DOLCI

Canelés de Bordeaux

Reduce dal recente viaggio in Francia (seppur in altri luoghi) ecco che mi è venuta voglia dei tipici dolcetti di Bordeaux: i canelés! Li conoscete? Sono davvero deliziosi! Credo che meriti accendere il forno anche in estate pur di gustarli a colazione…n’est pas? 😉

Hanno una storia non casuale: Bordeaux era un importante porto, gli ingredienti  quali zucchero, vaniglia ed il rum (ingrediente fondamentale per l’ ottima lievitazione!!!) erano  provenienti dalle Colonie…le fonti storiche dicono che gli antenati dolci dei canelés facciano capolino nel XVIII secolo preparati dalle monache del convento dell’Annunziata presso la chiesa di Sant’Eulalia, così sono nati questi meravigliosi dolcetti 🙂

Quest’estate la mia produzione seriale di biscotti e dolcetti ha conosciuto un po’ di calo, vuoi per la miriade di impegni che mi rubano tempo e vuoi per le minacce continue da parte del consorte per non scaldare troppo la casa con il forno, tuttavia non riesco proprio ad esimermi del tutto dall’ usarlo, necessito di bontà fatte in casa e poco elaborate per iniziar bene la giornata! Poi adesso che consumo la mia colazione fuori, immersa nella terrazza fiorita, ancor di più! Lo so… in certi frangenti divento sentimentale, ma come ben sapete i sentimenti sono più delicati delle uova  😉

Cannelés de Bordeaux

  1. 500 ml di latte
  2. 250 g di zucchero
  3. 2 uova intere
  4. 1 tuorlo
  5. 2 cucchiai di rum
  6. 1 baccello di vaniglia (semini)
  7. 110 g di maizena
  8. 25 g di burro

Mescolate in una ciotola le uova e lo zucchero. Poi aggiungete la maizena e mescolate nuovamente.

Scaldate il latte con il burro fuso e la vaniglia. Portate dunque ad ebollizione e mescolate bene prima di spegnere il fuoco. Aggiungente questo composto intiepidito nella ciotola contenente uova, zucchero e maizena. Quando tutto è freddo aggiungete il rum (ingrediente imprescindibile)

Riponete in frigorifero e lasciate riposare per almeno 24 ore, mescolando  nel frattempo almeno un paio di volte. Riempite lo stampo da canelés a 5 mm dal bordo e infornate a forno ben caldo.

Per la cottura: 10 minuti a 230°C + 40/45  minuti a 180°C.

Attenzione: si  gonfiano molto in cottura e durante il riposo si abbassano, se la cottura non  è perfetta si afflosciano compromettendone il risultato. Si conservano per 3/4 giorni coperti da una campana di vetro.

TRAVEL

Tre giorni in Provenza e Costa azzurra

Fra le pagine di questo blog non racconto soltanto il mio amore per il cibo ma anche quello per i viaggi. Esplorare gli angoli di questo mondo per esplorare se stessi, passione con cui ho contagiato anche i miei figli che si adattano da sempre e con entusiasmo ai miei tour de force! Certo, viaggiare secondo i miei programmi non è facile, ma alla fine aver ottimizzato ogni minuto a disposizione ripaga della fatica (e comunque è risaputo che la lavanda ha  proprietà rilassanti no?  😉 )

Da molto desideravo visitare la Provenza, in particolar modo durante la fioritura della lavanda… era nella mia personale wish list da un po’! Abbiamo scelto di partire alla scoperta di questa regione anche se avevamo pochissimi giorni a disposizione, sperando di goderla comunque appieno, e così è stato! Abbiamo visitato tantissimi luoghi e ci siamo immersi nell’aria provenzale delle sue vallate punteggiate da frutteti, sterminati campi viola di lavanda in fiore, fiumi gagliardi e sorgenti gorglianti…e qua e là rovine romane, paesini arroccati, foreste cupe e profonde, borghi medievali sparsi fra le colline, un caleidoscopio di colori e tradizioni!!!

Come ho scritto, se non si spreca tempo, in un week end lungo si riesce a vedere molto , di seguito vi indico il nostro programma di viaggio:

I giorno: siamo partiti “comodi” dalla nostra Pistoia (ok, ammettiamolo, non ci siamo svegliati all’orario prefissato 🙂 ) e dopo varie soste lungo il percorso siamo arrivati nel Parc du Verdon, abbiamo pranzato vista lago al Lac de Ste.-Croix così abbiamo potuto visitare quel borgo davvero carino insediato a bordo di  acque verdissime, ci siamo davvero rigenerati! Siamo dunque ripartiti alla volta di Valensole … ecco, un sogno!!! Ci hanno accolto i rigogliosi campi di girasoli e lavanda, esattamente quelli immortalati nelle cartoline! Siamo scesi e ci siamo immersi nel viola, nei profumi ed abbiamo fatto innumerevoli foto! (p.s. se avete timore delle api, ecco, non fa esattamente al caso vostro ;-)! ), abbiamo poi visitato il suo centro e Manosque e ci siamo diretti verso l’ elegante Aix-en-Provence dove abbiamo fatto una bella passeggiata al tramonto, la luce dorata si diffonde sui suoi palazzi color miele e si può sempre trovare refrigerio sulle sue panchine all’ombra dei platani! Infatti abbiamo cenato su una di queste mangiando buonissimi sandwich acquistati in boulangerie!

lac-ste-croix

(scorci di Ste.-Croix)


plateau-de-valensole

(champs de lavande Valensole)

(scorci di Aix-en-Provence)

II giorno: sveglia presto, colazione sontuosa con i famosi pain au chocolat e via per scoprire tanti altri angoli caratteristici! Prima tappa la piccola cittadina di Isle-sur-la-Sourge percorsa dai suoi canali con antiche ruote idrauliche in legno ormai ricoperte di muschio (e qui abbiamo trovato anche un caratteristico mercato cittadino!). Quindi ci siamo diretti a Fontaine-de-Vaucluse, ancor più affascinante a mio avviso… le sue chete acque di giada rispecchiano i suoi ombrosi platani, la bellezza di questo borgo ha ispirato pure Petrarca! 

(Isle-sur-la-Sourge)

(Fontaine-de-Vaucluse)

Quindi siamo ripartiti per pranzare in un altro tipico borgo: Gordes, il paese arroccato è davvero molto carino…  anche se molto turistico ahimè! Merita sicuramente di esser visitato anche per la sua vicinanza con uno dei luoghi più fotografati della Provenza: l’ Abbazia di Sénanque, una vera cartolina naturale!

gordes

(Gordes)

(Abbaye de Sénanque)

Abbiamo poi trascorso il resto del pomeriggio fra il caldo torrido e km macinati a piedi in un ambiente che sembra davvero desertico: Roussillon con il brillante color ocra del suo abitato e il suo Sentier des Ocres  da percorrere (attenzione NON indossate scarpe bianche o nuove, la terra ocra si attacca tremendamente!). Ultima tappa avventurosa: ci siamo diretti verso il suggestivo Colorado Provençal che abbiamo percorso quando il sole iniziava a scendere rendendolo ancor più affascinante! Un luogo che ho amato particolarmente …

(Sentier des Ocres)

(Colorado Provençal)

Infine abbiamo cenato e pernottato ad APT, dove abbiamo trovato i trattori per la festa della lavanda ed io ne ho presa un bel mazzo! Per la gioia del viaggio di ritorno in cui abbiamo fatto molte ore immersi nel suo profumo 😀

III giorno: Dopo una buona colazione siamo ripartiti per il nostro tour, considerando il nostro rientro in Italia a fine giornata siamo ripartiti direzione Verdon, ancora ci siamo emozionati attraversando da nuove strade  e nuove angolazioni le plateau de Valensole! Abbiamo quindi scelto di fare tappa a Moustiers-Ste.-Marie un paese davvero grazioso ai piedi della roccia, caratteristico e ben curato, famoso per i suoi abili artigiani di ceramiche. Qui abbiamo percorso la salita panoramica per arrivare alla chapelle de Notre Dame-de-Beauvoir e ci siamo poi fermati per il pranzo. Nel primo pomeriggio ci siamo diretti al Pont de Galetas dove si aprono le Gorges du Verdon, delle acque verdissime che ricordano i panorami mozzafiato del mare asiatico 😉 ! Dopo qualche scatto siamo ripartiti alla volta di Monaco e Montecarlo in Costa Azzurra…ma di questo vi parlerò in un post a parte! Alla fine siamo tornati a casa nostra per mezzanotte, come Cenerentola :-D!

 (Moustiers-Ste.-Marie)

(Pont de Galetas – Gorges du Verdon)

Che ne dite? Un viaggetto di pochi giorni che sembra durato un’intera settimana!!! I viaggi rigenerano sempre, anche quando improvvisati e fatti con ritmo serrato! Sono stati giorni che conserverò fra i ricordi più belli, sorrisi, allegria e coccole formato famiglia, panorami che infondono la bellezza nel cuore!

Chiedetemi se ero felice! … <3

 

 

SECONDI PIATTI

Fagiolini serpenti in umido

Luglio è arrivato e, da tradizione pistoiese, una delle ricette tipiche di questo periodo sono i fagiolini serpenti in umido. Innanzi tutto occorre dire che non sono veri e propri fagiolini, ma appartengono ad un’altra famiglia. Vengono chiamati fagiolini serpenti o fagiolini di Sant’Anna (perché il primo raccolto avviene intorno al 26 luglio, che è appunto la festa della santa), ma con il fagiolo hanno poco a che fare e possono addirittura essere lunghi fino a 1 mt!  Il patrono di Pistoia è S. Jacopo (25 luglio) ed in quel giorno è obbligatorio cucinarli! Adoro onorare le tradizioni, mi sanno di abbraccio familiare e tutti i ricordi positivi che ho della mia infanzia sono legati a tradizioni culinarie 😉

Prepararli non è affatto difficile e sono un contorno gustosissimo, l’unico difetto che a hanno è che obbligatorio  mangiare insieme a questa pietanza una bella quantità di pane!!! Adios dieta per prova costume! (no, ok, lo ammetto. Il problema non mi tange 😉 )…

Fagiolini serpenti in umido

(per 4 pp.)

  • 600 gr di fagiolini serpenti
  • 1/2  cipolla di Tropea
  • 1 spicchio di aglio
  • 4/5 pomodori maturi
  • 4 foglie grandi di basilico
  • una punta di peperoncino
  • sale q.b.
  • olio extra vergine di oliva

Lavate e pulite i fagiolini serpenti togliendo le due estremità.

Affettate finemente la cipolla di Tropea assieme alle foglie di basilico.

Tagliate i pomodori maturi a dadini piccoli

In ampio tegame mettete lo spicchio di aglio intero, il trito di cipolla e basilico, il peperoncino ed i pomodori a dadini con poco sale grosso, aggiungete due cucchiai di acqua e fate insaporire un minuto mescolando.

Aggiungete i fagiolini assieme a due bicchiere di acqua e coprite. Cuocete a fiamma bassa, mescolate di tanto in tanto per circa 40 minuti e comunque fin quando i fagiolini serpenti saranno morbidi ed amalgamati con il pomodoro. Se necessario aggiungete poca acqua calda per arrivare a cottura. 

Infine aggiustate il sale e un generoso giro di buon olio extravergine di oliva.

 

PRIMI PIATTI

Pasta fredda con avocado noci e pomodori

Questa pasta fredda con avocado noci e pomodori è un misto di sapori intriganti, non è la solita pasta fredda (che solitamente non apprezzo molto) ed è molto nutriente, perfetta da portare in ufficio o come piatto unico, questo anche in ragione  della presenza dell’ avocado.

Non siamo tutti uguali per fortuna, se ci affacciamo alla finestra o sostiamo in una stazione si possono veder passare davanti ai nostri occhi un caleidoscopio di storie che le persone si portano appresso, alcune le indossano con convinzione, altre vorrebbero quasi buttarle oltre sé stesse, fatto sta che ognuno ha una storia leggera o pesante sulle proprie spalle e non è prescindibile da ciò che si è. Tutti siamo diversi e a volte ci sentiamo completamente estranei rispetto agli altri, eppure è sempre possibile trovare qualcuno che ci sia affine, che per certi versi ci assomigli 😉

“Ero solita pensare di essere la persona più strana del mondo ma poi ho pensato, ci sono così tante persone nel mondo, ci deve essere qualcuna proprio come me, che si sente bizzarra e difettosa nello stesso modo in cui mi sento io. Vorrei immaginarla, e immaginare che lei debba essere là fuori e che anche lei stia pensando a me. Beh, spero che, se tu sei lì fuori e dovessi leggere ciò, tu sappia che sì, è vero, sono qui e sono strana proprio come te.”
                                                                Frida Kahlo

Pasta fredda con avocado, noci e pomodori

(per 4 pp.)

350 g di pasta

1 avocado piccolo

4/5  pomodori piccadilly

5 noci

succo di limone

paprika dolce

olio extravergine di oliva

pepe nero

sale

 

– Lessate  la pasta in acqua bollente salata. Scolatela al dente e passatele sotto l’acqua fredda per fermare bene la cottura.

– Sbucciate l’ avocado tagliatelo a cubetti ed irroratelo con del  succo di limone affinché non annerisca. Tagliate i pomodori a dadini , schiacciate le noci e fatele  a piccoli pezzi. 

– Prendete una ciotola ed unite a questo punto la pasta,  aggiungete l’avocado, i  pomodori a dadini, le noci, la paprika,  il pepe nero macinato fresco, ed irrorate con olio extravergine aggiustando eventualmente il sale e servite.

 

 

 

DOLCI

Risolatte (dessert di riso alla greca)

ricetta-risolatte

 Questo dessert semplice e fresco è l’ ideale per questa stagione, la crema di riso alla greca ha poche vanità, è essenziale, non frega su nulla, è un dessert onesto e che sa di autentico e genuino, come le cose migliori…

Poche cose mi fanno indignare come la palese ingiustizia. E dire che ogni giorno tutti ne vediamo… che talvolta ci ritroviamo rassegnati a dire “tanto va così…”, e dire ancora che, come genitore, ho sempre voluto passare l’ insegnamento che bisogna avere il coraggio di indignarsi per sé e per gli altri di fronte a torti evidenti, che le cose si possono cambiare con volontà, determinazione ed impegno. Ho voluto, voglio e vorrei poter passare questo monito, capita però che tutti i buoni propositi genitoriali vengono gettati alle ortiche quando ci si scontra con la realtà.  Riflessione doverosa, ma si respira e si prosegue con i sogni stretti in mano…meglio non dilungarsi ed invece gustarsi questo ottimo dessert perfetto a tutte le ore, magari anche prima di andare a dormire, una coccola per buoni sogni… si dice che il miglior cuscino sia una coscienza pulita, avanti tutta!

Risolatte

(2/3 persone)

500 ml di latte intero

50 g di riso roma (io Il Buon Riso)

25 g di zucchero di canna

10 g di maizena

1 cucchiaino scarso di cannella

1 cucchiaio di rum (facoltativo)

scorza di limone

 

Versate il latte in una casseruola tenendone da parte 2 cucchiai del totale. Mettete un pezzo di scorza di limone assieme al latte, il rum e portate ad ebollizione. Aggiungete il riso e cuocete circa 20 minuti.

A parte mescolate il latte messo da parte con la cannella e la maizena, amalgamate bene e aggiungete al latte caldo con il riso; quindi continuate la cottura per altri 5 minuti (dovrà apparire una crema densa ma non troppo!).

Fate intiepidire, togliete la scorza di limone e disponete in coppette di vetro che, se non consumate, conserverete in frigo fino a 3 giorni.

DOLCI

Waffle alla lavanda (senza burro!)

waffle-senza-burro-alla lavanda

Questi waffle alla lavanda sono un tripudio di gusto e leggerezza, la lavanda inoltre infonde calma e rilassa, è ciò che davvero mi occorre in questo periodo.  Sarà la maturità aquisita (o l’ età che avanza  😉 ? ),  ma inizio davvero ad essere intollerante nei confronti di molti genitori!  In particolar modo quelli che hanno la continua necessità di osannare le infinite capacità della prole (che poi è l’ unico modo di osannare sé stessi), oppure quelli che  fanno perennemente i sindacalisti dei figli o, peggio ancora, quelli che vivono sempre in antagonismo con i figli degli altri.  Serve davvero compararsi con gli altri? Può servire  e addirittura arrichirci quando le capacità ed i successi altrui sono uno stimolo per migliorare noi stessi, per infonderci coraggio con la classica frase “beh, allora posso farcela anche io!”, confortandoci che mettendoci impegno, costanza e fatica si possono ottenere ottimi risultati. Il continuo confronto con gli altri per prevaricarli, per cercar sempre di “essere di più”, per evidenziare l’ altrui fortuna a dispetto della nostra, per sminuirli …tutto questo è negativo e deleterio, una gara inutile che non porta beneficio a nessuno, specialmente ad un figlio. Il ruolo del genitore è senza dubbio il più difficile e nessuno ha la ricetta giusta a portata di mano, ma  chi ha la fortuna di poter crescere un nuovo essere umano dovrebbe cercare di passare i valori giusti e dovrebbe ricordarsi che ha una grande responsabilità nei confronti di tutti!

Giugno è tempo di risultati per i nostri ragazzi, tornei, pagelle, esami ecc… cosa possiamo offrir loro? Qualche pacca sulla spalla per alleviare la stanchezza, aumentare i sorrisi incoraggianti e magari qualche coccola culinaria in più! Questi waffle sono un perfetto alleato per iniziare la giornata! 😉

Waffle alla lavanda (senza burro!)

(per circa 8 waffle)

200 g di farina tipo 1

80 g di zucchero di canna

2 uova

45 ml olio di mais

100 g di yogurt bianco

2 gocce di essenza di lavanda (per uso alimentare)

1 cucchiaino di bicarbonato

miele di castagno

 

In una ciotola montate a neve ferma gli albumi. In un’ altra ciotola a parte mescolate la farina assieme allo zucchero, aggiungete lo yogurt, i tuorli, il bicarbonato e l’ essenza di lavanda; mescolate bene. Infine incorporate delicatamente gli albumi montati a neve in modo da non smontare il composto. Mettete in frigorifero  mezz’ora  a riposare.

Cuocete nell’ apposita piastra per waffle leggermente unta di olio ci mais con un pennello. Cuoceteli finchè risulteranno dorati. A cottura ultimata irrorateli con del buon miele di castagno (o quello che preferite).

n.b.: si conservano  morbidi fino a tre giorni se conservati sotto un coperchio di vetro o avvolti in pellicola alimentare.

ANTIPASTI/ PRIMI PIATTI

Insalata di quinoa

L’ insalata di quinoa è un ottimo piatto, veloce e versatile, perfetto da portarsi in ufficio nelle giornate più calde. Inoltre diciamolo, la pausa pranzo ben fatta è un modo valido per spezzare e dare un tono anche alle giornate più ostili da mandar giù! 😉 … inoltre è un piatto perfetto per un picnic o un pranzetto veloce sotto l’ ombrellone, vi ho convinto?

La quinoa è una pianta erbacea, anche se viene spesso definita “pseudo cereale” e accostata a cereali come farro, riso e orzo. È un alimento ricco di proteine e naturalmente privo di glutine ed ha un sapore delicato che ben si presta ai vari condimenti.

Insalata di quinoa

(per 4 pp.)

quinoa g 200

1 costa di sedano bianco (a fettine sottili)

8 pomodori datterini (a dadini)

8 ravanelli (a rondelle)

una manciata di olive verdi

3 foglie di basilico fresco (sminuzzate)

1 cucchiaio colmo di semi di girasole

semi di papavero q.b.

pepe nero macinato fresco

sale q.b.

olio extravergine di oliva

 

Per preparare l’insalata di quinoa, per prima cosa sciacquatela più volte finchè l’ acqua non diventa chiara, eliminerete così la saponina che è la sostanza che le conferisce il gusto amaro. Quindi mettete sul fuoco una pentola con dell’acqua e portatela a bollore.  Quando l’acqua bolle, aggiungete il sale, poi versate sia la quinoa e lasciate cuocere per circa 10 minuti a fuoco medio senza il coperchio (per la cottura della quinoa, potete anche regolarvi in base a quanto scritto sulla confezione).

Trascorso il tempo di cottura, scolate bene la quinoa e sbizzarritevi con i vari condimenti che preferite. Io ho optato per tutti quelli menzionati nella ricetta ma potete usare quelli che più incontrano i vostri gusti, come per l’ insalata di riso. L’ insieme di quelli da me indicati credo conferisca un gusto ed una consistenza ben bilanciati.

Consumatela almeno un’ora dopo averla preparata per far sì che si esaltino assieme tutti i sapori.

Buona pausa pranzo!

 

DOLCI

Torta di mais, curcuma e lamponi

torta-mais-lamponi

Soprese. Un momento di gioia ci prende sempre di sorpresa. Non siamo noi ad afferrarlo, ma è lui ad afferrare noi… così è stato per me nella settimana del 28 di maggio. Già, proprio il giorno del mio compleanno…un compleanno a cui sono arrivata in punta di piedi, senza alcuna aspettativa e con pochi intenti festaioli, invece sono stata catapultata in momenti unici e  ancora mi sento frastornata!  Sono grata davvero  per tutto l’ affetto sincero ricevuto;  quando la vita ci costringe a camminare nei terreni più impervi e pieni di radici da saltare,  l’ unica cosa che ci rende forti è sentire chi è pronto a tenerci la mano per darci stabilità nel cammino…questo è davvero il più grande regalo!

Devo un grazie al mio prezioso compagno di vita Marco, alla mia famiglia  ed ai tanti amici che mi hanno sommersa di pensieri bellissimi e sorprese e mi hanno festeggiato con fiori, regali, messaggi, telefonate, brindisi, spa con le amiche del cuore, cena a sorpresa con tutti gli amici storici… e per finire un bellissimo family WE nei luoghi del cuore.  Io che proprio non volevo fare niente ed invece cosa potevo chiedere di più? Quando le nuvole fanno spazio all’ azzurro del cielo è sempre quello l’ azzurro più bello ed emozionante!

Questa è la torta con la quale vorrei dire GRAZIE a tutti coloro che mi vogliono bene, una torta semplice, dolce senza essere stucchevole e autentica come le belle persone… sono convinta che piacerà a tutti! <3

 

 

Torta di mais, curcuma e lamponi

(per 6/8 pp.)

farina di mais g  70

farina tipo 1 g  70

fecola di patate  1 cucchiaio abbondante

zucchero di canna g  100

uova  2

yogurt bianco  g 100

olio di mais  1 cucchiaio

curcuma 1/2 cucchiaino

1/2 limone bio (scorza)

bicarbonato di sodio 1/2 cucchiaino

+ 10 lamponi

 

per guarnire:

marmellata di lamponi 3 cucchiai

acqua 1 cucchiaio

rum 1 cucchiaino

lamponi freschi

granella di nocciole

zucchero a velo

 

In una ciotola mescolate bene le farine, lo zucchero, il bicarbonato e la curcuma.

A parte sbattete le uova, mescolare con lo yogurt, unite l’ olio,  e la scorza di limone, quindi unite al  composto secco. Amalgamate bene, quindi unite delicatamente i lamponi.

Versate il composto in uno stampo imburrato ed infarinato e cuocete a forno caldo a 170° per 30 minuti circa in modalità ventilata, fate la prova stecchino per verificare la cottura!

In un tegamino mettete la marmellata di lamponi, l’ acqua, il rumo e cuocere un paio di minuti a fuoco vivace.

Una volta intiepidito il dolce e sformato, cospargetelo con la marmellata e guarnitelo con i lamponi freschi leggermente spolverati di zucchero a velo, infine terminate con una manciata di granella di nocciole.

 

 

 

 

ANTIPASTI/ SECONDI PIATTI

Pizza senza impasto con lievito madre

La pizza senza impasto con lievito madre è fantastica! Fidatevi… fragrante, digeribile e con una perfetta alveolatura. Da quando sforno pizze devo ammettere che in famiglia ci risulta difficile mangiare fuori una buona pizza senza aver problemi di digestione. La scarsa qualità della farina utilizzata o un frettoloso metodo di lievitazione fanno sì che vi sia una differenza abissale fra pizza e pizza, ciò ne determina non solo il gusto ma anche la digeribilità e tolleranza!

Questa preparazione senza impastosfrutta la magia di una lunga idrolisi che forma senza stress la maglia glutinica, il risultato quindi è ottimo e oltretutto facilita la vita e rende tutto più semplice, no?

Ci sono delle regole che sono davvero fondamentali per una riuscita davvero perfetta:

Farina utilizzata: la forza della farina è fondamentale. Infatti gni farina assorbe acqua in funzione della sua forza, quindi se intendete usare una farina con forza inferiore dovrete anche abbassare  la quantità di acqua perchè altrimenti l’ impasto avrebbe una consistenza non strutturata come invece deve essere!

Lievito madre: usatelo bello arzillo, possibilmente rinfrescato la sera precedente con la stessa farina che andrete ad utilizzare per la vostra pizza.

questa è la foto della fetta, mi spiace che sia un po’ fuori fuoco ma l’ho dovuta scattare “velocissimamente” fra le infamate generale degli affamati ;-D

Pizza senza impasto con lievito madre

500 g di farina forte per pizza

120 g di lievito madre

400 g di acqua

10 g di sale (circa due cucchiaini)

1 cucchiaio olio extra vergine di oliva

 

per il condimento:

passata di pomodoro di ottima qualità + origano + erba cipollina + olio extravergine + sale

 

Preparazione

Alle ore 13 inizio dell’ impasto:

Fate scaldare leggermente l’acqua ( NON deve essere calda ma tiepida). In una ciotola capiente  procedete sciogliendo il lievito nell’ acqua tiepida, quindi  aggiungete l’olio e mescolate.

Con l’ ausilio di un frullino inserite la farina pian piano, non occorre sia un impasto incordato, rimarrà con grumi, è così che deve presentarsi. Se necessario aiutatevi con un cucchiaio di legno e proseguite impastando a mano, aggiungendo il sale alla fine. Adesso coprite l’impasto con della pellicola alimentare e  lasciatelo  circa tre ore a temperatura ambiente, quindi mettetelo in frigo fino al giorno successivo.

 

Preparate il pomodoro condito per farcire la pizza; se non optate per la versione vegana: tagliate la mozzarella e fatela sgocciolare bene. Riponete tutto in frigorifero per averlo pronto il giorno successivo. Gli altri ingredienti potete ovviamente sceglierli in base alla vostra fantasia!

Il giorno seguente decidete quando infornare la pizza e regolatevi di conseguenza tirando fuori dal frigo circa 4 ore prima della cottura.

Togliete quindi la ciotola dell’ impasto, ungetevi le mani e fate un paio di pieghe in ciotola,  quindi dividete l’ impasto in pezzature da circa 200/250 g (io uso il fornetto per pizza con pietra refrattaria per cui uso pezzature piuttosto piccole), fatele raddoppiare coperte da pellicola. Intanto ungete bene le teglie da forno dove andrete a cuocere le vostre pizze.

 

Una volta raddoppiate, stendete con le mani (!!!) su un piano infarinato,  scaldate il forno a 250° in modalità ventilata, condite la pizza a vostro piacimento e cuocetele fino a doratura del cornicione (circa 15/20 minuti). Altrimenti, cuocete nel fornetto apposito! (la differenza di gusto c’è, sono molto più buone 😉 ).

 

 

DOLCI

Crostata senza burro con doppia farcitura

crostata-doppio-strato

Questa crostata con doppio strato di marmellata e senza burro è la coccola perfetta per iniziare anche la giornata più ostile… e ce ne sono ahimè! Per fortuna esistono anche le giornate perfette, quelle in cui senti che la bellezza non è né fuori né dentro, ma intorno, nell’ aria contaminata da intenti positivi ed energia pura.

Sabato 19 e domenica 20 ho potuto godere di una Roma affascinante e maestosa e che mi mi ha accolta con uno strepitoso  sole ed una temperatura perfetta… infatti nella capitale si è svolto il primo raduno di Say Good!

Ci siamo date appuntamento nella capitale, oltre  80 Blogger venute da tutta Italia per celebrare questo nuovo percorso e ci siamo date appuntamento in due location pazzesche! Abbiamo iniziato dal Caffè Propaganda locale nel quale lo chef Fabio Pecelli ci ha deliziato con la sua concezione di “Cucina della Memoria” ed in  questo locale storico romano, che con la proprietà ha voluto dare un imprinting preciso, basti pensare che il loro orto biodinamico fornisce circa il 90% di frutta e ortaggi utilizzati nella cucina del locale. 

Poi ci siamo spostati al  Mercure hotel  per un cocktail nel roof con piscina e vista Colosseo, accompagnato dalla musica e dalla voce del bravissimo Leo Belleggia; qui abbiamo potuto godere di un imperdibile  tramonto, con il Colosseo e l’ Altare della Patria negli occhi, davvero una vista mozzafiato.

Cos’è, cosa si fa ad un raduno di foodblogger?
Io non so dirlo.
Forse non ho mai partecipato ad uno… 😉 .
Però conosco bene i raduni di amiche blogger che condividono la passione per il cibo, fotografia, viaggi e si scambiano sogni e sorrisi. Ogni volta è difficile raccontare a parole la bellezza di questi incontri, alcune di noi sono legate da solidi rapporti di amicizia e altre dalla condivisione quotidiana di progetti e ricette… insomma, le emozioni difficilmente possono essere raccontate <3.

Tornando alla ricetta???  Non potete non provarla, posso garantirvi l’ effetto wow di questa super crostata! Perfetta per colazione e merenda 🙂 (avevo segnato questa ricetta, probabilmente gironzolando online, ma non ricordo dove l’ ho reperita, ho fatto qualche modifica e l’ho fatta mia, se qualcuno ne rivendicasse la paternità o maternità scrivetemelo e aggiorno 😀 )

Crostata senza burro con doppia farcitura

(per uno stampo 18 cm diametro)

  • 300 g di farina tipo 1
  • 90 g di zucchero di canna
  • 1 uovo intero  + 1 tuorlo
  • 60 g di olio di semi di mais
  • 20 g di acqua tiepida
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato
  • una punta di cannella in polvere
  • 1 limone bio (buccia grattugiata)
  • 300 g di marmellata 

Procedimento

In una terrina sbattete le uova, quindi unite lo zucchero,  l’olio, l’ acqua, la buccia di limone grattugiata e la cannella. Mescolate con una forchetta, unite piano la farina fino a quando inizia a formarsi l’impasto. Infine unite il bicarbonato.

Impastate velocemente  fino ad avere un impasto elastico che non si attacchi più alle mani. Dividete l’ impasto in tre parti. Stendete quindi il primo panetto in uno strato  di circa 4 mm e rivestite uno stampo a ceniera da 18 cm precedentemente ben imburrato ed infarinato. Bucherellate la base e mettete parte della marmellata, quindi procedete con il secondo panetto, bucherellatelo e mettetelo nello stampo, alzate e schiacciate leggermente i bordi, farcite con marmellata.  A questo punto decorate con le strisce e le decorazioni che preferite. Fate riposare la crostata in frigo mentre il forno raggiunge la temperatura.

Infornate in forno preriscaldato a 170° ventilato per circa 25/30 minuti, fino a quando apparirà dorata. Fatela raffreddare, sformatela e gustatevela!

DOLCI

Tartellette mascarpone e fragole

crema-fragole-e-mascarpone

Da un albero si possono ricavare milioni di fiammiferi, ma con un solo fiammifero potrebbero essere bruciati milioni di alberi. La verità è che gli accadimenti possono un in un misero secondo cambiare completamente la prospettiva delle cose, un avvenimento può, nel bene o nel male, cambiare un’ esistenza… per cui nessuno può sentirsi tronfio e convinto seduto al banco dei forti, questo è.

Occorrerebbe tenere a portata di mano la giusta dose di umiltà e positività da usare contro le avversità, che tanto tutto è in continua evoluzione per ognuno di noi… esattamente come il tempo e le stagioni! A tal proposito: avete notizie del simpatico e benvenuto (almeno per la sottoscritta) Anticiclone delle Azzorre? Mi sembra che sia da un po’ che non passa da queste parti, io lo attendo con impazienza! Ho sempre voglia di sole, caldo e piedi nudi…

Per celebrare la primavera e la bella stagioni cosa può esserci di più gradito di queste tartellette alle fragole? Sono golosissime e rosa, come i pensieri che tutti dovremmo avere in testa! 😉

Tartellette mascarpone e fragole

(per 10 tartellette)

per la frolla:

280 g di farina tipo 1

120 g di zucchero di canna

50 g di burro

20 g di olio di mais

2 tuorli

1 cucchiaio di whisky

una punta di bicarbonato

 

per la crema mascarpone e fragole:

200 g di mascarpone (io senza lattosio)

150 g di panna fresca

80 g di fragole

80 g di zucchero a velo

 

per guarnire:

marmellata di fragoline di bosco

fragole fresche

lamponi

granella di nocciole

 

In una ciotola impastate a mano, senza lavorare troppo, tutti gli igredienti per fare la frolla, partite dal sabbiare la farina con i riccioli di burro morbidi, aggiungete poi  lo zucchero, le uova, l’ olio, il whisky ed il bicarbonato. Una volta ottenuta una palla piuttosto omogenea farla riposare al fresco per un’ oretta.

Lavate bene le fragole ed eliminare il picciolo, quindi frullatele assieme al mascarpone, la panna fresca di frigo e lo zucchero a velo. Dovrete ottenere una crema densa al cucchiaio, quindi riponete in frigorifero.

Riprendete la frolla e stendetela con poca farina e mattarello dello spessore di 4 mm, tagliate dei dischi della grandezza delle tartellette, quindi metteteli negli appositi stampini imburrati ed infarinati. Bucherellate con i rebbi di una forchetta ed infornate a 160° per 25 minuti circa, forno ventilato.

Sfornate e lasciate raffreddare, quindi sformate le vostre tartellette, cospargetele con un cucchiaio di marmellata e quindi farcitele con la crema di mascarpone e fragole usando un sac à poche con la bocchetta stellata. Decorate con fragole e se volete lamponi freschi e cospargete di granella di nocciole. Gustatele dopo almeno due ore dalla farcitura.

n.b. una volta farcite andranno consumate in giornata o al massimo il giorno successivo, altrimenti la frolla tenderà ad ammorbidirsi troppo con la farcitura!

PRIMI PIATTI

Ravioli ricotta ed ortiche con zafferano, pecorino e pinoli tostati

ravioli-fini-con-zafferano-pinoli

I ravioli alle erbe ed ortiche conditi con zafferano toscano, pecorino senese e pinoli di San Rossore, posso garantire che saranno apprezzatissimi da tutti, grandi e piccini! Per me e la mia famiglia il pranzo della domenica è il momento  in cui finalmente tutta la famiglia è seduta allo stesso tavolo, l’ unico giorno della settimana in cui questo è possibile! Un pranzo completo, ricco di squisitezze e ben curato e con dessert finale fra i più golosi. Fra i nostri primi piatti preferiti ci sono senza dubbio  i ravioli fatti in casa!!! Ma quando il tempo è tiranno optiamo per quelli confezionati purché di qualità: e voi avete mai provato quelli della gamma Fini? Sono davvero  buoni e gustosi, vi faranno fare un figurone anche per #ilpranzodelladomenica!!!

Quando mi hanno chiesto di proporre una ricetta in collaborazione #ConFini , non ho avuto dubbi a mettere nel piatto i sapori toscani che più amo, devo dire che il risultato è stato un connubio perfetto di sapori ed è stato davvero molto apprezzato anche dai miei critici più duri, i miei ragazzi 😉

Ravioli ricotta ed ortiche con zafferano, pecorino e pinoli tostati (ingredienti per 4 persone)

1 confezione di ravioli Fini ricotta e ortiche

50 g di pecorino senese

1 bustina di zafferano toscano

20 g di pinoli di San Rossore

1 bicchiere di latte

1 cucchiaio scarso di maizena

1/2 cucchiaino di erba di cipollina

Noce moscata q.b.

pepe macinato fresco

pistilli di zafferano (per guarnire)

 

Preparazione

1. Portate ad ebollizione l’acqua in una pentola capiente, quindi salate con sale grosso.

2. In una ampia padella tostate leggermente i pinoli, quindi toglieteli e teneteli da parte. Grattugiate il pecorino con una grattugia a fori larghi, anche questo tenetelo da parte.

3. Sciogliete lo zafferano nel latte. Nella padella in cui avete tostato i pinoli, mettete l’ erba cipollina, poco sale, maizena, il pecorino ed il latte con lo zafferano, tutto a fiamma bassa mescolando di continuo fino a farlo un pò addensare .

4. Quando la crema sarà quasi fatta , aggiungete i pinoli ed  un pò di  noce moscata amalgamando bene, quindi spegnete e aggiungete del pepe macinato e qualche pistillo di zafferano.

4. Buttate i ravioli nell’acqua bollente, cuocete per un paio di minuti e scolate.

5. Saltate quindi i ravioli in padella con la crema ottenuta e servite.