema di ricotta avendo cura di lasciare circa 1 cm dai bordi. Adesso avvolgetelo stretto, aiutandovi con la pellicola, tirandola piano affinchè non esca il ripieno.

Riponete il vostro rotolo senza cottura al cioccolato in frigo per circa 3 h. Poco prima di servirlo passatelo in freezer almeno 15 minuti.

Servitelo ben freddo, se gradite, potete accompagnare il vostro rotolo senza cottura con ciuffi di panna o del gelato al cocco.

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DOLCI

Canelés de Bordeaux

Reduce dal recente viaggio in Francia (seppur in altri luoghi) ecco che mi è venuta voglia dei tipici dolcetti di Bordeaux: i canelés! Li conoscete? Sono davvero deliziosi! Credo che meriti accendere il forno anche in estate pur di gustarli a colazione…n’est pas? 😉

Hanno una storia non casuale: Bordeaux era un importante porto, gli ingredienti  quali zucchero, vaniglia ed il rum (ingrediente fondamentale per l’ ottima lievitazione!!!) erano  provenienti dalle Colonie…le fonti storiche dicono che gli antenati dolci dei canelés facciano capolino nel XVIII secolo preparati dalle monache del convento dell’Annunziata presso la chiesa di Sant’Eulalia, così sono nati questi meravigliosi dolcetti 🙂

Quest’estate la mia produzione seriale di biscotti e dolcetti ha conosciuto un po’ di calo, vuoi per la miriade di impegni che mi rubano tempo e vuoi per le minacce continue da parte del consorte per non scaldare troppo la casa con il forno, tuttavia non riesco proprio ad esimermi del tutto dall’ usarlo, necessito di bontà fatte in casa e poco elaborate per iniziar bene la giornata! Poi adesso che consumo la mia colazione fuori, immersa nella terrazza fiorita, ancor di più! Lo so… in certi frangenti divento sentimentale, ma come ben sapete i sentimenti sono più delicati delle uova  😉

Cannelés de Bordeaux

  1. 500 ml di latte
  2. 250 g di zucchero
  3. 2 uova intere
  4. 1 tuorlo
  5. 2 cucchiai di rum
  6. 1 baccello di vaniglia (semini)
  7. 110 g di maizena
  8. 25 g di burro

Mescolate in una ciotola le uova e lo zucchero. Poi aggiungete la maizena e mescolate nuovamente.

Scaldate il latte con il burro fuso e la vaniglia. Portate dunque ad ebollizione e mescolate bene prima di spegnere il fuoco. Aggiungente questo composto intiepidito nella ciotola contenente uova, zucchero e maizena. Quando tutto è freddo aggiungete il rum (ingrediente imprescindibile)

Riponete in frigorifero e lasciate riposare per almeno 24 ore, mescolando  nel frattempo almeno un paio di volte. Riempite lo stampo da canelés a 5 mm dal bordo e infornate a forno ben caldo.

Per la cottura: 10 minuti a 230°C + 40/45  minuti a 180°C.

Attenzione: si  gonfiano molto in cottura e durante il riposo si abbassano, se la cottura non  è perfetta si afflosciano compromettendone il risultato. Si conservano per 3/4 giorni coperti da una campana di vetro.

TRAVEL

Tre giorni in Provenza e Costa azzurra

Fra le pagine di questo blog non racconto soltanto il mio amore per il cibo ma anche quello per i viaggi. Esplorare gli angoli di questo mondo per esplorare se stessi, passione con cui ho contagiato anche i miei figli che si adattano da sempre e con entusiasmo ai miei tour de force! Certo, viaggiare secondo i miei programmi non è facile, ma alla fine aver ottimizzato ogni minuto a disposizione ripaga della fatica (e comunque è risaputo che la lavanda ha  proprietà rilassanti no?  😉 )

Da molto desideravo visitare la Provenza, in particolar modo durante la fioritura della lavanda… era nella mia personale wish list da un po’! Abbiamo scelto di partire alla scoperta di questa regione anche se avevamo pochissimi giorni a disposizione, sperando di goderla comunque appieno, e così è stato! Abbiamo visitato tantissimi luoghi e ci siamo immersi nell’aria provenzale delle sue vallate punteggiate da frutteti, sterminati campi viola di lavanda in fiore, fiumi gagliardi e sorgenti gorglianti…e qua e là rovine romane, paesini arroccati, foreste cupe e profonde, borghi medievali sparsi fra le colline, un caleidoscopio di colori e tradizioni!!!

Come ho scritto, se non si spreca tempo, in un week end lungo si riesce a vedere molto , di seguito vi indico il nostro programma di viaggio:

I giorno: siamo partiti “comodi” dalla nostra Pistoia (ok, ammettiamolo, non ci siamo svegliati all’orario prefissato 🙂 ) e dopo varie soste lungo il percorso siamo arrivati nel Parc du Verdon, abbiamo pranzato vista lago al Lac de Ste.-Croix così abbiamo potuto visitare quel borgo davvero carino insediato a bordo di  acque verdissime, ci siamo davvero rigenerati! Siamo dunque ripartiti alla volta di Valensole … ecco, un sogno!!! Ci hanno accolto i rigogliosi campi di girasoli e lavanda, esattamente quelli immortalati nelle cartoline! Siamo scesi e ci siamo immersi nel viola, nei profumi ed abbiamo fatto innumerevoli foto! (p.s. se avete timore delle api, ecco, non fa esattamente al caso vostro ;-)! ), abbiamo poi visitato il suo centro e Manosque e ci siamo diretti verso l’ elegante Aix-en-Provence dove abbiamo fatto una bella passeggiata al tramonto, la luce dorata si diffonde sui suoi palazzi color miele e si può sempre trovare refrigerio sulle sue panchine all’ombra dei platani! Infatti abbiamo cenato su una di queste mangiando buonissimi sandwich acquistati in boulangerie!

lac-ste-croix

(scorci di Ste.-Croix)


plateau-de-valensole

(champs de lavande Valensole)

(scorci di Aix-en-Provence)

II giorno: sveglia presto, colazione sontuosa con i famosi pain au chocolat e via per scoprire tanti altri angoli caratteristici! Prima tappa la piccola cittadina di Isle-sur-la-Sourge percorsa dai suoi canali con antiche ruote idrauliche in legno ormai ricoperte di muschio (e qui abbiamo trovato anche un caratteristico mercato cittadino!). Quindi ci siamo diretti a Fontaine-de-Vaucluse, ancor più affascinante a mio avviso… le sue chete acque di giada rispecchiano i suoi ombrosi platani, la bellezza di questo borgo ha ispirato pure Petrarca! 

(Isle-sur-la-Sourge)

(Fontaine-de-Vaucluse)

Quindi siamo ripartiti per pranzare in un altro tipico borgo: Gordes, il paese arroccato è davvero molto carino…  anche se molto turistico ahimè! Merita sicuramente di esser visitato anche per la sua vicinanza con uno dei luoghi più fotografati della Provenza: l’ Abbazia di Sénanque, una vera cartolina naturale!

gordes

(Gordes)

(Abbaye de Sénanque)

Abbiamo poi trascorso il resto del pomeriggio fra il caldo torrido e km macinati a piedi in un ambiente che sembra davvero desertico: Roussillon con il brillante color ocra del suo abitato e il suo Sentier des Ocres  da percorrere (attenzione NON indossate scarpe bianche o nuove, la terra ocra si attacca tremendamente!). Ultima tappa avventurosa: ci siamo diretti verso il suggestivo Colorado Provençal che abbiamo percorso quando il sole iniziava a scendere rendendolo ancor più affascinante! Un luogo che ho amato particolarmente …

(Sentier des Ocres)

(Colorado Provençal)

Infine abbiamo cenato e pernottato ad APT, dove abbiamo trovato i trattori per la festa della lavanda ed io ne ho presa un bel mazzo! Per la gioia del viaggio di ritorno in cui abbiamo fatto molte ore immersi nel suo profumo 😀

III giorno: Dopo una buona colazione siamo ripartiti per il nostro tour, considerando il nostro rientro in Italia a fine giornata siamo ripartiti direzione Verdon, ancora ci siamo emozionati attraversando da nuove strade  e nuove angolazioni le plateau de Valensole! Abbiamo quindi scelto di fare tappa a Moustiers-Ste.-Marie un paese davvero grazioso ai piedi della roccia, caratteristico e ben curato, famoso per i suoi abili artigiani di ceramiche. Qui abbiamo percorso la salita panoramica per arrivare alla chapelle de Notre Dame-de-Beauvoir e ci siamo poi fermati per il pranzo. Nel primo pomeriggio ci siamo diretti al Pont de Galetas dove si aprono le Gorges du Verdon, delle acque verdissime che ricordano i panorami mozzafiato del mare asiatico 😉 ! Dopo qualche scatto siamo ripartiti alla volta di Monaco e Montecarlo in Costa Azzurra…ma di questo vi parlerò in un post a parte! Alla fine siamo tornati a casa nostra per mezzanotte, come Cenerentola :-D!

 (Moustiers-Ste.-Marie)

(Pont de Galetas – Gorges du Verdon)

Che ne dite? Un viaggetto di pochi giorni che sembra durato un’intera settimana!!! I viaggi rigenerano sempre, anche quando improvvisati e fatti con ritmo serrato! Sono stati giorni che conserverò fra i ricordi più belli, sorrisi, allegria e coccole formato famiglia, panorami che infondono la bellezza nel cuore!

Chiedetemi se ero felice! … <3

 

 

SECONDI PIATTI

Fagiolini serpenti in umido

Luglio è arrivato e, da tradizione pistoiese, una delle ricette tipiche di questo periodo sono i fagiolini serpenti in umido. Innanzi tutto occorre dire che non sono veri e propri fagiolini, ma appartengono ad un’altra famiglia. Vengono chiamati fagiolini serpenti o fagiolini di Sant’Anna (perché il primo raccolto avviene intorno al 26 luglio, che è appunto la festa della santa), ma con il fagiolo hanno poco a che fare e possono addirittura essere lunghi fino a 1 mt!  Il patrono di Pistoia è S. Jacopo (25 luglio) ed in quel giorno è obbligatorio cucinarli! Adoro onorare le tradizioni, mi sanno di abbraccio familiare e tutti i ricordi positivi che ho della mia infanzia sono legati a tradizioni culinarie 😉

Prepararli non è affatto difficile e sono un contorno gustosissimo, l’unico difetto che a hanno è che obbligatorio  mangiare insieme a questa pietanza una bella quantità di pane!!! Adios dieta per prova costume! (no, ok, lo ammetto. Il problema non mi tange 😉 )…

Fagiolini serpenti in umido

(per 4 pp.)

  • 600 gr di fagiolini serpenti
  • 1/2  cipolla di Tropea
  • 1 spicchio di aglio
  • 4/5 pomodori maturi
  • 4 foglie grandi di basilico
  • una punta di peperoncino
  • sale q.b.
  • olio extra vergine di oliva

Lavate e pulite i fagiolini serpenti togliendo le due estremità.

Affettate finemente la cipolla di Tropea assieme alle foglie di basilico.

Tagliate i pomodori maturi a dadini piccoli

In ampio tegame mettete lo spicchio di aglio intero, il trito di cipolla e basilico, il peperoncino ed i pomodori a dadini con poco sale grosso, aggiungete due cucchiai di acqua e fate insaporire un minuto mescolando.

Aggiungete i fagiolini assieme a due bicchiere di acqua e coprite. Cuocete a fiamma bassa, mescolate di tanto in tanto per circa 40 minuti e comunque fin quando i fagiolini serpenti saranno morbidi ed amalgamati con il pomodoro. Se necessario aggiungete poca acqua calda per arrivare a cottura. 

Infine aggiustate il sale e un generoso giro di buon olio extravergine di oliva.

 

PRIMI PIATTI

Pasta fredda con avocado noci e pomodori

Questa pasta fredda con avocado noci e pomodori è un misto di sapori intriganti, non è la solita pasta fredda (che solitamente non apprezzo molto) ed è molto nutriente, perfetta da portare in ufficio o come piatto unico, questo anche in ragione  della presenza dell’ avocado.

Non siamo tutti uguali per fortuna, se ci affacciamo alla finestra o sostiamo in una stazione si possono veder passare davanti ai nostri occhi un caleidoscopio di storie che le persone si portano appresso, alcune le indossano con convinzione, altre vorrebbero quasi buttarle oltre sé stesse, fatto sta che ognuno ha una storia leggera o pesante sulle proprie spalle e non è prescindibile da ciò che si è. Tutti siamo diversi e a volte ci sentiamo completamente estranei rispetto agli altri, eppure è sempre possibile trovare qualcuno che ci sia affine, che per certi versi ci assomigli 😉

“Ero solita pensare di essere la persona più strana del mondo ma poi ho pensato, ci sono così tante persone nel mondo, ci deve essere qualcuna proprio come me, che si sente bizzarra e difettosa nello stesso modo in cui mi sento io. Vorrei immaginarla, e immaginare che lei debba essere là fuori e che anche lei stia pensando a me. Beh, spero che, se tu sei lì fuori e dovessi leggere ciò, tu sappia che sì, è vero, sono qui e sono strana proprio come te.”
                                                                Frida Kahlo

Pasta fredda con avocado, noci e pomodori

(per 4 pp.)

350 g di pasta

1 avocado piccolo

4/5  pomodori piccadilly

5 noci

succo di limone

paprika dolce

olio extravergine di oliva

pepe nero

sale

 

– Lessate  la pasta in acqua bollente salata. Scolatela al dente e passatele sotto l’acqua fredda per fermare bene la cottura.

– Sbucciate l’ avocado tagliatelo a cubetti ed irroratelo con del  succo di limone affinché non annerisca. Tagliate i pomodori a dadini , schiacciate le noci e fatele  a piccoli pezzi. 

– Prendete una ciotola ed unite a questo punto la pasta,  aggiungete l’avocado, i  pomodori a dadini, le noci, la paprika,  il pepe nero macinato fresco, ed irrorate con olio extravergine aggiustando eventualmente il sale e servite.

 

 

 

DOLCI

Risolatte (dessert di riso alla greca)

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 Questo dessert semplice e fresco è l’ ideale per questa stagione, la crema di riso alla greca ha poche vanità, è essenziale, non frega su nulla, è un dessert onesto e che sa di autentico e genuino, come le cose migliori…

Poche cose mi fanno indignare come la palese ingiustizia. E dire che ogni giorno tutti ne vediamo… che talvolta ci ritroviamo rassegnati a dire “tanto va così…”, e dire ancora che, come genitore, ho sempre voluto passare l’ insegnamento che bisogna avere il coraggio di indignarsi per sé e per gli altri di fronte a torti evidenti, che le cose si possono cambiare con volontà, determinazione ed impegno. Ho voluto, voglio e vorrei poter passare questo monito, capita però che tutti i buoni propositi genitoriali vengono gettati alle ortiche quando ci si scontra con la realtà.  Riflessione doverosa, ma si respira e si prosegue con i sogni stretti in mano…meglio non dilungarsi ed invece gustarsi questo ottimo dessert perfetto a tutte le ore, magari anche prima di andare a dormire, una coccola per buoni sogni… si dice che il miglior cuscino sia una coscienza pulita, avanti tutta!

Risolatte

(2/3 persone)

500 ml di latte intero

50 g di riso roma (io Il Buon Riso)

25 g di zucchero di canna

10 g di maizena

1 cucchiaino scarso di cannella

1 cucchiaio di rum (facoltativo)

scorza di limone

 

Versate il latte in una casseruola tenendone da parte 2 cucchiai del totale. Mettete un pezzo di scorza di limone assieme al latte, il rum e portate ad ebollizione. Aggiungete il riso e cuocete circa 20 minuti.

A parte mescolate il latte messo da parte con la cannella e la maizena, amalgamate bene e aggiungete al latte caldo con il riso; quindi continuate la cottura per altri 5 minuti (dovrà apparire una crema densa ma non troppo!).

Fate intiepidire, togliete la scorza di limone e disponete in coppette di vetro che, se non consumate, conserverete in frigo fino a 3 giorni.

DOLCI

Waffle alla lavanda (senza burro!)

waffle-senza-burro-alla lavanda

Questi waffle alla lavanda sono un tripudio di gusto e leggerezza, la lavanda inoltre infonde calma e rilassa, è ciò che davvero mi occorre in questo periodo.  Sarà la maturità aquisita (o l’ età che avanza  😉 ? ),  ma inizio davvero ad essere intollerante nei confronti di molti genitori!  In particolar modo quelli che hanno la continua necessità di osannare le infinite capacità della prole (che poi è l’ unico modo di osannare sé stessi), oppure quelli che  fanno perennemente i sindacalisti dei figli o, peggio ancora, quelli che vivono sempre in antagonismo con i figli degli altri.  Serve davvero compararsi con gli altri? Può servire  e addirittura arrichirci quando le capacità ed i successi altrui sono uno stimolo per migliorare noi stessi, per infonderci coraggio con la classica frase “beh, allora posso farcela anche io!”, confortandoci che mettendoci impegno, costanza e fatica si possono ottenere ottimi risultati. Il continuo confronto con gli altri per prevaricarli, per cercar sempre di “essere di più”, per evidenziare l’ altrui fortuna a dispetto della nostra, per sminuirli …tutto questo è negativo e deleterio, una gara inutile che non porta beneficio a nessuno, specialmente ad un figlio. Il ruolo del genitore è senza dubbio il più difficile e nessuno ha la ricetta giusta a portata di mano, ma  chi ha la fortuna di poter crescere un nuovo essere umano dovrebbe cercare di passare i valori giusti e dovrebbe ricordarsi che ha una grande responsabilità nei confronti di tutti!

Giugno è tempo di risultati per i nostri ragazzi, tornei, pagelle, esami ecc… cosa possiamo offrir loro? Qualche pacca sulla spalla per alleviare la stanchezza, aumentare i sorrisi incoraggianti e magari qualche coccola culinaria in più! Questi waffle sono un perfetto alleato per iniziare la giornata! 😉

Waffle alla lavanda (senza burro!)

(per circa 8 waffle)

200 g di farina tipo 1

80 g di zucchero di canna

2 uova

45 ml olio di mais

100 g di yogurt bianco

2 gocce di essenza di lavanda (per uso alimentare)

1 cucchiaino di bicarbonato

miele di castagno

 

In una ciotola montate a neve ferma gli albumi. In un’ altra ciotola a parte mescolate la farina assieme allo zucchero, aggiungete lo yogurt, i tuorli, il bicarbonato e l’ essenza di lavanda; mescolate bene. Infine incorporate delicatamente gli albumi montati a neve in modo da non smontare il composto. Mettete in frigorifero  mezz’ora  a riposare.

Cuocete nell’ apposita piastra per waffle leggermente unta di olio ci mais con un pennello. Cuoceteli finchè risulteranno dorati. A cottura ultimata irrorateli con del buon miele di castagno (o quello che preferite).

n.b.: si conservano  morbidi fino a tre giorni se conservati sotto un coperchio di vetro o avvolti in pellicola alimentare.

ANTIPASTI/ PRIMI PIATTI

Insalata di quinoa

L’ insalata di quinoa è un ottimo piatto, veloce e versatile, perfetto da portarsi in ufficio nelle giornate più calde. Inoltre diciamolo, la pausa pranzo ben fatta è un modo valido per spezzare e dare un tono anche alle giornate più ostili da mandar giù! 😉 … inoltre è un piatto perfetto per un picnic o un pranzetto veloce sotto l’ ombrellone, vi ho convinto?

La quinoa è una pianta erbacea, anche se viene spesso definita “pseudo cereale” e accostata a cereali come farro, riso e orzo. È un alimento ricco di proteine e naturalmente privo di glutine ed ha un sapore delicato che ben si presta ai vari condimenti.

Insalata di quinoa

(per 4 pp.)

quinoa g 200

1 costa di sedano bianco (a fettine sottili)

8 pomodori datterini (a dadini)

8 ravanelli (a rondelle)

una manciata di olive verdi

3 foglie di basilico fresco (sminuzzate)

1 cucchiaio colmo di semi di girasole

semi di papavero q.b.

pepe nero macinato fresco

sale q.b.

olio extravergine di oliva

 

Per preparare l’insalata di quinoa, per prima cosa sciacquatela più volte finchè l’ acqua non diventa chiara, eliminerete così la saponina che è la sostanza che le conferisce il gusto amaro. Quindi mettete sul fuoco una pentola con dell’acqua e portatela a bollore.  Quando l’acqua bolle, aggiungete il sale, poi versate sia la quinoa e lasciate cuocere per circa 10 minuti a fuoco medio senza il coperchio (per la cottura della quinoa, potete anche regolarvi in base a quanto scritto sulla confezione).

Trascorso il tempo di cottura, scolate bene la quinoa e sbizzarritevi con i vari condimenti che preferite. Io ho optato per tutti quelli menzionati nella ricetta ma potete usare quelli che più incontrano i vostri gusti, come per l’ insalata di riso. L’ insieme di quelli da me indicati credo conferisca un gusto ed una consistenza ben bilanciati.

Consumatela almeno un’ora dopo averla preparata per far sì che si esaltino assieme tutti i sapori.

Buona pausa pranzo!