TRAVEL

Venezia: visitarla in un giorno

scorcio di venezia

Venezia è una città unica e inimitabile, colma di meraviglie, ma è possibile visitarla in un giorno? Beh, sicuramente le cose da vedere sono moltissime e certo non saranno sufficienti 24 ore per visitarla in lungo e largo, ma se siete dei camminatori curiosi vi assicuro che potrete goderne la bellezza e visitare molte delle principali attrazioni che offre questa stupenda città lagunare.

Sono stata più volte in questo luogo magico eppure ancora ogni volta riesce  ad incantarmi. Venezia è una città che per sua conformazione  costringe a camminare molto,  spesso  occorre salire e scendere scalini e attraversare vari ponti. Non è facile dunque partire a piedi alla scoperta di questo gioiello se non si è pronti a macinare  km.

Volete un  itinerario? Partendo dalla Stazione di S.Lucia, che si affaccia direttamente sul Canal Grande, si può iniziare subito ad esplorare questa città. Potete dirigervi alla vostra destra, troverete un ponte vetrato che porta a Piazzale Roma, potete partir da lì con il vostro tour oppure iniziare visitando la bella Chiesa degli Scalzi di Santa Maria di  Nazareth che troverete a sinistra uscendo dalla stazione e poi attraversare il ponte e proseguire  camminando verso il Ponte di Rialto.

Potete dirigervi verso Campo S.Rocco i Frari dove ci troverete scorci  da fotografare ed edifici da ammirare, nonché la bella casa di Carlo Goldoni, che, nel mio caso, non poteva che essere visitata! Un tuffo nell’atmosfera teatrale dell’epoca, fra i suoi canovacci e fotografie di Eleonora Duse. Nel quartiere inoltre potrete godere delle atmosfere tipiche veneziane e vedere anche  dei bellissimi negozi di maschere.

scorcio a Venezia

maschera veneziana

casa Carlo Goldoni

scrivania Carlo Goldoni

Ponte di Rialto

Scendendo da Rialto consiglio di dirigervi verso il  Fondaco dei Tedeschi, un edificio trasformato in un polo di lusso dove è possibile godere di una vista panoramica dalla sua terrazza al quarto piano (prenotabile gratuitamente on line). Un’altra visita suggestiva non lontana da Rialto è sicuramente quella della Libreria Acqua Alta, considerata una delle più belle al mondo per la sua particolarità.

libreria Acqua Alta

panorama fra le calle

  Proseguendo ancora si trovano molti luoghi che meritano una visita, nonché molti negozi di vetro di Murano davvero estrosi e  carini. Non è facilissimo trovarla, è un tesoro nascosto nella città, ma è davvero meritevole di visita la stupenda  Scala Contarini del Bovolo risalente al 1499, anno in cui Pietro Contarini commissionò la meravigliosa  scala a chiocciola (in veneziano “bovolo”) per “abbellire” ulteriormente questo lato del palazzo, vi garantisco che merita la salita.

Passeggiando per la città appoggiata sul mare non si può non approdare alla splendida Piazza San Marco, la piazza monumentale conosciuta in tutto il mondo per la sua bellezza non opinabile… un luogo che toglie il fiato dalla magnificenza e la Basilica merita assolutamente di essere vista internamente. Napoleone Bonaparte la definì “il salone più bello d’Europa” e non possiamo dargli torto. Fu costruita nel IX secolo e pavimentata nel 1177, dopo 100 anni dalla sua edificazione. Questa piazza, l’unica della città,  è l’area più bassa di Venezia e, perciò, è la prima zona che si inonda con l’acqua alta ahimé, ma i veneziani son ben abituati. Gli edifici più importanti della piazza sono la Basilica di San Marco, il Palazzo Ducale, il Museo Correr, il Campanile e la Torre dell’Orologio dove, nel balcone superiore  due statue in bronzo segnalano il cambio dell’ora. E ad ogni ora quella piazza lascia senza fiato…

Ci sono tantissimi altri luoghi nella zona che meritano una sosta, ad esempio adiacente alla piazza si trova il romantico Ponte dei Sospiri e la Chiesa di San Zaccaria dove potrete ammirare la splendida Pala di San Zaccaria, opera perla del Rinascimento di Giovanni Bellini. Meritano una visita anche i Giardini Reali, dove potrete fare una sosta gradita immersi nel verde e riposarvi all’ombra.

Tutta Venezia è fascino a cielo aperto ed è una città in cui val bene la pena di perdersi, ogni volta ci si può trovare in un angolo magico che incanta. Non temete dunque di non seguire la strada indicata, ogni variazione andrà bene, alzate lo sguardo, osservate le case, i balconi, gli interni dalle finestre aperte, i campanelli… tutto è fascino decadente e fiero.

La sera poi, se trascorrete una notte in quella città, tutto è ancor più suggestivo e ogni scorcio evoca  una favola antica, di quelle belle.

Consigli utili

  • Venezia è facilmente raggiungibile con i treni ad alta velocità. Nel mio caso partendo da Firenze si raggiunge in poco più di due ore. Prenotando per tempo si possono trovare ottime offerte.
  • se volete pernottare a Venezia a prezzi abbordabili scegliete un albergo a Mestre la cui stazione  è collegata con Venezia S.Lucia e si arriva in pochi minuti. Comunque io stavolta ho scelto una sistemazione proprio dietro Piazza San Marco e mi sono trovata molto bene per rapporto qualità/prezzo e gentilezza dello staff, presso l’Hotel Rio
  • se volete spostarvi senza camminare troppo dovete usufruire del vaporetto che non ha prezzi modici, però potete optare per un giornaliero al costo di 25 euro.
  • l’entrata nelle chiese spesso è a pagamento ed è consentita con spalle coperte e abiti sotto al ginocchio, specialmente nella Basilica di San Marco non entrerete se non con questi requisiti.
  • ci sono molte fontane sparse qua e là con acqua potabile, portate una borraccia da riempire.
  • a Venezia i rifornimenti vengono fatti tutti con carrelli/carretti, la logistica non è banale, abbiate rispetto e non occupate per largo le calle (viuzze) consentite il passaggio di chi lavora.
  • molti ristoranti sono acchiappa turisti, con menù falsamente tradizionali e prezzi non proprio modici, ma ci sono molti localini, i bacari, tipo di osterie veneziane a carattere popolare, dove si trova una vasta scelta di vini in calice (ómbre o bianchéti) e i tipici spuntini da aperitivo (cichéti). Se passate da Campiello dei Meloni, vicino a Rialto, val bene una sosta Acqua e Mais dove mangerete cicchetti buonissimi a base di pesce e troverete qui anche la storica pasticceria Rizzardini con i suoi dolci tipici.
  • per passeggiare tranquillamente occorre avere calzature comode e fare attenzione poiché spesso le viuzze sono poco illuminate anche di giorno.

(L’occasione per  la visita di questa città  stavolta è stato il compleanno di mia mamma, i suoi 70 anni. Lei  non ha mai potuto viaggiare e mai si è concessa vacanze, dunque non aveva mai visto la “Serenissima”, ho  deciso così di regalarle due giorni assieme me a zonzo per le calle veneziane. In realtà sono state 24 ore piene, siamo arrivate in orario di pranzo e ripartite dopo pranzo del giorno seguente, ma siamo riuscite a vedere molti dei luoghi più belli.  Considerate che mia mamma purtroppo non cammina velocemente ed ha difficoltà motorie per problemi di salute, quindi ho calibrato ogni percorso e soste  tenendo conto di ciò, fortunatamente mia mamma è rimasta talmente incantata da tanta bellezza che è riuscita a camminare più delle aspettative e quindi a non pregiudicarsi niente, sono grata di questi giorni così pieni e  preziosi).

DOLCI

Tarte Normande aux Pommes

Le torte di mele rientrano sempre fra le mie torte preferite. Le amo ma non da sempre. Molte ricette le ho iniziate ad apprezzare con l’età adulta, devo dire che i miei gusti nel corso degli anni sono molto cambiati. 

Sono convinta non ci sia niente di più accogliente del profumo della torta di mele in forno, fa subito famiglia, coccola, vita intima. Tuttavia non riesco a sfornare una torta di mele in estate, lo ammetto. Non si tratta di accendere il forno con le temperature proibitive ma proprio del tipo di ricetta che non riesco ad apprezzare con il rialzo delle temperature, come mangiare il panettone in agosto! Sono molto legata alla stagionalità 😉

Per questa ragione vi lascio questa ricetta primo dell’arrivo del clima caldo e ne approfitto anche considerando che sarò molto impegnata con il lavoro (molto moltissimo si può dire???) fino a metà giugno e chissà se potrò postare una nuova ricettina a breve… semmai aspettatemi, ci conto!

Vi lascio questa torta che ho gustato in una boulangerie durante uno dei viaggi del mio cuor, la strepitosa tarte normande aux pommes, sono certa che vi conquisterà al primo assaggio.

 

Tarte Normande aux Pommes

 

Ingredienti 

per la pasta brisée:

farina tipo 1 g 200

burro g 120

zucchero 2 cucchiai

acqua fredda 4 cucchiai

semini di 1/2 bacca di vaniglia

un pizzico di sale

per il ripieno:

3 mele di medie dimensioni

panna fresca ml 150

zucchero g 100

uova 1

fecola di patate g 20

farina di mandorle g 20

Calvados (o Cognac) 2 cucchiai pieni

cannella 1 cucchiaino

 

Procedimento

Mescolate la farina con lo zucchero e il sale. Aggiungete il burro, tolto un’ora prima dal frigo, tagliato a piccoli pezzi  e amalgamate bene con il  resto degli ingredienti.  Quindi aggiungete l’acqua poco a poco finché l’impasto non diverrà  una palla omogenea. Avvolgete l’impasto nella pellicola alimentare e mettete in frigo per almeno un’ora.

Sbucciate le mele, eliminate i torsoli e tagliatele a fettine di circa mezzo cm di spessore. Aggiungete un cucchiaio di zucchero preso dal totale e la cannella.

Mescolate e lasciate macerare. 

Nel frattempo stendete l’impasto a 4/5  mm di spessore, trasferitelo in uno stampo da 26 cm di diametro ben imburrato e infarinato e bucherellate il fondo con una forchetta.

Sistematevi sopra un foglio di carta forno con del riso o dei legumi secchi e infornate a 170 gradi °C per circa 10 minuti. Trascorso  questo tempo, togliete la carta e il peso di riso/legumi e infornate di nuovo per 5 minuti. 

Nel frattempo,  in una ciotola , sbattete l’uovo lo zucchero rimanente, aggiungete, sempre sbattendo, la fecola, la farina di mandorle, poi la panna e il Calvados. 

Sfornate e sistemate sul fondo della crostata le fettine di mela, aggiungete la crema preparata, quasi fino a riempire la crostata. Infornate adesso il tutto a 180°C per 20 minuti circa. A fine cottura, accendete il grill e mettete in alto la tortiera per uno o due minuti,.

Lasciate intiepidire e sfornate.

TRAVEL

Marocco del nord: Tangeri, Chefchaouen e Asilah

Siamo appena rientrati da un’altra nostra zingarata, quelle che tanto ci piacciono e ci consentono di immagazzinare nuove esperienze e ricordi familiari preziosi.

Siamo tornati in Marocco, un angolo di mondo che ci era entrato nel cuore e che ci ha confermato anche stavolta  tutto il suo fascino. Questa volta abbiamo scelto di visitare il Marocco del nord, il nostro giro  è partito da Tangeri, Tétouan, Chefchaouen, Assillah fino a tornare a Cap Spartel/ Tangeri. Complici giornate di sole e temperatura perfetta (25 gradi), sono state davvero giornate piene di km percorsi e luoghi bellissimi da osservare e da vivere.

Questa volta abbiamo viaggiato durante il Ramadan, anche questa è stata un’esperienza immersiva nella cultura islamica. Il Ramadan è il nono mese del calendario islamico e per loro  un’occasione di purificazione, infatti ogni musulmano raggiunta la pubertà deve digiunare ogni giorno dall’alba al tramonto (con eccezioni per motivi di salute). È il muezzin che annuncia all’alba l’inizio del digiuno, ed è sempre lo stesso che annuncia il termine di questa condizione al calar del sole. Ovviamente per i turisti non sono previste restrizioni in tal senso, tuttavia per rispetto è consigliabile non mangiare, bere o fumare in pubblico, soprattutto se ci si trova lontano dalle blasonate zone turistiche. Diciamo che dal punto di vista turistico questo periodo può essere limitante, poiché ci sono orari ridotti nei trasporti  e nelle aperture delle attrazioni e monumenti, inoltre le attività commerciali non aprono alla mattina come di consueto. Tutto riprende vita nel pomeriggio o addirittura la sera in cui le città si rivegliano, i souk riprendono i loro colori e la notte tornerà brulicante di vita che scorrerà fino ad arrivare nuovamente all’alba silenziosa. Personalmente ho amato vivere il Marocco in questo mese, ho respirato la loro vera tradizione e abbiamo potuto gustare l’iftar, il luculliano banchetto serale dopo l’interruzione del digiuno. 

Siamo approdati a Tangeri dopo due ore e mezza di volo da Roma e la città  ci ha accolti con un sole splendente. Situata all’incrocio tra l’Oceano Atlantico e il Mar Mediterraneo, si tratta di una  città portuale affascinante che si apre sullo stretto di Gibilterra, grande polo industriale e città multietnica, urbanisticamente in grande espansione.  La sua storia e la sua posizione geografica  la rendono una città piena di tesori architettonici e si respira un’aria internazionale; ci sono molti locali in cui sono passati svariati intellettuali e artisti.  La sua medina, ovvero il suo centro storico che ha il suo cuore in piazza del Petit Socco, famosa per i suoi caffè e ristoranti, ma soprattutto per essere stato uno dei luoghi cult della beat generation. Sempre all’interno della medina si trova il bel Museo della Legazione Americana, che  regala la visione dei tempi della Tangeri internazionale, questo edificio fu donato nel 1821 dal sultano Moulay Suleyman agli Stati Uniti e merita davvero una visita. Durante il nostro soggionro abbiamo scelto di pranzare e cenare sempre in terrazze sui tetti,   ammirare Tangeri dall’alto è un panorama stupendo, decadente e rassicurante che certo mi rimarrà impresso nei ricordi.

Museo della Legazione Americana

le spezie

Il giorno successivo con il nostro driver conosciuto in loco, il mitico Alì (che ci ha accompagnato anche i giorni seguenti nel nostro tour), ci siamo diretti verso la famosa città blu: Chefchaouen, passando da Tétouan. Cosa poter dire di Chefchaouen se non che si è trattato di un grande amore a prima vista? Stupenda. Nascosta nelle montagne del Rif, nel nord del Marocco si nasconde questa incantevole città da visitare con tutta la dovuta lentezza e dove si possono trovare tutte le sfumature del blu. Una meta molto turistica, soprattutto dopo l’avvento di Instagram, che abbiamo avuto la fortuna di visitare in bassa stagione e durante la calma del ramadan, un luogo magico, intenso. È stato bello dormirci, dentro ad un riad con terrrazza panoramica e ammirarla sia nelle ore serali che al mattino, ci ha incantato.

Il terzo giorno siamo ripartiti alla volta di Asillah, passando lungo la costa e le Grotte di Ercole siamo arrivati a Cap Spartel per poi rientrare nella frenesia di Tangeri. Asillah è un cittadina balneare sull’Atlantico, perlopiù bianca e composta, dove si respira trnquillità e arte. Nei vicoli della sua medina, con  le sue porte di accesso e bastioni, che la fanno affacciare direttamente sull’Atlantico, sembra  un po’ di passeggiare all’interno di un castello a cielo aperto, è deliziosa. È siituata a 40 km da Tangeri, sulla costa oceanica, battuta dai venti forti, già si avvia verso il Mediterraneo, con il quale più avanti si unirà, fondendosi, proprio a Cap Spartel.  Quest’ultimo luogo è un  pittoresco promontorio, famoso per i suoi panorami mozzafiato sullo Stretto di Gibilterra specialmente se non c’è foschia. Si trova a  14 chilometri a ovest di Tangeri, l’estrema costa nord-occidentale dell’Africa, è considerato un luogo speciale per il  collegamento tra il Mar Mediterraneo e l’Oceano Atlantico e offre viste meravigliose vicino al suo faro che è visitabile.

Asillah

scuola di Asillah

Cap Spartel

 

incontro fra Atlantico e Mediterraneo

E come non parlare della buonissima cucina marocchina? Già ne avevo parlato nel post dedicato all’altro viaggio in questo Paese. I cuoi colori, i sapori intensi ma pur sempre delicati e i profumi avvolgenti ne fanno un’esperienza unica per le papille gustative. Le colazioni ricche e il profumo del caldissimo tè alla menta, i datteri così “datteri” rispetto a quelli a cui siamo abituati, una delizia…

Stavolta ho assaggiato pure la pastilla, un piatto nutriente che mischia dolce e salato, si tratta di  una sfoglia di pasta werqa (più sottile di quella fillo) che racchiude solitamente un ripieno di piccione stufato, spezie, mandorle, cosparsa di zucchero  e cannella. Viene spesso sostituito il piccione con il pollo, noi l’abbiamo mangiata con quest’ultima farcitura, seppur all’inizio fossimo titubanti poi ci è piaciuta molto! 

Pastilla marocchina

Anche in questo viaggio il Marocco, con i suoi abitanti cordiali e gentili, la sua genuinità, i suoi colori accesi, i sui profumi decisi, l’olio di argan, i datteri, le palme, i  gatti ovunque, le  teiere argentate, il tajine, il cous cous, l’oceano ,i suoi turbanti e  il suo fascino decadente e fiero, ci ha conquistato e accolto con tutta la sua bellezza. È un  Paese in cui le giornate sono fatte di un tempo lento seppur pieno, infatti i marocchini dicono a noi europei “voi avete l’orologio e noi il tempo!”… <3

Di seguito qualche consiglio per un viaggio in Marocco del nord:

  • per visitare il Marocco occorre il passaporto
  • se volate con Ryanair: noi abbiamo volato con uno zaino a testa e optato per i posti con assegnazione libera sull’aereo, senza pagare supplementi. Fate attenzione alle misure per i bagagli piccoli da portare in cabina, specialmente in Marocco sono molto fiscali con le misure richieste.
  • non vi occorrono vaccinazioni sanitarie particolari
  • io ho parlato francese e talvolta inglese, tuttavia qui al nord non è così comune, lo spagnolo è invece molto diffuso anche per la vicinanza geografica.
  • la moneta è il dirham marocchino, adesso il cambio è di circa 10 dirham=1 euro. Conviene cambiare i soldi in loco, meglio prelevando in banca rispetto all’aeroporto. 
  • i pagamenti sono perlopiù in contanti, non troverete facilmente modo di poter pagare con la carta di credito, tuttavia ci sono molti bancomat per prelevare a condizione che abbiate  una carta abilitata.
  • vi conviene informarvi per la tariffa telefonica del vostro gestore altrimenti chiamare servendovi del wi-fi quando lo trovate, di solito la connessione è buona. Se viaggiate soli e con auto a noleggio compratevi una sim locale, la trovate anche in aeroporto.
  • prima di partire, non essendo un paese europeo, considerate sempre di stipulare una polizza sanitaria per eventuali spese nei giorni di permanenza.
  • si viaggia in modo tranquillo anche con macchina a noleggio (viene però richiesto un blocco cauzionale su carta di €1.000/1.200) noi per comodità abbiamo preso accordi localmente con un driver. Le strade sono buone, ampie e ben tenute e i limiti di  velocità sono  rispettati. Ci sono moltissimi posti di blocco, non spaventatevi.
  • se prendete un taxi contrattate sempre il prezzo prima di iniziare la corsa.
  • vi sconsiglio di bere l’acqua del rubinetto, evitate se potete anche il ghiaccio nelle bevande. 
  • si tratta di un paese islamico moderato, abbiate comunque massimo rispetto di usi e costumi.
  • specialmente per le donne è raccomandato un abbigliamento adeguato, è buon costume non viaggiare con gambe scoperte e abiti scollati o succinti.
  • non è possibile entrare nelle moschee (l’unica in cui è concesso si trova a Casablanca), non provateci.
  • non scattate foto alle persone senza chiedere prima il consenso.
  • il Marocco è sicuro, tuttavia come ovunque occorre fare attenzione ai borseggiatori nelle zone affollate. 
  • attenzione alle “false” guide che cercheranno di accompagnarvi nei posti per poi chiedervi soldi, soprattutto nella medina
  • nella zona di Tangeri e Chefchaouen ci sono molte coltivazioni di marijuana  o hashish,  la loro  produzione  è considerata illegale, ma le autorità marocchine hanno scelto di tollerarla. Vi  chiederanno spesso in città se volete del fumo (specialmente se siete uomini giovani), basta declinare e non insisteranno, non spaventatevi.
  • nella medina evitate di rispondere male se vi si affiancheranno per proporvi ristoranti,  rimanete gentili, talvolta insistono ma da ricordare che  per loro è fonte di guadagno.

Di seguito vi metto il link dei luoghi in cui abbiamo dormito e nei quali ci siamo trovati benissimo per rapporto qualità/costo, posizione e gentilezza dei gestori:

Spero di esser stata utile. Si tratta di una meta relativamente vicina da raggiungere, un Paese da visitare e da amare, da ringraziare per quanto capace di avvolgere e arricchire, che consiglio di scoprire non appena potrete! 

DOLCI/ Senza categoria

Tartellette pistacchio lampone e cioccolato

Le ricette che sono più elaborate talvolta spaventano, rubano tempo e richiedono più precisione e dedizione delle preparazione sciué sciué, va detto.

Come ogni cosa della vita, però, le salite portano a un panorama più bello e arrivati alla fatidica vetta ci si sente più realizzati, non credete? Io l’ho sempre sostenuto. Certo, so bene che non sempre si ha tempo a disposizione per cimentarsi in dessert più elaborati, magari però durante il fine settimana si può pensare di farlo  e vi posso assicurare, per queste tartellette così golose, il famoso effetto wow! Sono una vera delizia per gli occhi e per il palato.

Per questa ricetta ho usato alcuni prodotti della linea Home Bakery di BABBI, una vera garanzia. Troverete tutto nello shop online, si tratta di una linea  gluten-free di alta qualità dedicata alla pasticceria casalinga. Vi lascio anche il mio codice sconto  (valido per un acquisto di almeno 30 euro)

PEPERONCINO15

Di seguito vi invio la ricetta dettagliata, se la seguirete passo passo non potrete sbagliare!

 

TARTELLETTE AL CACAO CON FARCIA DI PISTACCHIO, GANACHE AL CIOCCOLATO, COMPOSTA DI LAMPONI E MERINGA ALL’ITALIANA

(dosi per 18/20 tartellette)

 

FROLLA CIOCCOLATO

280 g farina

40 g cacao amaro

90 g burro t.a.

50 ml olio mais

1 uovo

1 tuorlo

130 g zucchero semolato

1 cucchiaino colmo di pasta vaniglia BABBI

una punta di cucchiaino di bicarbonato

1 pizzico di sale

 

In una ciotola setacciare le polveri: farina, cacao, bicarbonato e sale. In un’altra ciotola spezzettare il burro, aggiungere lo zucchero semolato, l’olio, la pasta di vaniglia e le uova. Mescolare bene a mano o nell’impastatrice con il gancio a foglia. Aggiungere dunque le polveri e continuare a mescolare bene, deve risultare un impasto omogeneo.Avvolgere in pellicola e far risposare in frigo almeno un’ora.

 

FARCIA: crema frangipane al pistacchio con aggiunta di ricotta

40 g burro

50 g farina di mandorle

40 g zucchero semolato

70 g di pasta di pistacchio BABBI

300 g ricotta vaccina

1 tuorlo

1 cucchiaio di rum

 

Fondere dolcemente il burro. Togliere dal fuoco, in una ciotola amalgamare il burro fuso con la pasta di pistacchio, aggiungere lo zucchero, il rum e mescolare bene, deve presentarsi senza grumi.Aggiungere dunque la ricotta e il tuorlo. Amalgamare bene. Tenere da parte

 

MERINGA ALL’ITALIANA

2 albumi

80 g zucchero a velo

25 g di acqua

1 cucchiaino di pasta vaniglia BABBI

 

In un pentolino portare a bollore uno sciroppo con l’acqua e lo zucchero a velo. Deve raggiungere la temperatura di 110 gradi (se non avete il termometro orientativamente la temperatura sarà raggiunta dopo il bollore quando il liquido si riabbasserà e le bollicine saranno più piccole). Nel mentre montare a neve ben ferma gli albumi. Aggiungere dunque con le fruste elettriche la pasta vaniglia e lo sciroppo a filo, mescolando con le fruste elettriche. Appena il composto è stabile e leggermente raffreddato porre in frigorifero.

 

Cottura: accendere il forno a 170 gradi. Con l’aiuto di poca farina stendere la frolla e ritagliare con gli stampini la base per le tartellette, bucherellare con i rebbi di una forchetta. Riempire generosamente con la farcia.Infornare a forno caldo in modalità ventilato per 20 minuti circa. Sfornare e far raffreddare.

 

GANACHE AL CIOCCOLATO FONDENTE

cioccolato fondente 70% g 180

100 ml panna fresca

 

Spezzettare il cioccolato. Far arrivare a bollore la panna, togliere dal fuoco e aggiungere il cioccolato fondente m,escolando velocemente per ottenere una ganache priva di grumi. Tenere da parte.

 

TOPPING

composta di lamponi BABBI

granella di pistacchi BABBI

 

Assemblaggio: sformare le tartellette, cospargere con una generosa cucchiaiata di ganache al cioccolato centrale.

Mettere sempre al centro un cucchiaino di composta di lamponi.

Con l’ausilio di una sac à poche decorare a filo bordo con ciuffi di meringa all’italiana.

Cospargere dunque le tartellette con la granella di pistacchi.

EVENTI

Taste Pitti Immagine febbraio 2024

Anche questa volta non potevo perdermi l’edizione del Taste  che si è tenuta dal 3 al 5 febbraio 2024 presso la Fortezza da Basso a Firenze. Si tratta di un evento che mi piace molto e ho trovato l’edizione di quest’anno davvero ricca e  ben organizzata. 

Partecipare al Taste, assaggiare prelibatezze, conoscere la  storia di nuovi prodotti alimentari è davvero di grande interesse oltre che una meraviglia per gli occhi e il palato. Ho avuto il piacere di incontrare nuovamente aziende a me note e di scoprirne altre che mi va di raccontarvi e condividere in questo mio spazio.

Gli assaggi salati sono stati perlopiù di salumi e formaggi veramente di grande qualità.  Di seguito vi parlerò delle degustazioni che più ho apprezzato (alcune già testate nelle precedenti edizioni) e vi consiglio di curiosare nei vari link che vi ho inserito in questo articolo . 

Per i salumi: Grigio del Casentino , il prosciutto tagliato al coltello sul momento è di una bontà unica e la loro coppa per me è davvero superlativa. Ho apprezzato anche la loro simpatia e la loro idea d’azienda. I loro prodotti sono nati per concepire una carne sana, di qualità, etica, gustosa, in tutte le sue declinazioni, sia fresca, cotta e stagionata. 

Altre delizie salate sono quelle proposte dalla storica Gastronomia Marcolin di Padova, una tradizione familiare portata avanti dal 1985. Posso affermare che il loro baccalà mantecato è divino, ogni volta faccio il bis.

Allo stand di Latteria Moro di Moro Sergio ho degustato dei cioccolatini al formaggio e un macaron al carbone vegetale e formaggio che erano la fine del mondo. La loro azienda dal 1930 è la famiglia di affinatori di formaggi per eccellenza in quel di  Oderzo.

Altra realtà che ho ritrovato e che ogni volta incanta il mio palato è il Trombolotto di Simposio di Sermoneta. Si tratta di un infuso/olio aromatizzato, infatti il trombolotto è un limone autoctono del loro territorio, con quest’ultimo viene realizzato un profumatissimo olio pieno di tutte le migliori proprietà del limone e dell’oliva, buonissimo con il pane ma versatile per ogni preparazione culinaria. Io lo adoro, ha un gusto stupendo!

Devo anche dire di aver  bevuto molto bene, ho sorseggiato vini buonissimi, birre artigianali e amari veramente di pregio. Fra tutti mi ha particolarmente colpito una birra artigianale prodotta in Sicilia, a Cinisi in provincia di Palermo. Ho scelto di assaggiarne una con note agrumate di cui mi sono innamorata. Si tratta del Birrificio Bruno Ribadi, vi consiglio di farvi un giro online per acquistare le loro birre!

Fra le proposte dolci, mettendo agli atti che  sono una gran golosa, ce ne sono alcune che a mio parere meritano di esser messe in evidenza, sia per qualità che per storia imprenditoriale. 

Ho assaggiato dei gianduiotti e delle giaconette artigianali che sono un piccolo viaggio in paradiso. Basti notare la maestria del taglio e dell’incarto a mano, si tratta di A.Giordano di Torino, un negozio storico che lavora il cioccolato con una tecnica a mano per modellarlo e rendere ogni cioccolatino davvero unico. 

Mi preme presentarvi anche la deliziosa pasticceria di Antica Dulcinea, i loro amaretti morbidi, le chicche e i tartufi sono un’autentica bontà come anche le loro torte confezionate, fatevi un giro nello shop online e non rimarrete certo delusi…

Infine non posso non parlarvi delle squisitezze di Sprigioniamo Sapori. Qui mi sono pure innamorata dell’idea imprenditoriale. La cooperativa Sprigioniamo Sapori opera all’interno della Casa Circondariale di Ragusa, con un laboratorio di produzione di torroni, croccanti e di altri prodotti dolciari a base di mandorla, pistacchio e nocciola. La cooperativa aderisce all’agricoltura biologica e i loro prodotti della cooperativa sono certificati da ICEA (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale). Vi consiglio davvero di acquistare i loro prodotti che oltre ad essere ottimi hanno una bella finalità sociale e di impatto ambientale.

Come sempre passare una giornata al Taste è veramente un gran bel viaggio  e consente di conoscere prodotti e aziende che sono davvero un’eccellenza per il nostro Paese. Rimango sempre incantata dalla passione di chi riesce a tenere alta la qualità della nostra cultura  culinaria.  Quest’anno mi sono portata a casa ancor più un pensiero importante. Tutti dovremmo fare in modo di proteggere i nostri prodotti italiani e dovremmo scegliere ciò che mangiamo facendo attenzione alle caratteristiche e provenienza del prodotto, alla filiera, alla distribuzione nonché alla realtà aziendale e alle scelte sostenibili messe in atto. Abbiamo un patrimonio di eccellenze di cui vantarci da proteggere e un pianeta, l’unico a nostra disposizione, da preservare.

 

 

 

DOLCI

Torta Caprese

Eccomi tornata in questo nuovo anno. Ogni nuovo inizio mi carico di obiettivi personali che mi fanno sentire in pace con me stessa, indipendentemente da quanto poi io riesca effettivamente a realizzarli. Ho proprio necessità di pormi nuovi traguardi, per migliorami ed essere un po’ soddisfatta di me. Nonostante ciò, con la maturità, ho acquisito anche la preziosa capacità di riuscire a perdonarmi anche i momenti di “poca carne al fuoco”, e credo sia una conquista importante.

Torno con una golosissima torta della tradizione partenopea, la torta caprese. Si narra che ad inizio del secolo scorso, a Capri in un laboratorio artigianale, un cuoco di nome Carmine di Fiore ha dato vita involontariamente a questa torta capolavoro. Alle prese con la preparazione della torta, forse per distrazione, commise un errore, ovvero si dimenticò di aggiungere la dose di farina necessaria per completare l’impasto della torta. La mise in forno  senza accorgersene e, a fine cottura, presa coscienza della dimenticanza,  la torta non risultò un fallimento ma una vera  prelibatezza : morbida al centro e croccante fuori e conquistò tutti. Quando si dice che certi sbagli portano a strade inaspettate… 

La torta caprese, tripudio di cioccolato e mandorle, è davvero deliziosa e naturalmente gluten free, oltretutto è di semplice esecuzione! Provar per credere …peraltro quella che vi consegno è, a mio avviso, una ricetta perfetta!

 

TORTA CAPRESE

Caratteristiche: Crosticina esterna e umida all’interno. Non contiene farina. Montare gli albumi a neve è importante per dare la giusta consistenza, sono altresì importanti i tempi di cottura che non devono eccedere.

Ingredienti

(per una tortiera da 18/20 cm diametro)

  • 180 gr di farina mandorle 
  • 130 gr di cioccolato fondente di ottima qualità
  • 100 gr di burro 
  • 3 uova medie
  • 120 gr di zucchero semolato
  • buccia grattugiata di 1/2 arancia
  • 2 cucchiai  di Rum
  • zucchero a velo per decorare

Procedimento

Sciogliete a bagnomaria il cioccolato spezzettato insieme al burro. Mettete su fuoco a fiamma bassa girando costantemente fino ad ottenere un composto liscio e privo di grumi. Tenete da parte.

Separate i tuorli dagli albumi. Montate con le fruste elettriche per qualche minuto i tuorli con metà dello zucchero e la buccia d’arancia grattugiata, fino ad ottenere un composto più chiaro e spumoso. Aggiungete il rum e il composto con il cioccolato fuso. Aiutatevi con le fruste elettriche per montare il composto e renderlo liscio e vellutato. Aggiungete la farina di mandorle o le mandorle pelate ridotte in polvere. Questa volta amalgamate il composto  molto bene con una spatola. Il composto risulterà denso.

Procedete adesso montando gli albumi a neve ben ferma, aggiungete il restante zucchero e continuate a montare con le fruste elettriche.

Adesso aggiungete gli albumi al composto, amalgamateli con la spatola dal basso verso l’alto, cercando di non smontare il composto. Alla fine l’impasto sarà  vellutato e gonfio.

Versate il composto ottenuto nello stampo imburrato e infarinato (se volete mantenere la caratteristica gluten free usare l’apposito staccante). Accendere il forno a 180 gradi (io ho usato la modalità ventilata ma andrebbe usato statico). Cuocere nella parte bassa per circa 30/35 minuti. Fate la prova stecchino poiché non deve seccarsi, ma rimanere umida all’interno.

Lasciate raffreddare in teglia per almeno un’ora. A questo punto sformatela e cospargetela con lo zucchero a velo.

Se la consumate il giorno successivo risulterà ancora più buona!

 

 

DOLCI

Pandoro al cioccolato

Nel periodo natalizio si amplificano i ricordi e talvolta arriva un po’ di nostalgia. Non faccio mistero di quanto io senta la mancanza dei periodi in cui davvero si leggevano i blog, ci si soffermava su preparazioni, ricette più strutturate e impegnative e si condividevano conoscenze e imparavano nuove cose.

Con l’avvento selvaggio social del tutto e subito, facile e veloce, nessuno si cimenta più in letture reali e tutto deve essere visualizzato e incamerato velocemente, una sequenza in velocità che distrae dalle corse quotidiane ma che spesso non dà affezione e non è formativo per un appassionato di cucina. Immagini, video di pochi secondi, ricetta pronta, via ad un altra ricetta…

Bisogna adeguarsi al cambiamento, ai tempi. Si tratta di evoluzione inarrestabile talvolta.

Credo però, che talvolta per fare un passo avanti occorrerebbe farne uno indietro, talvolta tornare a buone abitudini servirebbe, ne gioveremmo. Ovviamente rimane un mio pensiero che condivido qui, nello spazio che più mi è caro.

Adesso la ricetta, che avevo visto da una cara amica molto brava coi grandi lievitati e che poi ho fatto mia. Quando si parla di grandi lievitati si parla senza dubbio di preparazioni non semplici e sicuramente un po’ complicate. Se avete un po’ di dimestichezza sappiate che seguendo la ricetta passo passo otterrete un ottimo risultato e l’effetto wow sarà garantito!

Mi metto avanti, vi auguro davvero di passare delle giornate con attorno chi amate, son sempre le persone che contano, non certo le cose. Vi auguro di riuscire a condividere con generosità e gentilezza, che la condivisione è la più grande ricchezza per noi stessi e indice del nostro valore.

Auguri di cuore

 

 

PANDORO AL CIOCCOLATO

Note importanti: stampo per pandoro, impastatrice, pasta madre forte (ovvero rinnovata almeno 3 volte con la stessa farina che userete per il pandoro nelle 48 ore precedenti)

partenza ad esempio sabato ore 18:00

 

Primo impasto

245 g farina per grandi lievitati (almeno W320)

100 g di pasta madre solida

90 g burro (di ottima qualità, meglio francese o danese)

60 g di acqua

30 g di albume (circa 1)

75 g di zucchero semolato

75 g di tuorli (circa 3 /4)

sale un pizzico

 

Emulsione aromatica

10 g di burro sciolto

8 g di miele di acacia o millefiori

semi di mezza bacca di vaniglia

½ cucchiaino di cannella in polvere

scorza di un’arancia bio grattugiata

 

Procedimento

Partite preparando l’emulsione. Amalgamate bene tutti gli ingredienti, coprite con pellicola e riponete in frigo fino all’utilizzo.

Passate al primo impasto. Nella ciotola dell’impastatrice sciogliete lo zucchero in acqua, aggiungete l’albume, la pasta madre a pezzi e iniziate ad impastare con il gancio a foglia. Dopo un minuto aggiungete la farina. L’impasto risulterà grezzo, grumoso, cercate di far prendere corpo.

A questo punto iniziate ad inserire i tuorli in tre volte, avendo cura che ogni volta siano ben assorbiti. Sostituite la foglia con il gancio e continuate ad impastare, non superate la velocità 2.

Adesso aggiungete il burro sempre in tre volte. Dovrà formarsi il velo, bello resistente, l’impasto deve risultare incordato.

A questo punto far livitare in un recipiente coperto da pellicola a non più di 28° (io in forno con lucetta accesa) per 12/14 ore circa.

 

Secondo impasto

ore 8:00 del secondo giorno

 

tutto il primo impasto

100 g farina per grandi lievitati (almeno W320)

25 g cacao amaro in polvere

80 g burro (di ottima qualità, meglio francese o danese)

30 g di pasta gianduia (io Babbi)

80 g di tuorli (circa 4/5)

40 g di acqua

30 g di zucchero semolato

10 g di cioccolato bianco (sciolto a bagno maria)

2 g sale

120 g di gocce di cioccolato fondenti

 

Procedimento

Partite riponendo il primo impasto in frigo almeno un’ora prima dell’utilizzo.

Setacciate bene assieme cacao e farina. Nella ciotola dell’impastatrice sciogliete lo zucchero in acqua, aggiungete la farina e il cacao, iniziate ad impastare con il gancio.

Adesso aggiungete in una volta tutto il primo impasto freddo più l’emulsione aromatica preparata.

Impastate per circa 15 minuti a velocità 2, passaggio importante per l’impasto.

A questo punto iniziate ad inserire i tuorli in tre volte, avendo cura che ogni volta siano ben assorbiti. Procedete aggiungendo il cioccolato bianco e il burro sempre in tre volte. Infine aggiungete la pasta gianduia e il sale. Dovrà formarsi un velo strutturato, trasparente.

A questo punto ribaltare l’impasto su un vassoio (io d’acciaio) imburrato, tenere scoperto per 35/40 minuti pirlandolo almeno 3 volte (per la pirlatura se non conoscete la tecnica vi suggerisco di guardare in rete). Dopo le pirlature far livitare altri 15 minuti.

Trasferite dunque nello stampo ben imburrato e coprite con pellicola. Fa lievitare a 26° (in forno con lucetta accesa) per 6 ore circa. L’impasto dovrà raggiungere un cm dal bordo.

Cuocere quindi in forno caldo a 160° (io in modalità ventilato) per 35/40 minuti. Se notate che la superficie si scurisce troppo coprite gli ultimi 5 minuti con la carta d’alluminio.

Far raffreddare almeno un’ora prima di sformarlo.

 

Glassa al caffé (facoltativa)

80 g di zucchero a velo

caffè ristretto q.b.

 

Una volta sformato e raffreddato potete procedere a guarnirlo con la glassa al caffè.

Mescolate lo zucchero a velo con il caffè mettendone mezzo cucchiaino per volta e mescolando affinché risulti una glassa della giusta consistenza per essere colata sopra.

DOLCI

Castagnaccio toscano

La farina di castagne è stata in tempi remoti un validissimo aiuto nutrizionale, basti pensare che anticamente il castagno era anche chiamato “albero del pane” proprio per le caratteristiche altamente nutritive dei suoi frutti.

La mia famiglia materna ha origini montanine, ragion per cui in casa mia la farina dolce non è mai mancata. Abbiamo anche avuto la fortuna di averne di ottima qualità, fatta con castagne del territorio lavorate e seccate come tradizione comanda.

Devo dire che io amo più gustarmi le castagne cotte, frugiate (o bruciate che dir si voglia) o ballotti, e meno le preparazioni con la farina di castagne. Tuttavia necci, frittelline dolci e il mitico castagnaccio, mai possono mancare in autunno nella mia casa. Specialmente del castagnaccio son golosi mia mamma e mio marito, per loro è davvero un dolce irresistibile.

La ricetta è semplice, veloce e metterà d’accordo tutti poiché naturalmente vegana, vegetariana, gluten free e senza aggiunta di zuccheri ulteriori. Cosa chiedere di più? Credo vi resti solo di provarla se non la conoscete 😉

Castagnaccio toscano

(teglia di 20×30 oppure di diametro di 26 cm)

farina di castagne g 400

acqua ml 500

uvetta g 70

pinoli g 40

8 noci (gherigli tritati)

rosmarino

una punta di cucchiaio di bicarbonato (facoltativa)

olio extravergine di oliva

 

Procedimento

Per prima cosa mettete in ammollo l’uvetta.

Setacciate bene la farina di castagne e la punta di bicarbonato (si può eventualmente omettere ma ha il suo perché) e aggiungete pian piano l’acqua. Mescolate bene per ottenere un impasto liscio che cade a nastro.

Aggiungete dunque l’uvetta bene strizzata, pinoli e noci, poco rosmarino tritato, e amalgamate.

Ungete bene la teglia dove verserete il vostro impasto. Decorate la superficie con rosmarino, pinoli e noci e un bel giro di olio.

Infornate a forno caldo in modalità ventilata a 200 C per circa 15/20 minuti (non deve abbrustolirsi).

Servite tiepido e tagliato con i tipici quadrotti. Si accompagna bene a dell’ottima ricotta fresca.

DOLCI

Torta di grano saraceno

Ho imparato ad amare l’autunno in età adulta. Da bambina non era una stagione da me molto apprezzata…la trovavo infinitamente triste, le giornate più corte e spesso piovose. Adesso non è così. Specialmente il mese di ottobre entra fra i miei preferiti, la luce del giorno più ambrata, i colori accesi degli alberi con foglie dalle tonalità calde, il ritorno del forno acceso e anche delle candele profumate in casa. L’autunno è una stagione che insegna a lasciar andare, proprio come gli alberi, tutto ciò che più non serve alla nostra crescita o che ci migliora.

Beh, dopo tale premessa in cui affermo che si riparte con l’accensione del forno per cucinare le buone torte da credenza (anche se le temperature ancora inadeguatamente estive non sarebbero idonee), oggi condivido una torta che adoro e che fa parte della tradizione dolciaria del nord Italia, in particolare del mio amato Trentino Alto Adige. Si tratta della torta al grano saraceno con confettura di lamponi, una torta dal sapore aromatico e rustico che mi è sempre piaciuta e che è pure gluten free per cui davvero adatta alla colazione di tutti!

torta di grano saraceno e lamponi

Torta al grano saraceno e confettura di lamponi

(per 8 pp. – stampo 20 cm diametro)

Ingredienti

150 g farina di grano saraceno

150 g farina di nocciole (o mandorle)

140 g di zucchero semolato

120 g di burro semi fuso

2 uova grandi 

1 cucchiaio di grappa

1 cucchiaino colmo di bicarbonato di sodio

sale un pizzico

2 cucchiai di acqua tiepida (eventuale)

per guarnire

200/250 g confettura di lamponi

zucchero a velo

 

Procedimento

Montate gli albumi  a neve ben ferma e mettete da parte. In un’altra ciotola lavorate il burro semi sciolto con lo zucchero ed il pizzico di sale fino ad avere un composto omogeneo e spumoso. Unite la grappa e un tuorlo alla volta fino ad avere una crema omogenea. Aggiungete le farine a questo punto: la farina di grano saraceno, la farina di nocciole e il bicarbonato e mescolate bene.  Il composto risulterà corposo ed è normale, eventualmente aggiungete i due cucchiai di acqua tiepida. Mescolate bene  con spatola.

Unite adesso gli albumi montati ed incorporateli delicatamente con la spatola. Versate l’impasto in uno stampo da 20 cm imburrato ed infarinato con farina glutine free (oppure usate lo staccante spray). Cuocete in forno preriscaldato a 170° ventilato per circa 40 minuti, vale sempre la prova stecchino che deve uscire asciutto.

Fate raffreddare bene la torta. Tagliatela a metà in modo preciso per poterla farcire. Farcite dunque con la confettura di lamponi e decorate con zucchero a velo.

 

 

TRAVEL

Grecia on the road in 7 giorni

Meteora Grecia monastero

Un viaggio di quelli belli, quelli che più di altri rimarranno scolpiti nei ricordi. Specialmente adesso, che i figli son grandi, quando c’è la possibilità di viaggiare ancora tutti insieme mi sento grata, è un bagaglio che non pesa affatto, pieno di felicità che si riporta a casa…

Come siete abituati a leggere nelle pagine di questo blog i nostri sono viaggi molto itineranti e fisicamente impegnativi. La nostra idea di viaggio perfetto è scoprire più luoghi possibili non facendo i turisti ma i viaggiatori, zaino in spalla e via, on the road, facendo prevalere entusiasmo e voglia di conoscere  a dispetto della stanchezza. Questo è il nostro relax, la scoperta continua di nuove meraviglie e culture. Ogni volta scegliamo in famiglia insieme la meta, poi ho carta bianca  per tutta  l’organizzazione con itinerario, pernottamenti e visite. Ammetto che talvolta arriva qualche prevedibile e comprensibile imprecazione per i ritmi sostenuti della vacanza, tuttavia sono spot brevissimi e prevale la soddisfazione per un viaggio vissuto esattamente come siamo abituati per sentirci felici e appagati.

Questo nostro viaggio itinerante è stato perfetto per conoscere ed esplorare la Grecia continentale, ci siamo soffermati anche nei luoghi meno conosciuti dal turismo di massa e ci ha fatto assaporare questa nazione nella sua parte un po’ meno inflazionata rispetto alle spiagge da cartolina a cui tutti siamo abituati, una bella avventura on the road.

baia a Capo Sunio

Acropoli di Atene

Abbiamo volato da Fiumicino ad Atene e abbiamo frullato per 7 giorni con temperature poco ortodosse (se si può dire) e molti spostamenti non sempre rilassanti. La città di Atene, che è davvero il cuore pulsante della Grecia,  mi era stata presentata in modo molto diverso da come invece l’ho trovata, di cui mi sono innamorata peraltro. Si tratta di una grande città con grandi numeri e un traffico non banale, eppure anche nel caos mi è parsa ordinata, accogliente, pulita nonostante la popolosità. Si è presentata una capitale dall’atmosfera frizzante e molto giovane (mio marito direbbe “per forza, in giro trovi solo i giovani perché i vecchi non possono farcela ad attraversare la strada con un simile traffico! 😀 ) si è fatta amare fin dal primo sguardo, con i suoi colori, i palazzi dai terrazzi con piante che sbucano ovunque e i gatti che popolano i marciapiedi, Atene è una città da vivere a corsa e a passo lento al tempo stesso.

Ecco il nostro viaggio in luglio 2023:

giorno 1: arrivo ad Atene praticamente di notte a  causa  del ritardo del volo aereo (mica penserete ad un giorno perso? Nooo, abbiamo girellato nei dintorni di Fiumicino e poi ci siamo divertiti in aeroporto), ritiro auto a noleggio e sistemazione per la notte in appartamento vicino all’aeroporto (a letto alle 2)

giorno 2: (450 km) partenza da Atene ore 7,30, temperatura di 45 gradi reali e percepiti pure di più, in direzione nord, sosta a Delfi per vedere le famose rovine il tempio di Apollo e il tempio di Atena , poi ripartenza verso il museo a Termopili e passaggio da Lamia (questi ultimi due luoghi non li abbiamo trovati granché interessanti, forse un po’ demotivati per il caldo assurdo). Arrivo nel tardo pomeriggio a Kalambaka/ Kastelia, luoghi magici. Il nostro appartamento godeva di una suggestiva vista sulle falesie di arenaria dove sono edificati i monasteri. La sera siamo partiti in cerca della vista panoramica di Meteora con il calar del sole, suggestione e stupore puro. Poi prima di fiondarsi nel letto ci siamo goduti una cena tipica greca.

Delfi – Tempio di Apollo

Meteora – Monastero Varlaam

giorno 3: (250 km) partenza al mattino presto per la stupenda strada panoramica che collega tutti i monasteri a Meteora che letteralmente significa in mezzo all’aria, si tratta di una località molto conosciuta della Grecia settentrionale, importante e imponente centro della Chiesa ortodossa, dichiarata patrimonio dell’umanità mio trovo davvero si tratti di un patrimonio di rara bellezza. Solo sei monasteri ad oggi sono ancora abitati. Abbiamo passeggiato, fatto soste foto da togliere il fiato e visitato all’apertura il Monastero di Varlaam, veramente stupendo. Abbiamo trascorso tutta la mattina a zonzo in quei luoghi di una bellezza unica. Poi pranzo a Kalambaka e partenza per Itea, una località costiera non turistica circondata da montagne, con una spiaggia all’interno del Golfo di Corinto dal mare ciottoloso e molto calmo, un luogo rilassante con un lungo mare davvero carino. Qui abbiamo soggiornato in un hotel (l’unico di questi giorni) direttamente sulla spiaggia, con camere con terrazzo vista mare e di cui ricorderemo la perfetta accoglienza, il profumo di mare e i sorrisi. Itea peraltro ha un lungomare ricco di localizzi molto carino, infatti abbiamo optato per una cena di pesce sul mare.

Meteora panorama da strada panoramica

cena lungomare a Itea

Itea – chiesa ortodossa

giorno 4: (220 km) mattinata lenta, buona colazione locale e un po’ di relax al mare. Subito dopo pranzo siamo partiti per Atene. Sistemazione nel nostro appartamento in zona residenziale (Pangrati) adiacente allo stupendo stadio Panathinaiko  ed al centro della città e in serata salita sulla collina di Lycabettus con funivia. Da questa collina si può godere di una vista superlativa di tutta la città e soprattutto dell’Acropoli che vista da lì toglie il fiato, un panorama pazzesco. Poi siamo rientrati ed abbiamo cenato in un localino chic senza sembrarlo vicino al nostro appartamento.

Itea – mare nel Golfo di Corinto

Panathinaiko

vista serale dalla collina di Lycabettus

tramonto collina di Lycabettus

giorno 5: (350 km) partenza per visitare una grande opera di ingegneria di fine 1800, l’Istmo di Corinto che unisce la Grecia continentale alla penisola del Peloponneso, separando il Mar Ionio dal Mar Egeo. Imperdibile, una vista mozzafiato. Poi abbiamo proseguito per visitare Corinto antica con  il suo sito archeologico e poi abbiamo fatto una breve sosta a Loutraki, famosa località balneare a nord-est di Corinto. Siamo poi ripartiti senza farci frenare dal caldo verso Capo Sunio, il suo tempio di Poseidone a picco sul mare è davvero spettacolare. Prima di accedere  al tempio ci siamo concessi il più bel bagno di questa vacanza. Abbiamo trovato una caletta limpida e selvaggia che era accessibile da un sentiero immerso nella vegetazione, una piccolissima baia tutta per noi, cambio costumi, un tuffo rinfrescante e pronti per riaffrontare la calura! Siamo poi rientrati ad Atene passando per il Pireo e sosta obbligata al palazzetto  e allo Stadio della pace e dell’amicizia lì in zona. Cena greca nel nostro quartiere.

Istmo di Corinto

Corinto antica

giorno 6: (quasi 17 km) tutto il giorno dedicato alla città di Atene rigorosamente a piedi. Sveglia alle 6,45 direzione Partenone, che apre alle 8 in questo periodo, per non fare la coda sotto il sole. Inutile dire che già al mattino presto l’affluenza è notevole ma altrettanto notevole è la maestosità e meraviglia di un simile sito. Davvero un luogo da vedere una volta nella vita! Poi abbiamo proseguito alla volta di quartieri adiacenti. Anafiotika sono vicoletti situati ai piedi dell’Acropoli, è impressionante quanto risultino isolati rispetto alla città, le viuzze bianche sono immerse nella pace e nel silenzio come fossero un piccolo rifugio. Poi abbiamo camminato in direzione Piazza Syntagma, polo centrale del centro città dove abbiamo assistito al cambio della guardia. Abbiamo dunque proseguito per le vie turistiche e deliziose di Monastiraki. Non potevamo esimerci da una visita al Mercato Municipale Centrale dove la vita del commercio è verace e pulsante con il suo mercato del pesce e carne (peraltro segnalo in zona carne il ristorante Epirus molto tradizionale). Abbiamo poi pranzato in una terrazza panoramica e un po’ chic dell’hotel Pallas lì vicino, ogni tanto non disdegno la comodità più ricercata purché non sia snob, i prezzi sono assolutamente accessibili nonostante lo standard superiore e il relax fresco in una giornata impegnativa ci ha fatto bene. Dopo pranzo visita al Museo Archeologico Nazionale di Atene, il più grande della Grecia, dove abbiamo potuto ammirare fra le altre cose la maschera d’oro di Agamennone (da sempre vista nei libri di storia), qui un po’ di presentazione. Un museo grande e ricco di opere di arte ellenica, merita senza dubbio. Stanchi ma ancora combattivi abbiamo attraversato il quartiere politico Kolonaki della città per poi rientrare con le gambe un po’ pesanti ma gli occhi pieni di bellezza al nostro appartamento. Ultima cena ad Atene in una delle piazze più vive del nostro quartiere.

Partenone

Anafiotika

Mercato comunale ad Atene

Museo Archeologico Nazionale – maschera di Agamennone

giorno 7: (50km) colazione ateniese, visita al quartiere Exarchia caratterizzato da murales a sfondo politico ovunque, librerie anarchiche e in cui si respira un’atmosfera dissidente e alternativa, oltrepassare la linea invisibile che divide questo quartiere da quelli adiacenti è come saltare al di là di un confine, sicuramente è un punto di vista della città non convenzionale, merita la visita. Poi rimessi in viaggio, sosta allo Stadio Apostolos Nikolaidis e siamo tornati a riportare l’auto che ci ha scarrozzato in queste belle giornate e ci siamo avviati in aeroporto.

quartiere Exarchia

stadio Apostolos Nikolaidis

Adesso che ho messo nero su bianco tutto mi rendo conto che sia un tour davvero tosto, però vi garantisco che merita davvero. È stato un viaggio che sicuramente ha superato le aspettative che avevo, che consiglio e che mi ha lasciato davvero dei bei ricordi e tanta bellezza. Se vi capita l’occasione partite per la Grecia e scopritela al di là delle classiche isole famose per la vita di mare, credo davvero che meriti molto e che regali grandi emozioni, se poi viaggiate con chi amate sarà tutto amplificato <3 .

Parliamo anche della cucina greca? Beh che dire, un mix di sapori decisi e sicuramente appetitosi, forse un po’ monotona rispetto alla varietà a cui siamo abituati, tuttavia noi abbiamo davvero mangiato bene: Siamo abituati ai prodotti più conosciuti: lo yogurt greco, il miele e l’olio.

Piatti tipici: Insalata greca: pomodori, cetrioli, cipolla, peperoni, feta e origano.  Zatziki: Salsa di yogurt con cetriolo ed aglio. Tyropita: Pasta ripiena di formaggio feta. Spanakotiropites: Calzone con formaggio e spinaci. Saganaki: Formaggio fritto. Il famoso Souvlakispiedino in greco da souvla (spiedo) e aki (che significa “ino”) che può essere di maiale o pollo. Il Pita Gyros, simile al kebab ma tipico greco, anche questo può essere sia di pollo che di maiale e viene inserito in una specie di “piadina cicciotta” tipica della terra ellenica. Per quanto riguarda i dolci: Baklava greca: il più famoso tra i dolci greci, anche se di origine turca, si tratta di una torta preparata sovrapponendo strati di pasta fillo alternati a mandorle tritate e miele greco. Kataifi: racchiuso in una matassa di pasta fallo croccante, anche questo a base di frutta secca e miele.

antipasto greco con olive

insalata greca con feta

kataifi

 

INFORMAZIONI PRATICHE PER IL VIAGGIO:

  • voli: fissateli con largo anticipo cercando le migliori offerte. Noi abbiamo volato con Ryanair con solo una zaino a testa (le zingarate convenienti che mi piacciono se ben organizzate), risparmio economico e di tempo.
  • per la Grecia sarà sufficiente solo la carta di identità, ma consiglio sempre di portare il passaporto.
  • prima di ogni viaggio all’estero suggerisco sempre di registrarsi al sito della Farnesina che ne terrà di conto qualora ci fossero problemi e vi contatterà per aggiornamenti via sms. A noi è successo più volte, quest’anno il problema erano gli incendi seppur noi non ne abbiamo trovati, per fortuna.
  • orario: è un’ora in più rispetto all’ora italiana.
  • la copertura sanitaria è garantita dalla tessera sanitaria. Se avete particolari problemi di salute vi suggerisco comunque di stipulare una polizza sanitaria.
  • non abbiamo trovato pressoché nessuno che parlasse italiano, tuttavia anche nei paesini quasi tutti parlano un buon inglese.
  • se dovete noleggiare un auto vi consiglio di farlo dall’Italia controllando bene tutte le condizioni, non fatevi ingannare dalle super offerte, vi consiglio di spendere un po’ di più ma coprire la franchigia, la guida in Grecia è tutt’altro che agevole e non hanno molta cura delle auto per botte e graffi. Attenzione: calcolate sempre che la vostra carta di credito a garanzia verrà bloccata per una cifra attorno ai 1000 euro che vi rientreranno sbloccati dopo una quindicina di giorni se tutto fila liscio.
  • il traffico e la viabilità: Atene necessita di grande capacità, Marco (mio marito) è molto abile e si è districato molto bene nonostante il caos e parcheggi improponibili, io sarei stata in difficoltà. Sempre per la città di Atene da considerare che le strade sono  una salita e una discesa continua e i motorini sbucano ovunque, pure sui marciapiedi. Le autostrade sono buone e il pedaggio si paga anticipato. Le strade extraurbane, che sono molte, non hanno molti servizi e spesso sono completamente isolate per km, siate previdenti con la benzina e muovetevi con il navigatore. Usando Google Maps vi troverete bene.
  • sicurezza: buona ovunque, anche ad Atene non ci siamo mai sentiti in difficoltà.
  • sicurezza alimentare: nessun problema con l’acqua, peraltro spesso nei ristoranti viene servita in caraffa quella del rubinetto.
  • Accessibilità: purtroppo per i disabili devo dire che si tratta di un viaggio poco fattibile, ho incontrato moltissime barriere architettoniche e, ad esempio, a Meteora la visita ai monasteri non è possibile.
  • Musei e siti archeologici: se esibite il passaporto, in quanto membri della Comunità Europea, tutti i giovani sotto 25 entrano gratuitamente ovunque. Ottima cosa per le famiglie!
  • per la visita ai monasteri di Meteora informatevi bene su giorni di chiusura e orari. Tutti i monasteri hanno caratteristiche diverse. Qui potete informarvi.
  • visita dei grandi siti archeologici: se andate d’estate mettete in conto temperature molto elevate, ragion per cui gli orari di apertura possono subire variazione, esempio la chiusura nelle ore più calde, i siti non sono aggiornati
  • ristoranti: si mangia bene un po’ ovunque a prezzi molto contenuti rispetto ai nostri. Per scegliere il locale giusto affidatevi ai consigli dei locali.
  • copertura WI-FI buona pressoché ovunque.
  • prese elettriche senza necessità di adattatore.
  • questa volta ho prenotato tutti gli hotel tramite Booking con cancellazione gratuita, mi sono trovata molto bene ed ho trovato un ottimo rapporto qualità prezzo. Di seguito quelli da me scelti con i punti forti riscontrati:

Joan’s airport apartment: (Artemida) appartamento senza troppi fronzoli ma funzionale in zona vicina all’aeroporto, seppur non facile da trovare con il navigatore.  La  signora Joan tuttavia è stata davvero molto ospitale, noi siamo arrivati di notte e ci ha accolto con grande gentilezza e disponibilità.

Guesthouse Kastelia: (Kalambaka) un appartamento stupendo con vista superlativa, l’host gentilissima e parlava un ottimo inglese, molto disponibile nel fornire consigli utili. 

Trocadero Boutique hotel: (Itea) l’unico hotel di questo viaggio. Bello, pulito e accoglienza davvero lodevole. Situato direttamente sul mare con camere terrazzate vista mare, buona e varia anche la colazione, super consigliato.

Olympus residence: (Atene) appartamento situato in un quartiere delizioso adiacente al centro, pulito, accogliente e funzionale. Ottimo servizio di reparto laudry e palestra ben attrezzata. Perfetti  check-in e check-out. Ci tornerei senza dubbio.

Spero che i miei consigli di viaggio vi siano utili e se volete sarò ben lieta se vorrete condividere questo mio post. Viaggiate se potete è il mio augurio più grande!

 

 

DOLCI

Zuccherini di Porretta

So bene di esser meno presente su queste pagine, cercherò di farmi perdonare con la qualità di ciò che propongo. Credo che poche delle ricette di cui ho scritto mi catapultino nella mia infanzia quanto questa. Devo altresì dire che non amavo particolarmente questi dolcetti da bimba, ho iniziato poi ad adorarli crescendo e sentendo quanto mi riportassero a profumi “materni” legati a mia nonna.

Tipici dell’Appennino tosco emiliano e del bolognese, erano dolcetti tanto cari a mia nonna che ogni volta che si recava a Porretta Terme ne riportava a casa per gustarli. Si tratta di ciambelline dolci tradizionali che venivano preparate per  feste e occasioni importanti come i matrimoni. Tipica la loro forma ad  anello nuziale che volevano regalare felicità e prosperità agli sposi novelli. 

La preparazione è fatta di ingredienti semplici che regalano a queste ciambelline un sapore genuino e dal profumo di anice da me tanto amato. Hanno anche la bella qualità di conservarsi per diversi giorni rimanendo buonissime.

Zuccherini 

Ingredienti

  • 170 g di farina
  • 30 g olio di semi
  • 50 g zucchero
  • 1 uovo grande
  • 1 cucchiaino di semi di anice
  • 1 cucchiaino raso di bicarbonato di sodio
  •  un pizzico di sale
  • Per la glassa:
  • 1 cucchiaio di liquore all’anice
  • 2 cucchiai di acqua
  • 120 g zucchero
  • 2 cucchiaini di amido di mais

Preparazione

Sbattete l’uovo con lo zucchero fino ad avere un composto omogeneo. Aggiungere l’olio pian piano ed amalgamare.

Aggiungere setacciati sia la farina che il bicarbonato e mescolare per ottenere un impasto omogeneo e compatto.

Unire i semi di anice ed il sale.

A questo punto staccate delle porzioni di impasto e arrotolatele dando una forma allungata di un cm circa e formate delle ciambelline.

Disponete le ciambelline distanziate su una teglia ricoperta di carta da forno e infornate a forno caldo a 170° per 15 minuti circa in modalità ventilata.

Preparate la glassa in una casseruola, mettete lo zucchero, il liquore di anice e l’ amido di mais insieme e portate ad ebollizione fino alla formazione di un composto  denso.

Una volta pronta  la glassa spegnete il fuoco e tuffate gli zuccherini cotti nella casseruola in modo che  la glassa vada a ricoprirli bene.

Disponeteli ad asciugare bene su di una grata avendo cura di tenerli ben distanziati.

Se riposti in un contenitore ermetico si conserveranno per circa un mese.

 

TRAVEL

Rodi (Grecia) in aprile

Viaggiare è una delle mie più grandi passioni nonché della mia famiglia. Siamo dei viaggiatori incalliti, ragion per cui quando ci è possibile partiamo sempre volentieri, in ogni stagione dell’anno. Viaggiare significa scoprire che tutti hanno torto riguardo agli altri paesi, significa aprirsi alla comprensione ed alla cultura, e quindi aprire il proprio cervello e soprattutto il proprio cuore.

Ma parliamo della bella Rodi, merita visitarla fuori stagione? Assolutamente sì. Siamo appena rientrati da una breve vacanza nell’isola di Rodi in aprile e sono state delle bellissime giornate. L’isola di Rodi ha un clima piacevole in ogni stagione dell’anno e anche in primavera si presta ad esser visitata, anzi è pure preferibile da scoprire in bassa stagione poiché scevra della ressa dei turisti tipica dell’estate.

Rodi è la più grande e orientale delle isole del Dodecaneso e del Mar Egeo, si trova vicinissima alle coste turche. È un’isola storicamente  famosa per il Colosso ed i Cavalieri di San Giovanni, dal punto di vista naturalistico si fa ricordare per le sue scogliere rocciose, per i suoi tratti ancora piacevolmente selvaggi, le sue spiagge di sabbia dorata, il mare cangiante dal cristallino al turchese e la natura rigogliosa.

Abbiamo scelto di soggiornare in una località balneare molto carina: Ialyssos beach che si trova in un punto strategico, vicina sia a Lindos che a Rodi città e comodissima per la vicinanza all’aeroporto. Rodi non è certo un’isola minuscola tuttavia si riesce a girare bene con un’auto, peraltro a me piace molto ammirare i luoghi on the road. Adoro le strutture collocate direttamente sul mare, svegliarsi e addormentarsi con il profumo della brezza marina è vacanza ancor più.

Lindos è il punto più conosciuto dell’isola, croce e delizia dei luoghi più visitati. È certo un luogo che trasuda storia e antiche gesta ma sicuramente è anche ben “ricostruito” per il turista, tuttavia merita il viaggio e rimane ineludibile. Ci si trova di fronte all’unico villaggio “cicladico” dell’isola, ai piedi di un’affascinante acropoli che ci ha incantato. Si può salire all’acropoli a piedi o in sella ad un ciuchino, e certamente la salita sulle pietre lisce e scivolose vale la fatica. I vicoli bianchissimi del villaggio sono tanto turistici quanto deliziosi, ci si perde volentieri fra negozietti e colori.

Il mare dell’isola, che risulta ancora piacevolmente selvaggia,  è splendido e i suoi colori cangianti si notano non soltanto nelle spiagge più famose come quella dell’arenile di Faliraki o quella  privata Grand Bleu (la foto in evidenza) ma anche nel porto di Rodi town, dei colori unici!

Mi sono innamorata di Rodi città, passeggiare fra le sue mura e vicoli mi è piaciuto moltissimo.  Un miscuglio di città dei balocchi vacanziera, assieme alle sue vie acciottolate medioevali. Ci sono stradine storiche dove sembra che un cavaliere  possa sbucare dietro ogni angolo. Gli abitanti accolgono i turisti dando l’impressione quasi di esser confusi nel mostrare la propria città così perfettamente mescolata fra una fresca modernità e l’antichità che rimane ancora affascinante.
Le mura stupende della città fanno da cornice a vicoli perfetti. La grande Moschea di Solimano sorge nel noto quartiere popolare chiamato Chora, ed è di sicuro una delle costruzione più famose ed importanti della città. Bella la fortezza di San Nicola e suggestivo il porto di Mandraki con i suoi deliziosi mulini a vento che si prestano a far da sfondo a degli scatti perfetti.

La cucina greca è buona e variegata. Ottima l’insalata con olive, cetrioli e feta. Ottimo anche il miele prodotto in loco. La ricetta più famosa, a livello internazionale, è la Pita gyros, un piatto composto da strisce di maiale condite con la tradizionale salsa tzatziki, insalata, pomodoro, cipolla e servita con le patatine fritte. Il pane e le focaccette spesso sono aromatizzati con cumino.

Come in altre occasioni abbiamo goduto di questo viaggio assieme ad una compagnia ormai collaudata e perfetta, la mia amica Vaty e la sua famiglia. Insieme alle persone giuste e in linea con il nostro cuore scoprire gli angoli di questo pianeta è ancor più bello! <3

 

INFO PRATICHE

  • la Grecia è un’ora avanti rispetto all’Italia
  • per visitare Rodi occorre un documento di identità valido per l’espatrio, no passaporto.
  • l’assistenza sanitaria è garantita con la nostra tessera sanitaria
  • per raggiungere l’isola occorrono circa 3 ore di volo
  • si riescono ancora a trovar buone tariffe per il volo, occorre monitorare i siti delle compagnie low cost. Noi questa volta siamo partiti dall’aeroporto di Bergamo. Ho verificato che si trovano più facilmente  voli diretti a buon prezzo
  • fuori stagione molte strutture ricettive offrono pacchetti a prezzi davvero stracciati. Si trovano anche offerte all inclusive davvero ottime
  • consiglio di prenotare un’auto subito fuori dall’aeroporto, è il miglior modo per visitare l’isola. Abbiamo optato per Pefkos (mail: info@pefkosmare.com) che hanno ottimi prezzi e garanzia full insurance.
  • il cibo è buono, ottime le olive,  la feta e il mile. Le pietanze non sono troppo speziate. Mi sento di cosigliare di evitare i cubetti di ghiaccio nelle bevande nonostante l’acqua sia potabile per non incorrere in disturbi spiacevoli.
  • visitare Lindos in estate non credo sia impresa facilissima sia per trovar parcheggio che per l’affluenza di turisti nel villaggio, consiglio di farlo in orari strategici. Altro avvertimento importante: l’accesso è davvero difficoltoso per i disabili e per i bimbi in passeggino, inoltre il sito -pur bellissimo- è davvero pericoloso poiché ci sono aperture non protette da barriere, occorre porre molta attenzione.
  • partite e innamoratevi di Rodi!